Sicurezza sanitaria, a Milano si sperimenta il Braccialetto Salvavita

Pubblicato il 29 Novembre 2019 in , , da redazione grey-panthers
Braccialetto Salvavita

Parte dal Municipio 3 del Comune di Milano il Braccialetto Salvavita, un’iniziativa innovativa, che associa tecnologia diffusa e servizio pubblico, e che può migliorare l’assistenza socio-sanitaria dei cittadini anziani, in particolare l’efficacia degli interventi in situazioni di emergenza, quando chi viene soccorso spesso non è in grado di collaborare. E’ per ora una iniziativa pilota, resa possibile dalla collaborazione dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (AREU), del Politecnico e della onlus Medici Volontari Italiani. Ma potrebbe essere estesa ad altre zone di Milano, metropoli caratterizzata da una elevata presenza di residenti anziani.
Alcuni anziani volontari del Municipio 3 verranno dotati di uno speciale Braccialetto con un codice QR, la cui “lettura”, da parte ad esempio del personale dell’ambulanza, comunica agli operatori i numeri telefonici personali di emergenza da chiamare (numeri I.C.E.) e li informa che la persona soccorsa è portatrice di Carta di Identità Salvavita (C.I.S.), contenente le sue informazioni socio-sanitarie di base. Poiché queste informazioni sono state in precedenza raccolte e validate dal medico di famiglia, vengono considerate affidabili e utili, a differenza di quelle “autocertificate” contenute nelle numerose app “di emergenza” scaricabili da internet. L’intervento in urgenza del personale medico, che dispone subito di dati preziosi sul quadro clinico e socio-ambientale dell’assistito, può quindi avvenire in tempi più rapidi del consueto, guadagnando sicuramente in efficacia.

Braccialetto SalvavitaIl Municipio 3 ha promosso questa iniziativa anche in considerazione delle sue peculiari caratteristiche demografiche: registra infatti una popolazione residente di età media tra le più elevate i città. L’indice di vecchiaia, rappresentato dal numero di anziani over 65 ogni 100 giovani fino ai 14 anni, è pari a 196,8: un indice molto alto, che viene ulteriormente enfatizzato se si prende in considerazione la percentuale dei cittadini oltre 85 anni.
Il Braccialetto Salvavita rientra nel progetto “Cittadini più coinvolti e più sicuri, progetto che ha visto coinvolto anche Grey Panthers, avviato alcuni anni fa dal Comune di Milano, Assessorato Politiche sociali e abitative, con la collaborazione di MVI, che ha realizzato e messo a disposizione un’applicazione per la gestione digitale delle informazioni socio-sanitarie.

Cittadini più coinvolti e più sicuri è un programma di prevenzione e inclusione sociale, a cui hanno aderito a oggi oltre 2000 persone. Nato nel 2013 come iniziativa a tutela degli anziani soli, è via via cresciuto fino a divenire un presidio utile a tutti, anche se continua a rivolgersi in via prioritaria ai soggetti più fragili: anziani, persone che vivono sole, diversamente abili, adulti in difficoltà, senza dimora ed emarginati italiani e stranieri. L’obiettivo è rafforzare il senso di sicurezza psico-fisica nella quotidianità domestica e facilitare l’opera di soccorso. Ciò avviene attraverso tre strumenti: la Busta Rossa, una cartellina che l’interessato deve tenere esposta nella propria abitazione e che contiene in forma cartacea le informazioni socio-anagrafiche e cliniche “salvavita” certificate della persona e i numeri telefonici di emergenza; la Carta di Identità Salvavita, di cui si è detto prima: un documento con gli stessi dati della Busta Rossa e che l’interessato deve portare sempre con sé, come una normale carta di identità; il Braccialetto Salvavita, che risulta particolarmente utile nel caso di persone senza dimora, per le quali non si può contare ad esempio sulla Busta Rossa.

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