Fotografare con lo smartphone: 1- “C’era una volta la Polaroid”

Pubblicato il 27 Agosto 2017 in , , da Elisabetta Vaiani

Gli Smartphone presenti oggi sul mercato (e non solo i top di gamma) nel reparto fotografico offrono prestazioni fino a poco tempo fa impensabili. Abbiamo in tasca (e spesso senza neppure rendercene conto) apparecchi con il potenziale di una macchina professionale, strumenti ultra compatti che permettono di scattare foto a volontà, modificarle all’istante, inserire filtri e pubblicarle immediatamente sul web.

Indubbiamente questo ha inciso profondamente sui comportamenti di acquisto, sulle abitudini di chi “gioca” per diletto o per passione con la fotografia:

  • È tramontata la fotografia analogica (che sopravvive quasi solo in ambito professionale). Per i costi e per i tempi: numero limitato degli scatti della pellicola, necessità di tanta buona pazienza per catturare il momento giusto per scattare, impossibilità di controllare subito il risultato.
  • È in parte “morto” il mercato delle fotografie istantanee, le vecchie, care “polaroid”, per intenderci. Le fotografie scattate semplicemente premendo un bottone, che prendevano immediatamente vita, forma e colore, quasi per magia, sotto i nostri occhi, uscendo dal corpo macchina sono solo ricordi sbiaditi in qualche cassetto.

Il “far fotografia”, con l’avvento del digitale, insomma, è radicalmente cambiato. E l’avvento di Smartphone sempre più sofisticati ne è il testimone più evidente.

Nonostante la mia giovane età, mi occupo di fotografia ormai da parecchio tempo: è un modo non solo di catturare ricordi, o di “fissare” nella memoria ciò che mi colpisce, ma è soprattutto, per me, la possibilità di esprimere la mia creatività.

Ho coltivato questa passione per circa otto anni “smanettando” sempre solo su reflex o semiautomatiche, ignorando le possibilità offerte dagli Smartphone. Ero troppo piccola per averne uno tutto per me!

Da un anno a questa parte però mi sono dovuta ricredere: Apple, Asus, Huawei, Lg e Samsung sfornano attualmente prodotti che consentono davvero di fare foto di qualità,

Qualche esempio: tra il 2016 e il 2017 sono state introdotte le lenti di alta qualità Leica sugli Smartphone Huawei p9 e p10, la doppia fotocamera (una standard e una grandangolare), la modalità ritratto per iPhone 7plus e infine modalità di scatto RAW. Geniale no?

Stiamo dicendo che lo Smartphone ha ormai sostituito la macchina fotografica tradizionale? No, certo. È diventato, però, strumento secondario perché buona alternativa ergonomica alla macchina fotografica, nel momento del bisogno.

Vediamo meglio i pro e i contro:

I “pro”:

  • comodità e leggerezza (cosa che non hanno le macchine fotografiche reflex e mirrorlens);
  • possibilità “in extremis” di scattare foto, rispetto alla macchina fotografica che va portata e attrezzata per tempo (anche con Smartphone assicurate foto di buona qualità)
  • molto utile per generi fotografici come la street-photography, reportage, macro e paesaggio (cioè per foto prese al volo per strada, veri e propri servizi a tema, zoomate su fiori o insetti, paesaggi e campi lunghi);
  • introduzione del formato RAW (cioè il negativo digitale che moltissime fotocamere permettono di creare e usare al posto del formato jpeg). Questo dà la possibilità di avere un formato migliore che permette di andare a regolare in modo più approfondito luci e ombre (successivamente vedremo come modificare il formato RAW con programmi appositi per smartphone);
  • video di alta qualità.

I contro:

  • velocità di scatto più lenta;
  • come strumento primario é difficile da utilizzare a scopo professionale (ci sono delle condizioni di luce in cui le prestazioni degli smartphone “crollano”, per esempio, in condizioni di scarsa luce, le foto possono risultare sgranate e rumorose), ma per un uso secondario e amatoriale può essere un ottimo strumento;
  • limite sulla qualità delle fotografie;
  • il flash non é una fonte di illuminazione regolabile e, quindi, facilmente “appiattisce” le foto, compromettendone pesantemente il risultato.

A grandi linee queste sono le considerazioni che posso fare grazie alla mia pratica quotidiana. Comunque, anche guardando le tante mostre di eccellenti fotografi, emerge che la tecnologia è un aiuto indispensabile, ma… la differenza non è nella sofisticazione dello strumento disponibile. “L’occhio” rimane lo strumento che permette di osservare e di catturare il momento migliore attraverso la macchina fotografica o lo Smartphone che sia.

Non si diventa fotografi grazie a una buona macchina fotografica, o per un’ottima attrezzatura e neppure per uno Smartphone con la migliore fotocamera presente sul mercato o con il maggior numero di pixel .. quello che conta é il nostro occhio, la nostra ricerca, ciò che noi vogliamo trasmettere (analogamente accade in pittura dove l’occhio é lo strumento fondamentale).

Attraverso questa rubrica, andremo insieme alla scoperta della “fotografia con lo Smartphone”, per poter usare al meglio queste che appaiono ancora “seducenti diavolerie”, provando a coniugare “occhio” e padronanza dello strumento.

Con tanta buona pazienza, tanto esercizio e i giusti accorgimenti riusciremo a ottenere ottimi risultati. Sia che siate già abili fotografi sia che vogliate cominciare con me, da qui.

Auguriamoci tanta buona luce per tanti scatti d’autore! Vi lascio questo pensiero del grande Henri Cartier Bresson, che io apprezzo moltissimo e: “Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore”.

Posso salutarvi con un affettuoso ciao?

Alla prossima puntata (ne ho previste almeno 10, una al mese). Arrivederci a ottobre.

Elisabetta

 

 

 

 

 

 

2 thoughts on “Fotografare con lo smartphone: 1- “C’era una volta la Polaroid”

  1. Evviva, Elisabetta ! finalmente una rubrica fotografica significativa, chiara e, sopratutto, utile.
    Niente inutili discorsi teorici, ma tu ben definisci la fotografia nella sua essenza e nei suo possibili significati, e dai consigli pratici, primo di tutti quello fondamentale: è l’occhio che deve scegliere, decidere; lo scatto viene dopo.
    Faccio anch’io – come te – foto da tanti anni, ma attendo con curiosità ed emozione quello che ci rivelerà il tuo occhi ancora “nuovo”, e che, probabilmente, si sarà aperto alla fotografia quando già l’analogico era un passato remoto.
    E ti ringrazio con un altro pensiero di H.C.B.: “Only a fraction of the camera’s possibilities interests me – the marvellous mixture of emotion and geometry, together in a single instant.” (“Solo una frazione delle possibilità dell’apparecchio fotografico mi interessa – il meraviglioso fondersi di emozione e geometria, riuniti in un singolo istante”) – Aperture 129, fine 1992

    • Gentile Sig. Nuzzo, grazie per le sue belle parole! Sono contenta che le sia piaciuta questa rubrica fotografica “innovativa”. Continui a seguirci, commenti anche con le sue foto. A presto, Elisabetta

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