PagoPa, la piattaforma per i pagamenti digitali, diventa società per azioni interamente dello Stato

Pubblicato il 2 Agosto 2019 in , , da Vitalba Paesano

Importante traguardo raggiunto dopo tre anni di lavoro dal Team Digitale che si occupa della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione nel nostro Paese; un traguardo che è anche l’inizio di un nuovo percorso: la piattaforma per i pagamenti digitali della Pubblica Amministrazione pagoPA diventa una società per azioni partecipata interamente dallo Stato, sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un nuovo soggetto, pronto a diventare un asset strategico per la definitiva diffusione dei pagamenti digitali, per dare spinta alla digitalizzazione dei servizi pubblici e un impulso allo sviluppo economico del Paese.

L’obiettivo della piattaforma pagoPA è rendere più naturali, immediati e veloci per i cittadini i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione. Deve essere una cosa normale in ogni angolo d’Italia poter accedere tramite una semplice app a un servizio pubblico, risolvere una pratica con il proprio Comune in pochi secondi, pagare un tributo con un click. Il valore aggiunto di questo progetto è quello di portare in dote al sistema pubblico le best practices garantite dalle migliori energie del sistema di mercato privato.

Si tratta di un vero e proprio cambio di visione, in cui i pagamenti digitali non sono più considerati come un problema da gestire o un costo da sostenere, ma come un’opportunità per l’intero settore pubblico. In questa stessa ottica, la nascente società avrà anche la gestione e lo sviluppo del progetto IO, per la creazione di un’app che permetterà a tutti i cittadini di usare i servizi pubblici nazionali e locali dal proprio smartphone in maniera semplice, moderna e sicura.

Una storia che ci riguarda tutti da vicino

Quando nel 2016 l’allora Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale Diego Piacentini diede vita al Team per la Trasformazione Digitale, il primo passo fu quello di raggruppare un manipolo di esperti. Fu una chiamata rivolta ai talenti che vivevano in Italia o che avevano voglia di tornarci, che solo un progetto ambizioso e visionario poteva attirare nel complesso mondo della Pubblica Amministrazione. Già quel primissimo passo segnò la nascita di un nuovo paradigma: utilizzare un centro di competenze di alto livello per affrontare un problema complesso della PA, come la digitalizzazione dei servizi pubblici in Italia

Il secondo passo fu altrettanto rivoluzionario: Piacentini chiese agli esperti di lavorare in continuità con i migliori progetti che già esistevano nel frastagliato panorama dei servizi pubblici digitali in Italia. Quello che spesso manca alla Pubblica Amministrazione: poter fare le cose senza dover reinventare la ruota ogni giorno.

Era una scelta netta: non ricominciare da capo ma entrare nel merito dei problemi, partire dalle migliori soluzioni esistenti, per creare le basi del sistema operativo del PaesePrima di allora, tante volte era stato commesso l’errore di ricominciare sempre da zero. Sarebbe stata forse la scelta più facile: un modo per porsi obiettivi meno ambiziosi da raggiungere e avere già degli alibi pronti nel caso di fallimento.

Anche la strategia per i pagamenti digitali fu impostata sul principio di continuità, partendo dai giusti presupposti su cui era stata immaginata la piattaforma pagoPA:

  • permettere a tutte le Pubbliche Amministrazioni e ai Prestatori di Servizi di Pagamento di agganciarsi a un’unica piattaforma, offrendo ai cittadini la possibilità di scegliere tra tutti i sistemi di pagamento disponibili per effettuare qualsiasi pagamento verso la PA;
  • consentire allo Stato di monitorare tutte le transazioni legate al settore pubblico, per avere una visione reale e immediata delle proprie entrate.

Tre anni di lavoro per l’affermazione di pagoPA

Subito dopo aver considerato i punti di forza di pagoPA ci siamo chiesti: cosa non sta funzionando? Perché la piattaforma non decolla? In questo progetto più che negli altri che abbiamo portato avanti è stata necessaria una contaminazione di diverse competenze, di tipo tecnologico, sui servizi pubblici, sul mondo dei pagamenti digitali.

Nelle scorse settimane abbiamo raccontato nel dettaglio in che modo e grazie a quali fattori abbiamo permesso alla piattaforma di crescere esponenzialmente e di affermarsi nel mercato dei pagamenti digitali.

La crescita dei pagamenti digitali in Italia: tutti i numeri di pagoPA

  • una continua e proficua collaborazione con Banca d’Italia, per condividere la visione strategica di pagoPA;
  • un lavoro tecnico sulla piattaforma, per renderla funzionale, semplice e intuitiva per i cittadini, prima di tutto migliorando la user experience;
  • un continuo dialogo con le Pubbliche Amministrazioni, per spiegare i vantaggi di pagoPA e dare impulso alla sua diffusione;
  • un rinnovato dialogo con i Prestatori di Servizi di Pagamento, a cui abbiamo raccontato le reali opportunità rappresentate da questa piattaforma per far crescere il mercato dei pagamenti digitali.

È stato un lavoro lungo e complesso, portato avanti dal Team Digitale con il sostegno di tutto l’ecosistema: la Banca d’Italia, i governi di diverso colore politico che si sono succeduti in questi anni, il Parlamento, i collaboratori dell’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) coinvolti . Questo è uno dei primi casi in Italia in cui si prendono decisioni in continuità su certi temi. Questa è la strada indicata dal White Paper di Piacentini: collocare ogni progetto del Team Digitale dove possa essere più utile per il Paese, anche dopo la fine del mandato del Team.

La nascita di un polo di competenze

Ci sono diversi motivi per cui abbiamo individuato in una società per azioni interamente partecipata dallo Stato il soggetto ideale per continuare a far crescere i pagamenti digitali verso la Pubblica Amministrazione:

  • Una società deve rispondere alle regole del mercato. Ciò vuol dire che deve avere autonomia e sostenibilità economica, lavorare in modo efficiente e competitivo e soprattutto essere in grado di attrarre talenti, valutando le persone solo in base alle effettive competenze.
  • Il mercato dei pagamenti evolve continuamente, spesso in modo rapido e imprevisto: per sopravvivere pagoPA deve essere in grado di muoversi in modo dinamico, con meccanismi diversi rispetto a quelli di una Pubblica Amministrazione.
  • Per crescere e dare impulso al mondo dei pagamenti digitali pagoPA deve agire con una forte autorevolezza, che può essere garantita solo da una società che abbia focus e competenze specifiche su questo particolare settore.

Da oggi l’obiettivo della nuova società è sviluppare al meglio la piattaforma, con i migliori strumenti tecnologici e strategici, e grazie ai migliori talenti, per renderla sempre più forte sul mercato. Ovviamente, trattandosi di una società partecipata dallo Stato, il fine non sarà diventare un competitor di altre aziende che lavorano nel mercato dei pagamenti digitali, ma sarà, al contrario, quello di cercare di stimolare e far crescere questo mercato, creando nuove opportunità per tutti i Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP). pagoPA infatti, nel solco della normativa europea PSD2, apre a tutte le Pubbliche Amministrazioni la possibilità di utilizzare tutti i Prestatori di Servizio di Pagamento, lasciando al cittadino la scelta e creando opportunità per l’intero settore.

Un cambio di paradigma

Se raccontiamo la storia di pagoPA non è solo per celebrare questo traguardo, ma perché crediamo che rappresenti un cambio di paradigma che può essere d’esempio e di impulso a tutto l’ecosistema dei servizi pubblici in Italia.

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