La capacità di ascolto della donna caregiver- La femminilizzazione del servizio socio-sanitario

Pubblicato il 21 Marzo 2019 in Ideas

A raccogliere il bisogno degli ospiti di essere informati su fatti ed eventi della società, ma anche a soddisfare l’esigenza di ascolto di musiche e spettacoli vari, ci pensa, all’interno delle strutture, Radio Anni Azzurri, che riproponiamo anche qui, per un ascolto attento di questa realtà caregiver tutta al femminile

È la donna, infatti, ad occuparsi quotidianamente della cura dei propri cari e a decidere, nella maggior parte dei casi, a chi delegare tale cura quando non è più in grado di farsene carico: nel privato come figlia, sorella, moglie e nella vita professionale come infermiera, badante, operatrice assistenziale, direttrice di residenza, assistente sociale. E quando le forze iniziano a diminuire altre donne si interesseranno della loro cura e assistenza

 

Il lavoro quotidiano all’interno delle residenze sanitarie assistenziali permette uno sguardo d’insieme sul mondo dell’assistenza alla persona fragile, evidenziando una tendenza alla ‘femminilizzazione’ del settore socio-sanitario.

I numeri dell’assistenza alla persona fragile registrati proprio dall’attività di Anni Azzurri*raccontano come la donna ricopra un ruolo fondamentale nelle funzioni del caregiver. Un’indagine svolta all’interno delle residenze del Gruppo – oltre 50 in Italia, distribuite in otto regioni–ha permesso di osservare tale fenomeno nel tempo e di raccogliere molti dati capaci di fotografare questa tendenza dal grande impatto sociale, economico e culturale sulle nostre società civili e sviluppate.

Quasi i due terzi della popolazione degli ospiti presenti in Anni Azzurri, infatti, è di sesso femminile (70,98%), una percentuale omogenea e diffusa sull’intero territorio nazionale. Tale dato è sostenuto anche da un altro importante indicatore: il turn over. Nel 2015 su un totale di 5.514 ingressi ben 3.631 (65,85 %) erano di sesso femminile e solo 1.831 di sesso maschile. Un trend che di anno in anno sta mostrando una crescita progressiva parallelamente a una crescita importante dell’età media degli ospiti ed in particolare di quelli di genere femminile che all’interno delle residenze si attesta sugli 85 anni (registrata al primo luglio 2016) superiore di ben 6 anni rispetto a quella maschile, pari a79 anni.

Non solo ospiti ma anche tanti contatti al femminile. Al Numero Verde aziendale nel 2015 per l’area lombarda ben il 61% delle chiamate sono state effettuate da donne che si informano ed interessano per il ricovero di un proprio congiunto. E quest’ultimo nel 66,51% dei casi è a sua volta di sesso femminile.

La terza area significativa èrappresentata dalle risorse umane, area popolata da dipendenti e libero professionisti di sesso femminile. Ben l’83%della forza lavoro in Anni Azzurri è di genere femminile con punte che in alcune regioni (ad esempio il Piemonte) raggiunge la soglia dell’88%. Tali percentuali non sono inoltre relegate alle posizioni più operative di “basso profilo”, ma sono diffusamente presenti a ogni livello aziendale.
Sono infatti alte le percentuali di operatrici assistenziali, assistenti sociali, infermiere come lo sono quelle relative alle direttrici sanitarie, alle direttrici di struttura e/o alle posizioni funzionali di sede.

Negli anni è aumentato in modo significativo ancheil numero di direttori di struttura di sesso femminile che oggi nel in Anni Azzurri rappresentano la maggioranza con 21 direttrici (quasi il 60%) rispetto ai15 di sesso maschile.

I dati raccolti hanno imposto anche a livello aziendale un’attenta analisi rispetto al modo di comunicare all’interno e all’esterno, definendo nuovi contenuti e nuove modalità di espressione e interazione che tenessero conto di questo target fondamentale e sempre più connotato rispetto alle caratteristiche di genere. Si è infatti passati da un modello di comunicazione tradizionale ad un modello di comunicazione spiccatamente “femminilizzato”.

 

 

*Area Marketing Anni Azzurri (Progetto Socrate, Progetto CRM).

 

 

 

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