“Vivere sani più a lungo si può?”: si chiamava così il Fascicolo 2025 con i consigli di una ventina di ricercatori per una longevità percorribile, che inizia dai primi momenti di vita. Li abbiamo incontrati di nuovo, questi scienziati, e altri insieme a loro, per avere conferme e conoscere sviluppi di quella Ricerca che costruisce e migliora ogni giorno la qualità della nostra vita
A che passo procede la Scienza? e con quale velocità? Ci sono novità ogni anno? e quali nuovi temi si aprono, nel corso di dodici mesi? Con questo profondo interesse di “stare al passo”, abbiamo chiesto a importanti Ricercatori, uomini e donne di Scienza, di affrontare con noi un tema importante per il nostro benessere sul quale loro lavorano quotidianamente.
Ne è emersa una serie di articoli, di grande valore, cui daremo spazio, a partire dal 21 marzo (quasi a segnare una rinnovata Primavera), uno ogni quindici giorni, per dare modo ai lettori di leggere con calma, di riprenderne i concetti più significativi, di “misurare” l’interesse e la curiosità che suscitano in loro. Per parlarne in famiglia, con il proprio medico, con l’amico esperto il cui dialogo ci dà soddisfazione.
Un percorso che ci accompagnerà per oltre due mesi, quindi, e che costituisce un “vademecum del benessere” digitale e sicuro, di pronta consultazione.
(24 maggio)
Fondamentale il ruolo del sonno per il nostro benessere: conta non solo la durata, ma anche la qualità
Il sonno è fondamentale per la salute dell’individuo. La riduzione della quantità e della qualità può determinare svariati effetti negativi. Un insonne ha un rischio più che doppio di sviluppare depressione. Inoltre, quando dormiamo, si attiva nel nostro cervello il sistema glinfatico che agisce come “spazzino”
L’articolo è a cura del Prof. Luigi Ferini Strambi- Ordinario di Neurologia e Direttore del Centro di Medicina del Sonno, Università Vita-Salute San Raffaele
(21 maggio)
Le principali patologie della colonna vertebrale e il ruolo dell’esercizio fisico
L’incidenza delle patologie della colonna vertebrale è tendenzialmente associata all’invecchiamento. Le patologie più frequenti sono la lombalgia cronica, la stenosi del canale vertebrale, l’ipercifosi dorsale e la degenerazione discale. Queste condizioni patologiche rappresentano una delle principali cause di dolore, disabilità e perdita di autonomia nei soggetti over 65.
L’articolo è a cura di Luca Marin Laboratorio di Attività Motoria Adattata (LAMA), Università di Pavia-Laboratorio per la Riabilitazione e la Chirurgia Ortopedica (LAROS), Università di Pavia-Dipartimento di Riabilitazione, Istituto di Cura Città di Pavia, con Maria Bavado e Nicolò Carbone, Laboratorio per la Riabilitazione e la Chirurgia Ortopedica (LAROS), Università di Pavia- Dipartimento di Riabilitazione, Istituto di Cura Città di Pavia
(16 maggio)
Quando ossa e muscoli parlano tra loro: una nuova visione dell’invecchiamento
Per molto tempo abbiamo immaginato il corpo umano come un insieme di sistemi separati. Le ossa erano un problema dell’ortopedico, i muscoli una questione di forza o movimento, il grasso un tema metabolico. Ogni ambito aveva le proprie malattie, le proprie cure, i propri specialisti. Negli ultimi anni, però, questa visione ha iniziato a mostrare parecchi limiti. Sempre più studi suggeriscono che ossa, muscoli e tessuto adiposo non funzionano affatto come compartimenti isolati, ma come parti di un unico sistema integrato.
L’articolo è a cura del dott. Lorenzo Poloni, fisiatra. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano, ha conseguito la specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Ha seguito inoltre molti master di perfezionamento
(11 maggio)

Inevitabile l’insuccesso per chi cerca in un “super-food” il segreto di una sana longevità
Esiste il cibo della longevità? La ricerca su questo tema ha a lungo cercato l’alimento capace di allungare la vita, quella bacchetta magica in grado di rimediare agli eccessi di anni e assicurare il tanto sperato elisir di giovinezza. Eppure, osservando le popolazioni più longeve del mondo, emerge un dato chiaro: non esiste un alimento che da solo possa vantare i meriti della longevità
L’articolo è a cura della prof. Chiara Manzi, Professore di Medicina Culinaria- Corso di laurea in Medicina e Chirurgia Università di Ferrara, che nel 2025 ha pubblicato con Zanichelli il primo testo universitario italiano sulla Medicina Culinaria scritto in collaborazione con altri 17 autori.
(7 maggio)
Tra esercizio fisico e cervello un rapporto sinergico, funzionale già durante la gestazione
L’esercizio fisico ha un forte impatto su tutti i sistemi fisiologici umani, capace di regolare la nostra biologia e il nostro metabolismo. Organi e tessuti “dialogano” grazie a fattori circolatori prodotti dall’esercizio fisico, chiamati Exerkines (Eserchine), e infatti si parla di cross talk tissutale. L’esercizio fisico produce benefici per la salute, tra cui la riduzione della presenza o gravità di malattie croniche, il miglioramento della vita e della longevità in salute (Healthspam), e resilienza
L’articolo è a cura del prof. Sergio Pecorelli – Professore Emerito Università degli Studi di Brescia- Presidente Giovanni Lorenzini Medical Foundation, Milano-New York
(2 maggio)
La fragilità nell’anziano? E’ una variabile del tutto personale, che misura la nostra capacità di resilienza
Per comprendere le prime manifestazioni dell’invecchiamento bisogna partire da un concetto chiave: la fragilità, parola che deriva dal latino frangere, rompere. Rimanda all’idea di qualcosa che, se sottoposto a una pressione o anche a un trauma minimo, rischia facilmente di danneggiarsi. È un’immagine semplice, ma efficace. In medicina la fragilità indica una condizione di ridotta capacità dell’organismo di mantenere l’equilibrio omeostatico dopo un evento stressante
L’articolo è a cura del prof.Renzo ROZZINI Direttore Clinico del Programma “Benessere, Salute, Longevità”- Fondazione Poliambulanza – Istituto Ospedaliero- Brescia
(24 aprile) 
Esercizio fisico, online o su piattaforme tecnologiche integrate, per senior che vivono soli
Longevità e salute non sempre coincidono e l’obiettivo chiave non riguarda esclusivamente il numero di anni vissuti, ma la loro qualità funzionale. Ciò vale per tutti gli anziani, compresi quelli che vivono soli. Dati europei evidenziano che oltre il 30% della popolazione over 65 risiede in abitazioni unipersonali, con picchi superiori al 40% nelle fasce di età più avanzata. L’isolamento residenziale non è solo un fattore di rischio psicosociale, ma una variabile rilevante che favorisce una sindrome clinica caratterizzata dalla riduzione delle capacità funzionali e da una maggiore vulnerabilità ai fattori stressanti: la fragilità!
L’articolo è a cura di Luca Marin, PT, Ph.D.- Laboratorio of Attività Motoria Adattata (LAMA) ePamela Patanè -Laboratorio of Attività Motoria Adattata (LAMA)–
(20 aprile)

Differenze di sesso e di genere nei meccanismi di protezione cerebrale durante l’invecchiamento e nelle malattie neurodegenerative
Con l’invecchiamento, il cervello umano subisce una serie di cambiamenti strutturali e funzionali, che riflettono l’interazione tra meccanismi biologici e socioculturali. Tuttavia, diversi fattori contribuiscono allo sviluppo e al mantenimento della riserva cerebrale e cognitiva, tra cui un livello di istruzione elevato, il coinvolgimento in attività intellettualmente stimolanti, una stimolazione cognitiva continua, una vita sociale attiva e specifiche esperienze lavorative. Tali fattori aumentano la resilienza del cervello agli effetti dell’età e delle patologie neurodegenerative
L’articolo è a cura della Professoressa Daniela Perani, MD Professor Emeritus of Neuroscience presso l’Università Vita-Salute San Raffaele Milano
(14 aprile)

Il “giardino invisibile”: la scienza ci dice come il microbiota custodisce la nostra giovinezza
Spesso pensiamo alla salute come a qualcosa che “abbiamo” o “perdiamo”, come se fossimo un’entità singola. In realtà, ciascuno di noi è un ecosistema complesso. Dentro il nostro intestino ospitiamo circa un chilo e mezzo di batteri, virus e funghi: il microbiota. Per i lettori senior, questo “organo nascosto” non è solo un alleato della digestione, ma il più potente baluardo contro l’invecchiamento precoce.
La prevenzione a tavola: i magnifici tre
Non è mai troppo tardi per ricolonizzare il proprio “giardino”. Ecco i tre pilastri per un microbiota a prova di tempo:
- Le Fibre (Prebiotici): Non sono solo “zavorra” per l’intestino. Sono il cibo preferito dai batteri buoni. Carciofi, cicoria, legumi e cereali integrali sono veri banchetti per la nostra flora.
- I Fermentati (Probiotici): Yogurt, kefir, crauti e miso introducono “nuovi inquilini” pronti a dar man forte alle difese immunitarie.
- I Polifenoli: Presenti in frutti di bosco, tè verde, olio extravergine d’oliva e persino in un quadratino di cioccolato fondente. Questi composti non solo sono antiossidanti per noi, ma selezionano i batteri migliori.
L’articolo è a cura del Dott. Cristian Testa, Medico di Medicina Funzionale e Biologo Nutrizionista. Oltre ad essere uno specialista all’avanguardia, ricopre il ruolo di Direttore Sanitario presso il Centro Medico For Me di Curno (BG) ed è docente presso l’Accademia Nazionale di fitoterapia Mattioli di Brescia.
(8 aprile)
Geni, stile di vita e prevenzione: così la Medicina diventa personale
Perché alcune persone sviluppano un infarto pur avendo uno stile di vita apparentemente sano, mentre altre arrivano a 90 anni senza problemi cardiovascolari? Perché c’è chi sviluppa una demenza nonostante una vita attiva e chi, invece, mantiene memoria e autonomia fino a tarda età? La risposta non è mai solo nei geni, né solo nello stile di vita. È nell’interazione tra i due.
Le malattie cardiovascolari e neurodegenerative nascono dall’interazione tra geni e ambiente. I geni non determinano il destino, ma contribuiscono a definire una probabilità. Il Punteggio di rischio poligenico (PRS) rappresenta uno strumento innovativo per misurare questa probabilità e, soprattutto, per trasformare la conoscenza genetica in un’opportunità concreta di prevenzione.
L’attuale offerta nel campo della prevenzione genetica basata su PRS si articola in tre modelli principali:
- Modello business-to-business (B2B) per professionisti sanitari – come Allelica: piattaforme di supporto decisionale che forniscono PRS e strumenti genetici ai medici per l’integrazione nella pratica clinica.
- Modello direct-to-consumer (D2C) – come Antegenes in ambito oncologico: test genetici rivolti direttamente al consumatore, con report standardizzati e limitata integrazione clinica.
- Modello clinico integrato (in presenza) – come Cereneo Prevention: integrazione strutturata di dati genetici e parametri clinici, valutazione specialistica multidisciplinare e piano personalizzato con follow-up. È l’approccio più completo, perché traduce il rischio stimato in interventi concreti, monitorati e realmente su misura.
In ogni caso, l’obiettivo è chiaro: non intervenire quando la malattia è già presente, ma anticiparla, identificando il rischio in modo precoce e traducendolo in azioni mirate su monitoraggio, stile di vita e strategie preventive.
L’articolo è a cura di Paolo Gasparini, Professore di Genetica Medica, Dipartimento Universitario Clinico di Scienze Mediche Chirurgiche e della Salute, Università di Trieste, Trieste- Italia e di Alberto Budillon, Genetista Medico, Istituto Materno Infantile- IRCCS “Burlo Garofolo”, Trieste, Italia
(31 marzo)
Il paradosso della cura: quando la terapia può diventare un rischio nel paziente anziano fragile
È indubbio che la farmacologia cardiologiaca (e non solo) ha compiuto passi da gigante in questi ultimi decenni. Grazie a farmaci sempre più efficaci e protocolli validati, è stata allungata significativamente l’aspettativa di vita, trasformando patologie un tempo fatali in condizioni croniche gestibili. Tuttavia, questo successo porta con sé una nuova, complessa sfida: la gestione del paziente anziano fragile
Le “Regole d’Oro” per il cardiologo geriatra
- Start Low, Go Slow- Iniziare sempre con il dosaggio minimo efficace e titolare lentamente.
- Treat the Patient, not the Number- Non inseguire target pressori o lipidici ideali se causano ipotensione sintomatica o astenia.
- Deprescribing- A ogni visita, chiedersi: “Questo farmaco è ancora necessario? I benefici superano ancora i rischi?”
- Review Integrata: Chiedere al paziente di portare tutte le scatole dei farmaci (anche integratori e farmaci da banco) per verificare la reale aderenza e le interazioni.
L’articolo è a cura del professor Evasio Pasini, Cardiologo, Professore all’Università degli Studi di Brescia e Science Park Member of Ruha Catholic University Tanzania. Responsabile scientifico dell’area Salute di Grey Panthers, collabora con noi dal 2017.
(25 marzo)
Il ruolo della nutrizione nel mantenere muscoli, energia e salute nell’arco della vita
Quando i muscoli si contraggono, le loro fibre consumano energia in proporzione all’intensità dello sforzo. Più il carico è elevato, più energia viene utilizzata. Tuttavia, il consumo energetico non riguarda solo il movimento in sé. Una parte molto consistente dell’energia serve anche per costruire nuove proteine muscolari, cioè per riparare e rafforzare il tessuto dopo l’allenamento.
Ad aiutarci a comprendere come sostenere in modo corretto il corpo durante l’allenamento e la riabilitazione, soprattutto con l’avanzare dell’età, è il professor Francesco Saverio Dioguardi, Specialista in Gastroenterologia, Professore Associato in Medicina Interna, ex-cattedra di Nutrizione Clinica Università degli Studi di Milano.
Ricordiamo che in calce a ogni articolo è possibile, per i lettori registrati, inserire domande o commenti. Volentieri alimenteremo il dibattito con l’aiuto degli esperti.
Ricordate il fascicolo “Vivere sani più a lungo si può?”?









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