La Rassegna Stampa: Bankitalia, allarme mutui. Il 5% delle famiglie non è più in grado di onerare i debiti

Pubblicato il 9 Dicembre 2010 in , , da Vitalba Paesano

Le aperture

Corriere della Sera: “Berlusconi bis, così si tratta”. “Ipotesi di accordo con Fini cher comprenderebe la legge elettorale”, “Il premier andrebbe al Quirinale prima del voto di fiducia. Fli: crisi pilotata, reincarico in 72 ore”.
Libero: “Crisi di panico tra i finiani”, “I conti non tornano più”, “Pur di evitare la figuraccia sulla mozione di sfiducia, Fli offre un Berlusconi bis in 72 ore. Silvio riesce a mettere Casini contro Gianfranco. E nei sondaggi ruba punti ai traditori”.  
La Repubblica: “Camera, il mercato dei voti”, “A cinque giorni dalla fiducia, il dipietrista Scilipoti passa con la maggioranza. Anche Calearo verso il sì. Pressing del Pd sulla Svp”. E poi:  I finiani aprono a un Berlusconi bis: se si dimette, reincarico in 72 ore”. A centro pagina: “Roma, la parentopoli di Alemanno”, “Assunte all’Atac e all’Ama 1.850 persone con chiamata diretta: molte legate al centrodestra”.
Il Fatto: “Sistema Alemanno. Piazzare parenti e amici. Un’orgia di assunzioni clientelari nelle società del Comune di Roma. Capitale al collasso. Ma il sindaco pensa agli affari suoi”.
Il Giornale ha in prima una grande foto del Presidente della Camera: “Adesso Fini vuol tornare a casa”, “Il Fli teme di non avere i numeri per la sfiducia. Ma Berlusconi tiene duro: niente dimissioni”. Il quotidiano apre però con un titolo su quella che definisce “La wikileaks di viale dell’Astronomia”: “‘Confindustria paga i sindacati'”, “Il segretario della Fismic denuncia oscuri intrecci: ‘Cgil, Cisl e Uil foraggiate dall’associazione attraverso i fondi e strane pubblicità’. Il dito onella piaga di un fronte che si oppone alla riforma del sistema industriale e del lavoro”.
La Stampa: “Bankitalia, allarme mutui”, “Il 5% delle famiglie non è più in grado di onerare i debiti. Imprese, finisce la moratoria: 60 miliardi da pagare”. E poi, sulla situazione del governo: “Crisi, l’offerta dei finiani a Berlusconi: dimissioni e poi reincarico in 72 ore. Napolitano: esiti imprevedibili. Si fa largo l’ipotesi del pareggio a quota 312”.
Il Riformista ha una foto di Di Pietro in prima sotto il titolo: “Lo salverà Tonino?”, “I novelli De Gregorio in soccorso del governo”, “Italovaloristi incerti. Potrebbe essere qualche deputato dell’Idv ad aiutare Berlusconi. Di Pietro coccola e giustifica i ‘Giuda tra noi’. Ed è lui l’unico alleato rimasto al Pd”. E, a centro pagina: “Il neonato terzo polo già si sfarina”, “S’avvicina la conta e crescono le tensioni tra Fli e Udc”.
Il Foglio: “Il gran rompicapo della mediazione (im)possibile tra il Cav. e Fini”, “Alla Camera i numeri ballano. Segnali bilaterali e offerte non ricevibili. Letta, Bocchino e Moffa al lavoro”, “il ‘pragmatico’ Casini”.
Il Sole 24 Ore: “La manovra parte dalla casa”, “Ecobonus per le ristrutturazioni in dieci rate. Operazione rialzo per i coefficienti catastali a Roma. Napolitano: finanziaria essenziale. Mutui: il 5% non paga”.
Il caso Assange ha ancora la prima pagina su alcuni quotidiani. Su La Stampa si parla della “cyberguerra contro le manette ad Assange”: gli hackers sono “scatenati” ed hanno colpito i siti Interpol e Mastercard. Anche sul Corriere, Guido Olimpio in prima pagina: “Per Assange la prima cyberguerra mondiale”. Al caso Wikileaks è dedicato anche l’editoriale in apertura del direttore de La Repubblica Ezio Mauro: “Il ciclone wikileaks e il bisogno di capire”. Anche su Libero, Maria Giovanna Maglie: “Assange è quello che il Nobel Obama diceva di essere”. Su Il Sole 24 Ore prosegue il dibattito sul caso Assange, con articolo di Daniele Bellasio (“Wikileaks e Assange, la legge vale per tutti”). Il Fatto raccoglie firme a sostegno di Assange e offre ai lettori un articolo che il fondatore di Wikileaks ha inviato a The Australian (quotidiano di Murdoch) in difesa di se stesso.
I rapporti Italia-Russia o Putin-Berlusconi sono di nuovo in prima pagina sul Corriere (Massimo Mucchetti: “Tutti i dubbi sugli affari dell’Eni in Russia”) e su La Repubblica (seconda puntata dell’inchiesta di D’Avanzo, Graco e Rampini sotto il titolo: “L’America condanna l’asse Cavaliere-Putin: ‘Esporta corruzione’).

Crisi

Il deputato Idv Domenico Scilipoti, che oggi terrà una conferenza stampa insieme al deputato ex-Pd poi Api e ora al gruppo misto Massimo Calearo e all’altro ex-Pd Bruno Cesario, viene intervistato dal Corriere e nega che gli sia stato offerto del denaro in cambio del voto di fiducia al governo: “Finché sono nell’Idv non vado contro la linea, dopodiché voterò secondo coscienza”. Insomma, come voterà il 14? “Se vado nel gruppo misto non significa che devo per forza votare con Berlusconi. O mi astengo o voto la non fiducia, il premier dev’essere sostuito”.
Scilipoti concede un’intervista anche a La Repubblica: “Voto la sfiducia, però ormai sono finito”. Ieri -racconta- mi hanno “sfragiato nell’onore, mi hanno chiamato ‘traditore’, ‘venduto'”. “Nemmeno un euro, dottore”, risponde al giornalista che lo sollecita su eventuali ricompense
Secondo un articolo de La Stampa “Il Cavaliere recupera. Spunta l’ipotesi pareggio” nella conta dei voti alla Camera. Per Libero Berlusconi sarebbe “a quota 320” e nel conteggio andrebbero inclusi anche il senatore Paolo Guzzanti, che oggi terrà una conferenza stampa e il parlamentare dei Liberlademocratici Maurizio Grassano. Un altro articolo dello stesso quotidiano spiega che i finiani sarebbero “nel panico” perché ogni volta che Gianfranco Fini lancia la proposta di una grande alleanza contro Berlusconi e Bossi “perde voti”: “tanto che Fini, per arrestare l’emorragia, ha dovuto assicurare ai suoi elettori che non ci saranno ribaltoni”.

Esteri

Il premio Nobel per la Pace Lu Xiaobao compare sulla prima de La Stampa sotto il titolo “Il discorso che non potrò leggere”. Illustra la propria autodifesa e il senso della propria contrapposizione allo Stato cinese (“Sono innocente perché credo nello Stato”, “Il reato d’opinione di cui mi sarei macchiato non esiste nella nostra Costituzione”). Lo stesso quotidiano racconta che, in risposta all’attribuzione al dissidente Liu Xiabao del Nobel per la Pace, la Cina ha inventato “il premio Confucio”. Ne dà notizia anche La Repubblica (“L’Anti-Nobel per boicottare Liu, la Cin alancia il premio Confucio”).
Della stessa vicenda si occupa Adriano Sofri su Il Foglio, quotidiano dalle cui colonne ieri aveva invitato a inalberare striscioni in cui si spieghi che “siamo tutti norvegesi”. Su Lu Xiaobao anche un appello di Vaclav Havel e Desmond Tutu pubblicato da La Repubblica: “Per il regime di Pechino è l’ora della verità”.
Il Foglio, in prima, si occupa della “delusione a Foggy Bottom” causata dalla decisione di Obama di rinunciare alle pressioni su Israele affinché prorogasse la moratoria sugli insediamenti nei Territori occupati. Anche su La Repubblica: “No di Israele, stop al piano Obama. L’Anp: Usa, dite sì al nostro Stato”. Il quotidiano racconta delle difiicoltà di Abu Mazen, vittima di una guerra senza esclusione di colpi da parte di un certo numero di dirigenti di Al Fatah, che avrebbero individuato un antagonista nella persona del nipote di Arafat (ex rappresentante dei palestinesi all’Onu).
Sul fronte delle rivelazioni di Wikileaks, La Stampa spiega che un cablogramma inviato dalla rappresentanza diplomatica Usa a Tripoli raccontava la difficile situazione in cui si trovarono i britannici al momento di dover decidere se rilasciare Abdel Basset Al Megrahi (responsabile dell’attentato di Lockerbie), i cui certificati medici attestavano un tumore allo stadio terminale (“Così Londra cedette al ricatto di Gheddafi”, riassume il quotidiano).

(Fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)