La fragile meraviglia della natura nelle foto di Paolo Pellegrin

Pubblicato il 20 Giugno 2022 in , , , da redazione grey-panthers
fragile meraviglia

Le Gallerie d’Italia – Torino, il nuovo museo di Intesa Sanpaolo in Piazza San Carlo, aprono al pubblico con la mostra “La fragile meraviglia. Un viaggio nella natura che cambia” di Paolo Pellegrin, visitabile nei nuovi spazi espositivi sino al 4 settembre. Un reportage fotografico d’autore dedicato al tema del cambiamento climatico con la curatela di Walter Guadagnini e il contributo di Mario Calabresi. Al centro del nuovo museo torinese di Intesa Sanpaolo il mondo della fotografia nelle sue mille sfaccettature e nel suo saper raccontare storia e contemporaneità. Una doppia occasione per visitare la nuova sede museale presso Palazzo Turinetti, appena ristrutturato per ospitare la collezione permanente dell’Archivio Publifoto, proprietà della Banca. “La fragile meraviglia. Un viaggio nella natura che cambia”mette in mostra il lavoro del fotogiornalista italianoPaolo Pellegrin, attraverso i reportage fotografici che l’autore ha dedicato al tema del cambiamento climatico. Il lavoro rappresenta una committenza originale che ha visto impegnato Pellegrin in Paesi come Namibia, Islanda, Costa Rica, Italia per fornire una personale lettura per immagini del rapporto tra l’uomo e il suo ambiente naturale, tema cruciale della contemporaneità. Sempre fino al 4 settembre, alle Gallerie d’Italia di Torino, la riflessione per immagini del reporter sarà affiancata dalla mostra fotografica “Dalla guerra alla luna. 1945-1969”,una selezione di immagini storiche dell’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo a cura di Giovanna Calvenzi e Aldo Grasso, che documenta il miracolo economico fino alla più grande conquista dell’uomo moderno, lo sbarco sulla luna.

Paolo Pellegrinè uno dei maestri indiscussi della fotografia contemporanea internazionale. Nel corso della sua lunga carriera, ha saputo documentare la realtà della nostra epoca con una rara consapevolezza del duplice ruolo della fotografia: da un lato testimonianza del reale e dall’altro strumento di indagine della soggettività. Non stupisce che il quarto museo delle Gallerie d’Italia, con sede a Torino, apra dunque con una grande mostra di questo autore: “La fragile meraviglia”, a cura diWalter Guadagnini, nata come prima committenza di Intesa Sanpaolo che ha impegnato Pellegrin nella realizzazione di un corpus di immagini dedicate a uno dei temi centrali della contemporaneità: il rapporto tra l’uomo e la natura.Il nuovo museo è infatti dedicato alla fotografia, si propone di diventare uno spazio che si interroga sul futuro e agisce come testimone del proprio tempo: da qui la scelta di mettere in mostra progetti inediti che indagano i temi caldi dell’attualità, dal cambiamento climatico alla parità di genere, dalla pace alla lotta alla povertà.

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Paolo Pellegrin ha viaggiato per oltre un anno alla ricerca di immagini che immortalassero la grandiosità della natura:dall’Islanda alla Groenlandia, dalla Sicilia al Trentino Alto-Adige, dalla Namibia al Costarica, i suoi scatti si raccolgono attorno alla presenza dei quattro elementi naturali (terra, acqua, aria e fuoco), sui quali l’umanità si interroga da sempre, in una sorta di interpretazione metaforica e spirituale che scavalca le rigidità delle conoscenze scientifiche. Un viaggio per il mondo che accomuna il vicino e il lontano nelle implicazioni che derivano dal cambiamento nel nostro ecosistema. Se in uno dei suoi lavori precedenti, un reportage pubblicato sulla rivista Time nel 2018, Pellegrin puntava l’obiettivo sui ghiacciai dell’Antartide in via di scioglimento, affrontando in maniera diretta il tema del cambiamento climatico, questa volta il fotografo si rivolge alla natura con uno sguardo memore delle poetiche del «sublime», dove il fascino nasce dalla dismisura, il bello dalla paura.

Nei suoi scatti ne coglie le diverse manifestazioni, individuando come caratteristica primaria e costante quella «fragile meraviglia» che dà il titolo alla mostra e all’intero progetto. Allontanandosi dunque dall’idea di reportage classico, a cui Pellegrin è stato fedele per molto tempo, la sua fotografia si traduce in visioni di superfici e paesaggi che celebrano la forza dirompente dell’elemento naturale, provocando nell’osservatore una reazione ambivalente: in bilico tra fascino e timore, è inevitabile che esso si trovi a riflettere sul proprio ruolo nel mondo e sul proprio rapporto con l’ambiente. Se è vero che l’immagine fotografica trova il suo massimo grado di completezza solo nello sguardo dell’osservatore, come piace pensare a Pellegrin, in questo caso il punto di vista di chi guarda diventa ancora più cruciale, perché per la prima volta nella sua lunga carriera il fotografo rinuncia pressoché totalmente alla presenza dell’uomo nelle sue immagini: benché compaia come figura sfuggente in alcuni scatti, l’essere umano si materializza da un lato come osservatore, meravigliato e sopraffatto dalla maestosità del naturale, e dall’altro come agente di una trasformazione che ha conseguenze irreversibili sulla vita della Terra. Soprattutto nella produzione più recente, la fotografia di Pellegrin trova una corrispondenza simbolica nell’idea del processo sottrattivo tipico della scultura: dove il blocco di marmo viene scavato per arrivare al fulcro della propria visione, allo stesso modo Pellegrin toglie per aggiungere significato, l’assenza della figura umana si traduce dunque nella presa di consapevolezza del suo ruolo. Fotografare un iceberg, un ghiacciaio o gli alberi bruciati negli incendi in Australia (unica serie nata prima della committenza entrata a far parte di questo progetto) significa parlare dell’uomo e della sua azione, ponendo l’accento su quello che è il suo rapporto con lo spazio in cui abita e, allo stesso tempo, con il grado più primitivo di sé stesso. In mostra immagini, video e installazioni chetrasformano lo spazio delle Gallerie d’Italia – Torino in un luogo di apparizioni, più che di semplice esposizione. Il pubblico è invitato a osservare la maestosità della natura nella sua versione più pura e meditativa, confrontandosi con immagini che come la Terra subiscono mutazioni visive e materiali: abbandonano così la pretesa di raccontare verità assolute a favore di una narrazione visionaria ed enigmatica.

“La fragile meraviglia. Un viaggio nella natura che cambia” – fino al 4 settembre 2022

Gallerie d’Italia  – Piazza San Carlo 156, Torino

Orari: Martedì, giovedì, venerdì, sabato e  domenica: aperto dalle 9.30 alle 19.30. Mercoledi: aperto dalle 9.30 alle 22.3- Lunedì: chiuso.

Prezzi: Intero – 10 € – Ridotto – 5 € Over 65

Informazioni:  info@gallerieditalia.com, Numero Verde 800.167619

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