La rassegna stampa: più in alto del Tar

Pubblicato il 9 marzo 2010 in , da Vitalba Paesano

Le aperture

Corriere della Sera: “Il Tar non riammette la lista Pdl nel Lazio”, “Il tribunale amministrativo: il decreto non può essere applicato. Il Colle: le sentenze vanno rispettate”. E poi: “Oggi una nuova decisione. L’ipotesi di rinviare le elezioni nel Lazio”. Di spalla, la morte di Alberto Ronchey, ricordato da Pierluigi Battista: “Il rigore e la passione di un uomo libero”. A centro pagina: “Un fondo monetario dell’Unione europea” dopo la crisi che ha investito Atene. A fondo pagina l’inchiesta sulla Protezione civile: “I soldi del G8 per arredarsi la casa”, “Una ditta dei Granci eventi pagò la tappezzeria al figlio di Baducci”.

Libero: “Vaffa dei giudici al Pdl”, “Magistrati anti-Napolitano”. Secondo il quotidiano “Il Tar ignora il Quirinale e il diritto di voto degli italiani: esclusa la lista del centrodestra a Roma. Silvio tentato di non fare ricorso: meglio la piazza e una campagna contro sinistra e tribunali”.

Il Giornale: “Manicomio Italia”, “Il Tar del Lazio snobba il decreto legge firmato da Napolitano e boccia il centrodestra. Oggi tocca all’ufficio elettorale che può capovolgere la decisione. Poi la pratica al Tar: quindi al Consiglio di Stato…Non si capisce più niente”. A centro pagina: “Firme in Lombardia, ecco le prove del lavergogna”. Il titolo illustra la riproduzione di due modili di raccolta firme messi a confronto: secondo il quotidiano a identica irregolarità la commissione elettorale ha risposto annullando le firme del centrodestra ma ammettendo quelle del centrosinistra. E poi una foto di uno dei giudici di Roma che ha bocciato la lista del Pdl e che in ufficio avrebbe la foto del “Che”.

La Repubblica: “Il Tar boccia il decreto salva-liste”, “Lazio, respinto il ricorso Pdl: ‘E’ materia regionale, il governo non può intervenire’”. “La Polverini spera ancora: aspettiamo Corte d’Appello e Consiglio di Stato. Bonino: una boccata di legalità. Berlusconi: visto? Non era un golpe”. A centro pagina la notizia del via libera di Angela Merkel alla creazione di un Fondo monetario europeo per far fronte alla crisi dell’Euro.

Il Sole 24 Ore: “Un Fondo per Eurolandia”, “Bruxelles studia uno strumento per stabilizzare le crisi-Paese”. Sule Regionali: “Bocciatura del Tar, la lista Pdl resta fuori” e, accanto, un sondaggio Ipsos-Il Sole 24 Ore secondo cui in Puglia Nicki Vendola sarebbe avanti di 4 punti sull’avversario Palese.

La Stampa: “Il Pdl fuori gioco a Roma”, “Inutile il decreto interpretativo. Il Pd: ostruzionismo e sabato in piazza”. In prima pagina anche un retroscena che si sofferma sul Pdl e spiega che oggi Berlusconi riunirà capigruppo e coordinatori per mettere a punto una risposta. Questa volta, però, sarebbe d’accordo anche il Presidente della Camera Fini: “Berlusconi e Fini d’accordo: alzare il livello dello scontro”.

Il Riformista: “Il decretino fa flop” e, a centro pagina, “Il Tar riunifica il centrosinistra” e Bersani convince Di Pietro a togliere l’assedio a Napolitano.

Anche Il Foglio evidenzia che “il Tar boccia Polverini e il Pd (un po’) respira”: “Tutti contro il governo, nessuno contro Napolitano. E’ la Maginot di Bersani”. “Bonino tiene tutti sulla corda”.

L’Unità: “Bocciati”, titola raffigurando delle orecchie d’asino.

Tar

Spiega il Corriere che il Tar ha considerato inapplicabile il decreto legge varato dal governo perché “la materia elettorale è disciplinata da legge regionale”. E comunque, secondo il Presidente della sezione che ha così deliberato, “il decreto non sarebbe sufficiente, perché non è dimostrabile che i due rappresentanti del Pdl, alle ore 12.00 di sabato 27 febbraio fossero presenti nel tribunale con tutta la documentazione necessaria”.

Stefano Rodotà, su La Repubblica, analizza la sentenza e scrive che “se il primo rilievo sottolinea l’approssimazione di chi ha scritto il decreto, il secondo svela la volontà di usare il decreto per coprire il pasticcio”. L’ex presidente della Consulta Valerio Onida, intervistato dal Corriere, conferma che la competenza in materia elettorale è passata alle Regioni con le modifiche costituzionali introdotte nel 2001 (federalismo, titolo V) e ricorda che l’ordinanza del Tar non è entrata nel merito: “il giudizio di merito avverrà solo dopo le elezioni. In questo modo il risultato elettorale rimarrebbe sub iudice e potrebbe essere annullato successivamente allo svolgimento delle elezioni stesse, come è avvenuto qualche tempo fa per le elezioni in Molise”. Per questo, secondo Onida, sarebbe forse più saggio rinviare le elezioni nel Lazio. Nella stessa pagina si scrive che il Viminale sarebbe pronto a rinviare il voto nel Lazio.

Il Corriere in un “dietro le quinte” racconta il malumore nel Pdl “dopo la norma autogol” e dice che tutte le speranze ora si concentrano sul Consiglio di Stato. E riferisce così il commento di Fini: “che figura”.

“Più politici e meno avvocati” è il titolo dell’editoriale di Marcello Sorgi sulla prima de La Stampa, mentre quello del Corriere è firmato da Massimo Franco (“Pasticcio (parte seconda)”.

Un editoriale de Il Foglio (“Pessimo formalismo giudiziario”) critica aspramente i giudici del Tar che “spingono il loro diritto a interpretare le leggi fino al limite di capovolgerle e non osservarle. I cavilli procedurali ai quali si sono appellati, il gioco di sponda formalistico con la Corte costituzionale, il derisorio rinvio alla decisione definitiva a dopo lo svolgimento delle elezioni, sono lampanti esempi di una arrogante volontà di far prevalere le formaità sulla sostanza”.

Libero si occupa delle conseguenze di quello che definisce “il golpe delle toghe”. E sonda gli umori dell’elettorato Pdl: “Allarme indecisi. Il Pdl rischia in tre Regioni” (Piemonte, Lazio e Puglia). E, ancora, secondo Libero: “Cuori azzurri delusi. Il nemico è l’astensione”. Il direttore Belpietro scrive : “noi abbiamo la sensazione che gli esperti di rilevazioni demoscopiche non stiano calcolando il rischio astensionismo, ovvero la volgia di molti elettori del centrodestra di disertare le urne per mandare ai vertici un segnale di scontento per quel che è successo”.

Iraq

La Stampa intervista l’ex primo ministro iracheno Iyad Allawi, che ha ottenuto un buon risultato alle legislative irachene (anche se i dati definitivi arriveranno nei prossimi giorni). Allawi dice di essere disposto ad allearsi con la formazione guidata dall’attuale primo ministro sciita Al Maliki se quest’ultimo gli cederà la poltrona.

Su La Repubblica anche oggi il reportage di Bernardo Valli sotto il titolo: “Allawi, l’uomo del dialogo, ‘Le etnie per me non contano, in Iraq siamo tutti cittadini”’.

Anche Il Sole 24 Ore ha un inviato: “Alle urne il 62 per cento. Al-Maliki in vantaggio”.

E poi

Il focus del Corriere è dedicato a “Fede e politica”: “Duecento milioni di cristiani discriminati” (Rastrellamenti in Iraq, conversioni forzate nel Laos, la minoranza religiosa più perseguitata nel mondo”). Intervista a Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, che ricorda come in Nigeria le stragi non siano da attribuirsi a divisioni religiose, bensì a contrasti di tipo economico e sociale.

Di Nigeria si occupa Il Sole 24 Ore, con un articolo sull’uccisione dei 500 cristiani e un’analisi sul Paese in cui si è arrivati ad “uccidere in nome di Dio”.

Il Giornale intervista l’ex primo ministro spagnolo Aznar: “La Spagna di Zapatero è un eterno Carnevale”, distratto sulla crisi.

André Glucksmann critica il presidente Sarkozy per l’accoglienza riservata al suo omologo russo Medvedev nell corso della visita a Parigi (Corriere della Sera).

(fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo, Paolo Martini)