Mondo digitale senza esclusioni: non è una questione di età, ma di cittadinanza

Pubblicato il 14 Giugno 2026 in da redazione grey-panthers
Nino App

C’è una nuova forma di disuguaglianza che attraversa le nostre città, le famiglie e le comunità. Non riguarda solo il reddito, la provenienza geografica o il livello di istruzione. Riguarda la capacità di abitare il mondo digitale e tuttavia qualcosa finalmente sta cambiando. Nino, ad esempio….

Oggi prenotiamo visite mediche, accediamo ai servizi pubblici, gestiamo il conto corrente, ci informiamo, manteniamo relazioni e partecipiamo alla vita pubblica attraverso i nostri dispositivi. Il digitale non è più una tecnologia: è diventato un’infrastruttura della cittadinanza.

Ma cosa succede quando milioni di persone restano ai margini di questa trasformazione?

In Italia, la popolazione over 65 rappresenta una delle componenti più numerose e strategiche della società. Eppure, proprio coloro che dispongono di un patrimonio straordinario di esperienza, memoria e capitale sociale sono spesso esposti a nuove forme di esclusione: disinformazione, dipendenza da terzi per l’accesso ai servizi, vulnerabilità alle truffe online, isolamento relazionale.

Per questo la domanda giusta non è se i Boomer siano diversi dalla Generazione Z.

La domanda è un’altra. Come possiamo costruire un ecosistema digitale capace di includere tutte le età? Come trasformare la tecnologia da fattore di separazione a infrastruttura di relazione? Come fare del digitale uno spazio in cui le generazioni non si osservano da lontano, ma collaborano, apprendono e crescono insieme?

Da queste domande nasce Nino.

Un progetto che parte dall’ascolto

“Nino. La tecnologia semplice e sicura, per tutti” è il progetto ideato da Biblioteche Senza Frontiere Italia in collaborazione con Seedble, Dataninja e DiTES – Link Campus University, selezionato da Google.org nell’ambito della Impact Challenge “Tech for Social Good”.

Tra il 2024 e il 2026 il progetto ha attraversato territori, biblioteche, centri culturali e spazi di comunità per incontrare centinaia di cittadini senior, caregiver, operatori sociali, educatori e facilitatori digitali.

L’obiettivo non è insegnare alle persone a usare uno smartphone, bensì comprendere cosa significhi oggi esercitare una piena cittadinanza digitale nella terza età.

Perché il problema non è la tecnologia. Il problema è ciò che la tecnologia permette – o impedisce – di fare.

Cosa chiedono davvero le persone senior

L’ascolto realizzato dal progetto ha restituito un messaggio chiaro. Le persone non chiedono soltanto competenze digitali. Chiedono fiducia, autonomia, accompagnamento. Chiedono di non essere sostituite. Una partecipante ai focus group Nino ha sintetizzato efficacemente questo bisogno:

“L’ideale sarebbe una via di mezzo tra il figlio che fa le procedure digitali al posto tuo e quello che vorrebbe spiegarti come si fanno, ma non ha tempo.”

Dietro questa frase si nasconde una delle grandi sfide del progetto: costruire percorsi che consentano alle persone di apprendere senza sentirsi giudicate, dipendenti o inadeguate.

Dalla ricerca emergono tre esigenze fondamentali:

  • accedere a contenuti chiari, progressivi e condivisibili;
  • ricevere supporto personalizzato senza perdere autonomia;
  • trovare un valore concreto nell’esperienza digitale, in termini di conoscenza, relazioni e partecipazione.

In altre parole, il digitale funziona quando diventa uno strumento per vivere meglio, non semplicemente una competenza da acquisire.

Nino App

Oltre l’alfabetizzazione digitale

Oggi sappiamo che non basta insegnare alle persone a usare le tecnologie. Essere cittadini digitali significa saper riconoscere una fonte affidabile, individuare una truffa, comprendere il funzionamento degli algoritmi, verificare un’informazione, contribuire a una comunità online in modo consapevole. Significa sviluppare senso critico, poter scegliere, esercitare attivamente il diritto alla conoscenza e poter tradurlo in partecipazione. È qui che entra in gioco il concetto di tecnologia sociale: tecnologie progettate non soltanto per essere utilizzate, ma per generare relazioni, fiducia e capacità di azione.

Una biblioteca dentro uno smartphone

Per rispondere a queste esigenze nasce MyNino. Più che un’app, un ecosistema di accompagnamento, pensato secondo la logica coach-care-connect: un luogo semplice e sicuro, di prossimità, che combina contenuti di media & information literacy, percorsi di apprendimento progressivi, occasioni di incontro sul territorio e strumenti di supporto personalizzato.

Una sorta di biblioteca mobile che tiene in una mano e accompagna le persone nel viaggio trasformazione digitale passo dopo passo.

All’interno dell’app trova spazio anche un assistente basato sull’intelligenza artificiale, progettato per rispondere ai dubbi degli utenti, chiarire concetti e supportare l’apprendimento in modo immediato e accessibile.

Una tecnologia che non sostituisce la relazione umana, ma la rafforza.

Fare comunità contro la disinformazione e la fragilità degli utenti meno consapevoli

Nino non è soltanto un prodotto digitale. È un processo collettivo.

Nel corso dell’ultimo anno il progetto ha coinvolto comunità in Lombardia, Lazio e Campania attraverso laboratori e momenti di confronto pubblico dedicati alla cittadinanza digitale.

Nino ha fatto tappa a Roma presso lo spazio Europa Experience, nel quadro della Rome Future Week, ed ha visto la partecipazione di organizzazioni non profit, imprese ed esperti della trasformazione digitale attorno alla tematica “Generazioni a Impatto”. A Napoli, Nino ha incontrato lo Spazio Obù della Fondazione Terzoluogo: qui il dialogo ha coinvolto istituzioni attori della ricerca e dell’innovazione, aziende, ETS e cittadini per dialogare su come dare concretezza al “digitale per tutti”.

L’obiettivo è costruire fiducia, rafforzare la consapevolezza critica e creare occasioni di apprendimento condiviso. L’idea forte è che il digitale può generare nuovi spazi fisici di comunità e socialità;

Perché la lotta alla disinformazione, alla marginalizzazione e alla vittimizzazione finanziaria non si vince soltanto con strumenti tecnologici. Si vince costruendo comunità più informate, più connesse e più capaci di interpretare la complessità.

Il futuro del digitale è intergenerazionale

Il prossimo 16 giugno, presso LUISS Hub Milano, Nino presenterà ufficialmente l’app MyNino e aprirà una riflessione pubblica sul ruolo della tecnologia sociale nella costruzione di una società più inclusiva. Partendo dall’assunto che l’età non debba determinare il grado di partecipazione e che l’innovazione abbia valore soltanto quando aumenta le possibilità delle persone, si dialogherà su come il digitale possa diventare uno spazio di incontro invece che di esclusione. Al cuore dell’evento, una tavola rotonda dedicata al tema “Riscrivere il digitale attraverso la tecnologia sociale”, il lancio dell’app MyNino, e tre tavoli di lavoro con partecipanti della società civile, delle imprese e delle università, dei centri culturali e dei poli bibliotecari.

Nino AppCosa accadrà dopo? Nino proseguirà il suo viaggio per incontrare altre comunità in Italia. Ogni tappa costituisce un’occasione di dialogo, di risposta a problematiche condivise, di arricchimento di conoscenze e di apertura di nuove relazioni e idee sui territori. Le formazioni, l’app e le azioni di progetto saranno adattate e ampliate proprio grazie agli incontri locali. Per seguire Nino e gli sviluppi del progetto: https://mynino.it/