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Author: Clementina Coppini

scrive più o meno da quando aveva sei anni, un po’ come tutti. Si è laureata in lettere classiche ma non si ricorda bene come ci sia riuscita. Scrive su Giornalettismo, il Cittadino di Monza (la sua città), El-Ghibli, www.grey-panthers.it e su un paio di giornali cartacei. Ha pubblicato tanti libri per bambini, qualche romanzo come feuilleton su Giornalettismo, un romanzo con Eumeswil e adesso le è venuta questa idea del romanzo in costruzione. Ha una famiglia, due figli, un gatto e si ritiene, non è chiaro se a torto o a ragione, una discreta cinefila e una brava cuoca. Va molto fiera delle sue ricette segrete, che porterà con sé nella tomba.

Neuroni con la valigia

Cominci a dimenticare le frasi a metà, a dimenticare le cose a metà. E che dire della perfida parola che sai di sapere ma lei non vuole darti la soddisfazione di uscire? In generale tendi a distrarti, vuoi perché hai problemi a mantenere la concentrazione vuoi perché un lato positivo...
classici

I classici? Roba da rivoluzionari!

Amare i classici è giusto? Certo che sì. La lettura di cose tipo l’Edipo Re di Sofocle dovrebbe essere non proprio obbligatoria per legge, ma altamente consigliata a chiunque. (Il testo peraltro, seppur un po' ostico, è piuttosto corto). Dai classici non si può prescindere.

Il senso profondo di diventare leggenda

Devi restare in questo mondo con la tua passione e con i sogni che ti hanno guidato per decenni, fino a oggi. Lo devi fare per te? Lo devi fare perché è giusto, perché ciò che sai vale la pena che abbia uno spazio, se può servire a qualcuno sorride...

E adesso con chi litigo il prossimo Natale?

Il giorno in cui ho partorito il tuo primo nipote, alla fine delle visite, sfidando le infermiere, sei sgattaiolato nella mia camera d'ospedale per dirmi una frase bellissima: “Grazie di avermi fatto diventare nonno”. Ora sono io che dico grazie a te. Grazie di avermi fatto diventare tua figlia.

La “Carta dei Diritti” dei figli di ottuagenari

Oltre alla "Carta dei Diritti dell'anziano" bisognerebbe pensare a una "Carta dei Diritti dei figli degli ottuagenari". È tempo di rifletterci seriamente. Intanto ogni giorno va in scena il dramma ibseniano di vecchi genitori che hanno smarrito l'empatia e figli di mezza età che hanno dimenticato la tenerezza.