MATERA, diva del cinema

Pubblicato il 4 maggio 2014 in , , , da redazione grey-panthers

Da vergogna d’Italia a Patrimonio Unesco. Nessun altro luogo nel nostro Paese ha conosciuto una metamorfosi così radicale. È Palmiro Togliatti, leader del Pci, nel 1948, a definire “vergogna nazionale” i Sassi di Matera. E ha motivi da vendere: case senza servizi, malsane, dove intere famiglie vivono in miseria e in promiscuità con gli animali. Dopo un lungo processo di risanamento, che non è ancora ultimato, i Sassi entrano nella lista Unesco nel 1993 come paesaggio culturale. Sono l’unico sito al mondo abitato, senza soluzione di continuità, dal Paleolitico a oggi. Un eccezionale esempio della capacità dell’uomo di adattarsi a un territorio aspro e povero di risorse idriche. Adesso, in quelle stesse case, sono tornate a vivere circa 6mila persone con tutti i comfort. Molte abitazioni sono state addirittura trasformate in alberghi, spa, negozi, ristoranti, atelier di artisti che attirano ogni anno migliaia di visitatori da tutto il mondo. Merito anche del cinema perché i Sassi sono stati e sono uno spettacolare set a cielo aperto che milioni di spettatori hanno visto in capolavori come Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini o in kolossal internazionali come The Passion (2004) di Mel Gibson e King David (1985) di Bruce Beresford, con Richard Gere.

Noblesse oblige

La parte alta della città, stretta attorno alla bella cattedrale duecentesca di stile romanico pugliese, è la Civita. Era abitata principalmente dalla nobiltà ed è ricca di chiese e palazzi. Molti sono stati trasformati in splendidi hotel come palazzo Gattini (www.palazzogattini.it) e palazzo Viceconte (www.palazzoviceconte.it) entrambi a due passi dal duomo e con vista superba sui Sassi e la Murgia. Nella Civita spiccano anche palazzo Lanfranchi, sede del Museo Nazionale d’arte Medievale e Moderna, e palazzo del Sedile, oggi Conservatorio, così chiamato perché qui sedevano i reggenti della città. Tra le chiese, da non perdere la romanica San Giovanni Battista e quelle barocche di San Francesco e del Purgatorio, con una debordante decorazione scultorea a tema Trionfo della morte. Il luogo più particolare della Civita è lo sterminato ipogeo ottocentesco che si apre sotto piazza Vittorio Veneto, chiamato Il Palombaro lungo. Una vera e propria cattedrale sotterranea destinata alla raccolta delle acque e che sprofonda per oltre 40 m nelle viscere della terra.

Le meraviglie del Barisano

Da piazza Duomo si può scendere in ciascuno dei due Sassi che si aprono a ventaglio sotto lo sperone della Civita: il Sasso Barisano a nord e il Sasso Caveoso a sud. Sul fianco sinistro della cattedrale si scende al Barisano lungo via del Riscatto, così chiamata perché nel 1514 fu teatro dell’agguato al conte di Tramontano, tirannico governatore della città. Nel cuore del Sasso due luoghi rendono bene l’idea di quali tesori si nascondono qui dietro semplici muri di tufo. La chiesa di San Pietro Barisano fa corrispondere a una facciata barocca piuttosto anonima un interno romanico di grandissima suggestione e un ipogeo altomedievale usato come cimitero dei monaci. A pochi passi, la Casa Cava è un autentico spazio metafisico. Da luogo di estrazione delle pietre è diventata uno spazio multimediale per concerti, spettacoli e conferenze. Un magnifico spazio  antico e postmoderno insieme dall’acustica perfetta.

Come a Gerusalemme

Se Matera è un set, il Sasso Caveoso è la star. Pasolini e Gibson hanno girato le scene della crocifissione sul terrazzamento della Murgia che lo fronteggia. Proprio come doveva essere Gerusalemme rispetto al Golgota. Via Muro, che scende ripida da piazza Duomo, è stata usata per la Via Crucis mentre Porta Pistola è servita per l’ingresso trionfale di Gesù a Sion. Se dalla Civita si scende invece lungo via san Potito, si esce dalla fiction e si entra in una delle più belle realtà che Matera regala oggi al visitatore: il Musma, museo della scultura contemporanea. Le collezioni comprendono i più grandi nomi dell’arte italiana e internazionale e sono allestite nel cinquecentesco palazzo Pomarici (www.musma.it). Molte opere sono state create appositamente per questo luogo sicché le antiche sale, i cortili, gli ipogei che le ospitano diventano tutt’uno con l’opera stessa. Un’esperienza davvero unica. Scesi al bordo della gravina si può visitare la chiesa rinascimentale di San Pietro Caveoso per risalire poi lo sperone roccioso in cui è stata scavata la chiesa rupestre della Madonna de Idris, magnificamente affrescata, e concludere l’itinerario con l’altra chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve e il soprastante cimitero barbarico. All’inizio dell’erta che sale alla Madonna de Idris si trova il laboratorio artigiano Il bottegaccio (www.ilbottegaccio.it) con fedeli riproduzioni di utensili, giocattoli e ceramiche usate in passato dalla popolazione contadina.

 Fuoriporta

Dalla città si può anche effettuare una breve escursione a piedi nel Parco della Murgia Materana (www.parcomurgia.it) e visitare alcune chiese rupestri, come quella dedicata alla Madonna delle tre porte, interamente affrescata. Un po’ più distante dalla città è invece la Cripta del Peccato Originale, una chiesta rupestre che contiene un ciclo pittorico dell’alto medioevo che non ha uguali nella storia dell’arte in Italia. La gestisce la cooperativa Artezeta (www.artezeta.it) che ne cura anche la vista, effettuabile solo su prenotazione.

Il territorio rurale materano produce alcune specialità tipiche, molte delle quali sono presidi slow food come il caciocavallo podolico (dal nome di una razza bovina autoctona), la melanzana rossa di Rotonda, l’oliva infornata di Ferrandina e il pezzente della Montagna Materana (un salume). Tra le altre specialità, i peperoni di Sinise, la luganega (già descritta dal poeta latino Orazio) e il pane di Matera, simile all’Altamura, usato anche come “contenitore” per piatti di carne o verdure,

 

DOVE FERMARSI

Chi vuole dormire nello stesso letto a baldacchino in cui si riposava Mel Gibson tra un ciak e l’altro, può farlo all’Albergo Italia. Le finestre della piccola suite occupata dalla star di hollywood guardano però verso la Civita. Meglio optare per una stanza, magari più spartana, ma sull’altro fronte, quello affacciato sul Sasso Caveoso. Per ammirarne la bellezza appena aperti gli occhi. Organizzazione teutonica (la titolare è di origine trentina) e ospitalità meridionale: un perfetto mix all’italiana.

via Ridola 5

+39 0835 333561

www.albergoitalia.com

Per passare la notte proprio all’interno del set, si può optare per il B&B Il convento nel Sasso Caveoso. Rispetto ad altre strutture simili il valore aggiunto è la competenza storico-artistica del proprietario, Enzo Montemurro, guida e consulente turistico.

via Bruno Buozzi 141

+39 0835 314099 oppure +39 338 7055929

www.materaturisport.it

COSA MANGIARE

Il ristorante San Pietro Barisano, a due passi dall’omonima chiesa e dalla Casa Cava, propone una cucina tradizionale, ma molto ricercata.

Rione San Biagio 54

+39 0835 346191

www.ristorantesanpietrobarisano.it

Aperto da poco, il Wine e Restaurant ‘900, si segnala per la sua creatività in cucina, sempre a partire dagli ingredienti locali, e per il bell’ambiente di design.

Via Santo Stefano 31

+39 0835 1975417

www.novecentomatera.it

Per un’esperienza più easy, ma non meno intensa al palato, o uno spuntino veloce a base di prodotti rigorosamente locali c’è Panecotto, panetteria e bar-degustazione a due passi da San Pietro Caveoso.

vico Bruno Buozzi 10

+39 0835 331325 oppure +39 388 9251778

www.panecotto.it

COME ARRIVARE

In auto, dal Nord e dal versante Adriatico, si percorre la A14 fino a Bari e da lì la Ss96 per Altamura-Matera. Da Roma e dal versante Tirrenico conviene invece utilizzare la A1 Roma-Napoli e la A3 Salerno-Reggio Calabria fino a Sicignano degli Alburni. Da lì la nuova Ss 407 per Potenza e Ferrandina dove si prende la Ss 7R fino a Matera. Matera non ha stazione ferroviaria. L’aeroporto più vicino è quello di Bari, collegato con bus-navetta più volte al giorno.

 

Info: www.sassiweb.it