La Rassegna Stampa: Pensioni, il diktat dell’Europa

Pubblicato il 8 Giugno 2010 in , da Vitalba Paesano

Le aperture

Il Sole 24 Ore: “Pensioni, parità dal 2012. La Ue non fa sconti, niente gradualità sui 65 anni per le statali. Marcegaglia: il no al rigore è contro il Paese”. E poi: “Befera: selettivi nella lotta all’evasione, non colpiremo nel mucchio”. In evidenza anche la maxi-manovra tedeesca, mentre “Londra prepara i tagli”. In evidenza anche i tagli che in tutta Europa stanno toccano i bilanci della difesa. “La scure dei tagli si abbatte sulla difesa europea e ridimensiona le ambizioni del vecchio continente, mentre Stati Uniti, India e Cina, nonostante la crisi, continuano ad aumentare la spesa militare”, dice il quotidiano.
Il Corriere della Sera: “Donne in pensione, niente sconti. L’Europa e l’allarme debito, la Germania vara una maxi-manovra: 80 miliardi. L’Italia cerca un compromesso. Ma la Ue: già dal 2012 a 65 anni”. Il professor Maurizio Ferrera, sulla prima pagina del quotidiano milanese, spiega “perché non è giusto” quello che ci chiede l’Europa, che ha “tecnicamente ragione”, ma in questi casi l’intransigenza è “poco comprensibile”. In prima anche la notizia del neonato rapito a Nocera, caso già risolto oggi.
In prima pagina il quotidiano milanese si sofferma anche sulle notizie sull’omicidio del vescovo Padovese: “L’assassino del vescovo ha urlato ‘Allah è grande’”. La rivelarlo l’agenzia di stampa cattolica Asianews. Ancora sulla prima pagina un articolo di Dominque Lapierre sulla sentenza che ha condannato solo la parte indiana per il disastro di Bhopal, 25 anni fa. Due anni di carcere per “negligenza” per i dirigenti indiani dell’azienda, niente per i capi della multinazionale Usa.
La Repubblica: “I giovani in pensione a 70 anni. Gli effetti delle nuove norme. La Ue: sul’uscita delle donne non si tratta. La Merkel vara una super-manovra da 80 miliardi in 4 anni. Salta l’incontro con Sarkozy. Roma, protesta in piazza per i tagli alla cultura”. L’editoriale è firmato da Tito Boeri (“La previdenza flessibile”); Boeri si sofferma sullo stillicidio di annunci, piccole riforme e smentite che riguarda il settore della previdenza,  invita a tornare alla riforma del 1996, che prevedeva la possibilità di uscire prima dal lavoro con penalizzazioni. Recepire le richieste della Ue oggi significa penalizzare ulteriormente le donne, dice.
In prima sul quotidiano romano anche la legge sulle intercettazioni: “Nella legge-bavaglio giro di vite sui giornali. Tornano le maxi multe agli editori. Oggi conta nel Pdl”. In prima anche notizie su Santoro, che ieri ha annunciato che rimarrà in Rai con la sua trasmissione AnnoZero: “Garimberti si schiera con AnnoZero. Santoro: ‘Torno a settembre’. Il conduttore chiede e ottiene una dichiarazione del Presidente Rai”.
La Stampa: “Pensioni, il diktat dell’Europa. Bruxelles: avete avuto venti anni per adeguarvi. Il ministro ai sindacati: a che serve scioperare contro la pioggia?”. In prima pagina anche il richiamo ad una inchiesta nelle pagine interne sul “conto salato” pagato dagli Stati per l’allarme pandemia sulla influenza A. “100 milioni sprecati in vaccini”.
“Forza Europa” è il titolo del Riformista. “Finalmente una riforma (imposta da Bruxelles). Donne in pensione a 65 anni. Il governo italiano costretto a far partire la nuova normativa per il pubblico impiego già dal 2012. E la Germania vara la supermanovra”. In prima anche il titolo: “Torna Santoro e pure Ruffini”.
A centro pagina il quotidiano riprende le notizie di ieri sulle modalità dell’omicidio del vescovo italiano in Turchia Padovese: “Ho ucciso il Grande Satana. L’urlo dell’assassino del vescovo Padovese”:
Il Foglio: “Quali sono le strade che il Cav vuole seguire per liberare gli animal spirits”. Il quotidiano parla di un “cantiere liberista”, e spiega che per quanto riguarda le riforme si seguirà “la via maestra costituzionale”, come le proposte per rafforzare la libertà di impresa modificando l’articolo 41 della Costituzione. Sulle proposte “liberiste” del governo il quotidiano offre anche i “plausi inattesi” ma anche i “dubbi” degli economisti Alesina, Boeri, Rossi e Scarpa, e poi l’elogio di Emma Marcegaglia e Federica Guidi di Confindustria. Delle riforme economiche per via costituzionale si occupa anche il professor Onida sul Sole 24 Ore.
Libero
: “Fini ci prende in giro. Ma quando taglia? La riduzione del 10 per cento della paga dei parlamentari è stata annunciata. Alla Camera però nessuno si muove. E il presidente fa melina”. E poi, con caricatura: “Un altro anno di mobbing per Santoro. Michele piange, resta e incassa””.
Il Giornale apre con la notizia del “sequestro lampo” a Nocera, e poi mette una grande foto di Michel Santoro e Adriano Celentano, che ieri ha scritto su La Repubblica anche per difendere il giornalista.

Pensioni …
Il Corriere della Sera scrive che se davvero l’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego fosse portata a 65 anni dal primo gennaio 2012, sarebbero circa 32 mila le lavoratrici che verrebbero colpite rispetto alla normativa vigente (calcoli Inpdap). Secondo il quotidiano il governo non ha nessuna intenzione di fare le barricate contro la Ue, non c’è aria di ribellioni contro le autorità di Bruxelles, anche se c’è la volontà di arrivare a una soluzione che venga digerita al meglio dalle parti sociali. Raffaele Bonanni, segretario Cisl, al momento parla di un “maramaldeggiare dell’Europa” che trova “ingiustificato”.
La Stampa intervista il giuslavorista e senatore Pd Pietro Ichino: “Proposta choc, Tremonti abbassi le tasse alle lavoratrici”. Ichino ricorda che l’Europa non ci chiede “solo questa misura di parità previdenziale, ma anche un drastico aumento del tasso di occupazione femminile, dal 46% al 60%. Noi oggi siamo gravemente inadempienti su entrambi i fronti. L’Europa ci chiede di non usare anche le pensioni per tenere le donne lontane dal lavoro professionale e l’Italia ha bisogno proprio di questo per ripartire”. E’ giusto mettersi in regola sulle pensioni? “Sì e aggiungo che per ogni euro risparmiato su quel terreno ne devono essere reinvestiti quattro in misure che favoriscano l’aumento dell’occupazione femminile, fattore indispensabile affinché l’Italia torni a crescere avendo metà della sua forza lavoro sottoutilizzata”. E Ichino spiega così le misure necessarie: “Oltre alle classiche della ricetta ‘di sinistra’ come l’aumento dei servizi alle famiglie con figli o con persone non autosufficienti, occorre una misura choc di tipo fiscale, la più efficace anche da un punto di vista culturale: una riduzione drastica dell’aliquota Irpef sul reddito di lavoro femminile”.
Secondo un retroscena de L’Unità (“Lorsignori”) nella maggioranza comincia a prevalare la paura di un crac economico italiano, specie se l’Italia dovesse diventare il prossimo bersaglio degli speculatori. Il retroscena ricorda che il sistema finanziario è sottopressione, e ricorda che “di fronte agli ottanta miliardi di Euro in cinque anni messi in campo dalla Germania, i mercati potrebbero aspettarsi qualche nuovo segnale anche da Roma”, cioè una nuova manovra in autunno.

Iran, Turchia

Sul Corriere della Sera: “La sfida dell’Iran: navi di aiuti per la Striscia”. Si riportano le parole del nostro ministro degli esteri Frattini: “L’Iran vuole prendere il controllo della Striscia”. La Guida suprema iraniana Ayatollah Khamenei ha offerto una scorta armata ai pacifisti che ritenteranno di rompere il blocco.  Più esattamente Il Foglio riferisce che un portavoce di Khamenei ha annunciato che le Guardie della rivoluzione sono pronte a fare da scorta militare a due navi della Mezzaluna rossa: “una porterà beni donati dalla nostra gente, l’altra i nostri operatori di soccorso”, ha detto il direttore dell’associazione iraniana della Mezzaluna rossa. Da Beirut anche il leader di Hezbollah Nasrallah ha invocato la spedizione di una nuova flottiglia. Secondo un quotidiano libaese anche il premier turco Erdogan sta considerando l’idea di arrivare a Gaza – dove ieri un bambino palestinese è stato battezzato Erdogan in suo onore – via nave, su un vascello della marina militare di Ankara, per accompagnare un nuovo tentativo di violare pacificamente il blocco. Il Presidente siriano Assad ha poi ieri dichiarato “appoggio incondizionato a qualsiasi iniziativa della Turchia per rompere l’assedio di Gaza”. Per il Foglio il peggior scenario possibile è quello ipotizzato dal generale Uzi Dayan, che ieri ha dichiarato alla radio dell’Esercito: “Se il premier turco si presenta qui con navi da guerra, non c’è dubbio che si tratterebbe di una dichiarazione di guerra”. Dichiarazioni non condivise da altri generali israeliani che tentano di smorzare le tensioni.
Su La Stampa si scrive che è di grande importanza l’atteggiamento dell’Egitto, che, a quanto pare, non intende consentire l’ingresso nel Mediterraneo di vascelli iraniani: una soluzione potrebbe essere il trasferimento via terra degli aiuti, dal canale di Suez verso il valico di Rafah con Gaza, che per il momento resta aperto per allentare la tensione. L’Egitto d’altra parte sta per completare il muro di acciaio sotterraneo alla sua frontiera con Gaza per evitare che vengano trafugate armi al confine. Alla Knesset il ministro della difesa Barak ha elogiato il comportamento dei militari israeliani sulla Marmara, che hanno dato prova di autocontrollo e preso decisioni di importanza critica in frazioni di secondo. Altrimenti il bilancio sarebbe stato “ancora più pesante”. I turchi uccisi a bordo “erano elementi violenti, davano in escandescenze”.
Per tornare al Corriere della Sera, e alla popolarità del premier turco Erdogan, considerato “homo novus della politica mediorientale”, si evidenzia il ruolo del nuovo capo del MIT, il servizio segreto turco, Akhan Fidan, che sarebbe il vero motore delle ultime mosse, dalla flotta pacifista all’asse con Teheran. Se ne occupa anche in una analisi Antonio Ferrari, sul Corriere: “La nuova partita dei palestinesi passa da Ankara”. Nel mondo palestinese Erdogan è diventato l’amico più credibile e fidato; mai si erano utilizzate tante parole di ammirazione per un Paese musulmano che il mondo arabo non ha mai amato. Erdogan da due anni è diventato la bandiera della riscossa musulmana nell’area: prima la dura reazione all’operazione piombo fuso, poi le accuse a Davos al presidente Peres, ora la flottiglia.
Su La Repubblica Sandro Viola si occupa della “solitudine di Israele”, in cui a parte gli intellettuali e gli scrittori, la popolazione vede la insofferenza che sta crescendo in mezzo mondo per lo Stato degli ebrei come “l’ennesima forma di antisemitismo. L’ipocrisia di chi si accorge soltanto delle violenze di Israele, ma non di quelle dei suoi avversari”.
Su Il Sole 24 Ore la notizia dell’annuncio dell’iran viene affiancata da una analisi di Alberto negri sul ruolo delle Ong e degli aiuti umanitari nelle nuove guerre. “Spesso testimoni scomodi, le organizzazioni non governative possono diventre un bersaglio o essere strumentalizzate”. Sulla stessa pagina il quotidiano dà spazio alle notizie rilanciate dalla agenzia AsiaNews sulla pista religiosa per l’assassinio del vescovo in Turchia, “mentre la difesa cambia versione e parla di delitto a sfondo omosessuale”. Secondo Asianews alcuni testimoni hanno sentito il vescovo gridare aiuto, e soprattutto hanno sentito le urla dell’omicida subito dopo. “Ho ammazzato il grande Satana. Allah Akbar!”. Si sarebbe trattato di un “omicidio rituale”, il vescovo è stato accoltellato in casa, ma è riuscito ad uscire, in cerca di aiuto. “Forse solo quando è caduto a terra, qualcuno gli ha tagliato la testa”, dice l’agenzia. Sulla seconda pagina del quotidiano Il Foglio si scrive che “Erdogan va il tollerante, ma nella sua Turchia i cristiani respirano odio”. Giulio Meotti riprende le notizie diffuse ieri da Asianews e scrive che la persecuzione dei cristiani in Turchia avviene non solo nelle campagne ma un po’ ovunque. Che nei talk show oltraggiosi verso i cristiani si mostra come “il cristianesimo e l’ebraismo cercano di distruggere la religione islamica”: “L’Europa – scrive Meotti – vive al riparo da un diffuso pregiudizio positivo nei confronti del kemalismo, lo crede ancora capace di arginare l’islamismo politico. Ma sotto il governo Erdogan, agli effetti più dannosi della laicità coatta turca sulla libertà religiosa, si è associato l’anticristianesimo come cultura islamista dominante”. Il proselitismo cristiano è proibito dall’articolo 163 del codice penale, che punisce ancora severamente l’evangelizzazione. E “a futura memoria” si racconta quel che monsignor Padovese scriveva dell’Islam. Per fare un esempio, nel 2007 diceva che grande è la distanza che separa l’islam dal cristianesimo: “Occorre sapere che l’ISlam si considera la rivelazione ultima, più completa e più razionale. Ne consegue che quanti non la seguono sono su un piano di netta inferiorità; diventare cristiano, per un musulmano, significa regredire a uno stato inferiore”.

E poi

La Stampa ha una lunga corrispondenza dall’Olanda, dove mercoledì si vota e dove l’autoproclamatosi crociato anti-islamico Geert Wilders, che puntava sull’incarico di primo ministro, pare sia in discesa nei sondaggi. L’ultima polemica, sulla tassazione del velo, pare non abbia pagato. Parallelamente ci si occupa delle forti tensioni secessioniste del Belgio, diviso tra valloni e fiamminghi. Anche qui si vota, ma domenica prossima.
R2 della Repubblica è dedicato al Sud Africa in vista dell’avvio dei Mondiali di calcio. “La partita del Sudafrica”, con contributi di Zucconi e Caracciolo.
“Business in rimonta dopo il rigore” è il titolo di un apagina che Il Sole 24 Ore dedica allo stesso argomento. “Prove di rilancio di un Paese provato dalle politiche restrittive e ancora squilibrato”. 

(fonte: RASSEGNA ITALIANA, di Ada Pagliarulo e Paolo Martini)