In dirittura d’arrivo la “legge del buon Samaritano” che non pone limiti all’uso del defibrillatore automatico

Pubblicato il 1 Luglio 2021 in , , da Evasio Pasini

La cronaca delle ultime settimane ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica l’importanza dei soccorsi tempestivi e mirati per salvare la vita di una persona in arresto cardiaco improvviso. Il caso di Christian Eriksen ha fatto il giro del mondo. Il suo accasciarsi in diretta durante la partita della sua Danimarca con la Finlandia ha spaventato e preoccupato tutti. Si è salvato grazie a un presidio fondamentale: il defibrillatore. È l’elemento fondamentale in caso di arresto cardiaco. In Italia ci sono ottimi esempi concreti di diffusione (a Piacenza, per esempio) di questo importante presidio che viene reso disponibile in condomini, scuole, caserme, impianti sportivi, uffici pubblici. Con la diffusione del defibrillatore si arriva a salvare anche una percentuale elevata di arresti cardiaci.

Emergenze cardiache di tale gravità possono avvenire sia in pazienti con cardiopatia nota sia in soggetti, come è il caso di Eriksen, del tutto asintomatici che hanno superato test medici severi per svolgere la loro attività sportiva agonistica, ma che hanno della anomalie del cuore (verosimilmente genetiche) molto difficili da individuare anche con le più sofisticate tecniche diagnostiche normalmente usate.

L’arresto cardiaco o cardio-circolatorio  (ACC) è una condizione clinica di emergenza caratterizzata da una improvvisa e inaspettata interruzione dell’attività cardiaca che porta a morte l’individuo in tempi rapidi. Tale fenomeno è più frequente di quanto si pensi. Basti ricordare che in n Italia vengono registrati circa 60.000 arresti all’anno con un tasso di mortalità, se non si interviene correttamente e in modo veloce, del 98%.

La velocità dell’intervento è quindi cruciale. La sopravvivenza arriva al 50%n se si interviene con la defibrillazione entro i primi 5 minuti e decresce di circa il 10% ogni minuto di ritardo.

Per interrompere l’arresto cardiaco, nella maggioranza dai casi, è necessario erogare una scarica elettrica che attraversa in torace e riporta il sistema elettrico del cuore alla normalità, permettendo a questo organo di svolgere la sua fondamentale azione di pompa. Tale intervento è detta, appunto, defibrillazione.

La scienza odierna ha messo a punto un apparecchio portatile, automatico e applicabile esternamente (detto DAE) che, in condizione di emergenza. è in grado di analizzare il ritmo cardiaco di una persona in arresto cardiocircolatorio e, se la patologia cardiaca in atto è defibrillabile (si consideri che una piccola parte della aritmie cardiache maligne non possono essere curate con la defibrillazione), di erogare in modo automatico una scarica elettrica che fa ripartire il cuore.

In base alla legge vigente, la n. 120 del 3 aprile 2001, l’uso del DEFIBRILLATORE SEMIAUTOMATICO ESTERNO (DAE) è concesso anche al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica nelle attività di rianimazione cardio-polmonare. Ma non basta ancora.

Oggi, fortunatamente, la legge è in revisione per favorire la diffusione dei defibrillatori in ambito extraospedaliero. Nei giorni scorsi si è ottenuta l’approvazione della Commissione Sanità del Senato. Il testo torna ora alla Camera. Tale variazione è stata definita “legge del Buon Samaritano” e allineerebbe la legge ad altre già presenti in Paesi europei, come l’Inghilterra.

È chiaro che la legge così modificata renderà possibile aumentare il numero di DAE disponibili sul territorio, nei mezzi di trasporto, nei centri commerciali, nei posti di lavoro, nelle scuole, introducendo le semplici basi dell’utilizzo del DAE già ai giovani durante i periodo scolastico e ai lavoratori direttamente sul posto di lavoro.

Auspichiamo che tale legge, all’avanguardia in Europa e in linea con le recenti raccomandazioni della società scientifica European Resuscitation Council, diventi al più presto legge dello Stato in grado di salvare un numero più consistente di vite umane.

Bibliografia

Proposta di legge n. 1836: LEDA VOLPI: “Modifiche alla tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e alla legge 3 aprile 2001, n. 120, per la promozione della diffusione e dell’impiego dei defibrillatori semiautomatici  e automatici” (1836)

https://www.camera.it/leg18/126?tab=2&leg=18&idDocumento=1836&sede=&tipo=

http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Ddliter/51765.htm

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.