Romanticismo, una nuova idea di libertà

Pubblicato il 7 Gennaio 2019 in , , da Laura Bolgeri

Romanticismo” è una parola che, in questi giorni di feste e di solitudine, mi è capitato di ripetere più volte, cercandone il significato e il senso, il perché se ne parla oggi. Il “ Romanticismo” è un movimento artistico che nell’Ottocento ha trasformato il comportamento culturale in gran parte dei paesi europei, trasfigurandone l’immaginario e portando una nuova idea di libertà. E questo è avvenuto non solo in letteratura e in filosofia, ma anche nella pittura, nella scultura nelle arti figurative in genere, e nella musica. Quindi è un movimento di vasta portata ideale, morale e sociale. Ma, in una visione più semplice, il romanticismo mi ricorda anche atteggiamenti e stati d’animo che riguardano momenti dolci e appassionati della vita. Questo senso di partecipazione romantica diventa più acuto col passare degli anni.

E la prima immagine che mi viene in mente, come riferimento pittorico, è quella del famosissimo quadro di Francesco Hayez intitolato “Il bacio”. La tela è conservata nella Pinacoteca di Brera a Milano, ed è ritenuta una delle più celebri immagini di due innamorati di tutta la storia dell’arte. La sua celebrità è indiscussa. Ma nello stesso tempo il quadro è considerato da molti il manifesto dell’arte romantica italiana. In quell’abbraccio si possono leggere tante cose, oltre che un amore appassionato. Forse anche un addio, prima della partenza dell’uomo per compiti patriottici.  La scena è ambientata nell’androne di un castello, vicino a una scala che conduce a un altro piano. Lei, con la sua morbida veste azzurra, è forse scesa dalla sua stanza e si aggrappa alla spalla di lui che l’abbraccia, prima di partire. L’uomo è avvolto in un grande mantello e in quell’abbraccio sembra voler rassicurare l’amata del suo ritorno. Siamo nel 1859, anno di ingresso di Vittorio Emanuele II a Milano, durante la seconda guerra di indipendenza italiana. Una guerra e una rivoluzione che è combattuta dalle truppe franco-piemontesi contro l’impero asburgico, il principale avversario all’unificazione italiana. La tela con l’appassionato bacio, è considerata da molti critici anche un simbolo degli ideali romantici-nazionalisti e patriottici del Risorgimento italiano.

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“Autoritratto con gli amici” – Francesco Hayez

L’autore di questo famoso quadro, romantico-patriottico, Francesco Hayez era nato a Venezia nel 1791 e, dopo alcuni anni di formazione trascorsi a Venezia e a Roma, si era stabilito a Milano. Frequentava con successo l’ambiente degli artisti lombardi, pittori, letterati, scrittori tra cui Alessandro Manzoni, lo scrittore Silvio Pellico, il pittore Giuseppe Molteni, il pittore-vedutista Giovanni Migliara, il pittore – architetto Pelagio Pelagi, il poeta Tommaso Grossi. Con questi ultimi Hayez, negli anni 1825-1830, si è raffigurato in un piccolo quadro ad olio intitolato “Autoritratto con gli amici “. La tela sottolinea, oltre che l’amicizia, la comunione di intenti romantici con coloro che condividevano con lui scelte intellettuali e civili. E mette in evidenza le diversità dei ruoli dei personaggi, in un periodo considerato parte sia del Romanticismo che del Risorgimento. Maturata la sua poetica romantica Francesco Hayez aveva ricevuto diverse commissioni e aveva realizzato altri quadri, fra i quali alcuni che rievocano storie e personaggi letterari, come nel dipinto “L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo”. La tela, presentata nella ’Esposizione annuale di Belle Arti di Brera del 1823, rappresenta la famosa scena dei due amanti descritta nel terzo atto del dramma di Shakespeare. Il momento in cui, dopo la notte trascorsa assieme, giunta ormai l’alba, Romeo è costretto a lasciare la stanza di Giulietta, non prima di averle dato l’ultimo bacio. (“Addio, addio. Un bacio e poi scenderò” sono le parole di Romeo nel terzo atto, scena quinta). Sullo sfondo del quadro si intravvede anche l’anziana nutrice di Giulietta, che si affaccia nella stanza per avvisarla dell’imminente arrivo della madre. Il dipinto, grazie alla novità del soggetto e del linguaggio pittorico, ottenne un grande successo e impose Hayez come il caposcuola della nascente pittura romantica.

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“L’ultimo bacio tra Giulietta e Romeo” – Francesco Hayez

Fra i tanti quadri dipinti da Francesco Hayez che hanno come soggetto personaggi particolarmente interessanti – molti li conosceva e li frequentava –  c’è un ritratto classico di Alessandro Manzoni, che è molto noto. Lo scrittore è seduto in poltrona, probabilmente nel suo studio, in una posizione naturale e abituale, e tiene in mano una tabacchiera. Il ritratto fu commissionato all’Hayez nel 1841 da Teresa Manzoni Stampa, la contessa milanese che aveva sposato lo scrittore in seconde nozze. La tela fu ritenuta degna di ammirazione, sia dai parenti e dagli amici del Manzoni, che dai critici. È comparsa tante volte sui libri di storia manzoniana, ed è abitualmente conservata nella Pinacoteca di Brera. Meno noto, ma chiaramente più romantico, il quadro che rappresenta Alessandro Manzoni con sullo sfondo un ramo del lago di Como e le montagne lombarde. È un’opera del

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“Alessandro Manzoni” – Giuseppe Molteni

pittore Giuseppe Molteni (realizzato con la collaborazione di Massimo d’Azeglio per il paesaggio). Molteni ritrae il Manzoni in piedi, con alle spalle la veduta del lago. Nella tela lo scrittore tiene sottobraccio un libro, certamente “I Promessi Sposi”.  E sembra ricordare la frase con cui inizia il famoso romanzo: “Quel ramo del lago di Como che, volge a mezzogiorno fra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi…… Giuseppe Molteni ci ha lasciato un’immagine idealizzata e vitale, decisamente romantica, dell’autore de I Promessi Sposi.

I ritratti di Alessandro Manzoni sono ora esposti nella grande mostra intitolata “Romanticismo” che si svolge alle Gallerie d’Italia in Piazza Scala e al Museo Poldi Pezzoli, aperta fino al 17 marzo. L’esposizione mette in evidenza il contributo dell’arte italiana a quella che è stata, alla fine del Settecento e nel corso dell’Ottocento, una lunga e appassionante stagione romantica in gran parte dell’Europa. Soprattutto per quanto riguarda la letteratura e le arti figurative. Il Romanticismo nella prima metà dell’Ottocento ha cambiato la cultura, l’immaginario e la sensibilità di gran parte dei paesi europei. E questo cambiamento è avvenuto in particolare in Germania e nell’impero austriaco, e poi in Francia, e in altri paesi europei negli anni che vanno dal Congresso di Vienna (1814-1815) alle rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente.

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“Ritratto di Alessandro Manzoni” – Francesco Hayez

Per comprendere meglio un importante tema del Romanticismo, quello legato al rapporto tra l’uomo e la natura, nelle sale delle Gallerie d’Italia sono esposti diversi quadri di paesaggio, firmati da autori italiani tra cui Francesco Hayez, Giuseppe Bisi, Massimo D’ Azeglio, Angelo Inganni e tanti altri.  Ma anche opere di pittori europei molto interessanti e raramente viste in Italia, tra cui una grande tela del pittore tedesco Caspar David Friedrich, intitolata “Luna nascente sul mare“. Nel grande spazio scuro, illuminato appena da una luna nascente, sono raffigurati tre personaggi seduti su un promontorio e visti di spalle. Due donne e un uomo, pare. Sono solitari nel grande spazio silenzioso, e contemplano il mare. Sullo sfondo due vele sembrano allontanarsi verso le colline in ombra.

È il fascino della notte, coinvolgente ed emozionante, quando la natura sembra velarsi di mistero. Qualcuno ha scritto che il senso dell’infinito interpretato dal pittore, con le immagini notturne e lontane, schiarite appena dalla luna, possono ricordare il senso dell’infinito che ritroviamo in alcuni versi di Giacomo Leopardi. Una visione romantica di un paesaggio e di una realtà interpretata e trasfigurata. Ed anche questa tela fa parte della storia del Romanticismo.

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“Luna nascente sul mare” – Caspar David Friedrich

Per ritornare ai vari aspetti del romanticismo italiano è inevitabile mostrare e sottolineare una nuova forma di “patriottismo romantico” in una tela di Francesco Hayez intitolata “La meditazione”. Il quadro è datato 1851. Alcuni critici hanno attribuito una nuova simbologia e un nuovo nome a questa tela “L’Italia del 1948”. Il quadro è esposto in una sala delle Gallerie d’Italia, in piazza della Scala. L’intento di Francesco Hayez, anche in questo quadro, sembra simile a quello usato nel suo famoso quadro “Il bacio”, ovvero parlare di politica dipingendone una allegoria. E il riferimento romantico e allegorico, anche in questo quadro, è ancora una volta legato al patriottismo. Nella tela intitolata “La meditazione”,

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“La meditazione” -Francesco Hayez

soprannominata “L’Italia del 1848 “, la giovane donna dai capelli bruni, pallida, pensosa, lo sguardo triste, rappresenta un’Italia infelice ( probabilmente per la restaurazione asburgica nel Lombardo-Veneto ). Ed è raffigurata con il seno nudo. Come una giovane madre, pronta a dare aiuto ai figli, che sono appunto gli italiani. In grembo ha un libro con sul dorso la scritta “Storia d’Italia”, e tiene in mano una croce con le date in rosso delle Cinque Giornate di Milano ( marzo 1848), simbolo del martirio patriottico. Chiaramente Francesco Hayez amava le allegorie romantiche, e a questo quadro che rappresenta una donna che riflette sul fallimento degli eventi del 1848, gli ha dato semplicemente anche un altro nome “Melanconia”. Di nuovo un riferimento romantico legato alla storia.

Se si vuole rivedere, in cineteca o in DVD, un riferimento al Romanticismo nel cinema, in cui si parla di amore e della battaglia di Custoza tra gli italiani e gli austriaci, citerei il film di Luchino Visconti  “Senso“,  del 1954. Alida Valli interpreta una ardente patriota, la contessa Livia Serpieri che si innamora di un giovane ufficiale austriaco che sembra ricambiarla. In realtà cerca di sfruttarla e quando la contessa lo scopre lo denuncia e l’ufficiale sarà fucilato.

Ancora passione, patriottismo e una intensa storia romantica.

 


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