DUE DI CUORI: Perché dire no alla violenza

Pubblicato il 7 maggio 2018 in , , da Rebecca & Marina Due di cuori

Ciao Marina & Rebecca,

mi chiamo G. e sono una donna di trentasei anni. Per dieci anni sono stata assieme a un ragazzo, L., che amavo alla follia nonostante non fosse – ne sono consapevole – l’uomo ideale per me. Abbiamo trascorso assieme anni per me molto importanti… nei quali, accecata dal sentimento, gli ho perdonato molte scorrettezze e anche (forse) qualche tradimento di poco conto. Non era importante, per me: stare assieme a lui mi riempiva di gioia e tanto mi bastava. Una sera, però, è successa una cosa che ha segnato la definitiva rottura. Era la notte di Capodanno, eravamo con un gruppo di amici in una grande festa, e a un certo punto (era circolato parecchio alcol ed eravamo tutti un po’ annebbiati, io stanchissima), l’ho trovato a letto con la mia migliore amica. Non ci ho visto più e ho urlato contro di lei qualunque insulto mi venisse in mente. Quanto a lui, l’ho lasciato in tronco. Così è cominciato per me il nuovo anno. Non sono mai tornata sui miei passi:  non l’ho più voluto sentire né vedere. Lei mi ha telefonato ininterrottamente per due settimane, ma io l’ho liquidata con una breve mail in cui le spiegavo chiaramente che non avevo nulla da dirle, più di quanto non le avessi già detto. E’ sempre stata di facili costumi, ma le volevo talmente bene da non giudicarla. Otto mesi dopo, quando cominciavo a riprendermi, ecco arrivare l’ennesima telefonata da parte sua. Non le ho risposto e me la sono trovata fuori dal lavoro, quasi irriconoscibile:  grassa e trascurata, mi ha implorato di ascoltarla, e così ho fatto, scoprendo che ha fatto l’ennesima sciocchezza e ha cominciato una relazione con un uomo che la maltratta. L’ho vista molto infelice e spaventata e non ce l’ho fatta a mettere il mio orgoglio prima del suo bene. Ora siamo tornate in buoni rapporti, sto cercando di aiutarla a liberarsi da un compagno che la umilia e non la merita. Quanto a me il fantasma del passato spesso ritorna e io, che al momento sono single, ripenso al mio ex e soffro di nuovo.  Secondo voi ho sbagliato a riaccoglierla nella mia vita?

Grazie per un consiglio.

G.


Risponde Rebecca:

Cara G., la tua storia mi ha commosso. Sei stata capace, con il tuo gesto, di fare qualcosa che non tutti sono in grado di fare: andare oltre te stessa, al tuo egoismo, e dimostrare altruismo. Hai fatto un gesto nobile, e questo non è scontato. Siamo tutti bravi a dispensare consigli, ma quando ci toccano i nostri affetti diventiamo  inflessibili. Quanto alla tua amica, mi sembra, da come la descrivi, una persona estremamente fragile e problematica, con cui probabilmente è difficile prendersela fin in fondo perché è capace da sola di farsi del male. Una persona destinata all’infelicità, e questo tu  l’hai capito. Ebbene, io non credo che tu abbia sbagliato a riaccoglierla nella tua vita, e sai perché? Perché in fondo la tua amica con il suo errore ti ha fatto un favore. Ti ha permesso di smascherare una relazione che, già traballante, tu volevi salvare a ogni costo, rischiando di perdere altro tempo prezioso. Prova a prendere in considerazione questa chiave di lettura, quando il passato ritorna e la malinconia ti assale.

Rebecca


Risponde Marina:

Gentile G., c’è qualcosa di profondamente triste che aleggia nella sua lettera: una relazione poco convincente, segnata da scorrettezze e tradimenti, eppure portata avanti con tanta determinazione. Una festa non all’insegna della piacevolezza e del reciproco rispetto, ma segnata da alcol e sesso problematico. L’eliminazione di un’amicizia (con la sua amica) comunque non basata sulla stima e la condivisione (la definisce di “facili costumi”). E ora un tentativo di rimettere tutto a posto, aiutando la sua amica a liberarsi di una storia violenta e dolorosa. Forse lei si identifica nella sua amica, entrambe poco attente nella scelta dei partner, poco sagge. Aiutando l’altra, lei aiuta anche se stessa a tollerare la solitudine,  che cerca di insegnare all’altra. Vuole comunicarle di tollerare l’astinenza senza abbuffarsi, in tutti i sensi, di cibo scadente. Altrimenti anche lei sente di rischiare e di diventare una donna di facili costumi. Solidarietà femminile, specie in presenza di violenza, diventa un must per ciascuno di noi, amica o sconosciuta. Si senta dunque a posto in questa impresa. Senza nostalgie. Auguri