Distratti dalle vicissitudini del nostro Governo, forse non tutti hanno seguito con attenzione la serie di incendi che da giugno sta affliggendo l’Artico e in particolare la Siberia, e le cui conseguenze avranno una portata mondiale che aggraverà la crisi climatica già in atto. I numeri sono sconvolgenti: i satelliti registrano oltre 400 incendi che stanno devastando la Siberia Orientale, raggiungendo anche zone di Alaska e Groenlandia. Secondo Greenpeace sono già bruciati circa 4.5 milioni di ettari di terreno.
A detta dell’Amministrazione oceanografica e atmosferica degli Stati Uniti, quello appena passato è stato il giugno più caldo mai registrato su scala mondiale e la temperatura nelle zone colpite della Siberia risulta di 10 gradi superiore alla media. Le cause degli incendi, infatti, sembrano essere di origine naturale, in particolare sembra che i colpevoli siano stati i fulmini che hanno colpito un terreno reso inusualmente secco dall’a noi purtroppo ben noto cambiamento climatico. Bisogna anche ricordare che l’aumento delle temperature non è ugualmente ripartito attorno al Pianeta: l’Artide infatti si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alle altre zone del globo.
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