Fotografare con lo Smartphone (2)- Scegliere il soggetto o la scena da inquadrare

Pubblicato il 13 Luglio 2020 in da redazione grey-panthers

Bentornati su “Fotografare con Smartphone”! Nella prima puntata abbiamo sottolineato e osservato le caratteristiche fondamentali delle fotocamere che si trovano sui nostri smartphone e di quanto questi siano innovativi (ma ricordiamo sempre che non raggiungeranno mai le prestazioni qualitative di una macchina fotografica reflex ).

In questa seconda puntata vedremo come bisogna utilizzare, fin dall’inizio, i nostri strumenti. E’ importante inizialmente avere voglia di sperimentare (anche scegliendo semplicemente l’opzione della fotocamera “automatica”. Più avanti vedremo come regolare griglia, iso, bilanciamento del bianco e altri valori.) e osservare tutto ciò che è attorno a noi e ci colpisce di più! Non trattenetevi sul numero di scatti, liberate la vostra fantasia e siate sempre pronti per lo scatto giusto.

Quindi, in questa puntata ci occuperemo in modo particolare della gestione del rapporto sempre mutevole tra la scena e il soggetto, a cominciare dalla “street photography“.

La fotografia di strada ieri…

… La fotografia di strada oggi 

 

Prima di approfondire andiamo a scoprire meglio come si applica tutto ciò in fotografia!

Per scattare una foto, si inquadra la scena all’interno di uno spazio precostituito, che corrisponde al riquadro del mirino (il mirino corrisponde allo schermo dello smartphone).

Tale riquadro può restare immutato nell’immagine finale, stampata o a schermo, oppure può essere tagliato o ampliato. In ogni caso, la forma del mirino, quasi sempre rettangolare, influisce fortemente sulla composizione dell’immagine.

Tuttavia c’è un enorme differenza tra comporre l’immagine direttamente nel mirino e scattare pensando di modificare la foto in un secondo momento. Nella fotografia su pellicola 35 mm, in genere, il taglio dell’inquadratura veniva scelto al momento dello scatto. Da tale abitudine era scaturita anche la pratica di includere nella stampa finale i margini del fotogramma, per dimostrare che, una volta premuto il pulsante di scatto, la foto non era stata più toccata.

Con il formato quadrato, è più difficile ottenere composizioni soddisfacenti, per cui spesso lo si ritaglia in fase di stampa.

Anche con le pellicole di grande formato, come le 4×5 pollici o 8×10 pollici, i ritagli sono molto frequenti, specie nel caso di foto pubblicitarie, perché grazie alle dimensioni del negativo non determinavano un’eccessiva perdita di qualità dell’immagine.

La tecnologia digitale ha introdotto una novità in questo campo con la diffusione della tecnica stitching (assemblaggio), utile soprattutto a ottenere formati panoramici o immagini molto grandi.

Nelle fotografie in cui lo scatto coincide con il risultato finale, il riquadro del mirino ha un ruolo attivo, forse più ancora che in pittura. Mentre, infatti, un dipinto è creato dal nulla, nasce dall’immaginazione, il procedimento fotografico consiste nella selezione di scene reali.

In pratica esiste una foto potenzialmente già compiuta ogni volta che il fotografo solleva l’apparecchio e inquadra la scena. In effetti, quando si scatta rapidamente, come nella fotografia di strada ( street photography), il riquadro del mirino è come un palco sul quale appare un’immagine in movimento. I suoi margini assumono allora notevole importanza, perché interagiscono con gli oggetti in continuo movimento.

L’abilità di catturare un soggetto in movimento è una conquista: istruzioni per l’uso

Prima di tutto bisogna sottolineare che con i soggetti in movimento non si ha molto tempo per stabilire le scelte compositive e l’inquadratura … ed è per questo che spesso queste scelte devono essere fatte prima dello scatto.

L’abilità nell’inquadrare dipende da due fattori:

  1.  la conoscenza dei principi della composizione;
  2. l’esperienza acquisita scattando molte foto.

Combinati insieme, questi due fattori determinano un modo particolare di guardare le cose, un’abitudine a riconoscere il potenziale fotografico in ogni scena reale.

Street photography, un esercizio molto utile

Negli ultimi anni si sta rivelando un “genere” molto gradito a tutti: appassionati, professionisti e fotografi occasionali. E soprattutto, è proprio adatto alla fotografia con Smartphone, questo perché le dimensioni e la comodità permettono di muoversi con facilità e anche all’improvviso, senza essere, quindi, troppo visibili o invasivi davanti ai nostri soggetti.

Ciò che affascina della street photography è la possibilità di catturare momenti di vita quotidiana, ma anche azioni, momenti di intimità tra le persone. Quindi, il soggetto principale è la persona.

L’obiettivo della fotografia di strada è quello di catturare l’istante giusto (né quello prima, né quello dopo), questo perché si parla di un momento.

E’ un genere molto affascinante, ma allo stesso tempo complicato. Affascinante perché ci permette di catturare istanti di vita, azioni, espressioni, visi di persone che non conosciamo, ma che in qualche modo ci hanno colpito. Allo stesso tempo è complicato perché bisogna catturare il momento giusto per avere uno scatto “d’effetto” e non sempre è possibile fare questo tipo di fotografia (a molte persone può infastidire ed è fortemente sconsigliato concentrarsi sui bambini per questione di privacy).

Quindi, ciò che è importante nella street photography è l’ATTENZIONE! Vi proponiamo proprio per questo genere perché vi aiuterà a osservare ciò che accade attorno a voi.

Il punto di vista è il nostro occhio, non servono strane inquadrature per questo tipo di fotografia perché ciò che deve risultare è un immagine soggettiva. Utilizzate il bianco e nero e i colori, ciò che preferite!

I nostri consigli sono:

  1. munitevi del vostro Smartphone e impostate la fotocamera “automatica”  (è indicata con la lettera “A”);
  2. non preoccupatevi del numero degli scatti, ma cercate di catturare il momento giusto alla ricerca dello scatto “d’effetto”;
  3. ponete sempre il telefono dal vostro punto di vista (altezza occhi), questo non vuol dire che non dobbiate abbassarvi per scattare una fotografia! Come si può osservare in questa fotografia, io mi sono avvicinata ai soggetti ritratti per catturarli durante una loro breve pausa ai piedi della fontana in Piazza Gae Aulenti a Milano;
  4. cercare soggetti interessanti, ma meglio evitare i bambini e gli adolescenti;
  5. concentrarsi su gruppi di persone, coppie o anche soggetti singoli (se siete ai primi passi i soggetti migliori sono i turisti e gli artisti di strada);
  6. una volta inquadrati, cercate di porre un dialogo con il soggetto (un sorriso, uno sguardo), ma senza infastidirlo (n.b. avvicinatevi sempre il più possibile, l’utilizzo dello zoom non solo rovinerà la vostra fotografia a livello di qualità, ma ne condizionerà anche la soggettività);
  7.  scattate le vostre fotografie come meglio preferite! Sia a colori sia in bianco e nero! Sia a in orizzontale sia in verticale. Giocate con la location, le geometrie, le ombre e tutto ciò che vi cattura. E soprattutto lasciatevi ispirare dai grandi fotografi!
  8. Alcuni esempi di fotografie di “street photography” a) esempio 1: scatto in verticale in bianco/nero e colori

 

b) scatto orizzontale in bianco/nero e colori

c) scatti in verticale

 

 

 

2 thoughts on “Fotografare con lo Smartphone (2)- Scegliere il soggetto o la scena da inquadrare

  1. ancora un’interessantissima puntata ! finalmente Elisabetta imposta correttamente l’importanza dell’inquadratura, l’elemento principale di una foto significativa (che, cioè, significhi qualcosa non soltanto per il fotografo che la ha fatta …)
    si fotografa – prima di tutto – con gli occhi: l’apparecchio fotografico – o smartphone che sia – più o meno sofisticato, permette di “scattare” in situazioni più o meno critiche, ma è l’occhio che sceglie cosa inquadrare, cosa mostrare, avendo identificato il “punctum”, il centro d’attenzione della scena
    un fattore importantissimo è, anche, che chi fotografa sia a suo agio con lo “strumento”: una super-reflex è spesso ingombrante e limita la reattività dello street-fotografo (perché non chiamarlo fotografo ambulante …?), mentre lo smartphone è più rapido e meno “evidente”
    una sola osservazione devo fare ad Elisabetta, relativamente al formato quadrato: per la sua giovane età, la Rolleiflex lei deve averla conosciuta soltanto teoricamente (ed oggi Hasselblad e Mamiya sono apparecchi fotografici riservati ad un settore estremamente specializzato), ma fotografi come Diane Arbus hanno con la Rollei, tanto tempo fa, fatto splendide foto, ottenendo con il formato quadrato – non facile, è vero – immagini di grande intensità e “concentrazione”
    a novembre, allora !

    • Gentile Sig. Nuzzo, la ringrazio per le sue precisazioni! L’inquadratura è fondamentale per ogni tipo di fotografia, e sopratutto sono gli occhi lo strumento più importante (anche se oggi giorno ci sono ancora molte persone che pensano che per ottonere degli ottimi scatti si debba avere un apparecchio di altà qualità e quindi molto costoso).
      Per quanto riguarda la “Rolleiflex” non ne ho parlato perchè è uno strumento che non conosco abbastanza e con la quale non sono ancora entrata in contatto … coglierò la sua osservazione per approfondire su questa macchina fotografica che ha fatto la storia della fotografia. Vivian Maier la utilizzò per esempio!
      A presto,
      Elisabetta

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