L’Ermitage sceglie Venezia per una monografica su Dmitri Prigov

Pubblicato il 29 Aprile 2011 in , da redazione grey-panthers

Il grande museo russo dell’Ermitage, per la sua “prima volta” nel contemporaneo, sceglie l’Università Ca’ Foscari e la 54^ Biennale di Arti Visive (di cui è evento collaterale) per farsi conoscere in Italia anche come protagonista del contemporaneo. Lo fa con una monografica dedicata a Dmitri Alexandrovich Prigov (1940-2007), uno dei maggiori, probabilmente il più originale, dei concettualisti russi.

Per questa sua importante vetrina l’Ermitage ha scelto un partner italiano del tutto particolare, l’Università Ca’ Foscari, istituzione dove è attivo il Centro di Alti Studi sulla Cultura e le Arti della Russia. Sarà proprio Ca’ Foscari Esposizioni, il magnifico spazio espositivo ospitato dalla storica sede sul Canal Grande dell’Ateneo veneziano, ad accogliere, dall’1 giugno al 15 ottobre, la mostra prodotta dall’Ermitage,  presente non come semplice prestatore di capolavori, ma come ideatore e diretto produttore dell’esposizione.

È questa la prima monografica sull’artista russo, dopo che nel 2010 il Museo statale Ermitage ha accolto la donazione del corpus principale dell’opera di Prigov dalla Fondazione della famiglia Prigov.

La mostra comprende disegni e oggetti concettuali di Prigov, molti dei quali inediti.  Installazioni in legno, corda e vetro sono realizzate per la prima volta in sale espositive, separate le une dalle altre, seguendo gli schizzi preparatori dell’artista, e sotto la supervisione del curatore Dimitri Ozerkov e della Fondazione Prigov. Nelle sale restanti vengono invece proiettati video sulle performance poetiche di Prigov. Per lui, la lingua è un veicolo egoista, fragile, trasparente e internazionale, per mantenere e trasmettere la molteplicità di significati. L’esposizione rappresenterà il modo in cui la lingua esiste nel tempo e nello spazio secondo Prigov. Le parole e le costruzioni di parole create dai mortali esseri umani sopravvivono a questi, e tendono verso l’eternità. Diventano oggetti e creature (Uova, Bestiari) che si attraggono e si respingono a vicenda.

Per saperne di più: Dmitri Progov (1940-2007) e il concettualismo

Dmitri Prigov è stato uno degli artisti russi più prolifici e poliedrici degli ultimi decenni: è stato anche poeta, scrittore e commediografo, autore di performance teatrali e musicali. Ha studiato all’Accademia delle Arti e dell’Industria Stroganov di Mosca, e ottenuto il diploma inizia a creare testi di poesia visiva, mini-libri inseriti in lattine, telegrammi e altri manufatti in cui mescola elementi dell’arte figurativa e della poesia. L’analisi e la selezione del suo patrimonio artistico sono rese complicate dall’estrema originalità della sua personalità artistica. Prigov si è cimentato nei media artistici più disparati – dalla grafica alla scultura, dall’installazione all’oggetto concettuale, dal collage alla poesia visuale fino alla performance. Egli, inoltre, è ormai annoverato fra le maggiori figure della letteratura russa della seconda metà del XX secolo. Separare tutti questi ruoli risulta assai arduo, e questo non solo perché essi sono riconducibili a una stessa personalità o perché fra di loro esistono numerose forme intermedie. Separarli è difficile anche perché questi ruoli sono stati pensati programmaticamente da Prigov in un’unità strategica e poetica. La mostra dovrà quindi rivelare in primo luogo la sua principale opera d’arte, ovvero Dmitrij Aleksandrovič Prigov, da cui il titolo della mostra stessa.

Dmitri Prigov è riuscito a crearsi un proprio stile personale nonostante sembri lasciarsi “agire” dalla lingua o dalle “voci” linguistiche altrui. I suoi testi sono infarciti di citazioni di ogni genere, dai classici del marxismo-leninismo, alle canzoni popolari sovietiche, fino a monumenti della letteratura nazionale come i testi di Puškin e Pasternak. Ha scritto più di 20.000 poesie.

I suoi testi, dalla poesia alla prosa, dagli appunti di viaggio alla pubblicistica di stampo politico, dalla critica alla teoria artistica, sono stati tradotti in numerose lingue e pubblicati anche in, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna, Giappone, Cina e Corea del Sud.

Prigov è inoltre ritenuto uno dei fondatori del Concettualismo Moscovita, che si differenzia dal concettualismo di marca occidentale soprattutto per il aver assommato a sé, nella seconda metà degli anni Settanta, altri movimenti che prendono genericamente il nome di post-modernismo (di cui il concettualismo fu quindi prologo e inizio). Il concettualismo a Mosca ebbe lunga vita tra gli artisti, creando una propria scuola con una teoria e una stilistica: non si trattava quindi solo di una corrente artistica di rilievo della cultura non-ufficiale moscovita, ma anche di un movimento che aspirava alla creazione di una propria —concettualista — filosofia dell’arte, culturologia, estetica e sociologia dell’arte, realizzandosi nell’ambito delle arti plastiche e della letteratura.

Mosca offriva infatti un terreno particolarmente favorevole a ogni genere di “sperimentazione” e “novità”, anche quando questa si poneva relativamente fuori dalle logiche contrappositive (ma in fondo politicamente complementari) dell’arte di regime e di quella dissidente.

Nel concettualismo si coniugano il processo della creazione e il processo del suo studio: teoria, pratica, creazione e riflessione critica si integrano in un unico intero. Non ci troviamo di fronte al tradizionale orientamento della creazione verso la sua realizzazione plastica, ma a un sistema di relazioni e di concetti astratti dalla forma materiale che normalmente designa il manufatto artisitico. In altre parole, il concettualismo si interessa in prima analisi dei problemi e delle particolarità del funzionamento dell’arte.

Per saperne di più: l’Ermitage

Il Museo statale Ermitage è stato fondato nel 1764 con l’acquisizione, da parte dell’Imperatrice Caterina la Grande, di una collezione di 225 quadri di scuola fiamminga e olandese dal mercante berlinese Gotzkowski, e destinati al suo palazzo. Oggi la collezione è uno dei più grandi musei al mondo e consta di 2.967.344 opere d’arte, mentre gli spazi adibiti alle esposizioni, ai depositi, agli uffici e ai servizi sono ospitati in 10 edifici diversi di San Pietroburgo, l’antica capitale della Russia.

La maggiore area espositiva del Museo è ospitata in 365 sale distribuite nel principale polo museale (sei edifici, fra i quali il Palazzo d’Inverno, antica residenza imperiale) situato nel centro storico della città.

Il progetto Ermitage 20/21 per l’arte contemporanea è stato lanciato nel 2007 con lo scopo di collezionare, esporre e studiare l’arte dei secoli XX e XXI. I principali campi d’azione del progetto sono l’organizzazione di esposizioni innovative e la raccolta di attività nel campo dell’arte contemporanea. I pezzi forti della collezione sono opere celebri di figure prominenti del XX secolo: tele di Matisse e Picasso, Malevich e Kandinsky.  Tuttavia, per circostanze storiche, l’Ermitage non possiede opere rappresentative d’arte occidentale della seconda metà del XX secolo né del XXI secolo. L’attività collezionistica di Ermitage 20/21 nasce quindi anche con l’intento di colmare questa lacuna.

 Una direttrice essenziale del lavoro consiste nell’organizzazione di concerti di musica e danza contemporanea, performance, mostre spettacolari, così come progetti multimediali di artisti contemporanei.