Al cinema “Country for Old Men” di Stefano Cravero e Pietro Jona

Pubblicato il 14 settembre 2018 in , , da Auro Bernardi
Country for Old Men

sceneggiatura Stefano Cravero e Pietro Jona fotografia Pietro Jona suono Stefano Cravero genere documentario prod Ita, 2017 durata 79 min.

 

È una grande soddisfazione constatare che Michael Moore, regista tra più interessanti del cinema americano degli ultimi anni, abbia fatto scuola. Anche da noi. Il “paese per vecchi” del titolo non è però il nostro, né il Giappone con cui contendiamo l’invidiabile primato della vita media più lunga dell’intero pianeta, ma l’Ecuador e, più precisamente, la cittadina di Cotacachi, un centinaio di km nordest della capitale Quito. Ridente villaggio, si sarebbe detto un tempo, a 1600m di quota in una lussureggiante valle andina tra due vulcani spenti. Cittadina scelta come buen retiro da un bel gruppo di cittadini statunitensi di quella classe media che là, come nel resto dei paesi “ricchi”, ha conosciuto un poderoso processo di depauperamento e aggressione sociale che non ha precedenti nella storia. «Noi non siamo ricchi. Se lo fossimo saremmo rimasti in patria. Siamo qui perché possiamo mantenere un tenore di vita che là non sarebbe più alla nostra portata» dice uno degli intervistati. «Ci hanno sempre fatto credere che lavorando sodo saremmo stati meglio dei nostri genitori e i nostri figli di noi. Oggi non è più così» rincara la dose un altro intervistato. E per chi non ha una pensione integrativa o il maialino di coccio bello pingue la sola “assistenza sociale” (equivalente della nostra minima Inps) non sarebbe bastata neppure a coprire le spese basilari di bollette, auto e medicine. Anche perché un intervento di protesi all’anca, cui un altro degli interpellati ha bisogno, negli Usa gli sarebbe costato dai 50 ai 60mila dollari a fronte dei 6mila di un ospedale ecuadoregno. E sembra un brano di Sicko (2006), tanto per restare a Michael Moore.

Country for Old Men

Basterebbe avere 500 euro al mese…

Per vivere bene a Cotacachi bastano 600 dollari al mese (500 euro) e così i vecchietti yanquies della middle class che fu si possono costruire belle case con giardino e persino dedicarsi alla beneficenza come trovare un tetto per i cani randagi. Quasi tutti sovrappeso, qualcuno al limite dell’obesità conseguente alle folli abitudini alimentari stelle&strisce, mantengono i contatti con la madrepatria attraverso tv satellitari e skype e si riforniscono nel supermercato internazionale della vicina città di Ibarra: un modo per non tagliare le radici. Ma c’è anche il rovescio della medaglia. Molti preferiscono restare asserragliati nel loro “ghetto per (finti)ricchi” senza quasi mai uscire, senza visitare il resto del paese, senza imparare la lingua del posto, alzando muri, fili spinati, inferriate e porte blindate, anche se la maggioranza sembra più propensa a una sia pur larvale integrazione con gli abitanti del luogo. Del resto è comprovato che il popolo attualmente dominatore del mondo è quello con la minore propensione a uscire dai confini nazionali. Altro capitoletto interessante dell’interessante documentario di Cravero e Jacona è quello dedicato a un feticcio della società americana: il porto d’armi. Siccome in Ecuador non c’è la “licenza di uccidere” (ossia di possedere liberamente un’arma da fuoco) qualcuno ha rinunciato all’allettante trasferimento per non rinunciare all’amata pistola. Per qualcun altro una ragione di più per lasciare le armi in patria e portarsi solo i bagagli. Non ultima una psicologa che fu tra le prime ad accorrere sul luogo della strage a Columbine. E anche qui, ancora una volta, ritorniamo a Michael Moore.

Country for Old Men

Moneta unica 

Quello dei pensionati che si riposizionano nello scacchiere geografico a seconda della convenienza (anche fiscale) di paesi con il costo della vita inferiore a quello di provenienza è un fenomeno ormai globale che anche i senior europei conoscono bene viste le folte comunità straniere (italiani inclusi) presenti ormai da anni in Portogallo, per esempio, dove il fisco amico lascia praticamente intatto l’assegno di vecchiaia. E dove si paga in euro. Per quanto riguarda l’America, dai Caraibi in giù sono ormai tanti gli stati in cui si rifugiano i pensionati statunitensi per trascorrere gli ultimi anni di vita in climi più miti e con ben più elevate possibilità di spesa. In Ecuador si aggiunge anche il vantaggio della moneta in quanto questo paese da quasi 20 anni ha abbandonato la valuta locale e adottato unilateralmente il dollaro. Più comodo di così! Infine, il film viene distribuito solo in versione originale sottotitolata: ragione di più per premiare la distribuzione acquistando il biglietto d’ingresso in sala.

E allora perché vederlo?

Per cominciare a dare un’occhiata alla carta geografica se si è vicini a “quota 100”.

Country for Old Men