Osservatorio Senior, in collaborazione con Fondazione Ravasi Garzanti, CSV net e CSV Milano ha condotto la Ricerca “Il contributo sociale dei senior over 65”, delineando un’immagine in evoluzione: senior consapevoli e impegnati, ma anche alla ricerca di un nuovo equilibrio e di forme di partecipazione più sostenibili
La richiesta ai Senior di continuare a contribuire alla società è crescente e a essa corrisponde spesso un desiderio da parte dei Senior di partecipare alla vita sociale, economica, civile. Fare volontariato, dare supporto alla propria comunità, dare aiuto in famiglia, tenersi aggiornati per non dover dipendere da altri, sono esempi dei tanti modi in cui i senior creano ancora valore per la società. Osservatorio Senior, in collaborazione con Fondazione Ravasi Garzanti, CSV net e CSV Milano (Centri Servizi Volontariato), ha condotto la Ricerca “Il contributo sociale dei Senior over 65” delineando un’immagine in evoluzione: senior consapevoli e impegnati, ma anche alla ricerca di un nuovo equilibrio e di forme di partecipazione più sostenibili.
Il paradigma dell’invecchiamento attivo domina da più di un decennio e più di 4 Senior su 5 ritengono di condurre già oggi una vita attiva. Parallelamente, la partecipazione sociale, anche in età avanzata, è un obiettivo condiviso a tutti i livelli. Ma come si concilia la prospettiva dell’invecchiamento attivo e della partecipazione sociale con il modo, del tutto in evoluzione, in cui i Senior di oggi vivono la propria età e la propria identità? Il progetto di Ricerca, promosso e realizzato tra il 2025 e il 2026, ha indagato quali sono le modalità con cui i Senior di oggi danno valore alla società, come vivono la propria età e come mantengono connessioni significative con la società e le altre generazioni, come stanno cambiando i valori e l’immagine che i Senior hanno di sé e se questi cambiamenti possono essere condivisi e resi patrimonio anche per le generazioni più giovani
La Ricerca, di natura qualitativa, è stata realizzata attraverso una review della letteratura in materia di invecchiamento attivo, partecipazione sociale e solidarietà intergenerazionale, seguita da focus group che hanno coinvolto più di 60 persone tra i 65 e gli 85 anni (età media 72), circa metà uomini e metà donne, residenti in zone del Nord, Centro e Sud Italia, in centri sia grandi, sia medi, sia piccoli.
La combinazione tra longevità e consistenza demografica dei Senior corrisponde a una grande potenzialità nel contributo che i Senior possono dare alla società nella fase della vita che nel passato era considerata l’età del “ritirarsi”, del “mettersi a riposo”, dell’incipiente “fragilità” e che oggi, invece, è diventata una fase in cui non si smette di essere attivi, ma che richiede un nuovo modo di interpretare senso e condizioni del vivere bene in relazione positiva e creativa con gli altri. La Ricerca ha evidenziato che la domanda che emerge e cresce nei senior è quella di partecipare e contribuire attivamente alla vita sociale, economica, culturale, ma con modalità che sentono appropriate alle specificità della propria fase di vita.
Dalla ricerca emerge una “generazione in trasformazione e in esplorazione”, alla ricerca di un nuovo equilibrio tra due poli: da una parte una condizione desiderata di libertà, autonomia e mobilità, condizione che i baby boomer di oggi sperimentano e che era largamente sconosciuta alle generazioni precedenti; dall’altra parte le pressioni sociali che richiedono ai Senior di oggi di rispondere sempre più ad obblighi esterni, familiari e sociali, pressioni che tendono a saturare nuovamente le loro energie e il loro tempo.
Spicca il “vitalismo”, che caratterizza i Senior e il loro desiderio di continuare a mettersi in gioco. Purché la partecipazione sociale avvenga con modalità appropriate al desiderio di vivere questa stagione della vita con autenticità e libertà, con ritmi e impegni che consentano di essere attivi, ma coerenti con le proprie condizioni fisiche e con le proprie esigenze. La ricerca di nuovi equilibri e la “plasticità identitaria” che ne deriva si riflettono su vari fronti sociali e familiari di cui la ricerca dà conto. Tra gli altri, sono esplorati la dimensione del volontariato, i cambiamenti nei ruoli di genere, il ruolo delle tecnologie e i rapporti intergenerazionali. In particolare, la solidarietà intergenerazionale va intesa non solo come redistribuzione di risorse o trasferimento di competenze, ma anche capacità di dare senso ai passaggi di fase. I Senior del XXI secolo, se consapevoli della loro posizione di transizione, possono svolgere un ruolo decisivo nel rendere meno conflittuale e più fecondo il rapporto tra generazioni: non occupando spazio, ma liberandolo; non imponendo modelli, ma mostrando che ogni fase della vita può essere abitata in modo autentico.

