DUE DI CUORI: “Ho 50 anni e adesso voglio ritornare ad amare”

Pubblicato il 10 gennaio 2018 in , , da Rebecca & Marina Due di cuori

Si chiama “Due di cuori” questa nuova rubrica. E’ firmata a quattro mani, da Rebecca, 30 anni, protagonista di “Io sono Cupido-l’amore al tempo delle App“, e da Marina, una grey-panthers Doc. Affrontano insieme questioni di cuore di ogni età: scrivete a grey-panthers@grey-panthers.it. Potete raccontare la vostra storia, accettare pareri, alimentare il dibattito. Perché i sentimenti sono vivi, ma rari i punti di riferimento con cui confrontarsi.

Questa settimana rispondiamo a P., di Terni

“Ho 50 anni e adesso voglio ritornare ad amare”

Buongiorno Marina & Rebecca,

mi chiamo P., ho cinquant’anni, due figli adolescenti e un divorzio alle spalle. Abito in provincia di Terni, e mai come oggi mi sento soffocare in un paese così piccolo. La gente è impicciona, pettegola, non si fa mai i fatti suoi, e per una donna come me, ancora piacente ma con un fallimento sentimentale addosso, è difficile “rifarsi una vita”. Sono ancora giovane, il mio corpo nutre ancora desideri, e credo di meritare una seconda possibilità.
Qualche mese fa un uomo si è interessato a me: è un mio ex compagno di liceo, incontrato per caso una sera in centro. Ci siamo visti, riconosciuti, salutati e raccontati le reciproche vite. Nei giorni seguenti lui è venuto a trovarmi fuori dal lavoro. Gli avevo detto che sono insegnante alle scuole medie e non è stato difficile per lui rintracciarmi. Mi sono sentita di nuovo bella e attraente in sua compagnia, e alla fine ho accettato il suo invito a cena. E’ stata una serata piacevole e lui mi ha cercata di nuovo. Siamo usciti altre volte e una di queste volte lui mi ha baciata. Poi, un giorno, l’imponderabile. Mio fratello maggiore, S., proprietario di uno dei principali bar del paese, ha ricevuto la visita di un amico che non si è fatto i fatti suoi. “Tua sorella, sai…dicono che esca con uno. Fossi in te la terrei d’occhio. Con due figli e un divorzio alle spalle, è meglio che non faccia altri passi falsi, no?”.

Una domenica, a pranzo dai miei, S. mi ha detto senza mezzi termini che non lo dovevo vedere più. Che era meglio se chiudevo la faccenda sul nascere. Mi sono sentita soffocare e per giorni non mi sono fatta vedere neanche a scuola. Poi, all’improvviso, mi è scattato qualcosa dentro. “Non è giusto morire a cinquant’anni. Non è giusto vivere solo per i figli. Si stanno facendo grandi, tra qualche anno avranno di meglio da fare e io sarò di nuovo sola. Voglio qualcuno con cui invecchiare”.

Così ho preso il coraggio a quattro mani e ho scaricato un’app di incontri. Si chiama “Once” e ti propone un compagno al giorno. Me ne ha parlato un’amica di Milano, mesi fa. Pare che in città siano in molti a ricorrere a questi metodi per conoscere qualcuno. All’inizio mi sembrava di essere impazzita, mi vergognavo…ma poi mi sono decisa e ho caricato delle foto, scritto una descrizione di me e dei miei hobby. Ancora, però, non mi sono decisa a usarla. Per questo, ora, mi rivolgo a voi: vorrei un vostro parere. Secondo voi sto facendo una sciocchezza? Potrei pentirmene? Mi dicono che molti le usano solo per divertirsi a letto, ma c’è anche chi ha trovato l’amore. Secondo me è come entrare in un bar, o in una discoteca: ci sarà gente malintenzionata ma anche delle brave persone, no?

Se mi darete un consiglio, ve ne sarò grata.

P.


Risponde Rebecca:

“Cara P.,

su questo argomento, con me, apri un vaso di Pandora. Mi interessano le app di incontri, trovo che per molti di noi possano rappresentare un possibile futuro sentimentale, e posso garantirti che sempre, quando viene fuori il discorso, la principale perplessità è la stessa che stai sollevando tu, ora, con un’app già scaricata, un profilo pronto, ma una diffidenza di fondo che ti impedisce di buttarti a capofitto in questa avventura cibernetica: starò sbagliando? Posso fidarmi del mondo virtuale o mi caccerò in un guaio? Io la capisco questa ritrosia, è sana e normale. Penso che sarebbe strano non averla. Tuttavia, come ho già fatto con altri, anche a te dirò la stessa cosa: la app è solo un mezzo, uno strumento, e in quanto tale non può essere nè buono nè cattivo. E’ semplicemente neutro. La differenza la facciamo noi, con le nostre scelte. Credi che non sia stato lo stesso con il citofono, o con il telefono? O addirittura con la televisione? Di fronte alle novità è giusto, secondo me, avere dei dubbi. Soprattutto quando, come in questo caso, in palio c’è la nostra salute, la nostra felicità. Ma le app di incontri sono essenzialmente uno strumento, un mezzo in più a nostra disposizione per poter raggiungere il nostro fine: stare bene con un altro essere umano. Io credo nella tecnologia e, per quanto mi spaventi per certi versi, sono certa che possa essere un’alleata. Conosco alcune persone che hanno trovato l’amore in questo modo, altre che si sono semplicemente divertite per un po’, altre che hanno avuto cattive esperienze, come nella vita ingenerale. Anche tu avrai amiche che hanno trovato il compagno giusto da giovani e ancora ci stanno assieme, altre che saltano da una storia all’altra da anni, altre ancora che hanno sofferto. Le app sono una valida alternativa al bar, o alla discoteca, con qualche chance in più legata alle opportunità chela tecnologia mette a disposizione di tutti. Ad esempio, con un’app, è più facile incontrare una persona che abiti vicini a noi, che abbia i nostri stessi interessi. Un domani, quando saremo ancora più tecnologici e sdoganati, forse saremo in grado di ridurre al minimo le possibilità di errore e di avere la certezza che, usando queste app,troveremo l’anima gemella.Ti consiglio di vedere, a tal proposito, un episodio della quarta stagione di “Black Mirror” intitolato “Hang the DJ”, su Netflix. Si parla di quella che potrebbe essere una realistica evoluzione delle app di incontri, che in un futuro remoto ma non così lontano ci consentirebbero di garantire a tutti il 99% di possibilità di trovare il compagno ideale, senza perdere tempo con storie deleterie e inutili”. Perciò buttati! Usala questa app…alla peggio puoi sempre tornare indietro”. Rebecca


Risponde Marina

“Cara amica,

grazie per averci coinvolto. Anch’io penso che le App siano uno strumento nuovo, né buono né cattivo, soprattutto quando, a una età adulta come la sua, ci sono esperienza e buon senso a suggerire comportamenti e decisioni. Mi sembra, però, che nello scenario in cui si muove lei ci siano altri elementi da considerare:

1- Innanzitutto l’ambiente piccolo, il contesto di cittadina dove tutti conoscono tutti e dove, soprattutto, molti si sentono autorizzati a interferire. Non è l’App che può salvarla dai pettegolezzi del suo ambiente, dagli interventi della sua famiglia, amici e conoscenti compresi, persino dal disagio dei suoi figli, che immagino lei voglia comunque proteggere e tutelare. Le sconsiglio, attraverso l’App, di conoscere qualcuno “dietro l’angolo di casa”; molto meglio instaurare un rapporto di dialogo e conoscenza a distanza, che le permetterà comunque di avviare un percorso più protetto, che la porterà a giornate e weekend di esplorazione, di conoscenza, di condivisione di interessi e attività. Tutto discretamente e, quindi, anche con maggiore rilassatezza e tranquillità.

2- Dalla sua lettera, inoltre, non emerge quanto il vecchio compagno di liceo, ritrovato per caso, le stia davvero a cuore. Lei non dice nulla di quest’uomo e sembra quasi che abbia visto in lui soprattutto un’opportunità per riaprire e rivitalizzare la sua vita sentimentale. Se l’impressione è corretta, può probabilmente limitarsi a un’amicizia da gestire anche con altri conoscenti, a più persone, senza “chiamarsi fuori” bruscamente, come se questa conoscenza fosse comunque colpevole. Se invece è proprio questo signore a riscaldare i suoi pensieri, allora opterei per una frequentazione in territorio più neutro. Auguri!

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