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Grey Screen

Nel 1969, quando ero al liceo, il film “La Via Lattea” di Luis Buñuel mi ha fatto capire cosa può essere il cinema nelle mani di un poeta. Da allora mi occupo della “decima musa”. Ho avuto la fortuna di frequentare maestri della critica come Adelio Ferrero e Guido Aristarco che non mi hanno insegnato solo a capire un film, ma molto altro. Ho scritto alcuni libri e non so quanti articoli su registi, autori, generi e film. E continuo a farlo perché, nonostante tutto, il cinema non è, come disse Louis Lumiére, “un’invenzione senza futuro”. Tra i miei interesse, come potrete leggere, ci sono anche i viaggi. Lo scrittore premio Nobel portoghese José Saramago ha scritto: “La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna ricominciare a viaggiare. Sempre”. Ovviamente sono d’accordo con lui e posso solo aggiungere che viaggiare non può mai essere fine a se stesso. Si viaggia per conoscere posti nuovi, incontrare altra gente, confrontarsi con altri modi di pensare, di affrontare la vita. Perciò il viaggio è, in primo luogo, un moto dell’anima e per questo è sempre fonte di ispirazione. Viaggiate con me, allora! Auro Bernardi

Loro2

“Loro 2”, di Paolo Sorrentino

Nella seconda parte di “Loro”, loro sono proprio loro. Lorsignori, come si diceva una volta. I ricchi, i potenti, gli affaristi, i politici. Che mostrano “il lato oscuro della forza”, il “cupio dissolvi” della loro stessa ragion d'essere

“Loro 1”, di Paolo Sorrentino

“Loro” non è un film su Silvio Berlusconi, almeno per quanto visto in questa prima ora e tre quarti del dittico (la seconda parte uscirà il 10 maggio). “Loro 1” parla infatti di noi, degli italiani.

“Tutti i soldi del mondo”, di Ridley Scott

Un film con luci e ombre (sul piano metaforico) che accanto a interessanti risvolti psicologici e a una recitazione di alto livello, unisce cedimenti a cadute di stile. Ma tant'è: per quanto se ne dica, Ridley Scott non è un genio, ma, al massimo, un buon affabulatore.