Neuroni con la valigia

Pubblicato il 12 Maggio 2019 in , , da Clementina Coppini

Immaginare neuroni che cadono come stelle filanti: potrebbe anche essere uno spettacolo spassoso da ipotizzare, se i neuroni in questione non fossero i tuoi. E purtroppo, anche se non li vedi, sai che se ne stanno andando. Può essere che non cadano, ma che migrino tutti in fila, ciascuno con la propria valigina a rotelle. Cominci a dimenticare le frasi a metà, a dimenticare le cose a metà. E che dire della perfida parola che sai di sapere ma lei non vuole darti la soddisfazione di uscire dal maledetto trolley che sta partendo per Marte con una compagnia low cost? Stai stendendo i panni, suona il cellulare e il bucato resta impilato sul divano per quattro ore, stai cucinando la bistecca di pollo poi ti viene in mente che da giorni devi cercare una cosa tra le tue carte, ovviamente ci metti un secolo a trovarla e il pranzo lo devi tagliare con la motosega dopo averlo scalpellato via dalla padella. Vuoi usare whatsapp per essere moderno ma al posto di scrivere a tuo cugino Silvio quanto poco capisce tua cognata Pinuccia scrivi a tua cognata Pinuccia quanto poco capisce lei stessa, dando a tutta la famiglia la dimostrazione scientifica di quanto poco capisci tu. Vai al cinema a vedere l’ennesimo capitolo di una saga ed esci depresso per due validi motivi. Motivo uno, scopri di non avere che un vago e impreciso ricordo delle puntate precedenti. E soprattutto motivo due: il/la protagonista, di cui eri innamorato/a da ragazzo/a, ora sembra tuo nonno/a, così vai a controllare su Wikipedia e scopri che ha un anno meno di te. Senti una fitta alla mano, per il dispiacere ma soprattutto perché ti è venuta la rizoartrosi.

Se i neuroni fuggono, le giunture invece restano e si fanno sentire. Nel frattempo la pelle perde tono e consistenza ogni minuti che passa, per non dire del resto. È tutto un crollo, una lotta contro la gravità. Accidenti a Galileo Galilei che l’ha scoperta. Esci con gli amici per distrarti e ti sembra non di essere in pizzeria ma al Cup di Villa Bacucca, residenza per anziani lamentosi. Per fortuna stai diventando un po’ sordo, così non riesci a sentire tutte le loro geremiadi.

In generale tendi a distrarti, vuoi perché hai problemi a mantenere la concentrazione vuoi perché un lato positivo dell’invecchiare è che puoi ogni tanto permetterti il lusso di non stare ad ascoltare le baggianate che dice la gente. Altro lato positivo è che inizi a essere meno severo con il prossimo.  Giudichi meno, non sei più così convinto che la ragione stia sempre da una sola parte. Provi più compassione, anzi più empatia. Nei confronti dei giovani perché sono inesperti, degli anziani perché sono rimbambiti, di quelli in mezzo perché sono in mezzo, nella posizione di coloro che hanno capito un po’ di cose ma altre ancora no e l’orrido vero li attende. Anche tu eri così fino a qualche anno fa.
Un lato negativo è che cominciano i bilanci. All’improvviso, inaspettati appaiono i sensi di colpa: sai benissimo che non servono a niente perché il passato non si può cambiare, ma purtroppo il passato non vuole farsene una ragione e continua a bussare nel vuoto pneumatico tra le tue orecchie per chiedere conto. Presente i call center che chiamano mille volte al giorno per venderti l’abbonamento telefonico della tua vita o i surgelati più freddi del mondo? Ecco, stessa molesta insistenza. Così gli ormai pochi residenti della tua scatola cranica, al posto di sforzarsi di ricordare le parole e le trame dei film, son diventati piazzisti che cercano di venderti tre rimpianti al prezzo di uno.
Hai paura per le persone a cui vuoi bene. Un tempo ne avevi di meno, ora che conosci il mondo hai imparato che c’è da temere, eccome se c’è. A volte provi un’angoscia inspiegabile, quasi fisica, e vorresti essere in grado di proteggere chi hai intorno. Ma non puoi, l’hai sperimentato, in alcuni casi amaramente e in altri sanamente. Per te stesso non sei affatto preoccupato, perché i neuroni adibiti a tale compito stanno facendo trekking in Mongolia o rafting sull’Annapurna, tanto nessuna ansia può modificare il futuro. Sai cosa puoi fare di bello? Quando i neuroni cominciano ad andare in vacanza, invece di stare a casa a contarti le rughe e i sintomi, fai una bella cosa: imitali!

 

 

2 thoughts on “Neuroni con la valigia

  1. Ricordo, con qualche dimenticanza come previsto, che questi neuroni che cadono “come stelle filanti “,
    ( l’immagine è bella) possono essere sostituiti da altri nuovi che crescono come i germogli di una pianta, se il cervello e la memoria vengono stimolati . E questo avviene anche a una certa età. Me lo disse e me lo spiegò diversi anni fa uno scienziato specialista della materia (mi occupavo allora della trasmissione televisiva della Rai ” Orizzonti della Scienza”) e mi fece vedere anche l’immagine dei neuroni stimolati da contatti, letture, interessi, esercizi ( ad esempio può essere molto stimolante in questi tempi l’interesse per l’Europa, le votazioni e il futuro, ma certo anche un viaggio e una vacanza, magari con un buon libro da leggere, o con amici).
    Comunque un importante autore , scienziato studioso della materia è John C. Eccles e i suoi vari testi ,certo un po’ datati come “Il mistero dell’uomo “pubbblicato dal Saggiatore. Ma i senior digitali possono trovare in rete tante indicazioni e forse anche il disegno di quei “germogli” che continuano a crescere nel cervello stimolato.

  2. Grazie, Laura, per le preziose e utili informazioni. Vado subito a cercare l’immagine dei neuroni che mi piacerebbe avere. Magari cerco anche il loro numero di telefono così provo a convincerli a trasferirsi da me. A parte gli scherzi, sono davvero onorata di avere una lettrice attenta e smart come te. Un abbraccio, cleme

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