DEF, crescita e tasse: il futuro delle finanze pubbliche secondo Banca d’Italia

Pubblicato il 5 Maggio 2023 in , da redazione grey-panthers
ravvedimento

Banca d’Italia in audizione sul DEF, il Documento di Economia e Finanza: bene il maggior deficit per ridurre le tasse, tra le sfide riforme e gli investimenti PNRR

Durante l’audizione in Parlamento sul Documento di Economia e Finanza, la Banca d’Italia ha sottolineato come il Governo, per il 2023, intenda utilizzare i benefici derivanti da una crescita superiore a quella programmata nel Documento Programmatico di Bilancio (DPB) per finanziare misure espansive, anziché per ridurre ulteriormente l’indebitamento netto. Una scelta ritenuta in linea di massima condivisibile, così come la generale linea di prudenza adottata nel DEF dal Governo.

Utilizzo del maggior deficit nel 2023 e 2024

Il maggior deficit servirà per rafforzare la riduzione temporanea dei contributi sociali per lavoratori con redditi medio-bassi introdotta dall’ultima Legge di Bilancio. Anche l’aumento dell’indebitamento netto previsto per il 2024 sarà utilizzato per finanziare un taglio temporaneo della pressione fiscale.

La pressione fiscale elevata è un problema strutturale che richiede un intervento permanente e sostenibile per le finanze pubbliche. Tuttavia, potrebbe risultare difficile non prorogare nel frattempo i tagli temporanei già inaugurati nel periodo di creisi Covid, poiché ciò causerebbe un aumento repentino delle aliquote.

Bilancio e crescita oltre il 2026

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