In diretta dal Ministero della Salute e dal Governo (Coronavirus, oggi 24/5)

Pubblicato il 18 Maggio 2020 in , da redazione grey-panthers

Ultimissime del 24 maggio

Brusaferro (Iss): “La curva dell’epidemia è ancora in calo ma il virus circola, non allentare le misure”

“In tutte le regioni i casi sono in decremento, ma rimangono delle differenze che dividono sostanzialmente in tre aree il Paese: regioni con pochissimi casi o zero e altre come la Lombardia con un numero significativo”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa settimanale sull’andamento dell’epidemia di Covid-19. In questa fase 2 si riduce la pressione sulle strutture sanitarie. “Non abbiamo segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri, sia per quanto riguarda le terapie intensive sia per quanto riguarda i reparti” ha sottolineato Brusaferro. Avvertendo però che, sebbene la curva dei contagi sia in calo, “il virus circola ancora da noi e non possiamo permetterci di allentare le misure di protezione individuale”.

LO STRUMENTO DI MONITORAGGIO (11-17 maggio)

In questo momento l’indice di contagio Rt si mantiene sotto il valore di 1 in tutte le regioni italiane eccetto la Valle d’Aosta, dove è pari a 1,06. Questo è il quadro che emerge dal monitoraggio settimanale (11-17 maggio) della cabina di regia (formata da ministero della Salute, Iss e Regioni) sulla diffusione di Covid-19 in Italia. “I dati del monitoraggio sono al momento incoraggianti – ha commentato il ministro della Salute, Roberto Speranza -. Ci dicono che il Paese ha retto bene le prime aperture del 4 maggio. Ma guai a pensare che la partita sia vinta. Serve massima cautela. Basta poco a vanificare i sacrifici fatti finora”.

“L’indice Rt è oscillante nel Paese, è normale e segnalarlo non vuol dire assolutamente fare pagelle – ha spiegato il presidente dell’Iss -. I casi di Umbria e Molise che hanno visto l’indice salire per alcuni focolai lo dimostrano: oggi quel dato è rientrato”.

“Lo strumento messo a punto per monitorare l’andamento dell’epidemia è un po’ una novità per il nostro Paese che ci consente di riuscire a rilevare anche piccoli segnali d’allarme che possono comparire” ha precisato il neo direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza. Facendo presente che bisognerà “mantenere costantemente alta l’attenzione di identificazione dei focolai anche durante il periodo estivo”.


Ultimissime del 23 maggio

Celebrazioni liturgiche, le misure di sicurezza per parroci e fedeli cattolici

Riaperte dal 18 maggio 2020 le Chiese e i luoghi di culto per lo svolgimento delle funzioni religiose nel rispetto delle misure di sicurezza sanitarie previste per l’emergenza Coronavirus contenute nel Protocollo di Intesa siglato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dal Presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI) Gualtiero Bassetti e dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.  Il protocollo è stato esaminato e approvato dal Comitato Tecnico-Scientifico istituito presso la Protezione civile nella seduta del 6 maggio 2020 ed è entrato in vigore a partire da lunedì 18 maggio.

Tra le misure di prevenzione contenute nel Protocollo ci sono il rispetto del distanziamento sociale, l’obbligo di indossare mascherine, di curare l’igiene delle mani, il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea pari o superiore ai 37,5°C o sia stato in contatto* nei giorni precedenti con persone positive al nuovo coronavirus.

 Sintesi delle disposizioni per parroci e fedeli

  • Spetta al parroco individuare «la capienza massima dell’edificio» di culto, sulla base di una distanza minima di sicurezza “pari ad almeno un metro laterale e frontale”. Il numero massimo di partecipanti consentiti deve essere affisso fuori dall’edificio insieme alle altre indicazioni per la partecipazione alle liturgie
  • L’accesso deve essere “contingentato e regolato” con l’assistenza di personale ausiliario (munito di mascherine, guanti e segno di riconoscimento) preposto a gestire afflusso e deflusso, nonché a vigilare sul rispetto del numero chiuso
  • All’ingresso e all’uscita va mantenuta una distanza di 1,5 metri e le porte devono rimanere aperte (in modo da non esser toccate)
  • All’ingresso del luogo di culto devono essere messi a disposizione liquidi igienizzanti
  • Non è consentito accedere alla liturgia nel caso di sintomi influenzali/respiratori o temperatura pari o superiore a 37,5°C; nonché a coloro che nei giorni precedenti siano stati in contatto con persone risultate positive al nuovo coronavirus
  • I luoghi di culto devono essere igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica e va favorito il ricambio dell’aria
  • I vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, così come gli stessi microfoni, devono essere accuratamente disinfettati al termine di ogni celebrazione. Le acquasantiere della chiesa devono essere mantenute vuote
  • Chi partecipa alle celebrazioni deve obbligatoriamente indossare la mascherina e rispettare la distanza sanitaria
  • La somministrazione della Comunione deve avvenire dopo che il celebrante ha igienizzato le mani e indossato i guanti e la mascherina.  L’ostia va offerta senza toccare le mani dei fedeli
  • Le disposizioni relative al rispetto della distanza sanitaria e all’uso dei dispositivi di protezione individuale  valgono anche per battesimi, matrimoni, unzione degli infermi ed esequie
  • Il sacramento della Penitenza deve svolgersi in luoghi ampi e areati, che consentano il pieno rispetto delle misure di distanziamento ma anche la riservatezza necessaria. Sacerdote e fedele devono indossare sempre la mascherina.

*Cosa significa “contatto” con persone positive al nuovo coronavirus

Riguardo il divieto al luogo delle celebrazioni per chi ha avuto nei giorni precedenti contatti con persone positive al coronavirus  si sottolinea che per “contatto” va inteso un “contatto stretto” di un caso probabile o confermato, così come definito dalla Circolare del Ministero della salute del 9 marzo 2020, ovvero:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
  • un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
  • una persona che abbia viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Il collegamento epidemiologico può essere avvenuto entro un periodo di 14 giorni prima dell’insorgenza della malattia nel caso in esame.


Ultimissime del 22 maggio

Covid-19, le nuove bufale smentite dal ministero

L’azione del ministero della Salute per smentire le bufale circolanti in rete e sui social prosegue. Dal pulirsi la cute con la candeggina al bere etanolo o metanolo per proteggersi dal virus, dall’utilizzo dei condizionatori per abbassare la temperatura negli ambienti perchè il freddo inattiverebbe il virus al timore di infettarsi bevendo acqua potabile. Queste sono alcune delle nuove bufale smentite.

Di seguito l’elenco delle fake news confutate questa settimana sulla base delle evidenze scientifiche attualmente disponibili.

1. La barba espone ad un maggior rischio di infettarsi con il nuovo coronavirus
FALSO  La barba in sé non espone a un rischio maggiore di contrarre il nuovo coronavirus. Ovviamente va curata la sua igiene e va regolata la mascherina, quando la si indossa, in modo che aderisca bene al viso, ma non vi sono attualmente evidenze che tagliarsi la barba aiuti ad evitare il contagio da SARS-CoV-2. Le notizie diffuse a riguardo nelle ultime settimane nascono dall’affrettata interpretazione di un’infografica del 2017 del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americano, dedicata alla sicurezza sul lavoro, per il corretto utilizzo delle mascherine in generale. Le relative indicazioni del CDC si riferiscono all’uso corretto dei presidi medici, mettendo a confronto 36 tipologie di rasatura, 18 delle quali vengono sconsigliate perché potrebbero rendere inefficace il funzionamento della mascherina.
2. Per proteggermi dal nuovo coronavirus posso lavarmi le mani e/o altre parti del corpo che hanno toccato superfici esterne con la candeggina
FALSO Si raccomanda di non spruzzare o lavare parti del corpo con la candeggina perché l’ipoclorito di sodio può causare irritazioni e danni alla pelle e agli occhi ed esporre al rischio di inalazioni a concentrazioni nocive per la salute. La candeggina va utilizzata nella diluizione adeguata per disinfettare le superfici e non la pelle. E’ importante ricordare anche di tenere la candeggina fuori della portata dei bambini. Il modo migliore per proteggersi dal nuovocoronavirus è lavarsi le mani frequentemente con acqua e sapone, o con soluzioni a base alcolica, e rispettare le distanze di sicurezza.
3. Bere metanolo o etanolo protegge dall’infezione da nuovo coronavirus
FALSO Metanolo ed etanolo sono velenosi e possono provocare gravi danni all’organismo. Sono utilizzati in alcuni prodotti per la pulizia per eliminare il virus dalle superfici, ma non vanno ingeriti.
4. Il nuovo coronavirus è sensibile al freddo quindi per proteggersi in casa è bene accendere il condizionatore impostandolo sulla temperatura più bassa possibile.
FALSO  Non ci sono attualmente evidenze scientifiche che il freddo protegga dall’infezione da nuovo coronavirus.
5. L’acqua potabile può trasmettere il nuovo coronavirus
FALSO  I metodi convenzionali di trattamento dell’acqua che utilizzano filtrazione e disinfezione, come quelli della maggior parte dei sistemi municipali di acque potabili, sono efficaci nell’abbattimento del virus. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) evidenzia che non sono necessarie misure di prevenzione e controllo aggiuntive rispetto alle pratiche di gestione delle acque destinate al consumo umano già adottate in Europa.

Ultimissime del 21 maggio

Covid-19, i casi in Italia 

Lieve aumento di nuovi casi ma il trend generale rimane in discesa.
È quanto si rileva dai dati del monitoraggio sanitario sulla diffusione del nuovo coronavirus diffusi alle 18 del 20 maggio.L’incremento dei nuovi positivi è pari a 665.

Complessivamente i casi dall’inizio dell’emergenza sono 227.364, così divisi:

132282 guariti
62.752 attualmente positivi
32.330 deceduti (questo numero potrà essere confermato dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso).

Tra gli attualmente positivi:

52.452 sono in isolamento domiciliare
9.624 ricoverati con sintomi
376 in terapia intensiva.


Ultimissime del 20 maggio

Covid-19, Iss: rapporto su sanificazione di superfici, ambienti e abbigliamento

Il Rapporto “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento”, pubblicato il 15 maggio dall’Istituto superiore di sanità (ISS) sul suo sito istituzionale, fornisce indicazioni, basate sulle evidenze  a oggi disponibili, in tema di trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2, di sopravvivenza del virus su diverse superfici e di efficacia dei prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione/sanitizzazione dei locali. Le indicazioni contenute nel documento considerano anche l’impatto ambientale e i rischi per la salute umana connessi al loro utilizzo. Il Rapporto include anche indicazioni sul trattamento del tessile da effettuarsi in loco (sia abbigliamento in prova sia superfici non dure quali arredi imbottiti, tendaggi, ecc) e precisa i termini usati nell’ambito della disinfezione chiarendo la differenza tra disinfettante, sanificante, igienizzante per l’ambiente e detergente.

I prodotti che vantano un’azione disinfettante battericida, fungicida, virucida – sottolinea il Rapporto – o una qualsiasi altra azione tesa a distruggere, eliminare o rendere innocui i microrganismi tramite azione chimica, ricadono in due distinti processi normativi: quello dei Presidi Medico-Chirurgici (PMC) e quello dei biocidi. Tali prodotti, prima della loro immissione in commercio, devono essere preventivamente valutati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) (o altro organo tecnico-scientifico in ambito Nazionale) e autorizzati dalle Autorità Competenti degli stati membri dell’UE – per l’Italia il Ministero della Salute – sotto l’egida dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (European Chemicals Agency, ECHA).  I vari prodotti per la disinfezione che possono vantare proprietà nei confronti dei microorganismi, sono diversi dai detergenti e dagli igienizzanti con i quali, pertanto, non vanno confusi. Per questi ultimi, che non possono vantare azione disinfettante, non è prevista alcuna autorizzazione anche se devono essere conformi alla normativa sui detergenti (igienizzanti per gli ambienti) o sui prodotti cosmetici (igienizzanti per la cute).

Di seguito una sintesi delle distinzioni tra i vari termini.

  • Sanificazione: è un “complesso di procedimenti e operazioni” di pulizia e/o disinfezione e comprende il mantenimento della buona qualità dell’aria anche con il ricambio d’aria in tutti gli ambienti.
  • Disinfezione: è  un trattamento per abbattere la carica microbica di ambienti, superfici e materiali e va effettuata utilizzando prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) autorizzati dal Ministero della Salute. Questi prodotti devono obbligatoriamente riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione.
  • Igienizzazione dell’ambiente: è l’equivalente di detersione ed ha lo scopo di rendere igienico, ovvero pulire l’ambiente eliminando le sostanze nocive presenti. I prodotti senza l’indicazione dell’autorizzazione del ministero della Salute che riportano in etichetta diciture sull’attività ad es. contro germi e batteri, non sono prodotti con attività disinfettante dimostrata ma sono semplici detergenti per l’ambiente (igienizzanti).
  • Detersione: consiste nella rimozione e nell’allontanamento dello sporco e dei microrganismi in esso presenti, con conseguente riduzione della carica microbica. La detersione e un intervento obbligatorio prima di disinfezione e sterilizzazione, perché lo sporco è ricco di microrganismi che vi si moltiplicano attivamente ed è in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti.
  • Pulizia: per la pulizia si utilizzano prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente – i due termini sono equivalenti – che rimuovono lo sporco mediante azione meccanica o fisica.
  • Sterilizzazione: processo fisico o chimico che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore.

Riguardo la stabilità nel tempo del virus SARS-CoV-2 su differenti superfici il rapporto fornisce una tabella di immediata fruizione dalla quale si evidenzia che sulla carta  da stampa e velina  le particelle virali infettanti sono state rilevate fino a 30 minuti dalla contaminazione; dopo 3 ore non sono più state rilevate. Sul tessuto, invece  la presenza di tali particelle è risultata più duratura nel tempo: sono state rilevate fino a 1 giorno dalla contaminazione e non più rilevate dopo 2 giorni. Su banconote e vetro la presenza delle particelle virali infettanti è stata rilevata fino a 2 giorni dopo la contaminazione; non più rilevata dopo 4 giorni. Più lungo  l’intervallo di tempo su  acciaio inox e plastica: le particelle virali infettanti sono state rilevate, infatti, fino a 4 giorni dalla contaminazione; non più rilevate dopo 7 giorni.  Testata anche la presenza delle particelle virali infettanti sulle mascherine chirurgiche: nello strato interno le particelle sono state rilevate fino a 4 giorni dalla contaminazione, dopo 7 giorni non sono state più rilevate; nello strato esterno invece le particelle virali sono risultate presenti fino a 7 giorni dalla contaminazione.


Ultimissime del 19 maggio

Report monitoraggio, Speranza: “Strumento fondamentale per la gestione della Fase 2”

Il sistema di monitoraggio, introdotto con il decreto del ministero della Salute del 30 aprile 2020, sui dati epidemiologici e sulla capacità di risposta dei servizi sanitari regionali è “uno strumento fondamentale per la gestione della fase 2“, ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza in un video messaggio. “Se dovessero esserci segnali di allarme – ha spiegato il ministro – i decisori politici a livello nazionale e regionale saranno in grado di intervenire nel più breve tempo possibile”. Le restrizioni del lockdown “ci consegnano un quadro positivo”, commenta Speranza. Il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in un secondo intervento video ha specificato che “in gran parte del Paese la circolazione del virus è molto contenuta”, sebbene ci siano ancora “diversi focolai dove è importante mantenere alta l’attenzione”.

Di seguito, i punti chiave del monitoraggio relativo alla settimana 4-10 maggio, elaborato dalla cabina di regia costituita da ministero della Salute, Istituto superiore di sanità Regioni.

1. Disponibilità dei dati

Dall’inizio dell’implementazione del sistema di monitoraggio della fase 2 la disponibilità dei dati utili alla compilazione degli indicatori che classificano l’aumento di trasmissione, l’attuale impatto di Covid-19 sui servizi assistenziali e la resilienza dei servizi sanitari territoriali nel caso di una recrudescenza dell’epidemia da Covid-19 nel breve termine è molto migliorata grazie all’invio rapido di dati da parte delle Regioni e delle Province autonome.

2. Valutazione relativa all’aumento di trasmissione ed attuale impatto di Covid-19 sui servizi assistenziali

  • Valutabile in tutte le Regioni/PPAA. Permangono alcune fragilità nella settimana dal 4 al 10 maggio 2020, per la completezza dei dati in 4 Regioni/PPAA, che tuttavia pur non raggiungendo il valore soglia del 50% della completezza della disponibilità dei dati sulla data dell’inizio sintomi hanno raggiunto almeno il 30% permettendo quindi una valutazione dell’aumento di trasmissione ed attuale impatto di Covid-19 sui servizi assistenziali.
  • Classificazione bassa (livello 2) in 18 Regioni/PA (bassa probabilità di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali.

– 10 Regioni/PPAA con incidenza settimanale bassa e intermedia-bassa in cui il lock-down ha impedito il diffondersi dell’infezione

– 8 Regioni /PPAA ad incidenza alta e intermedia-alta con una situazione complessa ma controllata

In 6 Regioni si segnala una situazione epidemiologica in evoluzione e fluida per la presenza di focolai di trasmissione da monitorare con attenzione.

  • Classificazione moderata (livello 3)
  1. In Molise, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata/alta di aumento di trasmissione e un basso impatto sui servizi assistenziali) dovuto ad un nuovo focolaio di trasmissione attualmente in fase di controllo che ha prodotto un aumento nel numero di casi nella scorsa settimana. Questo si potrà riflettere in un aumento nella stima di Rt nelle prossime settimane.
  2. In Umbria, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata/alta di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali) per un aumento nel numero di casi ed un Rt >1 seppur in un contesto ancora con una ridotta numerosità di casi segnalati e che pertanto non desta una particolare allerta.
  3. In Lombardia, la classificazione settimanale è moderata (bassa probabilità di aumento di trasmissione e un moderato/alto impatto sui servizi assistenziali) ma si assiste a una riduzione dei segnali di sovraccarico dei servizi sanitari. In questa regione rimane elevato il numero di nuovi casi segnalati ogni settimana seppur in diminuzione.
  • Interpretazione:

Una classificazione bassa relativa alla valutazione dell’aumento di trasmissione e attuale impatto di Covid-19 sui servizi assistenziali nella maggior parte delle Regioni/PPAA è attesa, considerando che riflette la situazione epidemica di circa 2-3 settimane fa (quando i casi segnalati nella settimana 4-10 maggio 2020 si sono infettati), e quindi nella fase conclusiva di un periodo prolungato di “lockdown”.

Si segnalano situazioni di gestione complessa in alcune Regioni ad alta incidenza, che presentano contesti con una situazione epidemiologica molto fluida ma al momento controllata.

Nella settimana 4-10 maggio 2020, la regione Molise è passata da una classificazione bassa a moderata a causa di un focolaio di trasmissione identificato sul territorio e attualmente in fase di controllo, senza segnali di sovraccarico delle strutture assistenziali. La regione Umbria ha anche presentato segnali, meno preoccupanti, di aumento dei casi di infezione in un contesto a bassa incidenza.

3. Resilienza dei servizi sanitari territoriali

  • Sono valutabili nella settimana 0 solo gli indicatori che non prevedono in soglia una valutazione di trend e quindi la resilienza presentata è soggetta a rivalutazione e maggiore consolidamento nelle prossime settimane. La disponibilità di dati sul tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento è in aumento e la valutazione di questo indicatore opzionale sarà inclusa nella prossima rilevazione settimanale.
  • Sono state identificate allerte in alcune Regioni/PPAA che suggeriscono un ulteriore rafforzamento della resilienza dei servizi sanitari territoriali per prepararsi a gestire in modo tempestivo ed efficace un eventuale aumento di casi di infezione nel breve termine.

Conclusione

  • Le misure di lock-down in Italia hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da Covid-19 sul territorio nazionale pur in un contesto di persistente trasmissione diffusa del virus con incidenza molto diversa nelle 21 Regioni/PPAA.
  • Permangono segnali di trasmissione con focolai nuovi segnalati che descrivono una situazione epidemiologicamente fluida in molte regioni italiane. Questo richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico.
  • È necessario un rapido rafforzamento dei servizi territoriali per la prevenzione e la risposta a Covid-19 per fronteggiare eventuali recrudescenze epidemiche durante la fase di transizione.

Ultimissime del 18 maggio

Fase 2, Governo vara nuovo Dpcm su riaperture

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno firmato il nuovo DPCM che disciplina il via libera alla riapertura della maggior parte delle attività commerciali e consente libertà di spostamento all’interno della propria Regione Il testo fissa nel dettaglio il nuovo quadro di convivenza con la pandemia che resta comunque di emergenza e segnata dalla presenza del coronavirus che, seppur in misura sempre minore, è ancora presente e continua a produrre nuove infezioni, con oltre 10mila persone ancora ricoverate con sintomi.

Allegati al Dpcm molti documenti, a partire dai diversi protocolli siglati con le varie fedi religiose per la riapertura dei luoghi pubblici di culto e poi i protocolli per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per il trasporto pubblico, per i viaggi in areo e in nave. E infine il dettaglio delle misure che le attività commerciali e le altre attività che riapriranno a partire dal 18 maggio dovranno seguire.

Consulta dal sito del Governo:


Ultimissime del 17 maggio

Fase 2, nuovo decreto sulle riaperture: ecco cosa prevede

Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto legge che introduce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il decreto delinea il quadro normativo nazionale all’interno del quale, dal 18 maggio al 31 luglio 2020, con appositi decreti od ordinanze, statali, regionali o comunali, potranno essere disciplinati gli spostamenti delle persone fisiche e le modalità di svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali.

Spostamenti

NELLA STESSA REGIONE

A partire dal 18 maggio, gli spostamenti delle persone all’interno del territorio della stessa regione non saranno soggetti ad alcuna limitazione. Lo Stato o le Regioni, in base a quanto previsto dal decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, potranno adottare o reiterare misure limitative della circolazione all’interno del territorio regionale relativamente a specifiche aree interessate da un particolare aggravamento della situazione epidemiologica.

TRA REGIONI DIVERSE

Fino al 2 giugno restano vietati gli spostamenti, con mezzi di trasporto pubblici e privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente ci si trova, così come quelli da e per l’estero, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute; resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

A decorrere dal 3 giugno, gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali adottati ai sensi dell’articolo 2 del decretolegge 25 marzo 2020, n. 19, in relazione a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree.

DA E PER L’ESTERO

Tali norme varranno anche per gli spostamenti da e per l’estero, che potranno essere limitati solo con provvedimenti statali anche in relazione a specifici Stati e territori, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea e degli obblighi internazionali. Saranno comunque consentiti gli spostamenti tra la Città del Vaticano o la Repubblica di San Marino e le regioni confinanti.

DIVIETO DI MOBILITA’ PER CHI È IN QUARANTENA

È confermato il divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena per provvedimento dell’autorità sanitaria in quanto risultate positive al virus Covid-19, fino all’accertamento della guarigione o al ricovero in una struttura sanitaria o altra struttura allo scopo destinata. La quarantena precauzionale è applicata con provvedimento dell’autorità sanitaria ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di soggetti positivi al virus Covid-19 e agli altri soggetti indicati con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legge n.19 del 2020.

DIVIETO DI ASSEMBRAMENTI

Resta vietato, l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

FUNZIONI RELIGIOSE

Le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni, contenenti le misure idonee a prevenire il rischio di contagio.

Attività economiche, produttive e sociali

A partire dal 18 maggio, le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale. Le misure limitative delle attività economiche e produttive possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti statali emanati ai sensi dell’articolo 2 del decreto legge n. 19 del 2020 o, nelle more di tali provvedimenti, dalle Regioni.

MONITORAGGIO REGIONALE

Per garantire lo svolgimento in condizioni di sicurezza delle attività economiche, produttive e sociali, le regioni monitorano con cadenza giornaliera l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e, in relazione a tale andamento, le condizioni di adeguatezza del sistema sanitario regionale. I dati del monitoraggio sono comunicati giornalmente dalle regioni al ministero della Salute, all’Istituto superiore di sanità e al Comitato tecnico-scientifico. In relazione all’andamento della situazione epidemiologica sul territorio, la singola regione, informando contestualmente il ministro della Salute, può introdurre misure derogatorie, ampliative o restrittive, rispetto a quelle disposte a livello statale.

Sanzioni

Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida regionali o, in assenza, nazionali, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensionedell’attività economica o produttiva fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’articolo 650 del codice penale (“Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità”), le violazioni delle disposizioni del decreto, o dei decreti e delle ordinanze emanati per darne attuazione, sono punite con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legge 25 marzo 2020 n.19, che prevede il pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000, aumentata fino a un terzo se la violazione avviene mediante l’utilizzo di un veicolo.

Nei casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. Ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, l’autorità procedente può disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni, eventualmente da scomputare dalla sanzione accessoria definitivamente irrogata, in sede di sua esecuzione. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.


Ultimissime del 16 maggio

Covid-19, i casi in Italia 15 maggio ore 18

Continua il trend generale in discesa dei nuovi positivi.
È quanto si rileva dai dati del monitoraggio sanitario sulla diffusione del nuovo coronavirus diffusi alle 18 del 15 maggio.

L’incremento dei nuovi positivi è pari a 789.

Complessivamente i casi dall’inizio dell’emergenza sono 223.885, così divisi:

  • 120.205 guariti
  • 72.070 attualmente positivi
  • 31.610 deceduti (questo numero potrà essere confermato dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso)

Tra gli attualmente positivi:

  • 60.470 sono in isolamento domiciliare
  • 10.792 ricoverati con sintomi
  • 808 in terapia intensiva


Ultimissime del 15 maggio

“Rilancio salute”: per un Ssn più forte e più vicino. Il video del ministro Speranza

“Con i tre miliardi e 250 milioni di euro per la sanità stabiliti nel decreto rilancio si potrà rafforzare in maniera profonda e duratura il nostro Servizio sanitario nazionale. Tante cose contano, ma avere un Ssn di qualità è la cosa che conta di più. Poter vivere in un Paese in cui se stai male non conta quanti soldi hai, non conta di chi sei figlio, non conta in che territorio vivi ma hai diritto a essere curato, penso che sia il valore più straordinario che dobbiamo tutti saper riconoscere e difendere con ogni energia”. È il messaggio che il ministro della Salute, Roberto Speranza, rivolge ai cittadini in un video appena pubblicato, per illustrare nel dettaglio i provvedimenti per la sanità contenuti del decreto rilancio varato ieri sera a Palazzo Chigi.

Di seguito le misure per il rilancio della salute.

TERRITORIO – 1.256 MILIONI

ASSISTENZA DOMICILIARE

Verranno implementate sul territorio, con personale dedicato, le azioni terapeutiche e assistenziali domiciliari. L’assistenza ai pazienti al di sopra dei 65 anni di età passerà dagli attuali 610.741 soggetti, pari al 4% della popolazione over 65, a 923.500 unità, pari al 6,7%. Un tasso che porta l’Italia al di sopra della media OCSE, attualmente del 6%. Raddoppiati i servizi per la popolazione al di sotto dei 65 anni: si andrà dagli attuali 69.882 assistiti a domicilio, pari allo 0,15% della popolazione under 65, a 139.728, pari allo 0,3%. Risorse stanziate per personale e servizi 733.969.086 euro.

RETE TERRITORIALE E USCA

Verrà potenziata l’attività di sorveglianza attiva in tutte le Regioni e le Province autonome a cura dei Dipartimenti di prevenzione, in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Viene disposto l’incremento dei controlli nelle residenze sanitarie assistite (RSA), anche attraverso la collaborazione di medici specialisti. Sul territorio, sarà aumentata la funzionalità delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA), deputate al supporto dei servizi di assistenza domiciliare, anche reclutando al loro interno medici specialisti ambulatoriali convenzionati. Risorse stanziate per personale e servizi 61.000.000 euro.

L’INFERMIERE DI QUARTIERE

Previsto il rafforzamento dei servizi infermieristici territoriali, per potenziare l’assistenza domiciliare integrata ai pazienti in isolamento domiciliare e ai soggetti cronici, disabili, con disturbi mentali o in situazioni di fragilità. A questo fine viene introdotta la figura dell’infermiere di quartiere, 9.600 nuovi infermieri, 8 ogni 50mila abitanti, anche a supporto delle Unità speciali di continuità assistenziale (USCA). Risorse stanziate per le nuove assunzioni 332.640.000 euro. Si aumenta anche, con 10 milioni di euro, la disponibilità del personale infermieristico a supporto degli studi di medicina generale, per fronteggiare l’emergenza.

MONITORAGGIO DOMICILIARE

Per una maggiore sorveglianza sanitaria domiciliare verrà potenziato il monitoraggio, anche attraverso l’uso di app di telefonia mobile. Tutto ciò permetterà di coordinare al meglio i servizi d’assistenza necessari ai pazienti, che riceveranno in dotazione anche i saturimetri per misurare i livelli di ossigenazione, e di individuare subito un eventuale peggioramento clinico di un assistito a domicilio o in una residenza alberghiera, mettendo in moto una tempestiva ospedalizzazione. A tal fine, saranno attivate centrali operative regionali, dotate di apposito personale e di apparecchiature per il telemonitoraggio e telemedicina. Risorse stanziate per personale, infrastrutture e strumentazioni 72.271.204 euro.

ASSISTENTI SOCIALI

Per la valutazione complessiva dei bisogni dei pazienti e l’integrazione con i servizi socio-sanitari, le Unità speciali di continuità assistenziale (USCA) saranno integrate dalla figura degli assistenti sociali regolarmente iscritti all’albo professionale. Risorse stanziate 14.256.000 di euro.

STRUTTURE TERRITORIALI DI ISOLAMENTO

Laddove per applicare le misure di isolamento domiciliare e di quarantena, o per ospitare pazienti dimessi dagli ospedali, sia necessario disporre temporaneamente di immobili alternativi al domicilio privato, Regioni e province potranno stipulare contratti d’affitto con strutture alberghiere o di tipologia analoga. Verranno stanziati fondi per infermieri, operatori tecnici assistenziali, sanificazione, formazione del personale alberghiero, lavanderia, manutenzione delle strutture. Risorse stanziate 32.497.693 euro.

OSPEDALI – 1.467 MILIONI

COVID-HOSPITAL

Verrà incrementata e resa stabile la realizzazione di Covid-Hospital, un pezzo fondamentale nella strategia contro il virus, dal momento che gli ospedali misti facilmente moltiplicano il contagio. Saranno strutture ad alto valore aggiunto in termini di innovazione, tecnologia e competenze, dedicati esclusivamente ai pazienti Covid-19. Che saranno curati da personale adeguatamente formato, all’interno di spazi strutturalmente distinti.

TERAPIE INTENSIVE E OSPEDALI MOBILI

Vengono consolidati stabilmente 3.500 posti in più in terapia intensiva. Si passa da un numero di 5.179 (pre-emergenza) a 8.679, con un incremento del 70%. A questi si aggiunge la predisposizione alla terapia intensiva, con la sola implementazione di ventilazione meccanica e monitoraggio, di 2.112 posti letto di terapia semintensiva. Inoltre, si aggiungono 300 posti letto di terapia intensiva suddivisi in 4 strutture movimentabili, pronte per essere allestite in breve tempo nelle zone ad accresciuto fabbisogno. Questo porta la disponibilità di terapie intensive a 11.091 posti letto di terapia intensiva, + 115% rispetto alla disponibilità in pre-emergenza.

TERAPIE SEMINTENSIVE

Si incrementano stabilmente su tutto il territorio nazionale anche 4.225 posti letto di terapia semintensiva, di cui, come detto, il 50% prontamente convertibile in terapia intensiva. Potranno, cioè, essere trasformati immediatamente in vere e proprie postazioni di rianimazione con la sola integrazione di apparecchiature di ventilazione e monitoraggio.

PRONTO SOCCORSO

Tutti i pronto soccorso e DEA verranno ristrutturati e riorganizzati, prevedendo la separazione delle strutture, l’acquisto di attrezzature, la creazione di percorsi distinti per i malati Covid-19 e di aree di permanenza per i pazienti in attesa di diagnosi.

COVID-AMBULANCE

Verranno acquistati mezzi di soccorso H24 ad alto biocontenimento, da utilizzare per trasferimenti di pazienti Covid-19, per dimissioni protette o per trasporti interospedalieri. Prevista anche la dotazione di personale dedicato con medico, infermiere e autista/barelliere.

PERSONALE – 526 MILIONI

INCENTIVI AL PERSONALE SSN

Previsto l’incremento delle risorse per straordinari del personale ospedaliero, indennità contrattuali, produttività e risultato. Risorse stanziate 190.000.000 euro.

RISORSE PER ULTERIORI ASSUNZIONI

Stanziati altri 241.000.000 euro da destinare a ulteriori assunzioni in ambito ospedaliero e SSN.

FORMAZIONE

Previsto un incremento di 4.200 borse di specializzazione in area medica. In particolare, saranno aumentate le borse in anestesia e rianimazione, medicina d’urgenza, pneumologia, malattie infettive e loro specialità equipollenti.


Ultimissime del 14 maggio

Covid-19, da Inail e Iss un documento con le indicazioni per parrucchieri ed estetiste

Arriva da Inail e Iss il documento tecnico congiunto sulle misure contenitive del contagio da nuovo coronavirus che fornisce indicazioni per lo svolgimento delle attività di parrucchiere ed estetista.

Dal parrucchiere si potrà andare solo previa prenotazione e avendo cura di indicare il trattamento che si intende effettuare, per evitare di allungare i tempi di attesa. Le postazioni dovranno essere alternate, al fine di garantire una distanza di almeno due metri tra l’una e l’altra. I trattamenti estetici potranno essere effettuati in cabine chiuse. Vietati sauna, bagno turco e vasca idromassaggio. Gli ambienti dovranno essere sanificati ogni giorno.

Queste sono  le prime indicazioni da seguire in vista della riapertura dei servizi di cura della persona, riportate nel documento “Ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della cura della persona: servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici” approvato il 12 maggio 2020 dal Comitato tecnico scientifico, istituito presso la Protezione Civile.

Il documento è diviso in due parti. La prima è dedicata a un’analisi di contesto del settore dei servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici, mentre la seconda contiene le ipotesi di misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione oltre a semplici regole per il contenimento del contagio.

Di seguito una sintesi delle indicazioni.

  • Le attività devono svolgersi esclusivamente su prenotazione durante la quale bisogna già indicare il tipo di trattamento richiesto in modo da ottimizzare i tempi di attesa
  • Devono essere previste aree per le fasi di attesa tecnica, come la messa in posa del colore e barriere separatorie in particolare per le aree di lavaggio
  • E’ necessario inoltre prevedere una distanza minima di almeno 2 metri utilizzando postazioni alternate e sanificare ogni giorno gli ambienti
  • L’uso delle mascherine è obbligatorio sia da parte del personale sia da parte del cliente a partire dall’ingresso nel locale
  • Nei centri estetici bisogna prevedere trattamenti alternativi a quelli che abitualmente prevedono l’uso del vapore, così come sono vietati sauna, bagno turco e vasca idromassaggio.
  • Durante i trattamenti estetici i pannelli delle cabine devono essere chiusi
  • Tutte le apparecchiature devono essere disinfettate con detergenti idroalcolici o a base di cloro
  • E’ fondamentale garantire la turnazione tra i lavoratori e la loro formazione sull’uso dei DPI
  • Per la cura della barba e del viso sono consigliate oltre alle mascherine chirurgiche anche le visiere o schermi facciali.
  • Per quanto riguarda i locali è consigliato tenere le porte aperte e ed eliminare gli impianti di ricircolo sia di riscaldamento che di raffrescamento.

Ultimissime del 13 maggio

Covid-19, Oms: dopo fine lockdown in Corea, Cina e Germania aumentano i contagi: c’è di che riflettere

“Nel weekend – ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus – abbiamo visto i segni delle sfide che potrebbero presentarsi con la fine delle misure di lockdown: in Corea del Sud, bar e club sono stati chiusi nuovamente, a Wuhan è stato identificato il primo gruppo di casi di coronavirus da quando è stato revocato il blocco e anche la Germania ha riportato un aumento dei casi dopo l’allentamento delle restrizioni. Fortunatamente tutti e tre i Paesi dispongono di sistemi per rilevare e rispondere a una recrudescenza dei casi“.

Questa la riflessione dell’Oms sul rischio che un allentamento delle misure potrebbe provocare su una ripresa dei contagi.

Proprio a causa dell’aumento dei contagi registrato negli ultimi giorni la Corea del Sud – che secondo i dati della Johns Hopkins University registra ad oggi 10.936 contagi con 258 morti – ha procrastinato l’apertura delle scuole di una settimana.La decisione è stata annunciata, secondo fonti Ansa, dal viceministro dell’Educazione Park Baeg-beom, e sarebbe maturata a causa dell’aumento delle infezioni da Covid-19 degli ultimi giorni, alimentate dal super diffusore di 29 anni che, frequentando i locali della movida di Seul a Itaewon nel weekend del Primo Maggio, avrebbe finora contagiato 94 persone, dopo che a Seul erano stati dichiarati zero casi il 30 aprile scorso.

L’aumento dei contagi registrato in Russia modifica la classifica dei Paesi più colpiti dall’epidemia nel mondo. L’Italia scende al quinto posto. Di seguito il dettaglio di contagi e decessi della classifica dei primi cinque paesi nel mondo secondo i dati della Johns Hopkins University.

Al primo posto per numero di contagi ci sono gli Stati uniti con 1.347.936 casi e 80.684 morti (+ 18.137 contagi e + 1.156 morti rispetto a ieri), seguiti dalla Russia che oggi registra 232.243 e 2.116 morti. Al terzo posto la Spagna con 227.436 e 26.744 morti (+3.086 contagi e + 123 morti rispetto a ieri) davanti al Regno Unito che registra 224.332 casi e 32.141 morti (+3.883 contagi e + 211 morti rispetto a ieri). Al quinto posto l’Italia con i 219.814 contagi e 30.739 morti registrati l’11 maggio (+744 contagi e + 179 morti in più rispetto al 10 maggio).

(In collaborazione con Ansa)    


Ultimissime del 12 maggio

Richiesta di offerta per Test molecolari SARSCoV-2

È partita oggi e si concluderà fra sette giorni, lunedì 18 maggio, la “Richiesta di Offerta” per Test molecolari SARS-CoV-2 promossa dal Commissario Straordinario per l’emergenza Covid.

L’obiettivo è di acquisire la massima quantità di Kit disponibili, comprensivi di “reattivi e di tutti gli strumenti necessari all’effettuazione dei test molecolari su tamponi delle vie respiratorie per la ricerca molecolare del SARS-CoV-2”.

In particolare, la Richiesta di offerta è finalizzata all’approvvigionamento di tre diverse tipologie di test:

  • test molecolari rapidi. “Trattasi di sistemi molecolari rapidi e di semplice utilizzo, ideali per l’applicazione a situazioni che richiedono risultati urgenti, e potenzialmente compatibili con una periferizzazione delle attività” (POCR)Q.”
  • test molecolari automatizzati. “Trattasi di sistemi automatizzati ad elevata processività, ideali per laboratori ad alto contenuto tecnologico, capaci di coprire tutte le fasi del processo analitico: caricamento del campione, estrazione, amplificazione e lettura del risultato”;
  • test molecolari compositi ( con estrazione separata dall’amplificazione). “Trattasi di sistemi compositi, in cui le due principali fasi del processo (estrazione ed amplificazione) sono separate, e possono essere realizzate con varie combinazioni delle stesse”.

Le imprese, italiane o estere, interessate potranno presentare le proprio offerte registrandosi sulla piattaforma di gestione degli acquisti del Commissario Straordinario per l’emergenza Coronavirus. Una volta registrata ciascuna impresa riceverà la richiesta di offerta direttamente dal portale.

e  inoltre

Domanda – Devo effettuare uno spostamento giustificato dai motivi previsti dal decreto, ma non avendo la possibilità di disporre ovvero di condurre un mezzo privato, posso farmi accompagnare da una terza persona?
Risposta – Sì. Nel caso in cui non si disponga di un mezzo privato ovvero non si abbia la patente di guida o non si sia autosufficienti è consentito farsi accompagnare da un parente o una persona incaricata di tale trasporto da e verso la propria abitazione, anche tenuto conto dell’esigenza di limitare quanto più possibile l’utilizzo di mezzi pubblici e comunque nel rispetto di quanto previsto per l’utilizzo dei mezzi privati (vedi faq precedente). Nel rispetto di tali condizioni, anche lo spostamento dell’accompagnatore è giustificato. Resta inteso che la giustificazione di tutti gli spostamenti ammessi, così come la condizione di convivenza tra gli occupanti il veicolo, in caso di eventuali controlli, possono essere fornite nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione, ove l’agente operante ne faccia richiesta (la condizione di convivenza esime dal rispetto della distanza).


Ultimissime dell’11 maggio

La situazione in Italia: 10 maggio 2020, ore 18.00

ATTUALMENTE POSITIVI
83324
DECEDUTI
30560
GUARITI
105186

Dati 10 maggio, ore 18

Sono 219.070 i casi totali dall’inizio della pandemia:

  • 83.324 persone attualmente positive
  • 30.560 deceduti
  • 105.186 guariti.

Variazioni rispetto al precedente bollettino:

  • + 802 nuovi casi positivi
  • + 165 deceduti
  • + 2.155 guariti

Tra i 83.324 attualmente positivi (– 1518):

  • 68.679 si trovano in isolamento domiciliare (– 1.295)
  • 13.618 ricoverati con sintomi (– 216)
  • 1.027  in terapia intensiva (– 7)

Sono 2.565.912 (+ 51.678) i tamponi effettuati

Provincia per provincia a questo link la situazione relativa alla diffusione del corona virus

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_notizie_4719_1_file.pdf

 

 


Ultimissime del 10 maggio

Brusaferro (Iss): “La curva continua a decrescere, ma il virus non è cambiato: rispettate le regole di prevenzione”

“La curva dell’epidemia sta decrescendo, stiamo andando verso un numero più basso dei casi in tutte le regioni, compresa la Lombardia”. Ad affermarlo il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Silvio Brusaferro, in apertura della conferenza stampa settimanale di oggi sull’evoluzione della pandemia di Covid-19. È presto però per valutare l’impatto del rilassamento del lockdown iniziato il 4 maggio. “Solo nella prossima settimana sarà possibile avere i dati relativi all’andamento dei casi nei primi giorni della fase 2” ha detto Brusaferro. Tutti noi con i nostri comportamenti possiamo contribuire a contenere la diffusione dell’epidemia, mantenendo la distanza fisica dagli altri e lavandoci spesso le mani. “Il virus non è cambiato – ha rimarcato il presidente dell’Iss -, ha le stesse caratteristiche e la stessa modalità di trasmissione che aveva nella fase 1, perciò violare le regole di comportamento per la prevenzione del contagio potrebbe facilitare la circolazione”.

Nell’88% dei casi Covid-19 è la prima causa di morte 

Sulla base delle 2417 schede di decesso analizzate finora (il 9 per cento del totale), emerge che l’infezione da SarsCoV2 rappresenta la prima causa di morte nell’88,2 per cento dei casi (2133). Mentre nel resto dei pazienti deceduti, l’infezione si è sovrapposta ad altre patologie (soprattutto tumori, cardiopatie ischemiche, malattie cerebrovascolari, malattie croniche delle basse vie respiratorie, ipertensione e diabete).

Metodologia per la valutazione del rischio in fase di transizione

Il presidente dell’Iss ha poi descritto gli algoritmi per la valutazione dell’andamento delle infezioni nel Paese (disponibili nelle slide in allegato). “Si tratta di indicatori di processo, che rappresentano la capacità di gestire determinate attività nel contesto regionale e nazionale, e di risultato – ha spiegato Brusaferro -. Dall’analisi settimanale della cabina di regia tra ministero della Salute, Iss e Regioni si potranno quindi fare ragionamenti per decidere le misure successive”.

Il rapporto sulla mortalità Istat-Iss

Sono state 25.354 le morti in più registrate dall’Istat dal 20 febbraio al 31 marzo 2020, pari al 39 per cento in più rispetto alla media 2015-19 dello stesso periodo. “Poco più della metà sono attribuibili a Covid diagnosticato” ha dichiarato il presidente dell’Istat, Giancarlo Blangiardo, presente anche lui alla conferenza stampa. I dati riguardano 6.866 Comuni italiani su un totale di quasi 8mila. Per maggiori informazioni leggi il rapporto Istat-Iss.

Covid-19 nella popolazione di nazionalità straniera in Italia

Dall’inizio dell’epidemia al 22 Aprile sono stati diagnosticati e notificati al sistema di sorveglianza 6.395 casi (il 5,1 per cento del totale) attribuibili a individui di nazionalità straniera. “In linea di massima si può confutare l’ipotesi di una differenza di rischio fra stranieri e italiani” ha sottolineato Giovanni Rezza, appena nominato nuovo direttore generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute. La minore incidenza dell’infezione nella popolazione straniera e la notifica dei casi ritardata rispetto a quella negli italiani (come riportato nelle slide in allegato) “potrebbero riflettere un ridotto o ritardato accesso ai tamponi per la diagnosi”, ha commentato Rezza, che spiegherebbe “il maggior rischio di ospedalizzazione e di ricovero in terapia intensiva osservato tra i casi stranieri”. Il direttore ha infine chiarito che essendo “l’analisi preliminare” per ora queste sono soltanto “ipotesi da interpretare con cautela”.


Ultimissime dell’8/9 maggio

Fase 2: lo spot del ministero della Salute per l’uso corretto delle mascherine

L’uso della mascherina è una precauzione per proteggere la nostra salute e quella degli altri che ci accompagnerà anche per questa fase 2. Un video spot del ministero della Salute, in onda sui canali tv e radio della Rai e sulle reti Mediaset, spiega quando indossarla e come usarla in sicurezza.

Segui queste semplici regole.

  • Lava le mani prima di indossare la mascherina e utilizza gli elastici o le stringhe senza toccare la parte centrale.
  • Copri bene bocca, naso e mento.
  • Dopo averla tolta (senza toccare la parte centrale), lavati subito le mani.

La mascherina va indossata in tutti i luoghi chiusi e accessibili al pubblico e all’aperto quando non siamo sicuri di poter mantenere la distanza di almeno un metro da altre persone.

Si ricorda che l’uso della mascherina non sostituisce il rispetto delle regole di distanziamento sociale e igiene delle mani.

 


Ultimissime del 7 maggio

Fase 2, mezzi pubblici: le raccomandazioni per i viaggiatori

Con la ripresa della mobilità, dopo l’allentamento del lockdown, un numero maggiore di persone si sta spostando con i mezzi pubblici. L’intero sistema di trasporto pubblico, secondo l’Inail, deve essere considerato un contesto a rischio di aggregazione medio-alto, con possibilità di rischio alto nelle ore di punta, soprattutto nelle aree metropolitane ad alta urbanizzazione. Ragion per cui, nell’attuale situazione di persistente circolazione di SarsCoV2, è necessario che i passeggeri quando usano bus, tram, metro o treni rispettino alcune regole fondamentali per evitare il contagio e proteggere la salute di tutti. Eccole.

1. SALUTE

Non usare il trasporto pubblico in presenza di sintomi di infezioni respiratorie acute (febbre, tosse, raffreddore)

2. BIGLIETTI

Acquistare, se possibile, i biglietti in formato elettronico online o tramite app

3. SEGNALETICA

Seguire la segnaletica e i percorsi indicati nelle stazioni o alle fermate

4. DISTANZA

Mantenere sempre la distanza di almeno un metro durante tutte le fasi del viaggio

5. SPOSTAMENTI

Utilizzare le porte di accesso ai mezzi indicate per la salita e la discesa

6. POSTI

Sedersi solo nei posti consentiti mantenendo il distanziamento dagli altri occupanti

7. CONDUCENTE

Evitare di avvicinarsi o di chiedere informazioni al conducente

8. MANI

Durante il viaggio indossare guanti monouso e fare attenzione a non toccarsi il viso

9. MASCHERINE

Indossare una mascherina per la protezione del naso e della bocca


Ultimissime del 6 maggio

Covid-19, 7 passi per vivere consapevolmente la “fase 2” dell’emergenza

In questo momento storico, estremamente complesso, da un punto di vista sia sanitario che psicologico, tutti noi siamo impegnati ad affrontare una fase di ristrutturazione dei rapporti sociali, lavorativi e personali. La salute assume un ruolo chiave e mai come oggi è il risultato di un’azione collettiva.
È, quindi, fondamentale acquisire la consapevolezza che i propri comportamenti possono avere conseguenze dirette e indirette sul benessere di ognuno di noi.

Ecco i 7 passi per essere consapevol-mente “in salute”:

  1. Agisci con responsabilità – Le raccomandazioni, come il distanziamento fisico e l’uso delle mascherine, sono utili per tutelarci da un rischio di ripresa dell’epidemia e per non rendere vani gli sforzi che abbiamo fatto finora. Proteggi la tua salute e quella di chi ti circonda agendo con responsabilità.
  2. Sii protagonista della ripresa  – In questo momento risulta fondamentale condividere buone pratiche di prevenzione e comportamenti (rispetto delle distanze, uso di guanti e mascherine, sani stili di vita) che possano essere d’esempio e rappresentare un contagio positivo
  3. Seleziona le giuste informazioni – È importante possedere le giuste informazioni, verificando l’affidabilità delle fonti (es. Organizzazione Mondiale della Sanità, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità) per costruire un sapere condiviso e contribuire alla diffusione di notizie attendibili.
  4. Collabora con le Istituzioni – Avere fiducia nelle Istituzioni significa collaborare per raggiungere obiettivi comuni e in linea con quanto raccomandato dagli esperti. Rendersi conto che, come cittadini, non siamo solo “utenti finali”, ma anche attori fondamentali è un passaggio di consapevolezza molto importante, che può aiutare tutto il “sistema Paese” in un momento di emergenza.
  5. Riscopri la tua salute – Cerca di prenderti cura di mente e corpo praticando attività fisica e seguendo un’alimentazione bilanciata, secondo i tuoi desideri e rispettando il tuo tempo di ripresa.
  6. Condividi quello che provi – La diversa quotidianità che viviamo è fonte di cambiamenti nel nostro modo di vivere, tali da alimentare insicurezza, tristezza, rabbia e stress. Si tratta di emozioni tipiche di periodi di crisi. Non avere timore a condividere queste preoccupazioni con i tuoi cari o a rivolgerti a un professionista (ad es. medico, psicologo).
  7. Trova un nuovo equilibrio – In una situazione difficile come quella attuale, è possibile costruire una nuova routine, ricca di nuove abitudini e adatta ai ritmi diversi imposti dalla situazione, per recuperare la quotidianità e adattarsi a questo periodo nel miglior modo possibile.

A cura di: Direzione Generale della Prevenzione, Ufficio 8

In collaborazione con:
Centro di Ricerca EngageMinds HUB – Università Cattolica Milano
Osservatorio di cronicità Ordine psicologi del Lazio

 


Ultimissime del 5 maggio

5 maggio, Giornata mondiale dell’igiene delle mani

Dal 2005, ogni anno l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) promuove, per il 5 maggio, la Giornata mondiale per il lavaggio delle mani per ricordare l’importanza di questo gesto semplice, ma essenziale, nella prevenzione delle infezioni trasmissibili, soprattutto negli ambienti ospedalieri e di cura.

Per la giornata del 5 maggio 2020, il messaggio dell’OMS è SAVE LIVES: Clean Your Hands (SALVA VITE: Pulisci le tue mani).
Soprattutto in ambito assistenziale, ma anche nella comunità, lavarsi le mani correttamente impedisce la trasmissione dei microrganismi responsabili di molte malattie infettive, dalle più frequenti come l’influenza e il raffreddore, a quelle più severe come le infezioni correlate all’assistenza (ICA).

In particolare, durante l’emergenza pandemica da SARS-Cov-2 tuttora in corso anche in Italia, è di cruciale importanza lavarsi correttamente le mani, a casa, nei luoghi di cura, in comunità, al fine di evitare il contagio con il nuovo coronavirus SARS-Cov-2, ridurre la sua trasmissione e limitare il rischio di co-infezione con altri microrganismi.

Come lavare le mani

Il lavaggio delle mani ha lo scopo di garantire un’adeguata pulizia e igiene delle mani attraverso un’azione meccanica.
Per l’igiene delle mani è sufficiente il comune sapone. In assenza di acqua si può ricorrere ai cosiddetti igienizzanti per le mani (hand sanitizers), a base alcolica.

Se si usa il sapone è importante frizionare le mani per almeno 40-60 secondi.
Se il sapone non è disponibile usare una soluzione idroalcolica per almeno 20-30 secondi.

I prodotti reperibili in commercio per la disinfezione delle mani in assenza di acqua e sapone (presidi medico-chirurgici e biocidi autorizzati con azione microbicida) vanno usati quando le mani sono asciutte, altrimenti non sono efficaci.

Inoltre è importante non abusare di questi prodotti, in quanto il loro uso frequente e prolungato potrebbe favorire nei batteri lo sviluppo di resistenze nei confronti di alcune sostanze contenute nelle soluzioni, oltre a indebolire le difese naturali della cute, aumentando il rischio di contrarre infezioni.

È importante lavarsi le mani:

Prima

  • di toccarsi occhi/naso/bocca (per es., per fumare, usare lenti a contatto, lavare i denti, etc.)
  • di mangiare
  • di assumere farmaci o somministrare farmaci ad altri

Prima e dopo

  • aver maneggiato alimenti, soprattutto se crudi
  • aver usato i servizi igienici,
  • aver medicato o toccato una ferita
  • aver cambiato il pannolino di un bambino
  • aver toccato una persona malata
  • aver toccato un animale

Dopo

  • aver frequentato luoghi pubblici (negozio, ambulatorio, stazione, palestra, scuola, cinema, bus, ufficio, etc.) e, in generale, appena si rientra in casa
  • aver maneggiato la spazzatura
  • aver utilizzato soldi
  • aver toccato altre persone.

E’ buona abitudine, inoltre, tossire/starnutire nella piega del gomito, per evitare di contaminare le mani con cui successivamente si possono trasmettere i propri microrganismi (toccando ad esempio il cellulare, la maniglia di una porta, etc.).
Infine, si raccomanda di utilizzare fazzoletti monouso per soffiare il naso, possibilmente eco-sostenibili, e di smaltirli nei rifiuti, e lavarsi le mani, subito dopo l’uso.

L’igiene delle mani in ambiente assistenziale

L’igiene delle mani svolge un ruolo fondamentale per la nostra salute e quella delle altre persone anche e soprattutto negli ambienti assistenziali.

Le ICA sono un problema globale che colpisce circa il 7-10% dei pazienti, a seconda del Paese. In Italia si stima che il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un’infezione ospedaliera (fonte Istituto Superiore di Sanità – ISS). Non tutte le ICA sono prevenibili, ma si stima che almeno la metà potrebbero essere evitate.

L’assistenza sanitaria pulita (“clean care”) è riconosciuta dall’OMS come una delle sfide più urgenti da affrontare da parte della comunità globale nei prossimi 10 anni, nella corsa verso il rispetto dei tempi prefissati per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG) o Agenda 2030.
Inoltre, l’OMS ha dichiarato il 2020 ”Anno dell’infermiere e dell’ostetrica” in riconoscimento del contributo cruciale di queste figure professionali al rafforzamento di sistemi sanitari di qualità. Pertanto, la cura pulita, compresa la corretta pratica di igiene delle mani e il ruolo centrale svolto da infermieri e ostetriche, insieme a tutti gli altri operatori sanitari, nel raggiungimento di questo obiettivo nei setting assistenziali, è al centro della campagna di quest’anno per il 5 maggio.

L’applicazione delle misure di igiene nell’ambito dell’assistenza sanitaria pulita previene le ICA e la trasmissione di microrganismi potenzialmente patogeni sia nel setting assistenziale e sia in comunità.
La prevenzione delle ICA è di fondamentale importanza anche al fine di ridurre le infezioni resistenti ai farmaci e la diffusione dei microrganismi resistenti.

 


Le giornate precedenti

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