Bologna, la Cineteca mette online film rari restaurati

Pubblicato il 19 Febbraio 2021 in Outdoor Cinema

Nata nel 1962 su intuizione dell’allora assessore alle Istituzioni culturali – primo assessorato del genere in Italia – e poi sindaco Renato Zangheri, la Cineteca di Bologna, trasformata nel 2012 in Fondazione, è diventata uno dei simboli della cultura internazionale della città. La società collegata “L’Immagine ritrovata” che si occupa di restauro e conservazione di film e di formazione, dalla didattica divulgativa per i bambini alla scuola internazionale di film restoration, è oggi uno dei primi cinque laboratori al mondo sia per tecniche e tecnologie analogico-digitali sia per competenze storico-filologiche. Quasi l’80% del business è realizzato all’estero, tanto che nel 2015 è stata inaugurata la sede di Hong Kong e l’anno dopo quella di Parigi.

In attesa di riportare fisicamente davanti al grande schermo i cinefili, la Cineteca ha lanciatoIl Cinema ritrovato fuori sala” per riscoprire sul web i film rari della storia del cinema: ogni mese vengono propostu 18 film di nicchia in abbonamento, presentati da registi, critici, attori. Si raggiunge così per la prima volta in modo capillare chiunque sia interessato, non più solo i bolognesi. Lo streaming  permette di far apprezzare i lavori di restauro e i ritrovamenti a cinefili di ogni luogo, senza difficoltà. E sempre grazie alla piattaforma streaming è decollato il progetto “Io resto in sala che coinvolge una cinquantina di esercenti italiani, tra cui il cinema Anteo di Milano, e consente alle sale di continuare la programmazione anche dei film attuali via web.

Restauri di pellicole e archivi filmici (oltre 70mila titoli conservati), ha fatto conquistare alla Cineteca di Bologna le vette della cinematografia internazionale. Si devono alle tecnologie all’avanguardia e al know-how del laboratorio di restauro “L’immagine ritrovata” il recupero dell’intera filmografia di Charlie Chaplin o di gioielli di Sergio Leone come “C’era una volta in America” o “Per un pugno di dollari”. E si devono alla sua scuola internazionale di restauro e ai suoi festival la riscoperta e la diffusione tra il grande pubblico di capolavori di 125 anni di cinematografia.

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