Chopin e Sand, una storia d’amore e di viaggio

Pubblicato il 5 Settembre 2018 in , , da Laura Bolgeri
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Il primo importante incontro di Frédéric Chopin con George Sand avviene a Parigi nell’autunno 1838, in uno dei tanti salotti dove il musicista si esibiva al pianoforte. Chopin, nato in Polonia nel 1810 aveva ventotto anni, e con il suo straordinario talento di musicista, aveva conquistato un pubblico di artisti e intellettuali nella Parigi colta, fra cui il compositore Franz Liszt, la contessa Marie d’Agoult, il pittore Eugène Delaxroix e il musicista Hector Berlioz. Ritenuto da tanti un eccellente pianista anche per la sua sorprendente tecnica al pianoforte, era molto preso dalle lezioni che impartiva a caro prezzo, per mantenersi, alle ragazze dell’aristocrazia. George Sand (il suo vero nome era Aurore Dupin ) aveva trentaquattro anni (sei anni di più) era una scrittrice nota e una donna coraggiosa e indipendente. Separata dal marito, il barone Dudevant, e con due figli (Maurice e Solange) era un personaggio anticonformista. Era stata legata al poeta Alfred de Musset e aveva molte amicizie repubblicane nella società parigina d’avanguardia. Aveva scelto un soprannome maschile, indossava spesso i pantaloni ed era una donna libera, decisa a guadagnarsi da vivere con la scrittura. Una femminista ante litteram. Il rapporto che nacque fra i due personaggi fu intenso e complicato, date le personalità molto diverse.

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Lui era un giovane compositore e un fascinoso musicista che, con la sua musica dolcissima e i suoi gesti spesso teatrali, intratteneva e seduceva il pubblico parigino. Lei aveva un carattere forte, capace di superare con grande entusiasmo le difficoltà. E nello stesso tempo era una donna capace di essere accogliente, protettiva, materna. A proposito del loro incontro Chopin scrive il 10 ottobre 1838 nel suo diario: “Lei era appoggiata al pianoforte, e il suo sguardo ardente come brace era su di me. La mia anima aveva trovato un porto. Mi prese una sorta di languore, nondimeno mi ritirai dal pianoforte con soggezione. L’ho rivista in seguito altre volte nel suo salotto, con persone dell’aristocrazia francese. Poi un’altra volta che si trovava sola. Mi ama, Aurora è un nome magico. La notte è sparita”. Frédéric Chopin con queste parole sottolinea l’orgoglio di essere oggetto non solo del desiderio, ma anche delle attenzioni e delle tenerezze di una donna che, a Parigi, era considerata già allora una celebrità.

Presto cominciano a frequentarsi con assiduità sia a Parigi che a Nohant, nel Berry, dove la Sand aveva una grande casa circondata da parchi e boschi. E lì Chopin, che diverrà poi ospite privilegiato della famiglia, e comporrà molto più tardi, alcune delle sue opere più toccanti tra cui la “Berceuse” e la “Barcarola”, opera 60. Nel tardo autunno, di quello stesso anno del loro incontro, George Sand programma di partire per Maiorca con i figli e cercare per Maurice quindicenne, che era stato ammalato con forti reumatismi nonostante la giovanissima età, un inverno più dolce di quello parigino. Sperava di guarirlo. Chopin, che la Sand oramai trattava come una persona di famiglia, e di cui amava teneramente il genio e il carattere, chiese di aggregarsi al viaggio e di raggiungerli. Si imbarcarono insieme a Barcellona sul battello “El Mallorquin”. L’arrivo a Palma di Maiorca – era novembre –  li sorprese entrambi per lo straordinario clima e lo straordinario paesaggio che trovarono sull’isola.

museo-frederic-chopinChopin, l’otto novembre, scrive esultante a un caro amico, Jules Fontana: “Mi trovo a Palma, qui sono in mezzo alle palme, ai cedri, agli ulivi, agli aranci, ai limoni, le piante di aloe, gli alberi di fichi e i melograni. Il cielo è turchese, è dolce, il mare ha il colore dei lapislazzuli, le colline sono color smeraldo, l’aria è dolce. Tutti si vestono come se fosse estate. Fa caldo e il sole è raggiante, giorno dopo giorno. E di notte sono lunghe le ore di canto e di suono delle chitarre. Le case hanno balconi enormi, forse di origine araba, coperti da lunghi pampini di vite che discendono sulle facciate. La città, come tutto qui, richiama il clima dell’Africa. Per farla breve… una vita deliziosa.” Dopo qualche giorno a Palma di Maiorca in piena città, con alcuni disagi di alloggio e il pianoforte di Chopin che doveva arrivare da Marsiglia e non arrivava mai, George Sand prende in affitto in un monastero abbandonato, la Certosa di Valldemosa, situata a pochi chilometri nella vicina collina, una dimora più confortevole. Nel monastero trovarono tre ampie celle dei monaci, ben arredate, un cortile e un giardino, e una vista sul mare. “È la dimora più poetica in terra! ” scriverà a un’amica George Sand. Per un certo tempo tutto andò divinamente. I cespugli di mirto e gli alberi di limoni erano ancora in fiore, nonostante si fosse oramai a dicembre. E allora, improvvisamente, la stagione delle piogge si abbatté su di loro e sui fiori. In quei giorni, nella grande tranquillità della Certosa, mentre George Sand e i ragazzi, nonostante la pioggia facevano delle passeggiate, Chopin compose quelle brevi sonate che modestamente ha chiamato ‘preludi’ e ma sono capolavori.

frederic-chopin-george-sandE George Sand in seguito tentò di descrivere quelle misteriose armonie derivanti dalla natura “tradotte nel pensiero musicale di Chopin in equivalenze sublimi”. E a proposito di un preludio, scritto da Chopin in un pomeriggio in cui era tormentato dalla pioggia insistente, probabilmente il famosissimo Preludio numero 6 in si minore, detto in seguito della “goccia”, la scrittrice ha tentato di spiegarne l’origine: “La composizione di quella sera era certamente piena di gocce di pioggia che rintronavano sulle tegole della Certosa, ma erano state trasformate dalla sua immaginazione in lacrime che cadevano nel suo cuore, dal cielo”. Il cambiamento di stagione e le persistenti piogge – un evento insolito per le Baleari –  hanno un brutto effetto su Chopin che si ammala e continua a tossire, tanto da temere la tisi. E allora George Sand programma il ritorno con una sosta a Marsiglia per consultare un medico francese. E annota in una lettera a una amica: “Chopin è un angelo di dolcezza, di pazienza e di bontà. Io lo curo come un figlio, lui mi ama come sua madre. A Maiorca, malato, ha fatto della musica che odorava di paradiso”.

Sono rimaste poche lettere della storia d’amore di George Sand e Frédéric Chopin che durò più di otto anni – dal 1838 al 1847 – , perché alla fine del loro rapporto Sand distrusse tutto ciò che aveva scritto e che, con un gesto di orgoglio, le erano state restituite dallo stesso Chopin. Ma il rapporto e la stima reciproca fra i due amanti, nonostante le incomprensioni che si accentuarono negli ultimi anni, non si deteriorarono mai. Nella “Histoire de ma vie” George Sand così descrive il talento del compositore: “il genio di Chopin è il più profondo e il più intenso di sentimenti ed emozioni, che sia mai esistito. Ha fatto parlare a un solo strumento – il pianoforte – il linguaggio dell’infinito. Spesso è riuscito a esprimere in dieci righe e in poche note (che anche un bambino potrebbe suonare) poemi di una immensa spiritualità, drammi di una energia senza pari”. Oggi, nella Certosa di Valldemosa, nell’isola di Maiorca, dove soggiornarono gli amanti è nato un museo a loro intitolato con diversi interessanti ricordi e documenti. E talvolta si fanno anche concerti. Può essere una suggestiva vacanza autunnale, o invernale, dato che il clima, salvo eccezioni, è abbastanza dolce. E la storia di quei personaggi seduce ancora, soprattutto i romantici e chi ama la musica.

Certosa di Valldemosa