CD ed altre musiche di giugno, di Ferruccio Nuzzo

Pubblicato il 8 Giugno 2022 in , da Ferruccio Nuzzo

La primavera è finalmente esplosa, con la sua variegata fioritura di novità discografiche che stuzzicano e ravvivano le nostre passioni musicali, prima del breve letargo estivo. E la più «nuova» e primaverile di tutte è questo straordinario cd dalle sonorità inedite ed esotiche. 

Joanna Goodale è una pianista e compositrice franco-svizzera d’origine anglo-turca e nel suo programma ha riunito alcuni dei capolavori per il pianoforte di Claude Debussy – Réverie, La cathédrale engloutie, Clair de lune, Jardins sous la pluie, Pagodes, Et la lune descend sur le temple qui fut – alternandole a sue composizioni originali: Ocean Origin, Metal Moon, Still Snow, Gilly Gamelan, Debussy in résonance…, per pianoforte, gongs e campane tibetane.

Si può, evidentemente, tutto immaginare, trovare ogni sorta di argomenti per legittimare le evocatrici associazioni di Joanna, coinvolgendo le passioni dell’epoca e gli ideali del divino Claude («La Musica racchiude in sé i misteriosi legami tra la Natura e l’Immaginazione», scriveva il compositore …). Sta di fatto che questo cd, con le sue sonorità sorprendenti e che al tempo stesso si fondono immediatamente all’impronta gravata nella nostra memoria dalle composizioni originali, è di una pura bellezza, di un fascino immediato, al di là di ogni speculazione musicologia.

E la qualità della registrazione – che ha avuto luogo nella mitica sala della Chaux de Fonds, in Svizzera – è all’altezza dell’originalità dell’impresa.

Joanna Goodale   

Debussy en résonance – Opere di Claude Debussy & di Joanna Goodale per pianoforte, gongs e campane tibetane – Paraty (57’)

 

 

 

 

 

 


Sur les pas de Jean le Flelle    

Itinéraire d’un harpiste entre Paris et Londres au XVII siècle – Angélique Mauillon: arpa barocca, Léonor de Recondo: testo del libretto del cd – Seulétoile (64’20)

Poco o nulla si sa di Jean le Flelle, ed anche sul nome ci sono dei dubbi. L’informatissima Wikipedia lo ignora, il sito internet della BnF si limita a indicarne il sesso (M) e le vaghe date della nascita (16..) e della morte (16..), indicando poi : Compositore ed arpista francese attivo in Inghilterra tra il 1629 ed il 1642. Avrebbe allora adottato il nome di John LeFlelle o LeFlalle.

Sta di fatto che dall’incontro di una sensibile e fantasiosa arpista contemporanea, Angélique Mauillon, con questo illustre sconosciuto – occupato, alla Corte di Inghilterra, a distrarre Henriette-Marie, sorella cadetta di Louis XIII (di Francia) e sposa di Charles I – è nato un lungo e attento lavoro di esplorazione e ricerca. Il prezioso risultato è la ricostruzione delle belle pagine, tra la meditazione e la rêverie, di un repertorio solista adattato all’arpa che costituiscono il programma di questo interessantissimo cd.  

Secondo la tradizione editoriale di Seulétoile, Léonor de Recondo – scrittrice francese, laureata del Concorso di musica barocca Van Wassenaer –  approfittando dell’ombra che vela l’identità di Jean le Fielle, lo immagina in viaggio tra Francia e Inghilterra, in una fantasticheria che apre il libretto inserito nel cd.

 

A night in London    

Ophélie Gaillard: violoncello, Sandrine Piau: soprano, Lucile Richardot: mezzo-soprano, Pulcinella – Aparté (78’)

Un cd assolutamente entusiasmante: Ophélie Gaillard in gran forma in un programma denso e movimentato, quanto di meglio per mettere in evidenza le sue grandi qualità di solista – al violoncello – e di direttrice del suo ensemble Pulcinella. Un viaggio nell’Inghilterra del XVIII secolo, meta di numerosi musicisti di ogni genere e qualità che dal continente vennero a cercar fortuna nelle brume di Londra, confrontandosi con i compositori locali con scambi sovente fruttuosi (si pensi ad Charles Avinson che, allievo di Francesco Geminiani, orchestra alcune Sonate di Domenico Scarlatti).

Tutti questi bei nomi sono presenti nel programma, che comprende anche musiche di Giovanni Battista Cirri, con il suo Concerto per violoncello, ed ancora Johann Adolph Hasse, Nicola Porpora, James Oswald e G.F. Handel. Accanto al magico strumento di Ophélie, le splendide voci del soprano Sandrine Piau e del mezzo-soprano Lucile Richardot. 

Metamorphoses   

Richard Strauss: Chamber music works – Le OFF – NoMadMusic (58’34)

Quattro capolavori ed un’ora circa di musica per illustrare la molteplicità pressoché sconfinata dell’attività di un compositore – Richard Strauss – dalla lunghissima carriera (64 anni), con uno sguardo particolare al suo repertorio cameristico, originale o in trascrizione.

E l’occasione per OFF, il collettivo dei musicisti dell’Orchestre de Paris, un ensemble estremamente variato di virtuosi – archi e fiati – di mostrare la loro versatilità attraverso l’interpretazione di composizioni che vanno dall’adolescenza di Strauss – la Serenata per strumenti a fiato op. 7 – alle intensissime Metamorphosen TrV 290, passando per il suo capolavoro supremo, il Sestetto da Capriccio op.85, con una puntata iniziale alla scatenata trascrizione di brani del Till Eulenspiegen curata da Franz Hasenoehrl. 

Xenia Jankovic   

Shostakovich & Tchaikovsky – Xenia Jankovic: violoncello, Ensemble Inspirimus – Label Calliope (47’38)

Inspirimus è un ensemble a geometria variabile formato da giovani violoncellisti – 8 in questo cd -, tutti allievi, all’università musicale di Detmold (Germania), della risplendente Xenia Jankovic, violoncellista serbo-russa, gloriosamente attiva in concerto ed in disco, particolarmente nel catalogo del label francese Calliope.

Xenia è la solista e dirige questa singolare, esaltante versione di due capolavori del repertorio per il suo strumento, il Concerto per violoncello n.1 in Mi bem. magg. op.107 di Dmitrij Shostakovich (l’arrangiamento, opera di Inspirimus è stato autorizzato, per questa registrazione, da Irina Shostakovich, moglie del compositore), e le Variazioni su un tema rococò di Pyotr Ilyich Tchaikovsky.

Sin dall’inizio questa formazione seduce con con la frenetica energia del primo movimento del Concerto, un Allegretto che evoca Carl Orff ed i suoi Carmina BuranaOracula, oracula …), e prosegue con slanci  e riflessioni di lacerante bellezza.

Di tutto altro umore, ma interpretate anch’esse con passione e penetrazione della partitura, le Variazioni  completano questo sorprendente cd, frutto della collaborazione di una grande solista con un ensemble cameristico dall’organico insolito e dalle sonorità mimetiche e penetranti, che egregiamente sostituisce la grande orchestra sinfonica. 

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