I dischi del mese: la nostra selezione di agosto II

Pubblicato il 18 agosto 2015 in , da Ferruccio Nuzzo

A piacere

Music for viola da gamba – Fahmi Alqhai: viola da gamba, Arcángel: voce, Rami Alqhai: viola da gamba e violotto, Pedro Estevan: percussioni, & friends – Glossa (54’11)

Rediscovering Spain

Fantasías, Diferencias & Glosas – Accademia del Piacere, Fahmi Alqhai: viola da gamba e direzione, con Raquela Andueza: soprano, Enrike Solinís: vihuela, chitarra barocca, colascione, Juan Ramón Lara: violone – Glossa (51’)

Cantar de Amor

Juan Hidalgo and 17th century Spain – Juan Sancho: tenore, Accademia del Piacere, Fahmi Alqhai: viola da gamba e direzione – Glossa (56’42)

Arriva ogni tanto al vostro cronista discografico – che altro non mi sento – come una grazia dal cielo, come un giorno di pioggia dopo settimane di canicola (è oggi il caso …), la sorpresa della scoperta di un nuovo ensemble, ma sopratutto di un nuovo modo di far musica (non parlo di solisti, poiché per essi, graziadio, le sorprese non mancano). E questa volta il merito va al mio amico Denis Grenier, impareggiabile scopritore di giovani talenti ed animatore di un’emissione radio da Quebec (quindi in francese, ma con molta musica e non troppe parole – e non vane né inutilmente complicate – ed un chat in diretta con gli ascoltatori) dedicata alle musiche antiche che potrete ascoltare a partire dalla seconda domenica di settembre su internet dalle 15h alle 18h (per conoscere i programmi, per chatter e per i podcast: http://blogs.qobuz.com/denisgrenier/).

Si tratta, questa volta, della ben nominata Accademia del Piacere, un ensemble che più molteplice, originale e sorprendente non si può. Il suo repertorio affonda le radici nella lussureggiante complessità della musica spagnola, a partire da quella del Rinascimento e barocca, che grazie a la ricchezza ed alla varietà delle sorgenti arabo-andaluse si è sviluppata e dalle Corti ha proliferato nei fertili terreni della musica popolare sino a generare gli infuocati accenti del flamenco. Anima dell’Accademia del Piacere è Fahmi Alqhai. Nato a Siviglia da padre siriano e madre palestinese, questo virtuoso della viola da gamba ha passato numerosi anni di studio in Siria ma è in Europa che si è manifestato come uno dei più interessanti gambisti della sua generazione alla Schola Cantorum Basiliensis, con l’Hespèrion XXI di Jordi Savall e Il Suonar Parlante dell’italiano Vittorio Ghielmi.

Alqhai_2Questi tre cd che ho appena ricevuto e che ora vi propongo, sono un meraviglioso esempio delle molteplici virtù dell’Accademia del Piacere: musiche per la maggior parte mai ascoltate, ma ogni tanto temi noti, e solo in apparenza inattesi – come Les Sauvages da Les Indes galantes di Jean Philippe Rameau o Always with me, always with you di Joe Satriano – vengono a rammentarci l’universalità del linguaggio musicale. Non per nulla il titolo del cd è A piacere, e la scelta del suo programma è lasciato alla libera ispirazione degli interpreti. Tra i quali brillano il capelluto e barbuto Pedro Estevan –  guru delle percussioni che già abbiamo ammirato in numerosissime registrazioni del repertorio rinascimentale e barocco – e l’intensa e vibrante voce flamenca di Arcángel, uno dei più acclamati specialisti del genere.

Rediscovering Spain (riscoprendo la Spagna) raccoglie Fantasías, Diferencias (Variazioni) & Glosas (un’altra forma di Variazione, con abbellimenti). Pedro Estevan è ancora alle percussioni, ma questa volta la voce è quella pungente, quasi primitiva di Raquela Andueza, scattante come le nacchere che talvolta l’accompagnano assieme alla vihuela (una piccola chitarra), alla chitarra barocca ed al napoletanissimo colascione di Enrike Solinís, sorprendente in un Canarios che è una vera e propria tarantella.

Alqhai_3E per finire Cantar de Amor, con un ensemble più ristretto: due viole da gamba ed un clavicembalo, e la voce del tenore Juan Sancho, ma Enrike Solinís e Pedro Estevan son sempre là ad animare un repertorio quasi esclusivamente iberico, questa volta, e del XVII secolo, con la sola citazione, in apertura, dell’italiano Andrea Falconieri con la sua Passacalle a tre. Sopratutto musiche di Juan Hidalgo, il compositore che tentò, con Calderon de la Barca, di portare, sull’esempio dell’Italia, l’opera lirica in Spagna, senza riuscirci poiché, come diceva Baccio del Bianco (pittore, scenografo e architetto italiano) «non si può far entrare nella testa di questi signori (della Corte madrilena) che si possa parlare cantando».

Potete assistere all’integralità di un concerto de l’Accademia del Piacere su YouTube, con Arcángel e gli altri virtuosi di cui vi ho parlato. Noterete che l’ensemble, suona allineato di fronte al pubblico, che è quello convenzionale di una grande sala da concerto, per un più gran coinvolgimento degli ascoltatori (il programma è, al contrario di quello dei cd, particolarmente incentrato sul flamenco ed altri temi popolari, con qualche intermezzo barocco).


Aura rilucenteHandel – Haym

Trio Sonatas – L’Aura rilucente – Ambronay (55’19’’)

L’abbazia di Ambronay – fondata da San Bernardo ai tempi di Carlo Magno nella valle del Rodano, non lontano da Lione – è nota, oltre che per il suo Festival ed il ricco ed interessante catalogo discografico che raccoglie le registrazioni delle più interessanti produzioni del Festival stesso, anche per l’Accademia Barocca Europea che quest’anno – alla sua 21ma edizione – si svolge sotto la direzione di Enrico Onofri. Violinista e direttore d’orchestra. Enrico Onofri ha iniziato, ancora studente, una carriera di protagonista negli ensembles fondatori dell’interpretazione barocca (è stato primo violino alla Capella Reial di Jordi Savall, passando poi al Concentus Musicus Wien, all’Ensemble Mosaiques, al Concerto Italiano ed al Giardino Armonico di cui è stato primo violino solista dal 1987 al 2010). Appassionato di pedagogia, Onofri ha concepito un programma estivo centrato sui Concerti per violino, da quelli dei compositori italiani dell’inizio del periodo barocco al repertorio tedesco più tardivo, passando per Vivaldi ed il 3° Brandeburghese di J.S. Bach, e dedicato a giovani talenti reclutati in tutta l’Europa. L’orchestra d’archi sarà associata all’ensemble Radio Antiqua. La formazione si è svolta in luglio al Collegio Ghislieri di Pavia, ed è stata seguita da una trionfale tournée in Italia, Slovenia, Francia e Portogallo.

Nell’attesta di uno o più dischi che consacrino questi eventi, Ambronay pubblica nella collezione Giovani Ensembles un interessante cd che associa George Frederic Handel al suo contemporaneo l’italiano Nicola Francesco Haym, conosciuto in quanto librettista di molte opere di Handel (e noto numismatico), ma la cui musica è stata sino ad oggi ingiustamente dimenticata. Il programma alterna a tre Trio sonate dell’op.1 di Haym due Trio sonate dell’op.2 di Handel e le particolarmente interessanti versioni strumentali di tre arie d’opera per una voce con violino obbligato ed un Ballo di pastori e pastorelle sempre di Handel.

Il merito della scoperta di queste interessanti composizioni va agli interpreti, i giovani componenti de L’Aura rilucente, un ensemble – due violini, violoncello, arpa, organo e clavicembalo – italiano che si è formato a Villa Simonetta, la villa rinascimentale che ospita l’Accademia internazionale di musica di Milano. Avevano iniziato elaborando il loro stile sulle Trio sonate di Handel, poi le loro ricerche su questo genere nel repertorio musicale del ‘600 e ‘700 li hanno portati, tre anni or sono, a scoprire nella Biblioteca Reale olandese a L’Aia, due volumetti di queste dimenticate composizioni di Nicola Francesco Haym, di cui oggi ci presentano una raffinata ed elegante registrazione degna del loro grande valore musicale e storico.

ascoltate un estratto della Trio sonata in re minore di Haym


Pfaff_piano Encores_Tristan Pfaff

Piano Encores – Tristan Pfaff: pianoforte – Aparté (63’50)

In uno dei primi numeri di questa rubrica vi raccomandavo con entusiasmo un giovane pianista «da tener d’occhio», e non posso, oggi, che compiacermi di questa previsione. In questi due anni Tristan Pfaff ha moltiplicato i concerti ed i successi, ed ora torna da Aparté con un programma di quelli che i grandi pianisti incidono quando, ben avanti nella carriera ed avendo, più o meno svolazzato su tutto il repertorio, compensano i fans che li hanno seguiti con un cd di bis, un mosaico o un campionario che dir si voglia di tutta la versatilità del loro virtuosismo.

Ben altra è la motivazione che ha ispirato a Tristan Pfaff il programma di questo simpatico e coinvolgente disco: il piacer di suonare musiche di epoche e stili diversi e dei compositori più disparati – da un Cantabile di C.P.E. Bach a The Man I love di Gershwin, dalle stravaganti sonorità della Tartina imburrata di Mozart a un raro Foglio d’album di Giacomo Puccini – ciascuno rappresentato da un’unica composizione, in una scelta che ci permette di conoscere un po’ meglio questo straordinario virtuoso, i suoi gusti e la sua molteplice personalità al di là dello Schubert e del Liszt che ci avevano tanto entusiasmato.

E la sequenza di queste composizioni senza una costruzione precisa rivela un eclettismo che non è fondato su un approccio superficiale ma sul rifiuto di essere «specialista» consacrato ad un genere o ad una forma particolare. «Avere la musica non soltanto nelle dita, ma anche nella testa e nel cuore …» scriveva Robert Schumann nella presentazione del suo Album fûr die Jugend (Album per i giovani) ed è da queste radici così dirette ed immediate che scaturisce tutta la piacevolezza dell’ascolto di questo disco realizzato tutto d’un getto, in pochissime sedute di registrazione, quasi un live. Il cd è stato presentato in anteprima, nel giorno del 30esimo compleanno di Tristan con un concerto offerto, nella mitica salle Gaveau, a Parigi, a beneficio del Projet Imagine che mette in luce gli eroi anonimi che nell’ombra fanno la rivoluzione ed incoraggia l’impegno di ciascuno a costruire un mondo migliore.

ascoltate gli estratti del concerto (e del disco)