La ‘questione sociale’ per Napolitano

Pubblicato il 2 Gennaio 2013 in da redazione grey-panthers
Minacce dell'Isis all'Italia

Il Corriere della Sera evidenzia nel titolo le parole del presidente della Repubblica: “’La politica non è solo numeri’”, “Le riflessioni politiche di Napolitano. Offensiva mediatica di Monti: meno tasse”. Di spalla, sul foscal cliff: “L’intesa, poi i dubbi. Corsa di Obama per evitare il baratro fiscale”. In taglio basso il presidente della Cei: “Accusa di Bagnasco: eutanasia e aborto per motivi economici”.

La Repubblica: “Monti: tagliare le tasse di un punto”, “Ma la pressione fiscale cresce. Il Quirinale: questione sociale al primo posto”. In prima la foto del presidente Usa: “Imposte ai ricchi, schiaffo a Obama, la Camera frena sull’accordo”.

La Stampa ha sotto la testata le foto degli arrestati coinvoli nel sequestro dell’imprenditore Calevo, a Lerici. Poi l’apertura sulla politica: “L’impegno del governo, ‘Imposte giù di un punto’”, “Napolitano: crisi grave, tutelare i più deboli”.

Il Giornale: “Da oggi siamo più poveri”, “La vera eredità dei tecnici: con l’arrivo del 2013 ecco una giungla di nuove tasse su case, rifiuti e consumi. Sarà una mazzata. Vi spieghiamo come difendere i vostri risparmi dal fisco tra azioni, titolo di Stato e fondi”, “Berlusconi: ‘Monti è un leaderino, io riempio le piazze’. E tenta la rimonta”. A centro pagina, grande foto del capo dello Stato: “Napolitano torna alla Prima Repubblica per far fuori la destra”.

Libero: “le balle fiscali di Monti”, “Il Prof fa campagna elettorale: riduco di un punto la pressione tributaria. Ma il governo ha già previsto che nel 2013 salirà al 45,3%. E per restare in Europa dal 2014 manovre da 40 miliardi”.

Il Fatto apre sulle primarie per la scelta dei parlamentari: “Pd, volti nuovi e impresentabili”, “Le primarie premiano molti giovani e alcuni ‘fuori linea’: da Civati al renziano Richetti alla Idem alla precaria Cominelli. Ma tornano pure inquisiti, condannati, ras delle tessere e conflitti d’interessi. Crisafulli, Papania e Genovese in Sicilia. Oliverio in Calabria. E la Brembilla in Campania”. Il commento di Marco Travaglio analizza le candidature ritenute discutibili parlando di “Impresentarie”.

Il Sole 24 Ore: “’Fiscal cliff”: più tasse oltre i 400mila dollari”, “Maratona e polemiche alla Camera. Mercati col fiato sospeso”. Di spalla, il discorso di fine anno del capo dello Stato: “Questione sociale e fiducia: consensi per Napolitano”. In taglio basso, le previsioni delle agenzie di rating: “Per 14 Paesi il ‘rischio pagella’”, “Dalle agenzie di rating 35 outlook negativi (Italia compresa) sull’intera area dell’Eurozona”.

Politica italiana

La Stampa riassume così le parole del capo dello Stato nel messaggio di fine anno: “’Redistribuire i pesi del risanamento’”. Secondo il quotidiano Napolitano “mette la questione sociale al centro dell’ultimo discorso”, “quasi un’agenda per il prossimo governo”. E nel commento nella pagina di fianco: “E così finisce l’idillio tra Presidente e premier”. Si parla di “amarezza” del capo dello Stato e si punta l’attenzione su quel riferimento al fatto che non vi sia, “nel nostro ordinamento costituzionale l’elezione diretta del primo ministro, del capo del governo”. Insomma, quellas indicazione del capo della coalizione prevista dal Porcellum, che Napolitano ha esortato in ogni modo a correggere, non è e non può essere -scrive Antonella Rampino a commento delle parole di Napolitano- una forma di presidenzialismo, neanche surrettizio. L’analisi sottolinea anche che Palazzo Chigi, con un gesto inedito, ha diffuso una “analisi di un anno di governo” che vanta successi negli spread e nelle riforme, e si limita a citare la necessità di occupazione per i giovani, nela quadro della futura crescita: “tutto il contrario, ed è facile constatarlo, delle vibranti preoccupazioni di Napolitano per la coesione e la questione sociale”.

Su Il Giornale: “Re Giorgio deluso dal Prof lancia la contro-agenda: meno rigore, più umanità”, “Il capo dello Stato sognava un ruolo super partes per il premier. Non vuole interferire con il voto ma detta comunque la linea al Paese: ‘Ridistribuire i pesi dei sacrifici’”.

Il Corriere affida il commento al quirinalista Marzio Breda, che così legge le parole di Napolitano: “La richiesta di una fase nuova: i numeri non possono dominare tutto”, “L’avviso ai apartiti: dopo le urne, è il capo dello Stato che nomina il premier”. E nel aparte bassa del apagina, si interpellano i costituzionalisti: “la parole presidente nel simbolo? E’ una forzatura”, dicono. E quando il quotidiano ipotizza la presentazione di un “listone al Senato” legato al Professor, scrive: “Pronti nome e simbolo: ‘Con Monti per l’Italia’”. Quanto al messaggio lanciato dallo stesso Monti, il Corriere parla di una sua “offensiva” sui media così espressa: “Meno tasse e critiche a Bersani”, “Ai suoi spiega: corro per vincere. Il piano: imposte tagliate di un punto”. La Repubblica, parlando del “programmad el premier”, spiega: “ridure le tasse di un punto a partire dai redditi bassi”. Allo stesso modo si evidenzia che però con il 2013 entreranno in scena tre nuove imposte e si parla di una “stangata sui rifiuti”: la pressione salirà al 45,3 per cento, la Tares ci costerà 80 euro in più e partirà la Tobin tax.

Restando a La Repubblica e a quella che definisce “l’agenda di Napolitano per il 2013” (evidenziando queste parole del messaggio: “La vera emergenza è quella sociale”), il quotidiano intervista il vicesegretario del Pd Enrico Letta: “Solo il Pd può seguirlo, per affrontare le difficoltà non si può restare freddi”. E ‘”L’agenda Napolitano” è il titolo dell’editoriale di Massimo Giannini, che compare sulla prima pagina del quotidiano.

Sulle primarie Pd per la scelta dei parlamentari il Corriere della Sera scrive che “incoronano la sinsitra del Pd”: “da Fassina a Damiano, successo dei ‘laburisti’ contrari all’agenda Monti. Male i renziani”. Per La repubblica: “Primarie, la carica dei ‘giovani turchi’, in cinquanta pronti per il Parlamento”.

Sulla prima de Il Fatto, la “Lettera dal Guatemala” di Antonio Ingroia a Beppe Grillo: “Non dividiamoci, tante cose ci uniscono”.

Libero anticipa in prima un’intervista al sindaco leghista di Verona Flavio Tosi: “Con Passera premier la Lega torna col Pdl”. Da qui all’Epifani, dice Tosi, “verrà presa una decisione” sull’alleanza possibile tra Lega e Pdl. Berlusconi ha detto che si allea con La Lega in lombardia solo se c’è un patto nazionale: “è una posizione comprensibile. Però dovrebbe guardare a una strategia complessiva. In Lombardia è intersse anche dell Pdl sostenere Maroni. A Roma non credo che Berlusconi possa arrivare primo. Non sarei ottimista neanche sul pareggio al Senato”. E se il Cavaliere accettasse lei come premier? “Impossibile”. Alla domanda sul premier gradito alla Lega, facendo i nomi di Tremonti e Giuliano Ferrara, Tosi risponde: “Serve un super partes credibile. La mia personalissima opinion è Passera”, “E’ al di sopra delle parti ed è una figura stimata”.

Internazionale

La Repubblica si occupa del Pakistan e della “guerra alla campagna antipolio”: sette volontarie uccise dai Taliban, lavoravano in una scuola e in una clinica. Nell’ultimo mese sono stati assassinati altri 9 operatori. Se ne occupa anche un’analisi di Alberto Cairo: “Diritto alla salute sotto attacco”.

Anche sul Corriere: “Pakistan, la strage delle volontarie. Uccise 5 maestre e un’infermiera”. Le vittime erano tutte giovanissime, tra i 20 e i 22 anni. Un commento spiega che dall’Asia alla Nigeria “nell’intervento sanitario occidentale leader religiosi vedono uno strumento di dominio”.

La Stampa scrive della trattativa per evitare il ‘baratro fiscale’ negli Usa, dei tentativi di bloccarla da parte dei rapubblicani e poi dedica un approfondimento alla figura e al ruolo del vicepresidente Biden: “da vicepresidente gaffeur a mediatore che oscura Obama”. Un’altra analisi evidenzia come sia “tramontata l’era dei grandi accordi”: “addio alla politica bipartisan. Cresce la conflittualità”. E sui contenuti dell’accordo un’analisi di Tonia Mastrobuoni spiega come sarà articolato il prelievo fiscale nelle tasche deli americani: “dopo vent’anni aumenta l’aliquota per i ‘paperoni’”, “ma verrebbe colpito anche il ceto medio”.

La Repubblica torna a parlare di Israele e parla della “rivolta dei diplomatici”, che ritengono sbagliato avviare nuove colonie. Nel corso della conferenza dell’ex capo dell’intelligence e ora capo del Comitato di sicurezza nazionale, Yaakov Amidror, il decano dei diplomatici israeliani, ora ambasciatore all’Onu, Ron Prosor, si è alzato pronunciando queste parole: “Ma qual è la logica dietro la scelta di Israele di avviare nuovi insediamenti un giorno dopo che l’Onu ha votato a favore della Palestina come Stato osservatore?”. E ancora prima che arrivasse la risposta, dai 150 ambasciatori si è levato un applauso.

di Ada Pagliarulo e Paolo Martini