Pensioni, assegni anticipati con penalità ridotta – In fila agli sportelli – Sconto parziale per la classe ’52

Pubblicato il 14 Dicembre 2011 in da redazione grey-panthers
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Le aperture

La Repubblica: “Sconto Ici, patrimoniale sui titoli. Pensioni protette fino a 1400 euro. Scudo, tassa più pesante. Liberalizzazioni, rivolta di taxi e farmacie. Il governo cambia la manovra, pronta la fiducia. Niente bollo per i conti correnti sotto i 5mila euro. Dietrofront sulle province: rispettata la scadenza naturale”. In evidenza a centro pagina: “Terrore a Firenze: killer neofascista uccide due senegalesi, poi si spara”. Il commento è di Adriano Sofri: “Non chiamiamo pazzi i nostri Breivik”. Sulla prima pagina anche l’avvicendamento al Tg1: Il cda Rai ha rimosso Augusto Minzolini, che ha già annunciato ricorso al giudice del lavoro. Il direttore della testata giornalistica di Rai 1 sarà Alberto Maccari, per 13 anni vice al Tg1.

Il Corriere della Sera: “Pensioni, casa, rendite: ecco le novità. Rivalutati gli assegni fino a 1400 euro, sgravi sull’Ici per le famiglie con figli. Liberalizzazioni dal 2012, ma i taxi sono esclusi. Monti: adesso c’è più equità”: A centro pagina: “Fuoco sui senegalesi a Firenze. Il killer, accerchiato dalla polizia, si è sparato. Proclamato il lutto cittadino”. A fondo pagina un articolo dà notizia di un decreto che il governo varerà per alleviare il sovraffollamento delle carceri: “Fuori dal carcere sei mesi prima”. Il decreto riguarderà 3300 detenuti e consentirà di scontare a casa gli ultimi sei mesi di pena.

La Stampa: “Manovra, si cambia. Salve le pensioni fino a 1400 euro. Sgravi sull’Imu: agevolazioni per le famiglie con figli. Liberalizzazioni al via dal 2012: farmacie sì, taxi no”. In prima pagina il quotidiano torinese dà conto anche dell’accordo firmato tra Fim, Uilm, Fismic e Ugl con la Fiat per i dipendenti del gruppo (87 mila). La Fiom non ha firmato, e dichiara battaglia.

Il Sole 24 Ore: “Sconti Ici di 50 euro per ogni figlio. Tetto agli stipendi dei dirigenti pubblici a 300 mila euro. Monti: manovra più equa. Le modifiche del governo: pensioni rivalutate fino a 1400 euro, stretta sui vitalizi d’oro, tassate case e titoli all’estero. Salta la liberalizzazione per i taxi”.

Libero: “Un’altra rapina. Invece di tagliare la Casta, il governo Monti completa la sua patrimoniale occulta: prelievi sui libretti postali, balzello sui conti correnti delle aziende, doppia tassa su case e capitali e all’estero”.

Il Giornale: “Oddio un’altra tassa. Vampiri di Stato. Non bastavano le stangate dei giorni scorsi. Adesso spunta anche il prelievo sui libretti di risparmio. In arrivo pure una nuova imposta sulle case possedute all’estero. Liberalizzazioni: si parte da gennaio”.
A centro pagina, con foto dell’ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati: “La madre di tutte le tangenti fa tremare i falsi puri del Pd”.

Manovra

Secondo La Repubblica Monti e la maggioranza hanno corretto la manovra “con maggiori dosi di equità”. Sale da 936 euro a 1.400 la soglia al di sotto della quale l’indicizzazione delle pensioni sarà del 100 per cento: si salva così, secondo il quotidiano, il 78 per cento delle pensioni. La norma varrà solo per il 2012, perché dal 2013 saranno esentate dai tagli solo le pensioni fino a 936 euro.

Sul fronte pensioni, spiega il Corriere che l’emendamento del governo interviene anche su quelle anticipate, i cui requisiti vengono “addolciti”: in via eccezionale i lavoratori dipendenti del settore privato che matureranno i requisiti nel 2012 secondo le vecchie regole potranno andare in pensione anche con 35 anni di contributi e 64 anni di età. Quanto alla pensione di vecchiaia per le donne: possono uscire a 60 anni se entro il 2012 avranno maturato una anzianità contributiva di almeno 20 anni.
Chi andrà in pensione prima dei 62 anni avrà una riduzione dell’assegno di pensione anticipata pari ad un punto, e non più a 2.
Poi, sul fronte degli ‘assegni d’oro: ci sarà un tetto agli stipendi dei manager pubblici, ed il parametro di riferimento saranno i 311 mila euro del primo presidente della Corte di Cassazione. Ci sarà poi un ‘contributo di solidarietà’ del 15 per cento per le pensioni superiori ai 200 mila euro. Quanto alla tassa sui capitali che rientrarono in Italia ‘scudati’, si arriverà ad una aliquota del 10 per mille, che diventerà strutturale.
Sull’Imu, si prevede uno sconto di 50 euro per ogni figlio fino a 26 anni e fino a un massimo di 400 euro.

Ma sul fronte delle liberalizzazioni, secondo La Repubblica, c’è una “strada in salita per aprire alla concorrenza”: le farmacie sono sul piede di guerra perché il governo ha deciso di tener duro sull’estensione alla vendita nelle parafarmacie e nei supermercati dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta ma non rimborsati dallo Stato (dagli anti-infiammatori al Viagra). Secondo il quotidiano, nella notte, è stato però presentato dal Ministro dei rapporti con il Parlamento Giarda un emendamento che nei fatti annacqua la possibilità di vendere fuori dalle farmacie: la modifica, non concordata con il Pd ma con l’appoggio del Pdl, lascia al ministero della Salute e all’Aifa la competenza per definire per quali medicinali ci saranno più canali di vendita. Si potranno anche aprire più farmacie: una ogni 4000 abitanti, fatta eccezione per i centri con meno di 15 mila abitanti (12.500 secondo Il Sole 24 Ore).
Resta invece ferma la norma che riguardava la liberalizzazione dei taxi, che prevedeva che un tassista potesse spostarsi da una città ad un’altra. Spiega il quotidiano di Confindustria che le norme avrebbero consentito ad esempio a un tassista di andare “in trasferta” in comuni con maggiore domanda. Ma secondo il quotidiano, la “deregulation” sul fronte dei taxi potrebbe rientrare in gioco con l’articolo 37 della manovra, in base al quale il governo è delegato ad adottare entro sei mesi una compiuta liberalizzazione dei trasporti. Al tempo stesso, l’Authority su questi settori, dovrà garantire condizioni di accesso eque anche “alla mobilità urbana collegata a stazioni, aeroporti e porti”.

Fiat 

L’accordo tra Fiat e sindacati (non ha firmato la Fiom) prevede – come scrive La Stampa – un tasso di assenteismo del 6 per cento nel primo semestre del 2012 e del 4 nel secondo, con la penalizzazione – ove si superi il tasso previsto e il lavoratore reiteri assenze a ridosso dei festivi – di un giorno di mancato pagamento. Per il 2013 il tasso di assenteismo deve essere del 3,5 per cento, con due giorni di penalità.
Spiega Il Sole 24 Ore che l’accordo prevede un premio straordinario di 600 euro per tutti i dipendenti Fiat, compresi quelli in cassa integrazione, da erogarsi nel 2013. Per La Repubblica i 600 euro sono un una tantum che verrebbe pagata nel 2012 sui risultati del 2011. Lo stesso quotidiano precisa che l’azienda potrà chiedere senza contrattare 120 ore di straordinario all’anno. Lo straordinario stesso sarà maggiorato del 60 per cento anziché del 50 rispetto alla paga base.
Secondo Carlo dell’Aringa, che firma un commento sul Sole 24 Ore, con la firma di ieri “è stato fatto un altro passo nella direzione di dare certezza alla Fiat sia sull’organizzazione del lavoro che sull’esigibilità degli accordi sindacali”. Dell’Aringa spiega che dopo l’uscita da Confindustria, la firma di ieri sancisce il “contatto di primo livello”, la “fonte primaria delle norme contrattuali” che seguiranno.
Dell’Aringa ricorda che il nodo delle rappresentanze era fra quelli più delicati: era scontata l’applicazione delle norme dello Statuto dei lavoraotri, con le rappresentanze sindacali aziendali che devono essere costituite dai rappresentanti dei sindacati che hanno firmato i contratti. Ma la soluzione, secondo Dell’Aringa, “lascia la porta aperta ad un eventuale ripensamento delle sigle che non hanno firmato il contratto”. E “un contratto nazionale per l’auto, anche se sarà fuori dal sistema generale delle relazioni sindacali, potrà essere, nei fatti, un contratto non molto distante dal contratto nazionale dei metalmeccanici”. Non è un caso, che il contratto firmato ieri, “abbia validità di 12 mesi, giusto un ponte verso la stessa scadenza” di quello dei metalmeccanici. E Dell’Aringa si augura che lo scambio tra produttività e salario previsto dall’accordo Fiat possa “contaminare” in termini positivi lo stesso futuro contratto dei metalmeccanici.
Il titolo della pagina che Il Sole dedica alla questione è: “Per Fiat un ‘contratto ponte'”.

Inchieste

I quotidiani dedicano ampio spazio alle due inchieste giudiziarie su cui ieri ci sono stati sviluppi: il cosiddetto “sistema Sesto”, che ruoterebbe intorno all’ex presidente della Provincia di Milano, Penati, e il “sistema” San Raffaele. Su La Stampa si parla di una “stretta su Penati”. Ieri una ventina di perquisizioni effettuate dalla Guardia di Finanza, e nuove ipotesi di accuse corruttive che porterebbero a 1 milione e 400 mila euro la tangente destinata a finanziare la campagna elettorale di Penati. Ne risulterebbe un triangolo con al vertice l’ex presidente, garante del “sistema”, e ai due lati una serie di imprenditori pronti a versare tangenti, da una parte, e dall’altra alcuni professionisti pronti a veicolarle. La vicenda riguarda sempre il grande affare della Provincia di Penati: l’acquisto della maggioranza delle azioni della Milano Serravalle. Indagati per corruzione il banchiere Guido Roberto Vitale, che all’epoca fu incaricato di stabilire la congruità dell’offerta fatta da Penati al gruppo Gavio per acquistare le azioni che vennero pagate sette volte il prezzo di mercato stabilito pochi mesi prima.
Per quel che riguarda il San Raffaele, i pm la considerano una “associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di fondi neri”: l’inchiesta ieri ha portato in carcere l’ex direttore amministrativo Mario Valsecchi, per un possibile “inquinamento probatorio”. Per Il Giornale l’inchiesta è a una svolta decisiva: finora aveva puntato soprattutto sulle accuse dell’imprenditore Piero di Caterina, che aveva raccontato di aver fatto da esattore per conto di Penati della ‘stecca’ versata dall’imprenditore Binasco, del gruppo Gavio. Per ringraziare Penati di avergli comprato ‘ad un prezzo fantasmagorico’ le azioni della Serravalle. Ma secondo gli sviluppi dell’inchiesta, il vero esattore di Penati è il ‘superarchitetto’ Renato Sarno, che viene descritto dai pm come “uomo di fiducia e collettore di tangenti del presidente pro tempore della Provincia vdi Milano Filippo Penati”

E poi 

Scrive La Stampa che Domenico Mogavero, commissario Cei per l’Immigrazione, commentando l’assassinio di Firenze di due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, ha sottolineato come quella senegalese sia stata “tra le prime comunità africane ad integrarsi in Italia. E’ gente tranquilla – dice. Tollerante e ben inserita nel commercio e nelle fabbriche”. Secondo la Caritas, i senegalesi residenti in Italia sono 80.989. Per la Comunità di sant’Egidio si tratta di una “una componente importante e laboriosa della presenza africana nel nostro Paese”. I dati della Banca Mondiale li considerano i primatisti delle rimesse low-cost: beneficiano in Italia dei costi più bassi per spedire denaro al Paese di origine. Dice ancora Mogavero: “Nella comunità senegalese il commercio ambulante è un mestiere nobile. In Italia non hanno mai creato particolari problemi. Anzi, sono un modello di convivenza pacifica. Per esempio, Ponte Vico, un paese del bresciano, è diventato sede di ritrovo per tutti i musulmani senegalesi che appartengono alla confraternita islamica dei mourid, un Islam pacifico, mistico, laborioso e ben integrato nella società italiana”. Fanno mestieri che nessuno è più disposto a fare: fonderie, presse, verniciature. Molti sono camionisti. La Stampa ricorda la lunga storia della presenza della comunità a Firenze, la città in cui, negli anni 60, il sindaco “santo” Giorgio La Pira incontrò il Presidente e cantore della negritudine del Senegal Sengor, invitato in riva all’Arno in nome dell’internazionalismo e della pace tra i popoli.

DA RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini