Silver Economy in cifre: quanti siamo, quanto denaro e lavoro generiamo

Pubblicato il 30 Maggio 2018 in Technology Business

Con l’aumento dell’età media della popolazione mondiale, la Silver Economy è considerata la terza economia più grande al mondo, poichè rappresenta, nel 2014, un valore di circa 7 trilioni di dollari, che, secondo le stime, raggiungerà i 15 trilioni di dollari nel 2020.

In Italia, per esempio, si può notare un aumento del reddito medio da pensione più rapido di quello del reddito pro capite italiano a partire dal 2008; la spesa per pensioni è aumentata del 12 per cento tra il 2009e il 2016, mentre il resto della spesa primaria è aumentato solo di 0,1 punti percentuali. Conseguentemente il rapporto tra spesa per pensionie altra spesa primaria è salito di oltre 5 punti percentuale tra il 2009 e il 2016.

L’Aging è la nuova sfida che la società contemporanea deve affrontare e, soprattutto, vincere, in termini di individuazione e gestione di un nuovo modello di sviluppo economico. Per divenire sostenibile, infatti, questo settore ha bisogno di avviare percorsi di innovazione simili a quelli che, ormai già da tempo, sono stati promossi in altri comparti, come quello dei servizi e dell’industria”, commenta Francesco Merloni, Presidente Esecutivo della Fondazione Marche.

Le riforme delle pensioni in Italia degli ultimi anni sono state inevitabili per contrastare il fenomeno dell’Aging”, conclude Carlo Cottareli, Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. “Le previsioni ufficiali indicano che, per effetto delle passate riforme, la spesa pensionistica resterà più o meno stabile sui livelli attuali fino al 2045, scendendo solo in seguito. Ma, pur non crescendo, la spesa resterà alta e non contribuirà al necessario aggiustamento dei conti pubblici, che graverà quindi su altre voci. Un contesto complesso che richiede un confronto proattivo tra i principali attori coninvolti, a livello economico e sociale, nel fenomeno dell’Aging. E’ con quest’obiettivo che l’Expo Meeting Innov-Aging si appresta a favorire un dibattito proficuo tra Istituzioni, stakeholder di rilievo, soggetti privati e Start-Up provenienti da tutto il mondo”.

Ageing e longevità in numeri

Secondo alcune recenti stime prodotte dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il sistema economicoe sociale italiano è condizionato da due tendenze demografiche.

Da un lato, l’aumento dell’aspettativa di vita, in considerazione del fatto che i 65enni oggi hanno un’aspettativa di vita di 20,7 anni, contro i 15,3 anni di chi raggiungeva questa età nel 1980; dall’altro, invece, il crollo del tasso di natalità, ben al di sotto di quanto necessario per mantenere la popolazione costante: attualmente il dato è di 1,37 figli per donna.

Alla luce di questo scenario, per ogni gruppo di 100 persone in età lavorativa che dovrà occuparsi dei senior si passerà dagli attuali  37 anziani  a 62 nei prossimi trent’anni. Un valore quasi raddoppiato!

Parallelamente, negli ultimi 20 anni, nel globo terrestre, l’aspettativa di vita delle persone  è aumentata di 6 anni,  una crescita media annua di circa 100 giorni. In questo contesto, l’Italia rappresenta il primo Paese in Europa per aspettativa di vita, con 13,5 milioni di persone che hanno più di 65 anni. In aggiunta, tale valore subirà un ulteriore importante incremento, in considerazione del fatto che la fascia della popolazione tra i 50 e i 60 anni è la più ampia della collettività, ugualmente distribuita tra uomini e donne.

Come emerge chiaramente, il problema non è solo di longevità, salute e qualità di vita, ma coinvolge l’intera società, l’economia, l’organizzazione del lavoro, la tecnologia. Per questo grande aspettativa ruota intorno a questo primo Expo-Meeting Innov-Aging” 

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