Berlusconi: senza fiducia restano solo le urne

Pubblicato il 14 Ottobre 2011 in da redazione grey-panthers
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Le aperture

Il Corriere della Sera: “Berlusconi: la fiducia o si va alle urne”. “Sfida sui numeri alla Camera”. E poi: “Il premier: no agli sfascisti, nessuna alternativa a questo governo. Oggi la conta, timori e tensioni nella maggioranza”. In evidenza anche “i dodici sbadigli del senatur in Aula”. Bossi era seduto vicino a Berlusconi.
A centro pagina: “Le Borse ricadono: Milano -3,7 per cento. Il differenziali Btp-Bund tedeschi risale a 370. Standard & Poor’s declassa la Spagna”.

La Repubblica: “Berlusconi: la fiducia o si va al voto. Il premier chiede scusa, l’opposizione diserta l’aula. Maggioranza sul filo”. E poi si citano le parole del premier: “Impeccabile Napolitano, io non faccio passi indietro”. “Bersani: discorso penoso. Rivolta dei ministri Prestigiacomo, Frattini e Romani contro Tremonti”. Anche sulla prima del quotidiano diretto da Ezio Mauro un articolo, firmato da Curzio Maltese, è dedicato ai “dodici sbadigli di Bossi”. Di spalla un richiamo all’inserto R2: “L’ira di Obama sull’Iran. ‘La mia risposta sarà durissima’”. A centro pagina: “Crollano le banche, profondo rosso in Borsa. Allarme Bce: servono manovre aggiuntive per i paesi a rischio. Bankitalia: reintrodurre l’Ici sulla prima casa”.

Il Sole 24 Ore: “Cadono le banche, Borse sotto tiro”. “Piazza affari -3,71 per cento. Tassi in calo all’asta Btp, sale lo spread. S&P declassa la Spagna”. A centro pagina la politica: “Berlusconi: senza fiducia restano solo le urne”.

Libero: “Silvio è un precario. Probabilmente il governo stavolta la sfangherà, ma il pericolo è tutt’altro che finito. Il piano è buttar giù il Cav e distruggere il Pdl. E le truppe ribaltoniste hanno già pronto un nuovo agguato. Fini si infuria con ‘Libero’ e chiede la testa di Minzolini che ha osato citarci nel Tg1”. Il quotidiano spiega all’interno che il Tg1 ha citato e ripreso il titolo di apertura di Libero di ieri, quello in cui si spiegava che “la vendetta di Fini ci costa 360 miliardi”. “Vendetta trasversale” è il titolo dell’articolo.

Anche su Il Fatto si parla di soldi: “Berlusconi pagò la Lega. Ecco la prova. Alla vigilia delle politiche del 2001 Banca di Roma diede un credito di 20 miliardi di lire a Forza Italia che ne girò 2 al Carroccio. Su quei soldi il patto di ferro che dura ancora”. A centro pagina “Il governo sbadiglia e le Borse vanno giù”.

Per Il Riformista Berlusconi “se la canta e se la suona”, Il Giornale apre con un invito (“Guai a chi molla”), Il Foglio spiega che “Il pallottoliere rassicura il Cav sulla fiducia, ma il Pdl traballa spaurito”.

Italia

“Altro che contrattacco” scrive Stefano Folli sul Sole 24 Ore. Folli si chiede il perché di un discorso “modesto per una fiducia svogliata”, “in un momento cruciale per la vita della legislatura”. “Forse la risposta è che Berlusconi non aveva interesse a preparare o a farsi preparare un intervento di qualità, consapevole che non è su questo che si decidono le sorti del governo. Il premier sa che stamane la fiducia gli sarà data o negata (probabilmente l’avrà) non certo per quello che ha detto o taciuto in un discorso di maniera. Bensì per l’assenza di qualsiasi scenario alternativo degno di essere preso in considerazione”. Berlusconi si è affrettato a chiudere qualsiasi spiraglio per un governo “diverso” (“o me o le elezioni”). Tenterà di durare ancora qualche mese, per poi andare alle elezioni, avendo salvato l’alleanza con Bossi. D’altra parte, se esistesse un’altra formula per allungare la legislatura dopo aver eliminato Berlusconi, il partito della sfiducia prenderebbe subito corpo.
Il discorso di Berlusconi è pubblicato integralmente da Il Foglio.

La Repubblica focalizza l’attenzione sulla Lega: “Il Carroccio vota sì ma si prepara alle elezioni”, “Maroni: non lo faremo cadere noi”. “Bossi: Berlusconi mi ha convinto, ce la farà”. Sulla stessa pagina, una intervista a Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, che viene così riassunta: “E’ ora che il premier si faccia da parte, ci ha tradito anche sull’agenda di Pontida”. Come se ne esce? “Con una maggioranza non diversa, ma più ampia di quella attuale”. E, ovviamente, “con un altro presidente del Consiglio”. “Una nuova premiership, penso ad Alfano o a Maroni, renderebbe possibile il dialogo per allargare la compagine di governo”. Bisogna ricucire con Fini? “C’è anche Casini”, perché è Berlusconi “l’ostacolo che impedisce ogni dialogo con i potenziali interlocutori”.
Su Libero: “Lotta nella Lega. Ora Maroni fa sul serio. E pensa al voto nel 2012. A Roma il ministro raduna i fedelissimi: l’obiettivo sono le urne in primavera”.
La quota fatidica è 316, il Corriere parla dei timori della maggioranza: i malpancisti vengono chiamati uno per uno. Sardelli, dei Responsabili, fa sapere che non vota. E non vota neanche Giustina Destro, scajoliana, come conferma in una intervista al Corriere stesso.

Su Il Corriere, ancora: “Bersani cerca Casini: intesa su punti chiave. Il leader Udc frena”. Anche per La Repubblica: “D’Alema seppellisce il governo-ponte. Il Pd punta tutto sull’intesa con l’Udc”. Si evidenzia come questo significherebbe il sacrificio di Vendola o di Di Pietro.

La Repubblica intervista Andrea Riccardi, storico cattolico e fondatore della comunità di Sant’Egidio, tra gli animatori del convegno che riunirà lunedì a Todi i cattolici italiani, e dal quale molti si aspettano che emerga un nuovo soggetto politico: “Si è caricato questo convegno di tante attese – dice – non perché non sia importante, ma perché c’è una grande domanda tra le gente e nel Paese, di idee, prospettive, visioni. Si tratterà però di un momento significativo, come approdo al lavoro svolto dagli attori del Forum (delle associazioni cattoliche, ndr) in particolare da Raffaele Bonanni. C’è poi il lavoro quotidiano di tanti movimenti ecclesiali accanto alla gente. Se Todi si è caricato di attese, probabilmente è perché c’è bisogno di luoghi di speranza. Il convegno ha come titolo: “La buona politica per il bene comune”, è organizzato dal Forum delle associazioni cattoliche (Cisl, Acli, Coldiretti, Confartigianato, Confcooperative, Compagnia delle Opere e Movimento cristiano lavoratori). Sarà aperto dal presidente della Cei Bagnasco, vi prenderanno parte il politologo Lorenzo Ornaghi, l’Ad di BancaIntesa Passera, il sociologo Giuseppe De Rita.

Bankitalia

Ieri Daniele Franco, capo della ricerca economica di Bankitalia, in audizione al Senato sulla riforma fiscale, ha suggerito il ripristino dell’Ici sulla prima casa. Ha sottolineato come si tratti di una anomalia rispetto all’Europa, che determina “una sperequazione” ai danni delle famiglie che vivono in affitto, spiega il Corriere della Sera. Le parole di Daniele Franco, dal Sole 24 Ore: “Le imposte sulla proprietà immobiliare costituiscono il perno della fiscalità locale nella maggior parte dei Paesi, poiché esiste un evidente collegamento tra la base imponibile (il valore dell’abitazione) e l’attività svolta dall’ente che riscuote il gettito. Insomma, la possibilità per il contribuente di commisurare l’onere fiscale al beneficio ricevuto in termini di servizi pubblici locali “rappresenta un importante incentivo a scelte di bilancio responsabili da parte degli enti”. Secondo Bankitalia, il rischio è che parte rilevante della mancata imposta – come sottolinea La Repubblica – si trasferisca “su esercizi commerciali e studi professionali o sui proprietari di seconde case”.
Secondo i dati della Cgia di Mestre sarebbero 2,8 miliardi le entrate che potrebbero arrivare da un ripristino dell’Ici. A preoccupare Bankitalia, secondo quanto detto da Daniele Franco, è “il peso della tassazione in Italia, soprattutto sul lavoro, elevato e destinato a crescere nei prossimi anni per effetto dell’aumento delle entrate previsto dalla manovra”.

Internazionale

Ieri il Presidente Obama, come racconta La Stampa,  si è pronunciato in prima persona sul presunto complotto ordito dall’Iran ai danni dell’Ambasciatore saudita negli Usa: e parlando delle autorità iraniane, ha detto che “anche se ai livelli più alti non c’era una conoscenza dettagliata del complotto, dovranno rispondere di chi, nel governo iraniano, svolge tale attività”. E ancora: “Il ruolo dell’Iran in questo complotto non è in dubbio”, “è stata una straordinaria operazione di intelligence ad appurarlo”, “il governo iraniano è direttamente coivolto nel complotto e pagherà un prezzo per questo”, “tutte le accuse formulate si basano su prove che stiamo condividendo con gli alleati e la comunità internazionale”.
Il Corriere della Sera raccoglie invece i dubbi sul complotto che ha portato all’arresto dell’americano-iraniano arrestato. L’armata Quds, braccio armato dei pasdaran, accusata di aver diretto l’operazione, è “professionale” e invece in questo caso ha inviato il denaro con bonifici bancari. Altra cosa che pare inverosimile, l’arrestato avrebbe svelato subito a quello che pensava fosse un narcos chi erano i mandanti. Molti dubbi vengono alimentati anche dalla personalità dell’arrestato stesso, “un tipo che perdeva sempre le chiavi”, come lo descrivevano alcuni amici, amante del whisky, sempre alla ricerca di soldi, uno che non era in grado “neppure di mettersi le calze dello stesso colore”. Possibile che i pasdaran si affidassero a lui?
L’inserto R2 de La Repubblica è dedicato ad un lungo reportage di Vanna Vannuccini da Teheran: “Viaggio dentro una rivoluzione silenziosa”. La Vannuccini parla della “primavera” nascosta di Teheran, poiché sotto la coltre dei divieti e della repressione, brucia la voglia di cambiamento dei giovani iraniani. Ma sarà l’economia a decidere il futuro del presidente Ahmadinejad, poiché molti non riescono a pagare le bollette.

E poi

Sul Corriere della Sera si parla di India e del “crepuscolo” di Sonia Gandhi: si prepara la successione alla leadership del Partito del Congresso; durante l’estate è stata operata di tumore a New York.
Su La Repubblica, intervista allo storico Andrea Graziosi, in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro, “L’Unione sovietica: 1914, 1991”. Il muro cade perché l’Urss è in crisi, e non viceversa, le riforme tentate da Gorbaciov hanno in qualche modo contribuito al collasso, perché hanno accresciuto, con la loro accelerazione dei meccanismi economici, l’inefficienza del sistema. E un ruolo di primissimo piano lo ha avuto anche la straordinaria diffusione dell’alcolismo, insieme sintomo e causa di un degrado sociale e demografico che contribuiva a rendere la situazione assolutamente insostenibile.

DA RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini