Combustibili sintetici e biocombustibili sono sempre più presenti nelle discussioni sul futuro dell’energia. Quali sono le loro reali caratteristiche?
Si parla sempre più spesso di combustibili sintetici e di biocombustibili. Prima di tutto le definizioni: un biocombustibile è un combustibile ottenuto mediante il trattamento di residui organici non fossili di natura vegetale o animale. Un combustibile sintetico invece è definito come qualsiasi combustibile liquido ottenuto dal carbone o dal gas naturale. Questa ultima definizione è abbastanza vecchia: i tedeschi durante la Seconda guerra mondiale ottenevano buona parte della benzina dal carbone, dato che non avevano produzione di petrolio. La definizione più moderna comprende (e sono questi i combustibili che interessano ora) combustibili liquidi ottenuti dalla combinazione di idrogeno gassoso e CO2. Si tratta quindi in entrambi i casi di combustibili diversi dai combustibili fossili, che possono essere considerati a emissioni nulle di CO2, e sono quindi proposti come alternativa rispettosa dell’ambiente.
Le caratteristiche di questi combustibili
Occorre approfondire le caratteristiche di questi due tipi di combustibili, sia dal punto di vista della loro composizione, sia dal punto di vista energetico.
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