Viaggio affascinante nel Paradiso perduto di Gauguin

Pubblicato il 11 maggio 2017 in , da redazione grey-panthers
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Salpare da Tahiti verso arcipelaghi sconosciuti, navigando per giorni a bordo di una nave mercantile – in parte riadattata al trasporto di passeggeri – che effettua i rifornimenti alle isole sperdute del Pacifico, non è un’esperienza comune. Anzi! Dei cinque arcipelaghi, con oltre un centinaio di isole, che compongono la Polinesia Francese, le Isole Tuamotu e le Isole Marchesi sono le più settentrionali e lontane dalla rinomata Tahiti e le meno frequentate.

La navigazione inizia da Papeete toccando per primo l’atollo di Fakarava, facente parte dell’arcipelago corallino delle Is. Tuamotu, note per la coltivazione delle perle nere. Poi le vulcaniche Isole Marchesi: su quattordici solo sei sono abitate, solo due hanno un piccolo aeroporto locale e così la nave è per molti marchesiani l’unico collegamento col mondo esterno, per ritirare provviste e consegnare copra, frutta e pregiati manufatti.

Si sbarca sulle isole a bordo di scialuppe e, mentre i marinai effettuano le operazioni di carico/scarico, si possono effettuare escursioni per esplorare promontori e cascate, scogliere a picco su acque blu e spiagge da sogno, siti archeologici nascosti nella foresta e villaggi in cui i rari visitatori vengono accolti con tutti gli onori. L’ospitalità che vi trovò sedusse anche Paul Gauguin, che qui vi trascorse gli ultimi anni della sua vita e su Hiva Oa, dov’è sepolto assieme al cantautore belga Jacques Brel che ne seguì l’esempio, dipinse i suoi ultimi capolavori.

Ultima tappa della navigazione è la laguna blu di Bora Bora, nell’arcipelago delle Isole della Società, un eden che non ha bisogno di presentazioni! Ciascuna navigazione prevede la presenza a bordo di un conferenziere di lingua francese, esperto di storia, natura o cultura dei meravigliosi arcipelaghi polinesiani. Siete pronti per partire? E allora seguiteci, almeno nell’itinerario!

Programma di viaggio

1°-2° giorno / Italia – Tahiti

Partenza dall’Italia per Tahiti in serata con voli di linea. Pernottamento a bordo. Arrivo al mattino successivo e cerimonia di benvenuto in aeroporto. Trasferimento con servizio di navetta in un hotel di categoria 3*, dotato di tutti i comfort, a breve distanza dal centro urbano di Papeete. Pasti liberi e giornata libera a disposizione per relax o per un giro in città. Pernottamento in hotel.

3° giorno / Imbarco sulla nave e inizio della navigazione nel Sud Pacifico

Al mattino, dopo la prima colazione, trasferimento con servizio di navetta al porto di Papeete per effettuare il check-in di imbarco sulla nave mercantile che effettua anche servizio passeggeri. Tutti a bordo per salpare dal molo a metà mattinata (partenza prevista intorno alle 10). Durante questa giornata di navigazione si farà conoscenza con i propri compagni di viaggio e, grazie allo staff cortese e amichevole, si inizierà ad assaporare il calore e l’intimità della navigazione. Le attrezzature e i servizi di bordo sono a disposizione degli ospiti: dalla piscina all’aperto alla palestra, dalla biblioteca ai ponti dove poter leggere, rilassarsi o semplicemente ammirare gli straordinari paesaggi. Non meno interessante saranno le conferenze tenute dagli esperti di bordo, che parleranno della ricca storia e della cultura delle Isole Marchesi. Pensione completa e pernottamento a bordo.

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4° giorno / L’arcipelago delle Isole Tuamotu e il grande atollo di Fakarava

La prima tappa di questo viaggio è l’arcipelago delle Isole Tuamotu, un ‘labirinto’ di atolli e isole coralline sospese nel blu dell’oceano, scoperte dal portoghese Magellano nel 1521. In queste acque purissime si riproduce la pinctada margaritifera, un’ostrica perlifera gigante, detta comunemente ‘ostrica dalle labbra nere’, che viene allevata nelle fermes perlières (le fattorie delle perle) per la coltivazione delle rare e preziose perle nere, uniche la mondo.

Si sbarca a Fakarava, che con i suoi 60 km di lunghezza e 25 di larghezza è il secondo atollo più grande di questo arcipelago. Si trova a circa 450 km a nord est di Papeete, con una popolazione che non supera i 900 abitanti ed è un luogo di assoluta e pura bellezza. In virtù della ricchezza del suo ecosistema essa è stata dichiarata Riserva della Biosfera da parte dell’UNESCO. Si avrà il tempo di scoprire il piccolo villaggio di Rotoava, con la tipica chiesetta costruita in blocchi di corallo, e, raggiunta la spiaggia che affaccia su di una meravigliosa laguna cristallina, tuffarsi per un bagno rinfrescante con la possibilità facoltativa di fare snorkeling (o immersioni per i più pratici) e ammirare le coreografie di oltre 400 varietà di coloratissimi pesci tropicali, avendo l’impressione di immergersi in un autentico acquario esotico. Rientro a bordo per il pranzo, che verrà servito mentre la nave si appresta a salpare alla volta delle Isole Marchesi. Pomeriggio libero per attività a bordo, cena e pernottamento.

5° giorno / Verso le Isole Marchesi

Un intero giorno di navigazione, ancora con la prua rivolta a nord est, occorre per raggiungere il settore più settentrionale della Polinesia Francese. Si potrà spendere piacevolmente la giornata socializzando con gli altri viaggiatori provenienti da tutto il mondo, immergendosi nella lettura di un libro su uno dei ponti o godersi semplicemente l’immensità del Pacifico meridionale. La serata potrà essere animata dall’ospite culturale o dallo stesso equipaggio polinesiano che, accompagnandosi con l’ukulele, coinvolgerà i presenti nelle danze al ritmo tradizionale del tamurè. Pasti e pernottamento a bordo.

N.B. Prima di andare a letto ricordarsi di puntare l’orologio 30 minuti indietro per allinearsi al fuso adottato nelle Isole Marchesi. Sin dalle prime ore del mattino successivo si entrerà nelle acque che lambiscono le Isole Marchesi. A circa 1.400 km di distanza da Tahiti, queste isole di origine vulcanica emergono maestose dalle acque del Pacifico come imponenti blocchi di lava e dai profili frastagliati. Nell’avvicinarle via mare esse appaiono come cattedrali gotiche, possenti ma allo stesso tempo cariche di spiritualità e mistero. Le Marchesi sono il volto selvaggio della Polinesia, dove tutto è grandioso; l’alternanza e la ricca varietà dei paesaggi mantiene costantemente vivo l’interesse. Si passa da altopiani desertici a cascate che fendono dirupi coperti da una vegetazione lussureggiante, da baie di sabbia nera e rocce vulcaniche a un mare policromo che le incornicia utilizzando una tavolozza che sfuma dalla tonalità del verde smeraldo all’azzurro turchese per poi passare al blu intenso degli abissi.

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6° giorno / Nuku Hiva (la baia di Taiohae, il sito di Hatiheu e la valle di Taipivai)
Il primo approdo è sull’isola di Nuku Hiva, la maggiore dell’arcipelago e la seconda di tutta la Polinesia Francese. Si sbarca nella spettacolare baia di Taiohae, che si presenta come un enorme anfiteatro vulcanico dominato da vertiginose scogliere e striato da suggestive cascate. Durante le operazioni di scarico del mercantile si avrà del tempo per esplorare la baia, ch’è esattamente il luogo in cui nel lontano 1842 sbarcò, dalla baleniera su cui s’era avventurato, un giovane marinaio di 23 anni che si chiamava Herman Melville. Dieci anni dopo avrebbe scritto il romanzo “Moby Dick”, consacrandolo ai posteri come uno dei romanzieri più avvincenti e avventurosi.
A bordo di vetture fuoristrada si lascia Taiohae, la piccola ‘capitale’ amministrativa dei marchesiani, per attraversare l’isola, dominata dal Monte Teako (1.225 metri di altezza), per raggiungere sulla costa nord il villaggio di Hatiheu, che sorge sui due lati di un canale e con una vista spettacolare sull’omonima baia e le sue due magnifiche cascate. Si andrà alla scoperta del sito archeologico di Kamuihei, dove un tempo si effettuavano riti sacri – forse anche sacrifici umani – e ammirare dei maestosi tiki, le statue delle divinità scolpite nella pietra, e degli enigmatici petroglifi di uccelli, pesci e tartarughe sacre nascosti tra i boschi di bambù. Nuku Hiva, per i suoi tiki giganti e le sue vestigia sacre, retaggio di un passato leggendario, è anche conosciuta come la ‘isola mistica’. Pranzo in un tipico ristorante locale con cibi cotti nel tradizionale forno interrato e nel primissimo pomeriggio escursione nella valle di Taipivai, costellata di tiki coperti di muschio, di me’ae, i luoghi rituali sacri, e di paepae, delle immense piattaforme di pietra sulle quali i Taipi, gli abitanti-guerrieri della valle anticamente cannibali, costruivano le loro dimore. In questa fertile valle ancora si svolgono la tradizionale attività di raccolto della vaniglia e la fiorente produzione di copra, la polpa di cocco essiccata. Si raggiunge la spiaggia di Taipivai dove ad attendere ci sarà la scialuppe che condurrà a bordo della nave, all’ancora nella prospiciente Controller Bay. Rotta verso Ua Pou. Cena e pernottamento a bordo.

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7° giorno / Ua Pou (il villaggio di Hakahau e la baia di Hakahetau)
Al mattino si attracca all’isola di Ua Pou, la più popolosa e geologicamente la più recente. La prima cosa che risalta alla vista sono le sue guglie montuose, degli spettacolari picchi di basalto che svettano conferendo al paesaggio un’intensità e una forza impressionanti, rendendo questa piccola isola una delle più belle e caratteristiche di tutta la Polinesia Francese. Le colonne di trachite, una roccia magmatica ruvida di colore tendente al grigio, dominano il centro dell’isola cadendo a strapiombo su profonde vallate. Ua Pou sedusse con la sua magia il famoso romanziere R. L. Stevenson (“L’isola del tesoro”, ndr) che durante la sua crociera nei mari del Sud si convinse a trasferirsi definitivamente tra le isole del Pacifico.
Entrando in rada la nave viene salutata festosamente dagli isolani. Ormeggiando al molo di Hakahau, mentre l’equipaggio scarica le forniture e i viveri, si visita la piccola cittadina con la sua chiesa ricca di intarsi in legno e i laboratori artistici dove talentuosi artigiani creano le tradizionali sculture lignee.
Chi volesse, in alternativa, potrà raggiungere con una breve camminata un punto panoramico in cima a una collina da cui godere una vista mozzafiato sulle guglie dell’interno. Pranzo in un ristorante, con l’opportunità di assaggiare alcune specialità tipiche della cucina marchesina e i frutti esotici dell’albero del pane, il taro e le banane rosse dolci. Si rientra a bordo e poco dopo si attracca nella vicina baia di Hakahetau. Visita dell’omonimo villaggio, il suo piccolo mercato e un centro tradizionale dove si produce la copra. Si risale sulla nave nel pomeriggio, per riprendere la navigazione in mare aperto. Cena e pernottamento a bordo.

8° giorno / Tahuata (il villaggio di Vaitahu) – Hiva Oa, l’isola di Paul Gauguin e Jacques Brel (il villaggio di Atuona)
Al mattino presto si approda sull’isola di Tahuata (“aurora” in marchesiano), la più piccola dell’arcipelago, separata dalla vicinissima Hiva Oa da un braccio di mare lungo pochissimi chilometri. Coi suoi versanti scoscesi e sovrastata da un monte, che supera di poco i 1.000 metri, è raggiungibile solo via mare e questo ne accentua il suo carattere di isola. Lo spagnolo Alvaro de Mandana sbarcò qui col suo equipaggio nel lontano 1595 e, fraintendendo le pacifiche intenzioni dei locali, ordinò il fuoco sterminando circa un terzo degli isolani. Due secoli e mezzo più tardi l’isola divenne il primo insediamento francese alle Marchesi.

Si visita il piccolo villaggio di Vaitahu e la sua chiesa di “Nostra Signora del Bambino Gesù”, voluta dai missionari alla fine del ‘700 per iniziare l’opera di evangelizzazione nell’arcipelago, decorata con le belle e caratteristiche sculture lignee marchesiane. Ovunque su quest’isola, dalla curiosa forma di foglia, l’aria è carica del profumo dei fiori di frangipani e di tiaré. A metà mattinata si risale a bordo per navigare verso Hiva Oa. Si sbarca a Hiva Oa, nella baia di Tahauku nei cui pressi si trova il villaggio di Atuona, eletto come ultima dimora da Paul Gauguin. Hiva Oa, detta anche “il giardino delle Isole Marchesi”, ha conservato il fascino della sua natura pura e selvaggia e ovunque è possibile ritrovare i colori e le atmosfere che il celeberrimo pittore simbolista, innamorato della vita, immortalò nei suoi ultimi capolavori. Nel cimitero collinare di quest’isola incontaminata, in cui è sepolto Gauguin, si trova la lapide di un altro illustre personaggio, anch’egli sedotto da questi paradisiache isole – il cantante, poeta e compositore belga Jacques Brel. Ad Atouna si visitano il museo e il centro culturale intitolati alla memoria dei due grandissimi artisti; poi, con una piacevole camminata si raggiungerà un punto panoramico da cui ammirare lo stupendo paesaggio e proseguire, percorrendo un sentiero che conduce alle scogliere, proprio sino al Cimitero del Calvario per rendere omaggio alle tombe dei due illustri personaggi, sorvegliate ossequiosamente da un enorme albero di frangipani. Pranzo in un ristorante locale e ancora alcune ore al pomeriggio, a disposizione per curiosare nel villaggio o per una escursione a un punto d’osservazione (sentiero di media difficoltà). Si ritorna a bordo, cena e pernottamento.

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9° giorno / Fatu Hiva (baia di Omoa e baia Hanavave detta “la baia delle vergini”)

Si raggiunge l’isola di Fatu Hiva, scendendo a terra nel porto protetto di Omoa. Tra le isole dell’arcipelago questa è l’isola dei superlativi: la più meridionale, la più ricca d’acqua, la più lussureggiante, la più lontana, la più autentica e la prima a esser scoperta dagli europei. Il suo territorio è caratterizzato da due vulcani incastonati in rilievi frastagliati, strette valli in cui numerosi cavalli pascolano allo stato brado, molteplici torrenti che sagomano le geometrie del paesaggio e alimentano copiose cascate, promontori e scogliere che si tuffano direttamente in mare. Inoltre Fatu Hiva, in antitesi alla difficoltà per raggiungerla, rappresenta uno dei massimi centri culturali delle Isole Marchesi e i passeggeri del mercantile sono tra i rari, se non gli unici, visitatori. Un’unica strada, lunga poco più di quindici chilometri, collega le due belle baie della costa occidentale: la baia di Omoa, sul versante sud, e la baia di Hanavave, posta più a nord e considerata uno dei luoghi più suggestivi del Sud Pacifico. Quest’ultima è nota anche come “baia delle Vergini”, per i suoi grandi picchi rocciosi che evocano delicate silhouette femminili. Centro artistico per eccellenza, l’isola è un grande laboratorio di artigiani che riproducono sui tapa, rinomati e tradizionali tessuti vegetali, i disegni ispirati alle geometrie degli antichi tatuaggi marchesiani. Molto rinomati anche i parei dipinti a mano, la fabbricazione dell’olio di monoi (una miscela a base di olio di cocco e della profumata essenza dei fiori di tiaré) e l’arte dell’intaglio. Due le opzioni per questa giornata: la prima è percorrere a piedi il suggestivo cammino (itinerario abbastanza impegnativo) che collega le due baie con viste di indimenticabili scogliere e maestose cascate, picnic lungo la strada; la seconda è la visita del villaggio di Omoa e dei suoi laboratori artigianali, rientro a bordo e – al termine delle operazioni di carico e scarico – pranzo e subito dopo rotta verso la baia delle Vergini. Rientro a bordo nel tardo pomeriggio, cena e pernottamento.

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10° giorno / Hiva Oa (gli enormi tiki di Paumau, Hanaiapa)
Con la navigazione si tocca nuovamente l’isola di Hiva Oa. Con il supporto delle brave guide si andrà alla scoperta delle misteriose rovine nella giungla di Paumau, località sulla punta di una baia incastonata tra alte colline dove si trovano le sculture in pietra più grandi dopo quelle dell’isola di Pasqua. Scolpite per fini religiosi, queste enormi statue raffiguranti forme umane (tiki) testimoniano la grande civiltà che qui fiorì prima della colonizzazione europea.
Il sito archeologico più importante delle isole Marchesi si trova proprio a Hiva Oa, è il meae Te Lipona, nel cui centro si erge imponente il tiki Taka’i che con i suoi due metri e mezzo di altezza protegge tutta la valle. Lo sguardo d’insieme è stupefacente. Si rientra a bordo per proseguire la navigazione fino alla baia di Hanaiapa dove, una volta sbarcati, poter raggiungere con una breve e piacevole camminata il bel villaggio e visitare il caratteristico mercato. Prima di risalire a bordo, tornando verso la nave, si passa dalla bella spiaggia di sabbia nera e, condizioni del mare permettendo, si può approfittare di un piacevole bagno. Pasti e pernottamento a bordo.

11° giorno / Ua Huka (la baia di Vaipaee)
Al mattino si getta l’ancora davanti l’isola di Ua Huka, detta anche “la grande casa degli dei”, per prendere terra nella baia di Vaipaee. E’ una delle più piccole isole dell’arcipelago ma tra le più selvagge, dove la natura impera tra aride scogliere a strapiombo sull’oceano, colline e un piccolo altopiano centrale. Gli antropologi ritengono che il primo insediamento polinesiano sulle Marchesi era qui, nascosto in una baia protetta a est dall’imponente Motu Hane. Il territorio interno, poco antropizzato e in cui si alternano spazi aridi e superfici verdeggianti, è il regno indiscusso dei cavalli selvaggi che, portati sull’isola a metà del XIX sec., oggi per numero superano di gran lunga gli abitanti e molto facili da avvistare in piccole mandrie anche poco lontano dai villaggi. La nutrita presenza di cavalli bradi e di capre selvatiche ha però compromesso buona parte della vegetazione endemica, alterandone il naturale ritmo di crescita. Per porvi rimedio, qui sull’isola, è stata impiantata una riserva botanica atta a ricreare un habitat a tutela della biodiversità, il cui fiore all’occhiello è un arboreto che accoglie oltre trecento specie di alberi provenienti da tutto il mondo. La facilità con cui tutte le specie hanno attecchito ha ridato speranza sia all’agricoltura locale sia al progetto di rimboschimento dell’isola, che ha la vocazione di vero e proprio paradiso tropicale.

Visita del piccolo e interessante museo locale, che espone squisiti pezzi di arte marchesina e, subito dopo, visita del giardino botanico. Poi si raggiungono le due piccole comunità di Hokatu e Hane. Pranzo in un ristorante locale e un po’ di tempo a disposizione per una bella passeggiata, per visitare i laboratori artistici o una piacevole nuotata. Poi di nuovo a bordo per riprendere la navigazione, accompagnati da un sensazionale tramonto nella bella baia di Anaho e trascorrendo una serata polinesiana, con cena e danze sul ponte della nave.

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12° giorno / Nuku Hiva – Ua Pou

Verso le 8 del mattino il mercantile attraccherà a Nuku Hiva, nella bella baia formatasi da un antico cratere vulcanico, parzialmente collassato nell’oceano, su cui affaccia la ‘capitale’ Taiohae. Un servizio di navetta per la cittadina attenderà lo sbarco dei passeggeri. Un paio di ore libere a disposizione per un’ultima visita e poi la nave salperà nuovamente per Ua Pou, facendo sosta nel villaggio di Hakahau. E’ l’ultima tappa nell’arcipelago delle Isola Marchesi. Ancora un poco di tempo libero a disposizione e ultima possibilità di acquistare oggetti di artigianato marchesiano. Rientro a bordo nel primo pomeriggio, cena e pernottamento.

13°-14° giorno / Verso le Isole Tuamotu – Rangiroa (il secondo atollo al mondo) Dopo aver navigato per un intero giorno nel Pacifico, il giorno successivo si raggiunge l’arcipelago delle Isole Tuamotu, distante poco meno di 400 km dall’isola di Tahiti. Questo arcipelago è il più esteso di tutta la Polinesia Francese e comprende 76 isole e atolli e rappresenta, a ragion veduta, un vero eden tropicale. Si sbarca sull’atollo di Rangiroa, costituito da centinaia di isole e isolotti, ch’è il più grande non solo delle Isole Tuamotu ma di tutta la Polinesia Francese e il secondo al mondo. La sua laguna, così larga da potervi contenere l’intera isola di Tahiti, è un gioiello subacqueo con coralli dai colori mozzafiato, vivaci delfini e tartarughe marine, innocui squali pinna nera del reef e nuvole di pesci tropicali sospese nelle cristalline acque.

L’immensa ‘laguna blu’, elogiata anche da Jacques Cousteau, grazie ai suoi accessi tra l’oceano e le acque interne è una delle più belle e ricche al mondo e una volta sbarcati ci sarà del tempo libero per effettuare dello snorkeling in questo impressionante acquario naturale incorniciato da spiagge bianche e verdi palmeti

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Facoltativamente, e in funzione del tempo disponibile, si possono concordare direttamente in loco escursioni o giri su barche a motore per esplorare alcuni tratti della laguna. Opportunità di visitare una delle aziende locali che coltiva le rinomate perle nere. Rientro a bordo e navigazione verso l’ultimo approdo nel Pacifico del Sud.

15° giorno / Le Isole della Società – Bora Bora (la laguna più bella del mondo) Dopo aver solcato nella notte le acque dell’arcipelago delle Isole della Società, al mattino la nave raggiunge l’idilliaca Bora Bora, gettando l’ancora nel porto di Vaitape, il più grande centro dell’isola. Distante non più di 250 km da Tahiti, Bora Bora – la ‘perla del Pacifico’ – è un luogo che non ha bisogno di presentazioni. La sua pittoresca laguna, dalle tonalità cromatiche che vanno dal turchese al blu, è senza dubbio tra i più rinomati e suggestivi ambienti marini del mondo.

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Mante, pesci Napoleone e centinaia di coloratissime specie animano il vivace mondo sommerso e i suoi giardini di corallo. Ma l’isola non offre soltanto spiagge esotiche e fondali ma anche meravigliosi habitat emersi, dominati dai vulcani Otemanu (727 mt) e Pahia (661 mt), incorniciati da una lussureggiante vegetazione di palmeti, alberi da frutta, orchidee selvagge, felci arboree, ibiscus e altre piante tropicali. Sbarcati dalla nave si avrà la giornata a disposizione per lo snorkeling o per del relax su una bella spiaggia di sabbia bianca. Alternativamente si potranno concordare direttamente sul posto delle escursioni facoltative con agenzie locali. Rientro a bordo, cena e pernottamento.

16° giorno / Papeete (Isola di Tahiti)
Arrivo in mattinata a Papeete, intorno alle ore 9, e termine di questa incredibile esperienza, tra le più belle e selvagge isole dei Mari del sud. Una volta sbarcati l’organizzazione locale provvederà al trasferimento collettivo dal molo all’hotel. Resto della giornata a disposizione per terminare la visita della città, per gli ultimi acquisti o per il relax. Pasti liberi e pernottamento.

17° giorno / Tahiti – partenza

In giornata trasferimento con servizio di navetta in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di linea intercontinentale per l’Europa (spesso con scalo intermedio a Los Angeles).

18° giorno / Italia

Arrivo in Europa e proseguimento per l’Italia.

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