Il sonno è fondamentale per la salute dell’individuo. La riduzione della quantità e della qualità può determinare svariati effetti negativi. Un insonne ha un rischio più che doppio di sviluppare depressione. Inoltre, quando dormiamo, si attiva nel nostro cervello il sistema glinfatico che agisce come “spazzino”
Questo accade soprattutto durante il sonno profondo non-REM quando si eliminano i prodotti di scarto metabolico, tra cui la proteina beta-amiloide. Nel soggetto che dorme poco, la beta-amiloide può accumularsi e costituire placche extracellulari, correlate al declino cognitivo e alla malattia di Alzheimer.
La privazione di sonno determina una ridotta efficienza del sistema immunitario: chi si sottopone a una vaccinazione, se dorme poco la notte precedente o quella seguente la vaccinazione stessa, sviluppa meno anticorpi rispetto a chi ha dormito in maniera regolare.
Studi longitudinali condotti nella popolazione generale hanno evidenziato che dormire meno di 6 ore per notte aumenta di circa il 50% il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2.
La durata del sonno è sicuramente importante, ma altrettanto lo è la sua qualità
Basti pensare che ci sono individui che pur dormendo 7-8 ore per notte, si svegliano stanchi, non riposati. La causa può essere un disturbo specifico del sonno. Si tende spesso a far coincidere i disturbi del sonno con l’insonnia, ma in realtà ci sono oltre 60 patologie che devono essere considerate. Restando nell’ambito dell’insonnia, ci sono a volte pazienti che hanno provato tanti farmaci ipnotici, senza alcun risultato. In questo caso può essere opportuno eseguire un polisonnogramma ambulatoriale (applicando in laboratorio tutti i vari elettrodi per valutare attività respiratoria notturna e/o attività motoria agli arti inferiori durante il sonno e/o elettroencefalogramma) per escludere, ad esempio, la presenza di una sindrome delle apnee morfeiche ostruttive (OSA) o di un disturbo da movimenti periodici delle gambe.
Un aspetto importante è che in genere si associa l’ OSA (apnee morfeiche ostruttive) alla sonnolenza diurna: questo è parzialmente vero, poiché il 40% dei pazienti, soprattutto le donne, riferisce invece insonnia. L’OSA va sospettata in presenza di sovrappeso, di un collo corto e largo, di una mandibola piccola (micrognazia). I sintomi notturni comprendono russamento, pause respiratorie, risvegli con senso di soffocamento, risveglio al mattino con bocca asciutta, sudorazione profusa, nicturia (frequente diuresi notturna). Quest’ultima, caratterizzata da emissione di una discreta quantità di urina, è dovuta al rilascio del peptide natriuretico atriale da parte del miocardio. Oltre il 50% dei soggetti con ipertensione arteriosa farmaco-resistente sono portatori di un’OSA: il trattamento del disturbo respiratorio con apparecchio a pressione positiva d’aria (CPAP) determina un significativo miglioramento dell’ipertensione.
Ma non sempre la CPAP è necessaria. Infatti, c’è una forma di OSA definita “posizionale”, dove il soggetto fa prevalentemente apnee in posizione supina: in questo caso la terapia consiste nel far dormire il paziente sul fianco.
Sonno problematico per chi soffre di sindrome delle gambe senza riposo (RLS)
Altro disturbo del sonno molto frequente (2% della popolazione generale) è la sindrome delle gambe senza riposo (RLS, Restless Legs Syndrome). Questa sindrome è caratterizzata da un bisogno irresistibile di muovere gli arti inferiori, spesso associato a sensazione di fastidio, prurito e, a volte, dolore. Talora può manifestarsi anche alle braccia. La sintomatologia compare a riposo (quando si è sdraiati o seduti), soprattutto verso sera o di notte, e si attenua o addirittura sparisce con il movimento. Il disturbo interferisce spesso con l’addormentamento, causando insonnia. Peraltro, se il soggetto riesce ad addormentarsi, spesso durante la notte compaiono scatti involontari delle gambe, ripetuti ogni 20-40 secondi, che ostacolano ulteriormente un buon mantenimento del sonno. Nel 50% dei casi c’è una familiarità positiva per RLS e, in questo caso, l’esordio della patologia tende a essere più precoce, anche prima dei 30 anni.
Per la diagnosi di RLS non è necessario seguire esami strumentali. Invece, una video-polisonnografia in laboratorio è necessaria in tutti quei casi dove il soggetto compie particolari atti motori nel sonno: la registrazione contemporanea del comportamento e dell’attività cerebrale consente di capire in che fase di sonno avvengono gli episodi. Un adolescente con sospetto sonnambulismo è opportuno che esegua una video-polisonnografia, come pure un soggetto con sospetto disturbo comportamentale in sonno REM (REM sleep behavior disorder, RBD). Questo disturbo si verifica soprattutto dopo i 55 anni. Normalmente, mentre noi sogniamo (durante il sonno REM) il corpo è immobile, come se fosse paralizzato. Invece i soggetti con RBD fanno sogni agitati in cui diventano protagonisti. Sognano, per esempio, di essere aggrediti e, per questo, nel tentativo di difendersi da qualcuno o da qualcosa, per esempio da animali che mordono, si muovono molto e possono urlare, agitarsi con le gambe, addirittura fare del male a chi dorme accanto. Una volta fatta la diagnosi, questo disturbo può essere trattato efficacemente con una terapia farmacologica.
A cura del Prof. Luigi Ferini Strambi- Ordinario di Neurologia e Direttore del Centro di Medicina del Sonno,
Università Vita-Salute San Raffaele
Tra le più recenti pubblicazioni :



Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.