L’estate futurista, a Caorle: in mostra Balla, Boccioni, Carrà

Pubblicato il 27 Giugno 2026 in , da redazione grey-panthers
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Fino al 6 settembre, il Centro Culturale Bafile di Caorle (VE) ospita la mostra “Futurism: prophecy and revolution”: Balla, Boccioni, Carrà, Russolo, Depero, Ambrosi, Fasullo, Tato e molti altri protagonisti della grande avanguardia storica per celebrare il Futurismo come una rivoluzione culturale totale capace di ridefinire arte e vita quotidiana

Balla, Boccioni, Carrà, Russolo, Depero, Ambrosi, Fasullo, Tato e molti altri protagonisti della grande avanguardia storica saranno esposti in “Futurism: prophecy and revolution” fino al 6 settembre 2026 al Centro Culturale A. Bafile di Caorle (Ve). Una mostra di oltre 60 opere, promossa dal Comune di Caorle e curata da Matteo Vanzan di MV Arte, che vuole raccontare il Futurismo come la vera grande rivoluzione che fu, in grado di rinnovare non solamente le arti visive, ma, per certi versi, anche la vita stessa.

In apertura: Giulio D’Anna, Collezione privata Damoli Marco, Verona. Courtesy Galleria Faraci Arte, Verona Zeppelin, 1930 ca, olio e collage su tela, 76,5 x 102 cm

Le opere, provenienti da prestigiose collezioni private e pubbliche come il Patrimonio artistico Banco BPM e il Museo dell’Aeronautica G. Caproni di Trento, si alternano in un percorso di pittura, scultura, fotografia, manifesti e arte applicata con una particolare attenzione per le pubblicazioni futuriste come nel caso di “Mafarka il futurista” del 1911 e “Zang Tumb Tumb” di Filippo Tommaso Marinetti del 1914 oppure “Guerrapittura” di Carlo Carrà del 1915 e “L’Arte dei rumori” di Luigi Russolo del 1916.

Nel mezzo opere iconiche o riscoperte come la “Battaglia di Sassabaneh” di Italo Fasolo (Fasullo) esposta nella Biennale di Venezia del 1938, “Scendendo in città dal cielo” di Alfredo Gauro Ambrosi, tra le massime espressioni di aeropittura datato 1933, che si affiancheranno a quelle di Cesare Andreoni, Luigi Bonazza, Bot, Anselmo Bucci, Tullio Crali, Giulio D’Anna, Renato Di Bosso, Michele Falanga, L. R. Johannis, Marisa Mori, Francesco Balilla Pratella, Fides Testi Stagni, Osvaldo Toschi, Tato e molti altri. Il percorso espositivo invita il pubblico a scoprire la forza visionaria di artisti che seppero anticipare temi ancora attuali: il dinamismo urbano, il rapporto con la tecnologia, la trasformazione dei linguaggi e la continua tensione verso il nuovo.

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Battaglia di Sassabaneh di Italo Fasolo, esposta alla Biennale di Venezia del 1938

La mostra intende offrire uno spaccato del Futurismo presentandolo come un movimento coerente e compatto che, dal Manifesto di Marinetti, attraversa la prima metà del Novecento fino al secondo dopoguerra. Il titolo trae ispirazione da una lettera di Umberto Boccioni, esposta in mostra, dal tono sorprendentemente profetico e scritta un anno esatto prima della sua morte. Profezia e rivoluzione sono, del resto, due anime fondative del Futurismo, capaci di intrecciarsi con le visioni e i radicali mutamenti che il movimento introdusse non solo nelle arti, ma anche nella moda, nella musica, nella poesia, nell’editoria e perfino nella cucina. 

Più che un’avanguardia artistica, il Futurismo fu infatti una vera rivoluzione culturale: un movimento capace di travolgere persino il modo stesso di vivere la modernità, trasformandosi in una chiamata collettiva all’azione, al cambiamento e alla velocità. “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”, proclamava Filippo Tommaso Marinetti nel Manifesto del Futurismo, dando voce a una generazione decisa a rompere definitivamente con il passato. Non soltanto una nuova estetica, ma una nuova idea di società, fondata sul dinamismo, sull’energia e sulla volontà di rinnovamento. Con le sue intuizioni radicali, il Futurismo anticipò molti dei linguaggi che avrebbero caratterizzato il secondo Novecento, dalla Pop Art alla poesia sonora, dalla comunicazione pubblicitaria al design contemporaneo. Ancora oggi il movimento appare sorprendentemente attuale nella capacità di interpretare temi come la velocità delle immagini, la contaminazione tra discipline e il rapporto tra arte e vita quotidiana. “Futurism: Prophecy and Revolution” propone così un ampio sguardo sul Futurismo come fenomeno unitario e trasversale, raccontandone non solo la portata estetica, ma soprattutto la forza visionaria e rivoluzionaria che ne fece uno dei movimenti più influenti e controversi del XX secolo.

Dettagli della mostra sul Futurismo

“Futurism: prophecy and revolution” – fino al 6 settembre 2026

Centro Culturale A. Bafile – Rio Terà delle Botteghe, Caorle (Ve)

Orari: tutti i giorni dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 18:30 alle 22:00 

Prezzi: Intero: 10 euro Ridotto: 6 euro Biglietto gratuito per under 18, studenti universitari

Informazioni: 0421 219254 – cultura@comune.caorle.ve.it

 

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“L’Arena di Verona”, Cesare Andreoni – tempera su carta – 55 x 45 cm – 1935

 

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