Le principali patologie della colonna vertebrale e il ruolo dell’esercizio fisico

Pubblicato il 21 Maggio 2026 in Wellness Salute
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L’incidenza delle patologie della colonna vertebrale è tendenzialmente associata all’invecchiamento. Le patologie più frequenti sono la lombalgia cronica, la stenosi del canale vertebrale, l’ipercifosi dorsale e la degenerazione discale. Queste condizioni patologiche rappresentano una delle principali cause di dolore, disabilità e perdita di autonomia nei soggetti over 65

La muscolatura paravertebrale svolge un ruolo fondamentale per la stabilità e l’equilibrio del rachide ma, come tutti i muscoli, con l’avanzare dell’età, è soggetta a una progressiva riduzione della massa e di conseguenza della forza e della potenza. Questa condizione altera l’equilibrio sagittale, determina un aumento del carico sulle strutture vertebrali passive e aumenta il rischio di incorrere in problemi più o meno gravi.

Fortunatamente, la letteratura scientifica ha evidenziato come l’esercizio fisico individualizzato possa rivelarsi uno strumento terapeutico efficace e sicuro perché il miglioramento della forza muscolare contribuisce a stabilizzare il rachide e a ridurre le sollecitazioni anomale sui dischi intervertebrali e sulle faccette articolari. Uno studio, pubblicato nel 2021, ha mostrato che programmi di esercizio mirati al rinforzo degli estensori del tronco migliorano l’allineamento sagittale e la funzionalità nei soggetti anziani, con effetti positivi anche sulla percezione del dolore.

Per la lombalgia cronica, rinforzo muscolare e soprattutto esercizi di mobilità articolare

Nella lombalgia cronica aspecifica dell’anziano, l’attività fisica rappresenta l’intervento di prima scelta che non si limita al semplice rinforzo muscolare, ma include esercizi di mobilità articolare, stretching, training propriocettivo e dell’equilibrio. Alcuni studi randomizzati controllati hanno dimostrato che programmi strutturati di esercizio riducono il dolore e la disabilità e contribuiscono a contrastare la paura del movimento (kinesiofobia) (Martínez-Ramírez et al., 2020).

Nella stenosi lombare, approccio chirurgico solo nei casi più gravi

Interessante notare che, al contrario di quanto avveniva in passato, anche il trattamento elettivo della stenosi lombare, spesso associata a claudicatio neurogena e limitazione della deambulazione, è costituito dall’esercizio terapeutico che precede sempre l’approccio chirurgico, riservato solo ai casi più gravi.

Evidenze recenti indicano che programmi combinati di esercizi di stabilizzazione del core e allenamento aerobico a bassa intensità possono determinare miglioramenti significativi nella capacità di cammino e nella qualità di vita (Kim et al., 2018). L’esercizio fisico favorisce, inoltre, una migliore tolleranza allo sforzo, riduce la rigidità segmentaria e migliora il controllo neuromotorio, con benefici funzionali clinicamente rilevanti.

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L’importanza di prevenire le cadute

Le alterazioni posturali del rachide, spesso legate a ipercifosi dorsale, sommate alla perdita di forza, compromettono l’equilibrio statico e dinamico e aumentano il rischio di cadute. Programmi di esercizio che combinano rinforzo muscolare, lavoro posturale e training dell’equilibrio hanno migliorato la stabilità, ridotto il rischio di caduta, con ulteriori effetti positivi sull’autonomia e la partecipazione sociale (Lee et al., 2021).

Valutazione medica, prima di iniziare

Mantenere una buona funzionalità della colonna vertebrale contribuisce a preservare l’autonomia e la qualità di vita della persona, ma è importante che, specie in età avanzata, l’inizio dell’attività sia preceduto da una valutazione medica.

Intensità, durata e tipologia di esercizio vanno individualizzati e adattati alle capacità funzionali e allo stato di salute generale, considerando l’eventuale presenza di comorbidità (osteoporosi, patologie cardiovascolari, disturbi neurologici).

Nei soggetti fragili è preferibile iniziare con esercizi a bassa intensità e procedere con una graduale progressione del carico, privilegiando la qualità del movimento e il controllo motorio. Inoltre, è bene sottolineare che l’aderenza nel lungo periodo al programma è un fattore determinante per il successo.

In conclusione, le evidenze scientifiche concordano nel riconoscere all’esercizio fisico un ruolo centrale nella gestione delle patologie vertebrali dell’anziano. L’attività motoria regolare migliora forza muscolare, postura, equilibrio e qualità di vita, riducendo il dolore e contrastando la disabilità.

L’idea, che, nell’età avanzata, il dolore vertebrale richieda riposo e limitazione del movimento è ampiamente abbandonata a favore di un approccio proattivo, supervisionato e progressivo, che rappresenta una strategia efficacie per promuovere un invecchiamento sano e funzionale.


BIBLIOGRAFIA

Kim, H. J., Lee, J. H., & Park, S. H. (2018). Effects of exercise therapy in elderly patients with lumbar spinal stenosis. BMC Musculoskeletal Disorders, 19, Article 853.

Lee, S. Y., Kim, T. H., & Cho, Y. J. (2021). Association between lumbar extensor strength and sagittal balance in older adults: Effects of exercise intervention. Scientific Reports, 11, Article 90537.

Martínez-Ramírez, P., González-Sánchez, M., & López-López, D. (2020). Exercise-based interventions in older adults with chronic low back pain: A randomized controlled trial. Journal of Geriatric Physical Therapy, 43(4), 215–223.



Luca MarinA cura di Luca Marin Laboratorio di Attività Motoria Adattata (LAMA), Università di Pavia-Laboratorio per la Riabilitazione e la Chirurgia Ortopedica (LAROS), Università di Pavia-Dipartimento di Riabilitazione, Istituto di Cura Città di Pavia

Marin 2eCarlone di Maria Bavado e Nicolò CarloneLaboratorio per la Riabilitazione e la Chirurgia Ortopedica (LAROS), Università di Pavia- Dipartimento di Riabilitazione, Istituto di Cura Città di Pavia

 

 

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