Una vacanza-studio, tra impegno, relax, divertimento e nuovi incontri

Pubblicato il 11 Marzo 2024 in Outdoor Technology Viaggi Vacanze in Italia

Il soggiorno non finisce qui: terme, fitness, fisioterapia, massaggi, fanghi e, all’imbrunire, serate a tema con musica, concerti, cena di gala, balli

 

Uno spazio di grande comfort, la possibilità di scegliere, all’interno della struttura il proprio angolo “come a casa”, per leggere, telefonare o condividere sui social. La presenza della famiglia Maggia, che da 3 generazioni anima lo spirito dell’Ermitage. E poi, all’imbrunire, serate a tema: la cena di gala interamente servita ai tavoli; il concerto di musica o vocale; i ritmi per una serata danzante davvero speciale. L’ospitalità, qui,  ha mille volti.

 

L’Ermitage Medical Hotel è inoltre un punto strategico per percorrere itinerari di cultura e scoprire vecchie e nuove bellezze. Da Abano Terme le mete culturali da raggiungere tra bagni, fanghi e trattamenti, sono parecchie:

A Montegrotto Terme, visite culturali nell’area di via Neroniana

L’area archeologica di via Neroniana è diventata accessibile attraverso un percorso di visita guidata previa prenotazione. Il sito conserva i resti di una vasta domus romana risalente al I secolo d.C. (che tra ampi giardini e aree porticate doveva estendersi per oltre un ettaro e mezzo), successivamente oggetto di riutilizzo in età medievale (IX-XIV secolo).
In seguito a una decennale campagna di scavi condotta dall’Università di Padova protrattasi sino al 2012 e, dal 2011 al 2013, a un intervento di restauro conservativo a opera della Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto, oggi la domus è stata provvista, nella parte settentrionale, d’una copertura che ne rievoca gli originari volumi e ne protegge i resti della pregevole pavimentazione in opus sectile. L’intervento di valorizzazione e musealizzazione dell’intera area rientra nel progetto «Aquae patavinae» attivo dal 2005 e frutto della sinergia tra Università di Padova, Soprintendenza e Comune di Montegrotto

A Padova per la Cappella degli Scrovegni

Padova vanta il titolo di Città dell’Affresco per la straordinaria offerta di superfici affrescate che rivelano un patrimonio artistico dal XI al XX secolo. Uno dei principali cicli pittorici del Trecento è conservato nella Cappella degli Scrovegni, opera di un Maestro geniale: Giotto. La narrazione degli affreschi, la luce, i colori, i sentimenti così intensi, veri e forti che entrano nell’anima regalando a tutti un’emozione sincera ed intensa che spiazza e commuove. Intitolata a Santa Maria della Carità, la cappella è stata affrescata tra il 1303 e il 1305 da Giotto su incarico di Enrico degli Scrovegni, ricchissimo banchiere padovano, a beneficio della sua famiglia. La narrazione degli affreschi si snoda su quattro registri, raccontando le storie della Vergine e di Cristo, mentre nella controfacciata è dipinto il grandioso Giudizio Universale, con il quale si conclude la vicenda della salvezza umana. L’altare maggiore è ornato da statue di Giovanni Pisano. Sulle pareti di questa sorprendente cappella (lunga 29,26 metri, larga 12,80 e alta 8,48) si svolge un racconto semplice e coinvolgente che ancora oggi ci parla in termini chiari, immediati e attuali.  La visita alla Cappella è un viaggio attraverso la poesia e il pathos; l’uomo e Dio in uno stile unico e irripetibile, che rivoluzionò per sempre il linguaggio dell’arte occidentale.

L’Orto Botanico di Padova

C’è un luogo, nei dintorni dei Colli Euganei, ricco di mistero e di fascino: stiamo parlando dell’Orto Botanico di Padova, una miniera di esperienza e di informazioni, che sarà bene non trascurare durante un soggiorno da queste parti. L’Orto botanico di Padova fu istituito nel 1545 per la coltivazione delle piante medicinali, che allora costituivano la grande maggioranza dei “semplici”, cioè di quei medicamenti che provenivano direttamente dalla natura. Proprio per questa ragione i primi orti botanici vennero denominati “giardini dei semplici” ovvero horti simplicium.In quel tempo era già consolidata la fama dell’Ateneo padovano nello studio delle piante, soprattutto come applicazioni della scienza medica e farmacologica: qui infatti venivano lette e commentate le opere botaniche di Aristotele e di Tefrasto; sempre qui tra gli altri avevano studiato Alberto Magno di Laningen (1193-1280), considerato il più grande cultore della materia dopo Aristotele, e Pietro D’Abano (1253-1316), che aveva tradotto in latino la terapeutica greca di Galeno.Nell’epoca in cui l’Orto fu fondato regnava grande incertezza circa l’identificazione delle piante usate in terapia dai celebri medici dell’antichità: frequenti erano gli errori e anche le frodi, con grave danno per la salute pubblica. L’istituzione di un horto medicinale, sollecitata da Francesco Bonafede che allora ricopriva la cattedra di “lettura dei semplici”, avrebbe permesso agli studenti un più facile riconoscimento delle vere piante medicinali dalle sofisticazioni. Per questo scopo il primo “custode” dell’Orto, Luigi Squalermo detto Anguillara, vi fece introdurre e coltivare un gran numero di specie (circa 1800).L’Orto, per la rarità dei vegetali contenuti e per il prezzo dei medicamenti da essi ricavati, era oggetto di continui furti notturni, nonostante le gravi pene previste per chi avesse arrecato danni (multe, carcere ed esilio). Venne quindi ben presto costruito un muro di recinzione circolare (da cui anche i nomi di hortus sphaericus, hortus cinctus e hortus conclusus).L’Orto era continuamente arricchito di piante provenienti da varie parti del mondo, specialmente dai paesi dove la Repubblica di Venezia aveva possedimenti o scambi commerciali; proprio per questa ragione Padova ha avuto un posto preminente nell’introduzione e nello studio di molte specie esotiche.Schermata 2017-02-28 alle 17.34.34

Il giardino delle biodiversità

Un edificio che vince sull’impatto ambientale, bello da vedere e tecnologicamente rispettoso dell’ambiente. Sono circa 1.300 le specie che fanno parte del progetto espositivo del giardino della biodiversità. Vivono in ambienti omogenei per umidità e temperature, che simulano le condizioni climatiche dei biomi del pianeta: dalle aree tropicali alle zone subumide, dalle zone temperate a quelle aride. La posizione delle piante all’interno di ciascun ambiente e del laghetto delle piante acquatiche rispecchia una suddivisione fitogeografica: quello de La pianta e l’ambiente è un viaggio attraverso la vegetazione della Terra (in America come in Africa e Madagascar, in Asia, nell’Europa temperata, in Oceania). E il visitatore ha l’immediata rappresentazione della ricchezza (o povertà) di biodiversità presente in ciascuna fascia climatica.

Il Giardino non racconta il pianeta dal punto di vista dell’uomo, o a partire dal mondo animale, sposta invece l’attenzione sulle forme di vita vegetali. A partire dalle domande “cos’è un essere vegetale?”, “quali sono le caratteristiche che lo rendono così indispensabile per la nostra esistenza?”, emerge il ruolo svolto dalle piante nell’evoluzione umana: dai primi insediamenti in epoca preistorica ad oggi.

Già nel 1880, nel testo The power of movements in plants, Darwin scriveva che “la punta della radice agisce come il cervello di un animale inferiore”. Un’intuizione, questa, che trova riscontro nelle più recenti scoperte scientifiche e che idealmente ispira il percorso La pianta e l’uomo. Pannelli informativi, filmati, exhibit interattivi, reperti raccontano come l’intelligenza vegetale e l’intelligenza umana abbiano svolto un comune percorso di coevoluzione da Lucy sino ai nostri giorni. Le piante intanto raccontano il loro millenario rapporto con l’uomo: usate per nutrire, per curare o per costruire gli oggetti che fanno la nostra storia. All’esterno delle serre le aiuole vengono dedicate a temi specifici e prevedono la coltivazione di specie compatibili con il clima locale, quali le piante alimurgiche, i giardini fioriti, le piante aromatiche. I giardini tematici sono infatti uno spazio aperto all’implementazione in nome dell’interesse scientifico dell’Orto e della divulgazione al pubblico.

Orari di visita: Ore 9-19 (ultima entrata ore 18.15) – Tutti i giorni, festivi inclusi

 

Tutte le mete e nei dintorni possono essere raggiunte in autonomia, con mezzi propri, oppure, su suggerimento dell’Hotel, individuando servizi pubblici e privati (taxi).

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.