Rassegna stampa: la corruzione e i partiti

Pubblicato il 26 febbraio 2010 in , da Vitalba Paesano

Le aperture

Il Giornale: “Processi, vittoria di Berlusconi. Schiaffo della Cassazione ai PM. Mills è prescritto: la causa non doveva nemmeno essere celebrata. Per colpire il Cavaliere la Procura di Milano è ricorsa a un artificio che la Suprema Corte ha bocciato. La sinistra scornata dovrà inventarsi qualcos’altro”.

La Repubblica: “Mills-Berlusconi, reato prescritto. Dalla sentenza della Corte un punto a favore del Cavaliere che dice: mai infranto la legge. Il Pd replica: ‘questa non è una assoluzione’”. E poi: “Ma la Cassazione: la corruzione ci fu. Il premier: perseguitato dalle toghe rosse”. A centro pagina il quotidiano si occupa della inchiesta sul riciclaggio e l’evasione fiscale: “Schifani scarica Di Girolamo: elezione da annullare. Telefonia e riciclaggio, Scaglia arrestato nella notte”.

Il Corriere della Sera: “Caso Mills, reato prescritto. La Cassazione: legale corrotto, ma condanna annullata. Per il Cavaliere forse ancora un anno di processo. Berlusconi: ci sono giudici diversi da quelli di Milano”. L’editoriale è firmato da Angelo Panebianco: “La corruzione e i partiti”. A centro pagina la cronaca dell’onda nera di petrolio che dal Lambro e poi dal Po avanza verso il mare, nonostante si stia tendando di sbarrargli la strada. “Lambro, i crimini e gli errori”. A fianco la vicenda Di Girolamo: “Schifani: si può annullare l’elezione di Di Girolamo. Il politico sott’accusa rischia di perdere il posto in Senato”.

La Stampa: “Mills, il reato è prescritto”. Il quotidiano sottolinea però che l’avvocato inglese “accusato con Berlusconi, dovrà risarcire Palazzo Chigi” che si era costituito parte civile perché “il reato ci fu”. A centro pagina il quotidiano si occupa della riforma sanitaria Usa: “Sanità, pronti ad andare da soli. Barack Obama non trova l’accordo con i Repubblicani”.

Il Riformista: “Il Cavaliere prescritto. La sentenza della Cassazione sul processo Mills salva Berlusconi”. In alto sulla prima pagina si racconta invece “chi salvò il senatore Di Girolamo” un anno e mezzo fa, quando il Senato respinse un’altra richiesta di arresto per il senatore, proprio per le irregolarità nella sua elezione all’estero.

Libero: “Silvio assolto, Travaglio fa appello”. Quanto all’inchiesta sul riciclaggio, il quotidiano oggi annuncia sul suo sito “tutti gli audio della cricca”. Su Libero si parla anche della puntata ieri della trasmissione di Santoro AnnoZero, che “inscena il processo alla moralità del governo. Verdetto: Morgan innocente, il Cav in croce”.

Il Sole 24 Ore: “Raffica di avvisi di garanzia” nella inchiesta sulle società di tlc. “Salgono a 85 gli indagati, il pm Capaldo in missione all’estero. Bernabè: Telecom tranquilla su Sparkle. Scaglia rientra e si costituisce. Befera: preoccupa il livello delle frodi Iva”. In evidenza anche la notizia delle dimissioni del Presidente del Consiglio dei lavori pubblici, indagato nella inchiesta sul G8.

Il Foglio dedica il titolo di apertura alla Francia di Sarkozy e alla “visita storica in Ruanda” del presidente francese. “Sarkozy imbelletta la Francafrique per contenere i cinesi. Il presidente francese vuole ‘rifondare una relazione privilegiata’ con il Continente nero. Tra affari e alleanze”.

 Mills

Carlo Federico Grosso spiega sulle colonne de La Stampa la sentenza della Cassazione che ieri – fissando la decorrenza della prescrizione dal momento in cui all’avvocato Mills sarebbero stati messi a disposizione i denari per la corruzione e non dal momento – alcuni mesi dopo – in cui egli ne acquisì la diretta disponibilità trasferendoli dal fondo – che era comunque gestito da una società che faceva capo anche a lui. La corruzione – ha deciso la Cassazione (giustamente, secondo Grosso) si è consumata dunque nel novembre del 1999 e non nel febbraio del 2000. Per questo la prescrizione decennale per quel reato è scattata. “Il reato giudicato prescritto con riferimento a Mills non potrà che essere considerato tale anche con riferimento a Berlusconi”, che è “imputato come corruttore nello stesso processo in cui l’avvocato Mills figurava come corrotto”, e la cui posizione è stata stralciata in ottemperanza al lodo Alfano, poi annullato dalla Corte Costituzionale. “Speriamo che, quantomeno nel caso di specie, la decisione presa serva a stemperare le tensioni ed a consentire che vengano abbandonati provvedimenti infausti quali il processo breve, il legittimo impedimento, le guarentigie per i ministri ed alte cariche dello Stato e via dicendo”, conclude il giurista.

 Di Girolamo

Il Sole 24 Ore intervista Andrea Augello, relatore della Giunta che nel 2008 giudicò non eleggibile Di Girolamo. E dice: “Troppo garantismo, ma nessuna protezione”. Dice anche che Di Girolamo “non era minimamente conosciuto dalla classe dirigente di An e io l’ho incontrato quando ho dovuto ascoltarlo nel Comitato inquirente. E se non l’ho mai visto io, che sono entrato nel Msi a 14 anni, ho ragione di ritenere che questa persona non abbia alcuna familiarità con la classe dirigente a Roma”.

Il Corriere della Sera racconta la figura di Gennaro Mokbel, che ieri ha ricevuto nel carcere di Regina Coeli la visita di un parlamentare dell’Idv accompagnato da una giornalista. “Io e i partiti? Dal Pci allo schiaffo ad Alemanno. Li ho provati tutti, anche la Dc e Forza Italia, a cui ho procurato 1300 tessere nel mio territorio”.

La Stampa sottolinea che il nostro ambasciatore in Belgio non fa certo una bella figura nella vicenda che ha coinvolto il senatore Di Girolamo, accusato di non esser stato affatto un residente all’estero. Sulla base di intercettazioni, si ricostruiscono le conversazioni tra i due in modo da far figurare il Belgio come residenza del senatore. L’Ambasciatore gli suggerisce di sottolineare il fatto che per la sua attività, si trova ad agire, in quanto titolare di uno studio legale ramificato, tanto in Belgio che in Svizzera o in Germania.

 Fastweb-Telecom

Una intera pagina di “domande e risposte” nel Focus del Corriere della Sera è dedicata alla inchiesta su telefonia e fondi neri. Tutto comincia con messaggi che promettono premi in denaro. E prosegue con la triangolazione delle fatture che crea crediti con l’erario. Due intere pagine sulle tlc sotto inchiesta anche sul Sole 24 Ore, che segue il viaggio delle “Phun Card”, girandola di società, denaro e schede telefoniche prepagate che ruota intorno alla “cartiera” CMC. La proposta di questa azienda prevede che Fastweb comperi dalla società delle Phun card prepagate per rivenderle poi a società estere. Dal lavoro di intermediazione Fastweb riceverebbe un margine del 7 per cento.

 G8

 Ampio spazio su La Repubblica alla inchiesta sulla Protezione civile e sugli appalti del G8. In sintesi, tutti sapevano – secondo il quotidiano, che anticipa i contenuti di una inchiesta del settimanle L’Espresso – chi avrebbe vinto gli appalti. Un alto ufficiale dell’esercito, con 4 mesi di anticipo, il 7 dicembre 2007, avrebbe saputo a chi sarebbero andati gli appalti milionari per il G8 2009. Avrebbe saputo anche che il Presidente del Consiglio lavori pubblici Balducci avrebbe avuto un incarico, come in effetti è avvenuto, quando verà nominato soggetto attuatore per le opere alla Maddalena. L’alto ufficiale scrisse infatti tutto ciò che sapeva su due fogli e fece recapitare una copia al giornalista de L’Espresso Fabrizio Gatti. Che nei giorni scorsi l’ha aperta.

Le chiamano per questo “buste profetiche”. Un’altra copia sarebbe stata diretta al Ministero della Funzione Pubblica di Renato Brunetta.

 E poi

L’inserto R2 de La Repubblica è dedicato all’omicidio di un leader di Hamas a Dubai. Ne scrive Vittorio Zucconi: dieci anni di preparazione, 26 killer arrivati da tutto il mondo, ecco come è nata l’ultima vendetta del Mossad. Una missione perfetta svelata dalle telecamere dell’Albergo in cui alloggiava. Ma forse i killer avevano previsto anche questo. Nel retroscena si parla anche del coinvolgimento di alcuni palestinesi nel complotto. Una talpa avrebbe dato il via alla fase finale del blitz.

Ieri il Presidente iraniano Ahmadinejad era a Damasco, dove è stato ricevuto dal suo omologo siriano Bashar Al Assad. Quest’ultimo ha ribadito che l’Iran ha diritto al nucleare. Un lungo articolo sul Sole 24 Ore ricorda una alleanza di trent’anni, cementata da interessi politici, economici e religiosi.

Lo stesso quotidiano offre un articolo dell’ex presidente Usa Jimmy Carter dedicato alla politica della sua era: “E’ deplorevole definire debole il mio mandato e dire oggi che l’attuale inquilino della Casa Bianca potrebbe trasformarsi in un secondo Carter. In Afghanistan, Iran e Medio Oriente la nostra azione dura ancora”.

Dal 1 al 4 marzo il Presidente Napolitano incontrerà i vertici Ue: ma i veri padroni del vapore, secondo Il Riformista, sono Germania e Francia. Primo di una serie di articoli che si occupa di una Ue che sembra essere sul viale del tramonto.

La Stampa intervista il politologo Alain Minc, di cui è in uscita un pamphlet sugli scenari possibili che attendono il mondo, dall’Iran alla Cina, dalla Russia alla fine dello Stato nazione preannunciato nell’Europa delle piccole patrie.

 (fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo, Paolo Martini)