Primo Levi, inviato speciale all’inferno di Auschwitz

Pubblicato il 25 gennaio 2018 in Ideas Libri
album primo levi

A trent’anni dalla scomparsa di Primo Levi, “Album Primo Levi” a cura di Roberta Mori e Domenico Scarpa (Einaudi, sostenuto nella realizzazione da  Banca Intesa Sanpaolo) intende proporre al pubblico un originale ritratto, per testi e immagini, di una tra le figure piú complesse della letteratura e della cultura del Novecento. Né biografia né saggio monografico, l’Album Primo Levi si configura piuttosto come un film documentario steso su carta, data la rilevanza che vi assume il materiale iconografico, rappresentato da oltre 400 immagini in gran parte inedite, e da un graphic novel dell’artista Yosuke Taki, ispirato al racconto “Carbonio”.

primo leviEd è sempre nel rapporto con la dimensione visiva che i testi contenuti nel volume trovano una specifica ragion d’essere: primi fra tutti quelli di Levi, che – in centinaia di citazioni tratte da scritti celebri, rari o del tutto ignoti – entrano in immediata comunicazione con le figure in una continua e sempre coerente alternanza di letteratura e cronaca, poesia in versi e testimonianza storica, invenzione fantastica e intervento pubblico.

L’album è un omaggio, nei giorni in cui si celebra la memoria della Shoah, allo scrittore sopravvissuto per quasi un anno ad Auschwitz, “il migliore inviato speciale che l’umanità potesse mandare in quell’inferno”, come ha sintetizzato il presidente di Giulio Einaudi editore, Walter Barberis, alla raffinata e coinvolgente presentazione del volume.

 La prima parte dell’Album è dedicata alla chimica: la passione, lo studio e il lavoro di Primo Levi, che amava considerarsi uno scrittore della domenica, un chimico prestato alla letteratura. In realtà, ha commentato Barberis, era il contrario: un grande scrittore prestato alla chimica. Il testo di Levi che più lo rappresenta nella sua complessità, ha commentato Domenico Scarpa, è proprio “Il sistema periodico”, definito dall’autorevole Royal institution britannica nel 2006 “il più bel libro di scienza che sia mai stato scritto”, più ancora dell'”Origine della specie” del britannico Charles Darwin.
La seconda sezione del libro riguarda un altro grande amore di Levi, la montagna. Il terzo capitolo è quello doloroso sull’esperienza ad Auschwitz, che ha portato alla scrittura di quei capolavori che sono ‘Se questo è un uomo’ e ‘La tregua’. Poi c’è la sezione dedicata al lavoro di scrittore e traduttore e infine quello sulle attività manuali e artistiche di Primo Levi, in particolare le sue sculture di materiali di scarto, come i fili di rame, ma anche le passioni ereditate dalla famiglia, come quella per il gioco degli scacchi, “l’unico gioco che io abbia mai accettato”, per definirla con le parole dell’autore citate nell’Album.
Durante la presentazione il Presidente Emerito di Banca Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, ha ricordato: “C’è un interesse particolare della nostra banca verso la storia e il patrimonio ebraico. Da sempre la Comit si era assunta l’impegno di tramandare e far conoscere la cultura ebraica patrocinando diverse iniziative”.

Gli autori

Roberta Mori collabora con il Centro internazionale di Studi Primo Levi in qualità di responsabile delle iniziative rivolte al mondo scolastico; per il Centro ha curato anche le ricerche per la mostra “I mondi di Primo Levi: una strenua chiarezza”. 

Domenico Scarpa è consulente del Centro internazionale di Studi Primo Levi. Ha firmato gli apparati critici nei Complete Works di Levi (Liveright, New York 2015) e ha tenuto con Ann Goldstein la sesta Lezione “Primo Levi, In un’altra lingua / In another language”, apparsa nel 2015 da Einaudi. 

Yosuke Taki nasce a Tokyo e dal 1988 vive e lavora in Italia. Dopo diversi anni di esperienze teatrali e artistiche, ha scritto saggi su Achille Castiglioni (Axis, 2006) e Samuel Beckett (Suiseisha, 2016) e pubblica articoli dedicati al Giappone sul sito «Doppiozero». Fra le sue traduzioni in giapponese, ci sono anche le Conversazioni e interviste di Primo Levi. 

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