I dischi del mese: giugno ’14- 1

Pubblicato il 8 Giugno 2014 in , da Ferruccio Nuzzo

Claudio Monteverdi

Vespro della Beata Vergine (1610) – Choeur de chambre de Namur, Cappella Mediterranea, Leonardo García Alarcón – Ambronay (41’29 + 47’07)

Monumento della polifonia sacra, il Vespro della Beata Vergine sembrava ormai definitivamente consacrato dall’esaltante interpretazione di Jordi Savall, magistralmente registrata da Michel Bernstein nel 1988, nella basilica di Santa Barbara a Mantova ove, molto probabilmente, questo capolavoro –  composto tre anni dopo un altro capolavoro, l’Orfeo, ed offerto da Monteverdi al Papa Paolo V – fu eseguito per la prima volta.

Ed ecco che la discografia si arricchisce di una nuova, splendida, registrazione, quella diretta da Leonardo García Alarcón con la Cappella Mediterranea ed il suo Coro da camera di Namur – coadiuvato da Lionel Desmeules per le antifone gregoriane che inquadrano rigorosamente l’opulento splendore barocco di questa «Seconda prattica» annunciata qualche anno prima da Monteverdi nel suo V libro dei Madrigali con una maggiore libertà di scrittura e la possibilità d’utilizzare una tavolozza sonora più larga attraverso armonie più complesse che permettono di trasmettere sentimenti ed idee nuove.

La magia delle voci – nel contrasto tra la mistica austerità del gregoriano e le voluttuose articolazioni barocche – e le sonorità ardenti e trionfanti degli strumenti a fiato – cornetti, pifferi, flauti a becco e saqueboutes (un antenato del trombone) – si dilatano maestose nell’ideale acustica della chiesa dell’Abbaziale di Ambronay – sede di uno dei più interessanti festivals francesi di musica (soprattutto) barocca ed editore di questa registrazione (l’undicesimo cd  firmato da Leonardo García Alarcón).

E la modernità di questo capolavoro si conferma ancora una volta in questa nuova edizione di riferimento.

ascoltate il Vespro di Leonardo García Alarcón


BezuidenhoutWolfgang Amadeus Mozart

Keyboard Music – Volumi 5 & 6 – Kristian Bezuidenhout: fortepiano – Harmonia Mundi (2h21’46)

Nato in Sud Africa, dopo aver iniziato i suoi studi musicali in Australia ed essersi perfezionato negli Stati Uniti, alla Eastman School of Music, Kristian Bezuidenhout – solare pianista australe, proveniente da paesi e scuole che non ci hanno ancora inondato di virtuosi come la Cina e il Giappone, – è venuto in Europa dove ha dato prove della sua maturità e sensibilità vincendo numerosi concorsi e registrando per Harmonia Mundi dischi memorabili come i due poco frequentati Concerti per pianoforte (con e senza violino) di Mendelssohn, e le Sonate per violino e pianoforte di Beethoven con Viktoria Mullova.

Questi due nuovi cd – il V ed il VI – dell’integrale della musica per tastiera di Wolfgang Amadeus Mozart sono densi di vitalità e seduzione sonora, in una sorprendente luminosità che accende di sorpresa anche i brani più conosciuti come le insopportabili Variazioni su «Ah, vous dirais-je Maman» – insopportabili poiché solitamente corrotte dalla loro apparente facilità e logorate dalla volgarità delle approssimazioni a due dita di giovani mostri in esibizione nei saggi di fine anno.

Le composizioni più conosciute, come la Sonata n° 11 K.331 – con la famosissima , ed anch’essa abusatissima, Marcia alla turca – e la Sonata n° 7 K.309, si alternano a gioielli ben poco ascoltati, in concerto ed in disco, come le 6 Variazioni su “Salve Tu, Domine” K 398, la sorprendente Romanza K Anh. 205 e le 12 Variazioni su “La belle Françoise” K.353. Kristian Bezuidenhout alterna entusiasmo e riflessione, sfruttando pienamente le qualità del suo strumento, un fortepiano ricostruito su un modello del 1808, che permette tutte le sfumature e le raffinatezze di contrasto dinamico e di articolazione che fanno vivere in una nuova luce la musica di Mozart.

ascoltate il Mozart di Kristian Bezuidenhout


wagner ravelVanessa Wagner

Ravel – Piano works – Aparté (63’15)

Pianista tra le più interessanti della sua generazione, Vanessa Wagner ha trovato in Aparté un editore illuminato e prezioso nella realizzazione dei suoi progetti (Aparté è, in qualche modo, il Franco Maria Ricci della discografia, per la raffinatezza delle scelte degli artisti e dei programmi, e per l’accuratezza delle realizzazioni).

È questo uno dei cd più belli sino ad ora pubblicati, in un catalogo già ricco di giovani scoperte e di talenti consacrati. In un panorama della densa e feconda maturità pianistica di Maurice Ravel, dal policromo candore di Ma mère l’Oye – illustrazione di un racconto per l’infanzia di Perrault (poco conosciuto – a dire il vero e chissà perché – da noi) all’onirica, languorosa e nebbiosa Pavana per un’Infanta defunta, Vanessa Wagner ci propone la sua luminosa visione di un Ravel attraverso il suo tocco di velluto, ma che mai scivola su effetti stucchevoli o su quei  virtuosismi di cui Ravel troppo spesso è facile e sterile pretesto.

Ed ancora quel «… delizioso piacere e sempre rinnovato di un’inutile occupazione» (da una nota di Henri de Régnier sullo spartito per pianoforte) degli schubertiani Valses nobles et sentimentales seguiti dall’orrifico e sepolcrale trittico di Gaspard de la nuit – una delle opere favorite del nostro indimenticabile Arturo Benedetti-Michelangeli – ispirato ai poemi di Aloysius Bertrand, una delle composizioni più difficili mai scritte per il pianoforte, espressione di un momento tragico e torturato della vita di Maurice Ravel.

La musica per pianoforte di Maurice Ravel è, sopratutto, bellezza e ricchezza di un suono continuamente divagante tra una realtà nota e attesa ed una sorprendente irrealtà, e la registrazione effettuata nella chiesa di Saint Pierre a Parigi esalta tutta la ricchezza du queste atmosfere che Vanessa Wagner riesce magistralmente ad evocare.

ascoltate il Ravel di Vanessa Wagner 


EscaichThierry Escaich 

Magic Circus

Musique de chambre avec vents – Artisti diversi – Indesens (80’57)

Thierry Escaich è, oggi, uno dei più attivi ed interessanti tra i giovani compositori francesi. Giovane non proprio anagraficamente (è nato nel 1965), ma perché la sua opera non è mai statica, bloccata su formule o moduli a successo, – o su pretesti ideologici – ma continuamente rinnovata, percorrendo itinerari ed evocando paesaggi sempre più sorprendenti, attraverso strumenti diversi, dall’organo, che è il suo favorito (Escaich è anche, se non sopratutto, organista, titolare della prestigiosa tribuna di Saint Étienne du Mont a Parigi), al pianoforte ed agli strumenti a fiato.

Thierry Escaich insegna scrittura musicale ed improvvisazione – eh, si ! per quanto possa sembrar strano, l’improvvisazione si insegna, o quanto meno si forniscono agli allievi i codici, le formule entro le quali l’ispirazione potrà manifestarsi liberamente – e tutto il programma di questo affascinante cd è animato dalla libertà, dall’impulso a inventare, a creare, suscitato da ispirazioni più o meno lontane e concretizzato nella ricchezza e nella varietà timbrica degli strumenti a fiato e delle loro associazioni. Ed il titolo – Magic Circus – corrisponde perfettamente alla prorompente vitalità delle le musiche registrate, animate da un lirismo infuocato e da un irresistibile slancio ritmico.

Il primo brano registrato – che dà il titolo al cd – dopo una prima illusione quasi Felliniana (Nino Rota non è lontano) apre lo spettacolo con la sua tumultuosa apparizione, seguito dai «numeri» più variati e sorprendenti, dal sensuale Le Bal (Il ballo) ispirato dal film di Ettore Scola all’atmosfera nebbiosa e serpentina delle Antiennes oubliées (Antifone dimenticate), alla Tanz-Fantasie (Fantasia di danze) che conclude il programma solennemente riallacciandosi all’ispirazione iniziale. Virtuosi eccezionali al sassofono, al clarinetto, alla tromba, solisti o in diverse combinazioni, e Thierry Escaich è presente anche come interprete, all’organo ed al pianoforte.

La splendida registrazione mette nella miglior luce – con la crudezza e la mobilità dei riflettori di un circo, appunto – la ricchezza e la policroma varietà della musica.

ascoltate Magic Circus