CD e altre musiche di febbraio, di Ferruccio Nuzzo

Pubblicato il 3 Febbraio 2020 in , da Ferruccio Nuzzo

Fu Glenn Gould, tanti mai anni fa, a rivelare al gran pubblico le pressoché sconosciute composizioni per pianoforte di Edvard Grieg (attribuendosi, accessoriamente, in una genealogia dai profumi fantastici, una discendenza per via materna – la madre di Glenn si chiamava appunto, se ben ricordo, Florence Grieg – dal compositore norvegese).

Questa adorabile musica, tutta da scoprire, ci torna ora attraverso la delicata e sensibile interpretazione di uno scandinavo che, già da qualche tempo ha lasciato le sue frigorifere contrade per la soleggiata Francia (che tuttavia, in questo rigido inizio d’anno, non scherza con il termometro …), perfezionandosi, dopo un passaggio per  la Juilliard School de New York, al Conservatoire national supérieur di Parigi. Daniel Propper ha di queste opere – quasi tutte rapidissime narrazioni, quasi degli acquarelli, spesso evocatrici di altre, più impegnative composizioni – realizzato la registrazione integrale che si completa con questo cd.

Il programma contiene le 19 Melodie popolari norvegesi, op.66, le 17 Danze paesane norvegesi, op.72 e le 2 Melodie elegiache, op.34, musiche danzanti, animate dalla magia di colori sfumati che Daniel evoca con sublime leggerezza.

Con l’occasione segnalo due altri interessanti cd che hanno Daniel Propper come protagonista. Associato al baritono Philippe Cantor in un interessante programma dedicato alla poesia di Alphonse de Lamartine messa in musica dai suoi contemporanei (da Georges Bizet, Liszt e Gounod ad altri ben meno noti) ed a quella di Lord George Byron (qui le musiche sono ancora di Liszt e Robert Schumann, ma altri, spesso interessanti, compositori li sento qui nominare  e li ascolto  per la prima volta: Alfred Quidant, Francesco Masini, Antonio Fanna …). In questo cd: Amour & Regrets (Amori e rimpianti) al pianoforte è anche Jean-François Bellèvre.

Grieg    

Daniel Propper: pianoforte – Forgotten Records (75’)


Lamartine mis en musique par ses contemporains 

Philippe Cantor: baritono, Daniel Propper: pianoforte – Forlane (75’15)


Amour & Regrets     

Byron in Music – Philippe Cantor: baritono, Daniel Propper e Jean-François Bellèvre: pianoforte – Forlane (78’16)


Edvard Grieg: Pièces Lyriques    

 

 


Bach – Handel    

An Imaginary Meeting – Lina Tur Bonet: violino, Dani Espasa: clavicembalo – Aparté (74’)

Lo stimolante incontro tra due geniali contemporanei – Johann Sebastian Bach (1685-1750) e Georg Friedrich Händel (1685-1759) – ma anche, se non sopratutto, l’incontro felice, sorprendente, radioso, tra due giovani interpreti ed i compositori, l’elevazione di un ponte ideale che, traverso i secoli, permette di ricongiungerli in un doppio dialogo, uno immaginario ed uno reale, quello del sereno, olimpico violino di Lina Tur Bonet e dell’aereo clavicembalo di Dani Espasa. 

Bach fu, durante tutta la sua vita, continuamente interessato dalla musica dei suoi contemporanei, da Buxtehude – che egli, ventenne, incontrò a Lubecca dopo un viaggio a piedi di 400 chilometri – a Vivaldi che frequentemente trascrisse, ma, malgrado le numerose occasioni, non incontrò invece mai Handel, che ben presto, peraltro, andò a cercare il successo che meritava a Londra.

Il terreno di questo doppio incontro-dialogo è il sublime percorso di 5 Sonate per violino e clavicembalo (tre di Bach e due di Handel), composizioni strutturate secondo lo schema della sonata da chiesa nell’alternarsi di quattro movimenti lento-vivo-lento-vivo, in un susseguirsi di vivacità e di momenti di commozione, densi di armonia e di sapienti contrappunti, che i solisti spagnoli animano in una interpretazione piena d’entusiasmo e di vitalità.

Sophia Corri Dussek     

Favourite Airs arranged for the Harp – Kyunghee Kim-Sutre: arpa, Guillaume Sutre: violino – Hortus (72’54)

È il destino di tanti prolifici compositori dei secoli scorsi: il grande successo di cui han profittato in vita si trasforma post mortem in un paradossale, denso e brumoso velo d’oblio, che arriva a far dubitare della paternità – in questo caso della maternità … – delle opere più note, quelle appunto che avevano consacrato la notorietà dell’autore.

È il caso di Sophia Corri Dussek, soprano, pianista e arpista virtuosa scozzese di origine italiana e moglie del grande compositore boemo Jan Ladislav Dussek. Sofia è una protagonista della vita musicale inglese del primissimo ‘800: suona e canta con Haydn, partecipa, come solista, alla prima del Requiem di Mozart a Londra, ed i suoi arrangiamenti per arpa d’arie d’opera e di canzoni irlandesi, scozzesi, gallesi ma anche francesi, hanno un enorme successo popolare. Sopravvissuta al marito, Sophia continua a Londra la sua attività di concertista e compositrice, ma ecco che, alla sua morte, la maggior parte della sua opera viene dimenticata o … attribuita al marito.

La grande arpista franco-coreana Kyunghee Kim-Sutre, che ha già registrato due cd dedicati alle composizioni di Sophia e Jan Ladislav Dussek, ci propone ora questo delizioso programma di Arie favorite trascritte per l’arpa – per la maggior parte mai registrate. Musica facile, dal fascino immediato, e che risvegliata da due secoli di oblio dall’arpa virtuosa di Kyunghee, ritrova le ali gentili per svolazzare leggera e gioiosa.


Ravel à Gaveau   

David Lively e Denis Pascal: pianoforte, Svetlin Roussev: violino, Aurélien Pascal: violoncello – La Musica (79’05)

Per me il nome del pianista francese di origine americana David Lively è indissolubilmente legato alla geniale, sorprendente registrazione dell’Arte della Fuga di Johann Sebastian Bach da lui realizzata 15 anni or sono. Da allora David, ormai stabilito in Francia e direttore dei concorsi all’École Normale de Musique di Parigi, ha lasciato numerose tracce della sua tecnica virtuosa e della sua multiforme personalità musicale, affrontando, in concerto e il disco, il repertorio più variato, dai classici agli autori meno conosciuti, come Philippe Boesmans e Albert Huybrechts.

In questa commemorazione di Maurice Ravel a Gaveau – una delle più prestigiose sale di concerto parigine – David Lively si associa ad una altro entusiasmante virtuoso della tastiera, Denis Pascal, al violinista Svetlin Roussev ed al violoncellista Aurélien Pascal. Il clou del programma è per me Le Tombeau de Couperin – l’omaggio in stile antico che Ravel dedica al suo glorioso antenato – che David traccia con aerea e luminosa eleganza, ma anche l’interpretazione dei Valses nobles et sentimentales, misteriosi, aerei, liberamente danzanti, di Denis Pascal tra le più belle mai ascoltate.

Completano il programma – registrato dal vivo – il Trio e Tzigane, per violino e pianoforte.

Post Scriptum   

18 Miniatures for violin – Marina Chiche: violino, Aurélien Pontier: pianoforte – NoMadMusic (61’21)

Un disco leggero, esaltato, divertito e divertente, per lasciarsi sedurre e trasportare dall’appassionato virtuosismo di una giovane violinista, Marina Chiche, che, ne sono sicuro, ben presto susciterà ben altre e più impegnate emozioni con il suo magico archetto. È certamente una sfida concepire un programma tutto di bis, quelle brevi, rapide composizioni che sono come un piccolo regalo d’addio – o di arrivederci – del solista al pubblico che lo acclama, come per aiutarlo a distaccarsi dalla musica che lo ha trasportato per la durata del concerto, e ritornare alla vita di tutti giorni.

Non è facile, ma Marina ci riesce, con la complicità di quel versatile virtuoso che è Aurélien Pontier, spolverando, rinnovando questi tours de force – sovente rapide trascrizioni – indissolubilmente legati alla memoria dei grandi violinisti del passato, come Jascha Heifetz e Fritz Kreisler, a cui il cd è dedicato.

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