La nuova vita dei Giardini Reali a Venezia, luogo di suoni e pensieri

Pubblicato il 14 Febbraio 2020 in , da Margherita Corti

I Giardini Reali, polmone verde della città di Venezia, fortemente voluti da Napoleone agli inizi dell’800, erano un luogo di grande pace e armonia, gradualmente caduti in disuso nel corso del XX secolo. Recentemente hanno trovato nuova vita, grazie al recupero e al restauro sia dei giardini sia delle strutture in essi contenute. Il restauro è stato affidato dallo Stato alla Venice Garden Foundation, con il sostegno di Assicurazioni Generali, uno degli esempi meglio riusciti di collaborazione tra enti pubblici e privati. L’intervento è stato seguito dal punto vista architettonico da due nomi noti: l’architetto paesaggista Paolo Pejrone per quanto riguarda la parte del giardino, e l’architetto veneziano Alberto Torsello per il restauro architettonico e il ripristino della Serra.

Alla cerimonia ufficiale per la riapertura dei Giardini l’operazione è stata definita “una bellissima storia di amore e generosità che deve essere d’esempio per altre storie simili”.

Inevitabile auspicare che analoga soluzione si trovi per tante altre realtà che versano nella stessa situazione.

Il percorso di recupero nasce nel 2014 con l’idea di rendere Venezia la capitale mondiale della sostenibilità. I giardini sono collegati a Piazza San Marco tramite un ponte levatoio, anch’esso rinnovato e riaperto al momento dell’inaugurazione, e sono un simbolo per la città. All’interno dei 5000 metri quadrati troviamo un’enorme varietà di piante di tutte le forme, dimensioni e colori. Nella prossima primavera si festeggerà la prima fioritura, un’ottima occasione per inserire questa tra le destinazioni preferite nella bella stagione.

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