Epatite C: una patologia da sconfiggere, anche da senior, con grinta e terapie

Pubblicato il 25 Giugno 2021 in Wellness Salute

Ne abbiamo sentito parlare da sempre; c’è chi l’ha anche incontrata direttamente nella propria vita o in quella di qualche familiare. Ora la scienza ci sa dare, meglio di un tempo, molte informazioni, test e terapie, utili a tutti, ma certo soprattutto ai Senior over 60.

Niente allarmismi, però. L’epatite C è una malattia curabile: oggi, infatti, è possibile eradicare l’infezione da HCV dall’organismo. Le moderne terapie prevedono l’utilizzo di farmaci che agiscono direttamente sul virus, permettendone l’eliminazione in oltre il 90% dei casi.

Disponibili in Italia dal dicembre 2014, i nuovi trattamenti hanno rivoluzionato le prospettive terapeutiche dei pazienti affetti da Epatite C in quanto, oltre a essere efficaci, vengono somministrati per via orale in poche compresse giornaliere e presentano solo lievi effetti collaterali. Per il successo del trattamento è fondamentale naturalmente l’aderenza alla terapia: il paziente deve attenersi alle indicazioni terapeutiche dello specialista, rispettando dosi e tempi di assunzione dei farmaci, ma questo vale sempre e per tutti.

I numeri dell’HCV in Italia

L’epatite C costituisce ancora oggi un grosso problema di sanità in Italia, dove si contano circa 33 decessi per milione di abitanti collegati alle epatiti virali, intorno quindi ai 2.000 morti l’anno (*1). Si stima che le persone con infezione cronica siano circa 1% della popolazione  (*2)

Poiché questa malattia non presenta sintomi, se non in rari casi nella sua fase iniziale con disturbi non specifici e riconoscibili (come astenia, dolori articolari, nausea, mancanza di appetito, febbre, ittero), l’epatite C è una malattia sotto-diagnosticata, con una quota stimata di sommerso (persone che non sanno di aver contratto il virus) fino a 300 mila persone potenzialmente non diagnosticate (*2 ).

In Italia è soprattutto la popolazione più anziana (over 50) a essere interessata dall’infezione cronica, contagiata da sangue infetto o dall’uso di strumenti medici non usa e getta. Negli ultimi 25 anni, però, il dato di prevalenza è fortemente diminuito grazie all’adozione di nuove pratiche capaci di prevenire e contenere il contagio, come le misure di sicurezza nello screening delle trasfusioni e l’uso di strumenti e dispositivi ospedalieri monouso.

Saperne di più per difendersi meglio

L’epatite C è una patologia del fegato causata dall’infezione del virus HCV, che attacca le cellule epatiche inducendo uno stato infiammatorio. Le cellule danneggiate dal virus muoiono (necrosi) e vengono sostituite con tessuto cicatriziale, in un processo patologico chiamato fibrosi epatica. Col passare del tempo l’infezione compromette la maggior parte del tessuto causando cirrosi epatica, uno stato in cui l’organo non è più in grado di svolgere le proprie funzioni.

La storia naturale dell’epatite C si compone di due fasi: l’infezione acuta e l’infezione cronica.

La fase acuta si verifica immediatamente dopo il contagio, quando le difese dell’organismo si attivano in risposta all’agente patogeno, iniziando a produrre anticorpi nel tentativo di debellare l’infezione. Può durare anche diversi mesi, ma nella maggior parte dei casi si tratta di una fase asintomatica della malattia, quindi è molto difficile da diagnosticare: nei pochi casi in cui l’infezione acuta si manifesti con sintomi, i pazienti possono presentare ittero, febbre, vomito e nausea, diarrea, dolore generalizzato e affaticamento.

Nel 55%-85% (*3) dei casi il sistema immunitario non riesce ad avere la meglio sul virus, che dunque in genere si annida stabilmente all’interno delle cellule epatiche.

È la fase cronica dell’infezione da HCV, che può rimanere asintomatica anche per decine di anni. Dopo 10-20 anni di infezione, però, il 20-30% dei pazienti sviluppa cirrosi epatica e l’1-4% tumori al fegato (*4).

Trasmissione per via ematica

Il virus HCV si trasmette per via ematica, cioè tramite il contatto diretto con sangue infetto attraverso una lesione della cute. I maggiori fattori di rischio sono la condivisione di oggetti appuntiti o taglienti (come rasoi, lamette o forbici), gli aghi, gli strumenti chirurgici non adeguatamente sterilizzati, le trasfusioni di sangue, pratiche chirurgiche non adeguate, pratiche sessuali a rischio e non protette e la trasmissione da madre infetta a figlio durante il parto.

In Italia l’epatite C è più diffusa tra le persone con più di 35 anni, e in misura ancora maggiore tra quelle over 50. Le persone con più di 50 anni potrebbero essere più a rischio soprattutto perché prima degli anni ’90 il virus dell’epatite C non era ancora stato scoperto e di conseguenza non si conoscevano né le sue modalità di diffusione né quelle di prevenzione. Le persone che hanno più di 50 anni e che hanno subito prima degli anni 90 interventi chirurgici, trasfusioni o che hanno avuto comportamenti a rischio, potrebbero aver contratto l’infezione.

A partire dagli anni ’90, nel mondo occidentale le infezioni in ambito sanitario-ospedaliero sono drasticamente diminuite grazie all’applicazione di protocolli di verifica sul sangue donato e infuso: la diffusione di aghi e altri strumenti usa e getta nonché lo screening dei donatori di sangue per individuare portatori inconsapevoli del virus sono stati passi determinanti. Le scarse condizioni igienico-sanitarie e le trasfusioni di sangue infetto sono, invece, le cause più comuni di trasmissione del virus nei Paesi in via di sviluppo.

Con un messaggio di speranza, C come curabile è la campagna che vuole informare e sensibilizzare sulla malattia, sui comportamenti a rischio che possono esporre all’infezione e incentivare quante più persone a rivolgersi al medico per fare il test con l’obiettivo di far uscire allo scoperto la malattia.

 

Per saperne di più 

 

 

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CODICE MATERIALE IT-UNB-0165

(*1) Fonte: Eurostat, https://ec.europa.eu/eurostat/web/products-eurostat-news/-/edn-20200728-1

(*2) Kondili LA, Andreoni M, Alberti A., et al. Estimated prevalence of undiagnosed hepatitis C virus infected individuals in Italy: a mathematic model to accurately measure HCV prevalence with a route of transmission granularity. Hepatology. 2019; 70 (S1) AASLD abstract (poster) N.0520 Friday 8 November 2020: p328A.

(*3) WHO, https://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/hepatitis-c

(*4) ISS, https://www.epicentro.iss.it/epatite/epatite-c

 

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