CD ed altre musiche di maggio, di Ferruccio Nuzzo

Pubblicato il 3 Maggio 2022 in , da Ferruccio Nuzzo

La primavera arriva in ritardo, quest’anno, meteorologicamente almeno, ma le novità nei cataloghi delle case discografiche sono intervenute a consolarci delle piogge e del freddo fuori stagione. Come questo cd gioioso, pieno di invenzione e fantasia, intitolato al corno di un postiglione che, più o meno metaforico, annuncia l’arrivo del sole e, speriamolo, di tempi migliori in tutti i sensi.

La violinista barocca Alice Julien-Laferrière, che con lEnsemble Artifices anima quest’impresa – un’elegante confezione che racchiude il cd, ma anche delle mappe geografiche, un poster e dei segna-libro, il tutto ispirato al soggetto – si interessa da tempo alle relazioni tra la musica e la posta al XVII e XVIII secolo. Sostenuta dal Musée de la Poste per le sue iniziative e creazioni connesse a questo tema, Alice ha dato numerosi concerti, spettacoli e conferenze attorno al corno di postiglione. Ed in un libro-disco – Les Bottes de Sept lieues ou Les Nouveaux exploits du Petit Poucet devenu courrier (Gli Stivali delle Sette leghe o Le Nuove imprese di Pollicino divenuto portalettere) – aveva già indicato una prima traccia di questa originale divagazione fanta-socio-musicale. 

Più complesso, e musicalmente completo, il programma di questo scalpitante Sonne, sonne, cor de postillon! ci guida per le strade di Francia e del Sacro Romano (e Germanico) Impero attraverso le musiche di Johann Sebastian Bach – con il Capriccio sulla lontananza des suo fratello dilettissimo, BWV 992 – Telemann, Vivaldi – Concerto o sia il Corneto da Posta RV 363 -, Haendel, Corrette, Veracini, Endler, e in bonus, sul sito di Seulétoile, Beer ed il suo Concerto doppio gloriosamente interpretato dal valoroso cornista e trombettista Jean-François Madeuf (che potrete altresì vedere in visita all’atelier dove si fabbricano questi insoliti strumenti: http://musebaroque.fr/sonne-sonne-cor-de-postillon-ensemble-artifices-seuletoile/).

Sonne, sonne, cor de postillon !  

Alice Julien-Laferrière e l’Ensemble Artifices – Seulétoile (59’)


Continuum   

J.S. Bach: Complete Gamba Sonatas (version for cello and accordion) – Duo Alambic – Da Vinci Classics (51’)

Che una fisarmonica si appropri della musica di Johann Sebastian Bach non è certo una novità, ma questa registrazione delle Sonate per viola da gamba è particolarmente preziosa poiché il «pianoforte a bretelle» – come la fisarmonica viene chiamata in Francia – non rinuncia qui alla ricchezza delle sue caratteristiche timbriche, né cerca di simulare l’organo, pur restando estremamente sobria quanto agli effetti di dinamica del volume sonoro, sempre perfettamente equilibrato alla presenza del violoncello.

Benvenuta, quindi, questa prima trascrizione di uno dei capolavori di Bach meno frequentati, caratterizzato dal fascino segreto ed elusivo nelle sonorità velate della viola da gamba. La luminosità e l’evidenza dei colori della fisarmonica e l’incisività del discorso del violoncello possono sorprendere all’inizio dell’ascolto, ma la coerenza dell’interpretazione del Duo Alambic prende rapidamente il sopravvento in questa inedita visione dell’avvolgente profondità del contrappunto di Bach.

Concludono il programma due Fantasie che Ignaz Moscheles compose su due Preludi dal Clavicembalo ben temperato aggiungendo una parte per violoncello obbligato, ulteriore esempio, se bisogno ce ne fosse, della versatilità e dell’universalità della musica di J.S. Bach. Il cd è stato registrato con il patrocinio della Società Bachiana Italiana.

(Lo sapete che uno strumento molto simile alla fisarmonica fu realizzato a Castelfidardo – patria putativa della fisarmonica – sulla base di un progetto di Leonardo da Vinci, contenuto nel Codice Madrid? Un disegno che nessuno conosceva fino al 1970, che, di fatto, anticipa di circa trecento anni l’invenzione dello strumento. Le indicazioni che Leonardo ha lasciato sono essenziali ma significative: una tastiera verticale, un mantice a doppia azione che funziona in entrambi i versi, una serie di canne di legno o di carta tramite le quali il flusso d’aria continuo produce il suono. Un suono flautato e flebile, molto differente da quello delle fisarmoniche moderne ad ancia libera. Lo strumento rimase esposto presso il Museo internazionale della fisarmonica fino alla fine dell’anno 2009).

 

J.S. Bach    

Peregrinations – Dimitri Malignan: pianoforte – Hortus (60’46)


Ad Perpetuam JSB Memoriam   

Orgue et alto en chorals – Karsten Kobers: viola, Loïc Mallié: organo – Hortus (58’38)

Due cd che Hortus dedica alla musica di Johann Sebastian Bach. Nel primo il premiatissimo Dimitri Malignan, francese di origine rumena, evoca le emozioni provocate dalle peregrinazioni, partendo dal viaggio senza ritorno del fratello Johann Jakob – con il Capriccio sulla lontananza des suo fratello dilettissimo, BWV 992 (all’onore anche nel programma del cd Sonne, sonne, cor de postillon! di cui parlo in apertura della rubrica) ai suoi debutti alla corte de duca di Weimar, sino alla consacrazione come Kantor a Lipsia. (Interessante l’utilizzazione, per la realizzazione di questo cd, di un pianoforte a corde parallele costruito in Belgio qualche anno fa su domanda del pianista Daniel Baremboim, strumento dalla singolare ricchezza sonora.)

Nel secondo cd un’interessantissimo excursus sui Corali di Bach nelle trascrizioni per viola ed organo di Karsten Dobers e Loïc Mallié.

Si prende lo spunto dalla magnifica Trauermusik de Paul Hindemith, che cita il corale Vor deinen Thron tret’ich hiermit, per proseguire con composizioni già esistenti – ancora Hindemith e Bernd Alois Zimmermann – alternandole a alle creazioni di Edith Canat de Chizy, Gorka Cuesta e Loïc Mallié. 

Il programma termina con una Sonata per viola solista di Zimmermann ed una improvvisazione all’organo di Loïc Mallié.

Quatuors pour trois instruments    

Berens, Mendelssohn, Hummel – Antoine Mourlas e Mary Olivon: pianoforte, Hector Burgan:violino e Cyrielle Golin: violoncello – Calliope (64’36)

Una formazione cameristica veramente originale – ed inedita, che io sappia, sino ad oggi in disco. Come può un quartetto – cioè quattro interpreti – esibirsi su tre strumenti ? Ponete la domanda ai vostri amici musicofili, e, se non sanno rispondere – io, per esempio, non avrei saputo cosa dire – stupiteli con la semplicità della risposta: grazie al pianoforte suonato a quattro mani (ed integrato, in questo caso, da violino e violoncello). 

Questa formazione fu molto in voga, sembra, nell’Ottocento, prova ne siano gli interessantissimi brani – se non proprio immortali capolavori – qui registrati: i Gesellschafts-Quartetten n°3, op.72 e n°4, op.80 di Hermann Berens – compositore tedesco conosciuto sopratutto per le sue opere e operette e per i suoi Studi per la mano sinistra al pianoforte, insieme ad una trascrizione dell’Ouverture, op.95 del Ruy Blas di Felix Mendelssohn e alla Sérénade Im Frühling, op.37 di Ferdinand Hummel.

Antoine Mourlas e Mary Olivon a pianoforte, Hector Burgan,violino e Cyrielle Golin, violoncello sono gli appassionati interpreti di questa musica ricca di fervori romantici ed interessante ben al di là della semplice originalità dell’organico. 

Ravel    

Influence(s) – Trio SR9 – Évidence (51’)

Entusiasmante visione panoramica di inediti orizzonti musicali, ispirati  ed illuminati dalle sonorità evocatrici delle composizioni e delle trascrizioni di Maurice Ravel, nella sublime interpretazione  del Trio SR9. Tre virtuosi della marimba, Paul Changarnier, Nicolas Cousin et Alexandre Esperet, formati al Conservatoire National Supérieur de Musique di Lione, che già da qualche anno sorprendono per il genio e l’originalità delle loro interpretazioni-trascrizioni animate dalla ricchezza timbrica dei loro strumenti, soli o integrati dalla voce o da strumenti ospiti (in questo cd la voce di Kyrie Kristmanson, il violoncello di Astrig Siranossian ed il pianoforte della brava Shani Diluka).

Feria, dalla Rapsodie espagnole, e Gaspard de la nuit, che danno inizio al programma, sono il filo conduttore di un programma che si svolge, appunto, attorno alla figura tutelare di Ravel tramite i suoi legami con la Russia – la Sonate pour violoncelle op.19 di Serguei Rachmaninoff – ed attraverso le radici delle sue origini spagnole – Manuel De Falla: Danzas españolas nos 1 & 2. 

Completano il programma Les berceaux di Gabriel Fauré e l’affascinante Prisme pour 3 marimbas préparés di Daniel Arango-Prada, giovane compositore colombiano ormai da diversi anni in Francia, a Lione, ove ha perfezionato la sua formazione musicale.

Rites   

Olivier Calmel – Oeuvres concertantesKlarte Records (71’)

Impossibile riassumere in poche righe la vertiginosa attività di Olivier Calmel, figlio d’arte e sin dalla prima giovinezza musicalmente impegnato come interprete – al pianoforte – e compositore. Oggi altresì pedagogo, egli condivide le sue attività tra la creazione e l’orchestrazione di musiche per film e documentari, senza negligere le composizioni per ensembles contemporanei e jazz.

L’orchestra di Olivier Calmel – già nella prima composizione del cd, Rite of Peace – è vigorosa senza esser mai sopraffatta dalle apparenze né da una gratuita giovialità. Il programma prosegue con una serie di opere per strumenti solisti ed orchestra illuminate da colori vertiginosi e da ritmi scatenati che si animano di sorprese al limite dell’improvvisazione. 

La Rapsodia fantasmagórica su dottor Jekyll e mister Hyde per sax alto, pianoforte e orchestra d’archi, Call of Cthulhu, concerto fantastico per quartetto di corni e orchestra (Cthulhu è una mostruosa entità cosmica inventata dallo scrittore americano Lovecraft) proseguono il programma nella fantastica evocazione di personaggi che la musica di Calmel anima di gesticolazioni e tormenti onirici. Conclude il rapido Wood Music, concerto per quintetto di fiati e orchestra, anch’esso in qualche modo simile ad una narrazione, ma più paesaggistica che avventurosa.

Numerosissimi gli impegnati interpreti, e si ha l’impressione che si divertano anch’essi di questa musica giubilatoria.

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