La nuova App Immuni: tutto quello che bisogna sapere

Pubblicato il 13 Agosto 2020 in , , da redazione grey-panthers

Immuni è una delle applicazioni sulle quali si è più discusso negli ultimi mesi; il suo obiettivo finale è quello di riuscire a contattare e ad avvertire persone che sono entrate in contatto con soggetti infetti.

Prima di vedere come funziona l’app raccomandiamo di non scaricare l’app tramite link ricevuti via mail o sms.

Caratteristiche dell’app

Gratuita

Completamente in Italiano

Priva di pubblicità

Primo avvio parte 1°

Non possiamo allegare immagini riguardanti il primo avvio dell’app in quanto la funzione screenshot é stata disabilitata. Le prime schermate che possiamo incontrare riportano una spiegazione sul funzionamento dell’applicazione; in ogni schermata saranno presenti due diciture: “scopri di più” e “Avanti”.

Toccando su “scopri di più”, si aprirà una nuova pagina dove saranno fornite le informazioni su come funziona l’app.

Come funziona l’app (Scopri di più)

La prima informazione che ci viene fornita riguarda il codice che viene associato al nostro device: il codice viene associato in modo casuale, non contiene informazioni su di noi né sul nostro dispositivo e cambia diverse volte ogni ora per tutelare la privacy.

Scorrendo con il dito arriveremo alla seconda parte dove viene spiegato come funziona un incontro. Quando due utenti Immuni entrano in contatto, è molto importante ricordare che affinché l’app funzioni tutte e due le persone che si incontrano devono aver scaricato l’app Immuni. I device si scambiano i rispetti codici indentificativi utilizzando la tecnologia Bluetooth low energy; l’app non conoscerà né il luogo né l’identità dell’altra persona.

La terza parte ci comunica che una persona dopo essere risultata positiva potrà scegliere di caricare i suoi codici sul server. Attenzione, saranno caricati solamente i codici del dispositivo; NON saranno caricati dati riguardanti l’incontro.

Nella quarta e nella quinta parte veniamo informati che l’app Immuni presente sul nostro dispositivo controllerà periodicamente i codici presenti sul Server e nel caso riscontrasse che siamo entrati in contatto con un codice presente sul server appartenente a un utente positivo saremo avvertiti dall’app e ci saranno date istruzioni su cosa fare.

Dopo questa spiegazione dettagliata riguardo al funzionamento dell’app per chi ancora fosse confuso cerchiamo di riassumere in breve e in modo più semplice il suo funzionamento.

  1. Scaricare l’app
  2. Al nostro device viene associato un codice casuale che cambia diverse volte ogni ora. I codici vengono salvati nello smartphone dall’app
  3. L’app per poter funzionare richiede che tutte e due le persone che si incontrano abbiano scaricato l’applicazione e che sia il bluetooth e il gps siano attivi
  4. Quando due persone si incontrano i loro codici casuali vengono scambiati e memorizzati nei device
  5. Se una persona risulta infetta può caricare i suoi codici sul server
  6. L’app Immuni presente sullo smartphone controllerà i codici sul server e li confronterà con quelli che ha precedente memorizzato; se trovasse una corrispondenza tra un codice memorizzato e uno presente sul server avvertirà l’utente fornendoli ulteriori indicazioni

Primo Avvio 2° parte

Tornando indietro, nelle schermate iniziali vengono fornite le informazioni riassunte trovabili in “scopri di più”. Una volta arrivati alla quarta schermata troveremo in basso la scritta “Iniziamo”. Dopo aver cliccato sulla scritta, si aprirà un’altra pagina dove, ancora una volta, veniamo informati che Immuni non raccoglie dati anagrafici, non può risalire alla tua identità o delle persone con qui entri in contatto, non raccoglie alcun dato di geolocalizzazione (non tiene traccia né di dove si è né degli spostamenti degli utenti), i dati salvati su smartphone e server sono criptati. Veniamo anche a conoscenza del fatto che per aiutare il Servizio Sanitario Nazionale l’app invierà al server la tua provincia di domicilio. I dati sono salvati su Server Italiani, gestiti da soggetti pubblici e controllati dal Ministero della Salute. L’ultima informazione che viene fornita riguarda l’eliminazione dei dati una volta che non saranno più necessari e in ogni caso non più tardi del 31 Dicembre 2020.

Dopo aver letto le indicazioni sopra riportate sarà necessario confermare di aver letto l’informativa sulla privacy e di avere almeno quattordici anni. Dopo sarà possibile cliccare su avanti. Nelle schermate successive sarà necessario selezionare regione e provincia e poi toccare su avanti. Nella nuova schermata sarà richiesto di abilitare le notifiche di esposizione al covid-19: ovviamente tocchiamo su consenti. Si aprirà un pop-up dove si viene informati che il telefono utilizzerà il Bluetooth per raccogliere e condividere in modo sicuro i dati; la data, la durata e l’intensità del segnale associate all’esposizione verranno condivise dall’app. L’intensità del segnale servirà per determinare la distanza tra i due soggetti durante l’incontro. Dopo aver accettato viene richiesto di attivare la posizione, quindi il GPS, per poter rilevare i dispositivi nelle vicinanze. La nostra posizione comunque non sarà mai tracciata. Oggi non è possibile comunicare altre informazioni riguardo l’utilizzo dell’app in quanto nella regione da cui scriviamo non è ancora attiva la sperimentazione.

Riteniamo doveroso leggere e analizzare l’informativa sulla privacy riportando i punti a nostro giudizio più significativi.

Informativa sulla privacy

Una precisazione per una più facile lettura e comprensione: tutte le parti comprese tra apici sono passi riportati dall’informativa.

Aprendo la pagina web, la prima sezione presente è “Come funziona Immuni in 5 passaggi” dove vengono fornite informazioni sopra riportate ed emerge un dettaglio interessante riguardo la trasmissione dei dati sul server. Riportiamo fedelmente quanto scritto: “ Gli utenti che risultano positivi al virus possono caricare su un server, con la collaborazione di un operatore sanitario…” possiamo confermare che un’utente non potrà caricare i suoi dati liberamente sul server ma dovrà risultare positivo e poi, con l’ausilio di un operatore sanitario, potrà caricare i codici sul server.

Nei paragrafi successi sono presenti ulteriori informazioni riguardo l’app; ovviamente le informazioni sono molte e riporteremo anche qui solamente quelle per noi più significative.

Nella sezione Finalità di trattamento, come previsto dall’articolo 6 del decreto-legge del 30 aprile 2020, n.28., troveremo la seguente frase: “I dati potranno essere utilizzati, in forma aggregata e anonima, per soli fini di sanità pubblica, profilassi, statistici o di ricerca scientifica.” Veniamo informati quindi dei fini per i quali  i dati saranno utilizzati, sempre nell’ambito della sanità pubblica. Ulteriori chiarimenti vengono forniti nella sezione 4 denominata “tipologia di dati”; anche in questo caso riporteremo i punti salienti. I dati verranno trattati dal Ministero della salute e quindi saranno forniti automaticamente.

La provincia di domicilio, inserita dall’utente durante la prima configurazione, permette al Ministero della Salute di monitorare lo sviluppo dell’epidemia.

Indicatori di corretto funzionamento “ad esempio, il fatto che il Bluetooth sia attivo” come riportato nella pagina, al fine di correggere eventuali difetti nel funzionamento dell’app che impedirebbero di avvertire gli utenti in caso di rischio. La provincia e i gli indicatori verranno confermati fino alla cessazione dello stato di emergenza e non oltre il 31 Dicembre 2020.

Nel caso in cui un utente sia entrato in contatto con un infetto verranno raccolti i seguenti dati:

“Ricezione della notifica” allo scopo “di stimare quanti utenti vengono avvertiti dall’App di un potenziale rischio di contagio, senza poter risalire alla loro identità, e permettere al Servizio Sanitario Nazionale di predisporre le iniziative e le risorse necessarie per prendersi cura degli utenti che hanno ricevuto la notifica.”

“Data dall’ultimo contatto a rischio” allo scopo di permettere “di stimare quando potrebbero manifestarsi eventuali sintomi…”

Nell’ultima tabella vengono presentati i dati che verranno trattati in caso si sia risultati positivi. Non abbiamo riscontrato niente da segnalare ma grazie alla tabella e al resto dell’informativa possiamo fornire informazioni più dettagliate su cosa succederà in caso si risulti positivi; siamo anche riusciti a capire qualcosa in più riguardo i codici generati casualmente. Partendo da una chiave giornaliera saranno generati codici ogni 10 minuti ma questa era un’informazione per i più curiosi che non riguarderà in alcun modo l’utilizzo dell’app da parte dell’utente.

Risultare positivi

In caso si risulti positivi il dipartimento di Prevenzione dell’Asl contatterà il soggetto per ulteriori verifiche e una volta effettuati gli accertamenti l’operatore chiederà al soggetto di utilizzare la funzione genera OTP. Per i meno esperti OTP è sinonimo di one time password ed è un codice alfanumerico usa e getta. L’utente dovrà poi comunicare all’operatore il codice OTP di 10 cifre e l’operatore inserirà sul Sistema del Ministero della Sanità il codice OTP e la data di inizio dei sintomi o, nel caso l’utente sia asintomatico, la data del tampone. L’utente poi dovrà confermare l’invio dei suoi codici tramite app. In poche parole possiamo dire che un operatore contatterà la persona positivi e abiliterà la procedura di caricamento dei dati sul server; sarà poi l’utente a dover caricare i suoi codici.

Conclusioni

Vi ringraziamo per aver letto l’articolo fino alla fine, nonostante non sia stato possibile fornire informazioni sulle modalità di utilizzo dell’app o, per chi segue la rubrica, non abbiamo potuto fare la sezione “la nostra prova” ma siamo riusciti a rispondere ai quesiti legati alla privacy e abbiamo potuto fornire tutte le informazioni in modo dettagliato riguardo a cosa succede in caso di contagio. Infine ricordiamo che il codice dell’app è open source e lasciamo i link di download per scaricare l’app ricordando che non funziona ancora in tutta Italia.

 


Ultimissime dal Ministero della Salute- 4 giugno 2020

Dopo 24 ore dal lancio di Immuni, la app per il tracciamento dei contatti è stata scaricata da oltre 500mila italiani, risultando al primo posto della classifica delle applicazioni con più download sia su App store che su Google play. Lo ha reso noto il ministro per l’Innovazione, Paola Pisano.

L’app Immuni, disponibile gratuitamente negli store di Apple e Google, è scaricabile dal primo giugno. Si tratta di un innovativo supporto tecnologico che si affianca alle iniziative già messe in campo dal Governo per limitare la diffusione del virus Covid-19. È stato sviluppato nel rispetto della normativa italiana e di quella europea sulla tutela della privacy.

Dotarsi da adesso dell’app permetterà di risalire ai contatti che possono aver esposto una persona al rischio di contagio. I servizi sanitari regionali potranno gradualmente attivare gli avvisi dell’app. A cominciare saranno da lunedì 8 giugno le Regioni Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia. Tutte le informazioni utili sul funzionamento del sistema sono disponibili sul sito immuni.italia.it. Per chiarimenti cittadini e operatori sanitari possono rivolgersi anche al numero verde 800 91 24 91, attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20.

Si sottolinea che l’applicazione non è direttamente scaricabile via email o SMS. Immuni serve agli utenti di telefoni cellulari che hanno attivato l’applicazione per ricevere notifica di eventuali esposizioni al Coronavirus. Nell’intero sistema dell’app non sono presenti né saranno registrati nominativi e altri elementi che possano ricondurre all’identità della persona positiva o di chi abbia avuto contatti con lei, bensì codici alfanumerici. L’impiego dell’applicazione, volontario, ha lo scopo di aumentare la sicurezza nella fase di ripresa delle attività.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministro della Salute, Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, Regioni, Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 e le società pubbliche Sogei e PagoPa.

Base di lavoro per la realizzazione dell’app, il codice messo gratuitamente a disposizione dello Stato da parte della società Bending Spoons. Il sistema è stato sviluppato anche grazie a un’approfondita interlocuzione con il Garante per la protezione dei dati personali e riservando massima attenzione alla privacy.

Gli utenti di cellulari che decidono di scaricare l’applicazione contribuiscono a tutelare sé stessi e le persone che incontrano. Se sono entrati in contatto con soggetti successivamente risultati positivi al tampone, verranno avvisati con una notifica dell’app. Ciò consentirà loro di rivolgersi tempestivamente al medico di medicina generale per ricevere le indicazioni sui passi da compiere.

Quando le strutture sanitarie e le Asl riscontrano un nuovo caso positivo, dietro consenso del soggetto stesso, potranno, con i loro operatori sanitari, inserire un codice nel sistema. A questo punto il sistema invierà la notifica agli utenti con i quali il caso positivo è stato a stretto contatto.

La pandemia si sconfigge soprattutto con i comportamenti individuali, lavandosi le mani, mantenendo le distanze di sicurezza e indossando la mascherina.

A queste buone prassi comportamentali si aggiunge adesso l’App Immuni: un aiuto tecnologico per tenere lontano il Covid-19 da noi e dalle persone che amiamo.

Scarica l’App gratuitamente negli store di Apple e Google:

Per informazioni contatta:

  • Numero verde 800 91 24 91, attivo tutti i giorni dalle ore 8 alle 20