Tragedia, commedia e musica classica al Teatro Vittorio Emanuele di Messina

Pubblicato il 9 Novembre 2017 in Outdoor Spettacolo
Teatro-Vittorio-Emanuele

La storia del Teatro Vittorio Emanuele di Messina inizia in concomitanza con l’Unità d’Italia. Da allora, in ogni stagione ha proposto al pubblico un cartellone ampio e variegato. Quest’anno i 22 spettacoli in programma, dodici di prosa e dieci di musica, sono frutto di un attento lavoro di selezione dei direttori artistici, Simona Celi per la Prosa e Matteo Pappalardo per la Musica.

Nel 1838 Ferdinando II di Borbone ordinò la costruzione di un nuovo teatro, accogliendo le istanze dei Messinesi che mal sopportavano l’edificio carcerario in pieno centro e non più soddisfatti dal vecchio teatro La Munizione. La costruzione andò avanti per dieci anni e l’edificio fu inaugurato il 12 gennaio del 1852 in occasione proprio del compleanno di Ferdinando II. Inizialmente fu intitolato a Santa Elisabetta in onore della madre del sovrano Elisabetta d’Aragona e prese l’attuale nome il 13 settembre 1860. La società segreta dei Carbonari, tentò di boicottare la sera dell’apertura senza successo: infatti l’inaugurazione fu ricordata come un’esplosione di luci e di mondanità. Tutta la borghesia venne a vedere l’opera “Il Pasha di Scutari” di Gaetano Donizzetti.

Teatro Vittorio Emanuele Nell’Italia dell’epoca il teatro dello Stretto era famoso per la perfetta acustica, argomento di testi scolastici di fisica. La sera del 27 dicembre 1908 fu rappresentata l’”Aida” di Giuseppe Verdi diretta dal maestro Franco Paoloantonio, poche ore dopo un disastroso terremoto distruggeva la città e buona parte del teatro. Tuttavia il sisma, pur avendolo reso inagibile, risparmiò il perimetro dell’edificio e le parti decorative. I bombardamenti della II guerra mondiale e l’incuria fecero il resto lasciando il teatro in totale abbandono. Negli anni ’50 furono eseguiti dei lavori di restauro che consentirono nelle serate del 28 e 29 dicembre 1968, per il cinquantenario del terremoto, un’edizione ridotta dell’”Aida” diretta dal maestro Ottavio Ziino con la stessa bacchetta (recuperata tra le macerie) del 1908. Negli anni ’70 si provvide allo svuotamento totale del teatro e in seguito, dall’agosto 1982 al dicembre 1985, al suo ripristino. Oggi il teatro Vittorio Emanuele si presenta con l’esterno originale in marmo bugnato e l’interno completamente rifatto. Il soffitto è decorato da un dipinto di Renato Guttuso che rappresenta il Mito di Colapesce.

Una selezione tra gli spettacoli in scena nei prossimi mesi a Messina, un’ampia scelta per soddisfare con un regalo natalizio giusto tutti i gusti.

 


Da venerdì 15 a domenica 17 dicembre

LAMPEDUSA

di Anders Lustgarten

con Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano regia Gianpiero Borgia

produzione BAM teatro/Teatro Eliseo/Mittelfest 2017

Il flusso migratorio che percepiamo come sempre più inarrestabile sarà il vero problema delle politiche comunitarie del prossimo decennio. La nostra Europa, che avevamo immaginato senza confini, rivendica adesso la geografia dei perimetri nazionali. E i muri che pensavamo di avere abbandonato alla memoria della storia, tornano ad erigersi con prepotenza. Su tutto, domina la paura dell’altro e lo spettro degli attentati nel cuore delle nostre città.

Anders Lustgarten rivolge la sua attenzione alle migrazioni di massa, mettendo a confronto con coraggio la vita di Stefano, un pescatore siciliano che ora si guadagna da vivere recuperando i corpi dei profughi annegati in mare, con quella di Denise, una studentessa marocchina italiana, immigrata di seconda generazione che si mantiene agli studi lavorando come esattore per una società di prestiti.
La povertà e la disperazione non sono solo lo scenario del racconto: sono causa generatrice del contrasto sociale, del male dei protagonisti. Argomento di fuga per entrambi ed insieme condizione per il miglioramento del proprio status, attraverso lo sciacallaggio della disperazione altrui.
Il testo di Lustgarten è sorprendentemente un racconto sulla sopravvivenza della speranza. Dietro il disastro sistematico della politica e delle nazioni, ci sono ancora e fortunatamente le persone, la gentilezza individuale, la sorpresa dei singoli.


Da venerdì 22 a sabato 23 dicembre

CIN CI LÀ

Operetta in tre atti – libretto Carlo Lombardo musiche Virgilio Ranzato

Con Umberto Scida, Isadora Agrifoglio, Federica Neglia, Leonardo Alaimo Regia Umberto Scida

Produzione del Teatro Al Massimo Di Palermo

Cin Ci Là è un’operetta di Carlo Lombardo, con le musiche di Virgilio Ranzato, presentata per la prima volta il 18 dicembre 1925 al Teatro Dal Verme di Milano e seguita da centoventi repliche. Siamo a Macao, dove il Principe Ciclamino ha sposato la timida Principessa Myosotis e, secondo l’usanza, tutte le attività e i divertimenti sono sospesi finché non viene consumato il matrimonio: vista l’inesperienza dei due, però, l’attesa potrebbe rivelarsi assai lunga. L’arrivo da Parigi dell’attrice Cin Ci La, in procinto di girare un film a Macao, cade a pennello: il Mandarino Fon-Ki pensa di affidare il Principe alle “cure esperte” della donna. Tuttavia, nella città cinese giunge inaspettato anche l’eterno spasimante di Cin Ci La, Petit Gris, che, roso dalla gelosia, per vendicarsi rivolge le proprie attenzioni a Myosotis. Saranno così i due parigini a svezzare sia Ciclamino che la sua giovane sposa e a far sì che la Cina possa avere un erede. Continui doppi sensi, equivoci ammiccanti alla timidezza ed inesperienza dei due principi che condividono la scena con il comico in scenette esilaranti e scoppiettanti, il tutto condito da coreografie ispirate alla Macao degli anni ’20.


Da venerdì 26 a domenica 28 gennaio 2018

LO SCHIACCIANOCI

Balletto fantastico in due atti su musiche di Piotr Ilic Tchaikovsky liberamente ispirato al racconto di E.T.A Hoffmann

Con Giordana Roberto, Alessandro Orlando, Federico Mella, Lorenzo Bottaro, Alessandro Torrielli

produzione Balletto di Milano

L’ambientazione anni ’20 con i suoi colori vivaci e spumeggianti negli arredi e gli elegantissimi costumi sempre in stile conducono immediatamente nel clima del balletto natalizio per eccellenza che ha fatto sognare intere generazione. La rivisitazione del Balletto di Milano nulla toglie alla magia della fiaba originale poiché in questo “Schiaccianoci2 c’è tutto quanto il pubblico si aspetta: dall’albero di Natale ricco di addobbi alla nevicata, dall’allestimento e costumi importanti alle scarpette da punta… con un pizzico di svecchiamento.
Grande importanza è stata riservata alla caratterizzazione dei personaggi che vivacizzano la scena e il divertente primo atto scorre tra le le danze dei genitori, quelle di bambini vivacissimi e inaspettate gag tra il dispettosissimo Fritz e un eccentrico Drosselmeyer. Gli insoliti costumi dei topi e soldatini nella consueta battaglia, un paesaggio innevato dal sapore impressionista per la sempre attesa danza dei candidi fiocchi di neve infondono un’originalità particolarmente apprezzata. Il secondo atto, dopo il divertissement con le sue belle danze e l’esplosione di gioia e colori del Valzer dei fiori, culmina in uno spettacolare grand pas deux ricco di virtuosismi mozzafiato in cui si mettono in luce le eccezionali caratteristiche tecniche e artistiche dei protagonisti.


Da venerdì 16 a domenica 18 febbraio 2018

PICCOLI CRIMINI CONIUGALI

di E. Emmanuel Schmitt – con Michele Placido Anna Bonaiuto

regia Michele Placido

Sull’altalena del matrimonio fra impercettibili slittamenti del cuore e tradimenti conclamati si consuma la vita dei due protagonisti. Un sottile, brillante gioco al massacro a due voci inventato dal drammaturgo più amato d’oltralpe. Gilles e Lisa, una coppia come tante. Da ormai quindici anni si trovano a vivere un, apparentemente, tranquillo menàge familiare.
Lui, scrittore di gialli, in realtà non è un grande fautore della vita a due, convinto che si tratti di un’associazione a delinquere finalizzata alla distruzione del compagno/a.
Lei, moglie fedele, è invece molto innamorata e timorosa di perdere il marito, magari sedotto da una donna più giovane.
Un piccolo incidente domestico, in cui Gilles, pur mantenendo intatte le proprie facoltà intellettuali, perde completamente la memoria, diventa la causa scatenante di un sottile e distruttivo gioco al massacro.
I tentativi di Lisa di aiutare il compagno a riappropriarsi della sua identità e del loro vissuto comune diventano, un percorso bizzarro, divertente e doloroso, che conferma il sospetto di molti che anche la coppia più affiatata non è che una coppia di estranei. Gilles e Lisa avranno un bel da fare per cancellare l’immagine di sé che ciascuno ha dell’altro, attraverso rivelazioni sorprendenti, scoperte sospettate, ma sempre taciute, rancori, gelosie, fraintendimenti mai chiariti, in una lotta senza esclusioni di colpi, sostenuta, per fortuna loro, da una grande attrazione fisica che li tiene avvinti.

Il testo di Schmitt è un veloce e dinamico confronto verbale tra i due protagonisti, un susseguirsi di battute, ora amorevoli ora feroci, ora ironiche ora taglienti, uno scontro che si genera dove una grande passione inespressa cerca un modo per sfogarsi. Il battibecco è necessario, vitale.
Il confronto incessante, il dire apertamente quello che era percepito da tempo, la consapevolezza chiara ed intelligibile di alcune realtà e verità prima solo intuite sono momenti necessari alla vita di coppia, per permettere a due persone di crescere insieme, di rispettarsi, di convivere.


Da lunedì 26 febbraio a venerdì 2 marzo 2018


UN AMORE ESEMPLARE

di Daniel Pennac – con Daniel Pennac, Florence Cestac, Massimiliano Barbini

regia Clara Bauer

produzione Compagnie MIA-Parigi

In “Un amore esemplare”, la piéce teatrale, che nasce dal fumetto “Un amour exeplaire”, scritta da Daniel Pennac e disegnata dalla fumettista francese Florence Cestac, lo scrittore e professore francese, racconta una storia d’amore unica e irripetibile.
In scena, Pennac, con libro in mano, seduto su una sedia, si appresta a dare testimonianza del suo incontro con una bizzarra quanto affascinante coppia di coniugi, incontrata nella sua infanzia e adolescenza, che lo ha profondamente colpito e ispirato nella sua esistenza. Protagonisti di questa storia così bella da sembrare inventata e così vera da commuovere sono Jean e Germaine, una coppia speciale, fatta di due persone tanto diverse tra loro, proveniente da due classi sociali opposte – lui estremamente ricco lei povera – che si uniscono e suggellano il loro amore attraverso il sentimento passionale e profondo che li unisce, attraverso la letteratura e la poesia che li accompagna in tutto il viaggio della loro vita e li sostenta, attraverso uno sfolgorio di fantasia erotica.

Peculiarità che catturano il giovane Pennac: “Quando avevo otto anni conobbi questa coppia e a loro storia d’amore. Ne rimasi incantato, poi da grande decisi di raccontarli, per spiegare come l’amore porti con sè qualcosa di sovversivo nei confronti delle pressioni sociali, culturali e familiari”.
La regista di questa pièce, Clara Bauer, decide di mettere in scena proprio gli autori del fumetto, Daniel Pennac e Florence Cestac, e lo fa in modo del tutto originale: una scenografia essenziale, fatta di pochi e semplici oggetti come un appendiabiti, un baule, qualche sedia, fa da cornice allo scrittore francese, nel ruolo del narratore, accompagnato da Florence, seduta di spalle i cui fumetti, fatti in gran parte dal vivo, vengono restituiti al pubblico tramite un proiettore. Il racconto si svolge in italiano e francese, grazie al supporto della bravissima Ludovica Tinghi, che funge sia da traduttrice che da interprete insieme a Massimiliano Barbini. A supportarli le musiche di Alice Pennacchioni e le luci di Ximo Solano.


Altre informazioni sul sito del Teatro Vittorio Emanuele

Indirizzo: Via Garibaldi, 98122 Messina

Telefono: 090/2408800

 

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