Su la maschera! Senza indugi, deroghe o concessioni

Pubblicato il 8 Gennaio 2022 in , , da Evasio Pasini

Per evitare il diffondersi della pandemia da Covid 19, di recente le leggi dello Stato sono tornate a imporci di indossare le mascherine FFP2. Diventa indispensabile, dunque, conoscerne nei dettagli le caratteristiche, per proteggerci davvero.

Le mascherine FFP2 (la sigla FFP sta per Filtering Face Piece tradotta in italiano in Maschera Filtrante), sono dispositivi di protezione più complessi rispetto alle mascherine chirurgiche. Di fatto, la FFP2 è progettata per proteggere gli operatori da contaminazioni esterne e per questo vengono definite Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

La mascherina FFP2 è realizzata con vari strati di tessuto-non-tessuto che ha diverse proprietà e funzionalità. Lo strato esterno funge da protezione dalle particelle di dimensioni più grandi. Lo strato intermedio in genere è realizzato in tessuto melt blown /tessuto soffiato a fusione) e filtra particelle  più piccole della dimensione fino a 0,6 μm circa. Lo strato interno svolge due funzioni, quella di proteggere la maschera dall’umidità prodotta con il respiro e di mantenere la forma della maschera in modo che essa aderisca perfettamente al viso.

In base alle Normative di riferimento, tali mascherine, se integre, correttamente indossate (devono coprire il naso e la bocca aderendo perfettamente al viso) e utilizzate in base alle caratteristiche costruttive per il periodo di tempo adeguato, garantiscono un grado di protezione pari al 92-94% delle particelle sospese nell’aria (incluso i Virus) e assicurano una perdita verso l’interno inferiore all’8%.

Esse sono disponibili nelle versioni “Senza Valvola e “Con Valvola.La mascherina “Con Valvola” ha le stesse capacità filtranti in ingresso della versione “Senza Valvola”, permette una respirazione più agevole e assicura maggiore comfort se viene indossata per molto tempo. Inoltre, la Valvola di espirazione consente all’aria calda di uscire e di ridurre quindi l’umidità che si forma al suo interno, evitando così il formarsi della condensa che causa l’appannamento degli occhiali.

Tuttavia, un punto saliente da ricordare è che la FFP2 “Con Valvola” ha una capacità filtrante in entrata dei circa il 92%, mentre in uscita filtra non oltre il 20% pertanto è sconsigliata a coloro che pensano di essere infettati e a chi è infettato ma asintomatico. In definitiva la FFP2 “Con Valvola” è utile per proteggere chi le indossa e non le altre persone. Infatti, tramite la valvola esce il respiro e di conseguenza anche ciò è presente all’interno incluso il Virus. Si deduce quindi che le FFP2 sono ideali per essere utilizzate degli operatori sanitari sani e nei reparti di malattie infettive, in quanto il materiale con cui sono realizzate hanno un’elevata capacità di filtraggio dell’aria evitando, di fatto, il contagio.

Considerato che le mascherine FFP2 sono DPI delle vie respiratorie, la loro classificazione è regolamentata nelle Norma di Qualità certificato UNI EN 149:2009 che deve essere stampato sulla mascherina stessa assieme al marchio CE, seguito da un codice di quattro cifre dell’Organismo che ha certificato la Qualità del DPI e con l’indirizzo del Responsabile dell’immissione in commercio nell’UE o in Italia. Tali informazioni sono indispensabili per garantire che le maschere che stiamo usando abbiamo superato i test di affidabilità e durata.

Un esempio dell’etichetta garante della Qualità della mascherina FFP2 è illustrato nella figura 1 riportata qui sotto.

Le domande che più spesso vengono poste riguardano la durata e la manutenzione: quanto dura la capacità filtrante delle mascherine FFP2? si possono riutilizzare?

Per rispondere a queste domande dobbiamo ricordare che le mascherine sono monouso e dovrebbero essere usate e gettate via nel giro di 6 o 8 ore. Tuttavia, alcune fonti riportano che le mascherine FFP2 marcate con la lettera R possono essere riutilizzate più volte a condizione che il materiale non sia usurato.

Per poterle riutilizzare e per garantire le prestazioni per cui sono state progettate vengono proposti tre tipologie di trattamenti di rigenerazione:

  • Esposizione ad alta temperatura (superiore a 60°)
  • Esposizioni ai raggi ultravioletti
  • Trattamento con soluzioni idroalcoliche al 60/70%

E’ fondamentale ricordare, però, che i metodi citati sono procedure volte a far durare le maschere più a lungo in un contesto industriale e non hanno alcun valore/riscontro scientifico. Pertanto, per la prevenzione dell’infezione da Covid è sconsigliato il riutilizzo di questi DPI.

 

Bibliografia

Decreto-Legge 24 dicembre 2021, n. 221

Proroga dello stato di emergenza nazionale e ulteriori misure per il contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19”. (21G00244) (GU Serie Generale n.305 del 24-12-2021)

https://biomedicalcue.it/covid19-coronavirus-mascherine-ffp2-ffp3/18328/

 

 

 

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