Obama sul 38° parallelo

Pubblicato il 26 Marzo 2012 in da redazione grey-panthers
Minacce dell'Isis all'Italia

Le aperture

La Repubblica: “‘Articolo 18, il governo non cederà’. Il ministro del Welfare ai partiti: ‘Non accetteremo una riforma ridotta in polpette’. Camusso: sciopero a maggio. Casini: troppe tensioni, si rischia la crisi”. “Fornero: modifiche al ddl, ma niente reintegro nei licenziamenti economici'”. A centro pagina: “L’italiano liberato: ‘Ora salviamo Paolo’. India: Colangelo rilasciato, Besusco in mano ai maoisti”. Di spalla la morte di Antonio Tabucchi: “Addio a Tabucchi, scrittore sospeso tra Pessoa e impegno civile”, con un ricordo di Stefano Benni.

Il Corriere della Sera: “‘I miei 11 giorni di prigionia’. Il racconto di Claudio Colangelo, consegnato dai ribelli maoisti a una tv indiana. Libero uno degli italiani, l’altro ancora nelle mani dei rapitori”. A centro pagina un articolo di Sergio Rizzo: “Come tagliare la spesa per non alzare le tasse. Burocrazia, sanità, sussidi alle imprese, province”.

La Stampa: “L’italiano liberato: ‘La mia angoscia in quella giungla’. India, consegnato dai maoisti a una troupe tv. Dieci giorni di prigionia. Terzi: lavoriamo per l’altro rapito”. Il titolo più grande: “Irpef, buste paga più leggere”. Da domani scattano infatti gli aumenti delle addizionali regionali previsti nel decreto “salva Italia”. “Prelievo aggiuntivo in alcune città”. E poi: “Lavoro. Camusso: lo sciopero a fine maggio. Casini: si rischia la crisi”.

Il Giornale: “Casini licenzia l’Udc. Pierfurby si è già stancato: ‘Dopo Monti dovremo sacrificare il partito’. Cos’ha in mente?”. E poi: “La Cgil pretende l’articolo 18 per tutti, ma non per i suoi dipendenti”.

Lavoro

La Repubblica intervista il ministro del Lavoro Fornero, che dice, sulla riforma del lavoro: “Modifiche se ne possono fare, ma il governo non accetterà che questo disegno di legge venga snaturato o sia ridotto in polpette”. Sull’articolo 18 spiega: “Il senso della nostra riforma è chiaro: nei licenziamenti per motivi economici oggettivi è previsto l’istututo dell’indennizzo e non quello del reintegro. Si possono fare correzioni specifiche, ma questo principio base della legge dovrà essere rispettato”, “il nostro provvedimento prevede espressamente che le aziende non possano ricorrere strumentalmente a licenziamenti oggettivi o economici che dissimulino altre motivazioni. In questi casi, se il lavoratore proverà la natura discriminatoria o disciplinare del licenziamento il giudice applicherà la relativa”, “non mi aspetto certo licenziamenti di massa, come aspetto della nostra riforma. Purtroppo mi aspetto i licenziamenti legati alla recessione, che c’erano prima e continueranno ad esserci perché la crisi no è finita”. Il ministro Fornero rinnova un appello agli imprenditori: “Non abusate della buona flessibilità che la riforma introduce. Sarebbe il modo più irresponsabile di farla fallire”.
Fornero accusa la Cgil di non aver mai fatto controproposte sull’articolo 18, ma il quotidiano evidenzia che il leader della Uil Angeletti aveva dichiarato che i tre sindacati insieme avevano presentato al premier un pacchetto che prevedeva il cosiddetto ‘modello tedesco’, cioé la facoltà del giudice di decidere tra il reintegro e l’indennizzo.
Sul modello tedesco è tornato ad insistere ieri anche Massimo D’Alema, che congiuntamente a Bersani ha chiesto a Monti di correggere il testo con il ruolo decisivo di sindacati e giudici per i licenziamenti.
Raffaele Bonanni, intervistato dal Corriere della Sera, spiega perché chiede cambiamenti sul licenziamento per motivi economici. La norma prevista dal governo “va cambiata”. “Bisogna adottare il modello tedesco ma quello vero. Quello che comprende un potente meccanismo di conciliazione preventiva e solo eventualmente un ricorso al giudice che valuti se il licenziamento è giustificato o meno”.
Secondo un retroscena de La Stampa “voci sempre più insistenti raccontano che Udc, Fli e Api sono pronti a convertirsi alla soluzione tedesca. C’è un area di riferimento che va dalla Cisl a Cl alla Cei che spinge in questa direzione.

Pdl

Il Giornale offre una ampia intervista al sindaco di Roma Gianni Alemanno, che lancia la sua candidatura a sindaco per il 2013 insieme a “Rete Attiva per Roma”, che è “innanzitutto un tentativo di mettere in rete associazioni abituate a marciare ciascuna per conto proprio ma anche comitati di quartiere e semplici famiglie che voglino spendersi nel volontariato e nel sociale”. Avranno una proiezione politica? “Dipende da loro, se vorranno creare una o più liste civiche saranno le benvenute. L’importante è creare canali di partecipazione e integrarli con il Pdl”.
Su La Repubblica si parla della “base Pdl in movimento” in Veneto, un vista delle amministrative a Verona. “Nasce Forza Veneto. A Verona tensioni su Tosi. Maroni: consiglieri sospesi da Alfano?

Usa, Papa 

Sul Corriere della Sera si dà conto delle udienze davanti alla Corte suprema Usa, da oggi e per i prossimi tre giorni, n cui verranno ascoltati gli argomenti di 26 Stati dell’Unione e alcuni gruppi di imprenditori che hanno fatto ricorso contestando la costituzionalità della riforma sanitaria di Obama. Il governo difenderà la legittimità della norma ch eestende l’assistenza a 30 milioni di americani fino ad oggi privi di accesso alle cure mediche, che impone alle assicurazioni di non discriminare tra i potenziali clienti respingendo le patologie croniche o le malattie che richiedano cure onerose, e introduce l’obbligo di assicurazione sanitaria anche per chi sia giovane e sano. Negli Usa – scrive Massimo Gaggi – la salute non è un diritto riconosciuto dalla Costituzione, e le cure sono affidate a polizze che hanno natura di contratti privati. Il Congresso – dicono i ricorrenti – non aveva dunque il diritto di intervenire, perché le regole commerciali sono fissate dai singoli Stati e non sono materia federale. La decisione dei giudici non arriverà presto, ma comunque prima del voto per le presidenziali di novembre.
La Repubblica riferisce di quella che è stata definita la “Woodstock degli atei”: “Si è tenuta a Washington, tra i promotori della manifestazione c’era David Miose, presidente della associazione americana umanisti: spiega che secondo l’American Religious survey sarebbero 34 milioni gli americani che non aderiscono ad alcuna religione, il 15 per cento della popolazione. Secondo Miose hanno un orientamento politicoprevalente: “Atei, agnostici e non credenti, hanno votato per il 75 in favore di Obama nel2008. Poche costituency sono così compatte, eppure anche i politici di sinistra li ignorano”, dice.

La Stampa riproduce una foto di Obama che ha fatto il giro del mondo: lui con un cannocchiale sul 38° parallelo, che divide dal 1953 nord e sud Corea. E’ stato immortalato alla vigilia del vertice di due giorni sulla sicurezza nucleare che inizierà oggi a Seul e che riunirà oltre 50 Paesi. Obama ha sottolineato come la Corea del Nord abbia scelto di “perdere oltre 50 anni di sviluppo”, e come spesso non riesca a sfamare il suo popolo, senza smettere di far ricorso a provocazioni militari: “I cattivi comportamenti non verranno premiati. Per decenni la Corea del Nord – ha detto Obama – ha pensato che se agiva in maniera provocatoria sarebbe stata compensata affinché desistesse dai suoi propositi. Io e il presidente sudcoreano Lee abbiamo deciso di spezzare questa abitudine”. Il quotidiano ricorda che alla morte del padre, il nuovo leader norcorerano Kim Jong Un aveva dato l’impressione di aprire al dialogo, offrendo lo stop ai test missilistici e nucleari in cambio di aiuti alimentari: ma dopo poco Pyongyang aveva annunciato di voler mandare in orbita un satellite – a metà aprile – montato su un missile a lunga gittata. Obama ha già detto che solleverà la questione coreana con i russi e soprattutto con i cinesi, poichgé l’abitudine di Pechino di “chiudere un occhio” sulle provocazione di Pyongyang ovviamente non sta funzionando”, come ha detto il Presidente.

La Stampa si occupa estesamente della visita del Papa a Cuba, raccontando che il presidente venezuelano Chavez rappresenta una “incognita” poiché tenterà di farsi immortalare accanto a Benedetto XVI (è in corsa per la rielezione in patria). Il quotidiano spiega anche che il Pontefice ha deciso di non incontrare le vittime del fondatore pedofilo dei Legionari di Cristo, Maciel. Padre Lombardi, portavoce della Sala Stampa Vaticana, spiega che le vittime hanno chiesto l’incontro “con aggressività e ambiguità, senza la volontà di un dialogo profondo”. Il quotidiano intervista anche Alina Castro, figlia di Fidel, che si dice convinta che il padre non si convertirà mai, che si sente immortale e chiede a Ratzinger di incontrare i dissidenti, cosa che Ratzinger ha escluso, perché considera questa una visita “pastorale”.

Tolosa

André Glucksmann sul Corriere torna sulla strage di Tolosa, piombata in piena campagna elettorale per le presidenziali, con tutte le complicazioni legate alle responsabilità sulla prevenzione possibile dell’eccidio. Ma, “impercettibilmente”, nella analisi dei fatti, la responsabilità di sposta, l’omicida non è più che un ragazzo smarrito, mentre si scopre che la Repubblica e le sue debolezze sono le fonti del dramma, fino a raggiungere il “culmine della malafede e del ribaltamento di colpevolezza”, con le parole di quello che Glucksmann definisce un “predicatore islamista, ritenuto ‘moderato’, che gode di grande ascolto nelle periferie, nelle università come nelle Cancellerie: ‘un povero ragazzo, colpevole da condannare, senza ombra di dubbio, anche se egli stesso fu vittima di un ordine sociale che già lo aveva condannato, con milioni di altri individui, all’emarginazione'”. Il predicatore in questione è Tariq Ramadan.

DA RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini

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